venerdì 9 novembre 2007

La dura vita del panchinaro

Chi ha giocato, foss'anche a livello infimo, sa bene che quello di panchinaro è un mestieraccio, perché non sai mai cosa aspettarti dalla partita cui stai per prendere parte. Non sai quando (a volte nemmeno "se") l'allenatore ti metterà in campo, non sai per quanto ti terrà dentro prima di rimettere il titolare, e questo ti mette il doppio della pressione quando fai le cose, perché uno o due errori possono costarti il cambio, o comunque far sì che la tua prova rischi di ridursi a quegli episodi, senza possibilità di riscatto. Il che è frustrante, perché in allenamento lavori come gli altri (se non di più), ma dopo tanto lavoro, il risultato si può tradurre in pochi scampoli insignificanti di gioco, in cui magari non te ne va una dritta. Mentre i titolari possono star tranquilli, che se fanno due o tre padelle iniziali hanno tutto il tempo per scaldarsi e fare la loro partita. Secondo me, a essere onesti, i voti in pagella si dovrebbero dare solo dai 15' di utilizzo in su, salvo casi particolari di exploit in positivo o in negativo. Sotto quella soglia, una prestazione è in balia della casualità.

Questa situazione poi ti porta anche a ragionare come non vorresti: sei costretto a sperare che il titolare nel tuo ruolo sia completamente fuori fase o addirittura infortunato, perché se le cose vanno "come devono andare", il tuo compito è solo di dargli un po' di fiato, a meno che tu non sia il sesto-settimo uomo con ruolo tattico importante. E dato che un giocatore è inevitabilmente egoista, ecco che l'animo del panchinaro diventa un covo di falsità: applaudi il titolare che segna 3 canestri in fila, ma sotto sotto ti maceri perché ciò significa che il campo lo vedrai col binocolo; oppure conforti il compagno che ha appena beccato una gomitata che l'ha lasciato stordito, ma in realtà ringrazi il cielo che l'ha messo fuori uso, così tocca a te. Mors tua vita mea. Non ti senti a posto a ragionar così, ma purtroppo è inevitabile.

Eh sì, è una dura vita quella del panchinaro. Certo, c'è il rovescio della medaglia che non puoi essere incolpato, se non in piccola parte, dell'eventuale sconfitta. Ma credo che chiunque, a meno che non abbia un minimo di orgoglio e maroni, preferisca essere un titolare con 100 responsabilità, piuttosto che un cambio di poca importanza.

Esaurite queste premesse, ieri in coppa Masha Maiorano 3 punti e 1/6 al tiro in 12' nella brutta sconfitta con Gran Canaria.

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