Pubblicato anche su Basketnet.it (anche se non ho capito in che sezione è finito...)
Parte in questo weekend il girone di ritorno del campionato di B2 femminile lombardo. È l’occasione per fare il punto su quanto successo finora.
La differenza principale rispetto all’anno scorso è l’equilibrio al vertice. Vero è che a questo punto della stagione 2006/07 la corazzata Costamasnaga di Yadi Rios e Dana Drew non aveva ancora preso il largo. Ma questo appariva più frutto di casualità (2 sconfitte all’ultimo tiro) e l’impressione era che, alla distanza, la differenza di valori tra le lecchesi (oltretutto prime anche quest’anno in B1 pur avendo perso le straniere) e la concorrenza sarebbe venuta fuori, come infatti poi è successo. Non solo, ma alle loro spalle si cristallizzò una situazione in cui Mariano era saldamente seconda e Varese quasi certa terza (poi queste due posizioni sarebbero state sovvertite nello spareggio-promozione vinto da Varese). Canegrate e Cantù erano partite forte nelle prime 9-10 giornate, ma al giro di boa era già in atto il calo che le avrebbe tenute fuori dai playoff.
Quest’anno, invece, non sono ancora emerse gerarchie chiare. Campione d’inverno, onestamente a sorpresa, è Cantù, da quest’anno sotto la guida di Paolo Gavazzi. 13 vinte e 2 perse il ruolino delle brianzole, brave soprattutto a non perdere nemmeno un’occasione contro le squadre di medio-bassa classifica, mentre negli scontri al vertice, un po’ come tutte le rivali, ha avuto risultati alterni anche se, in definitiva, ha perso solo con Lodi e Mariano, e viaggia attualmente con una serie di 10 vittorie consecutive. Straordinario il duo ex-Comense Capiaghi-Pini (quest’ultima nonostante problemi fisici), ma sempre utili anche le altre a supporto dei due terminali principi.
Dietro di un’incollatura Lodi (12 vinte-3 perse), che dopo aver evitato un paio di scivoloni all’inizio ha ingranato molto bene col suo meccanismo fatto di difesa aggressiva e contropiede sistematico (interpretato ottimamente dalla specialista Scarpa, ma tutto parte dalla regia di Zacchetti), traendo vantaggio anche dall’inserimento a stagione iniziata della lettone Lazdane; sotto canestro è sempre una sicurezza Biasini. Solo un passaggio a vuoto a dicembre (sconfitte con Mariano e Canegrate) ha negato il titolo d’inverno alla squadra di Cristina Crotti, che però si è ripresa subito travolgendo il San Gabriele a domicilio.
Appaiate al terzo posto Mariano Comense e San Gabriele Milano (11 vinte-4 perse) che hanno avuto andamenti differenti. Mariano non è ancora riuscita a trovare continuità ad alto livello, alternando prestazioni eccellenti (vedi appunto le vittorie con Cantù e Lodi, le prime due della classe) ad altre sottotono (sconfitte con Urago e Pro Patria, per esempio). Tra le cause, i problemi fisici che tengono a mezzo servizio Kuzmaite da inizio stagione (la pivottona lituana è in attesa di operarsi), ma anche la “coperta” un po’ corta dietro al poker di veterane Napoli-Lupo-Conti-Longoni, che non possono sempre fare pentole e coperchi.
Il San Gabriele è stata invece la squadra migliore tra ottobre e novembre, quando dopo la sconfitta all’esordio con Villasanta ha inanellato una serie di 9 vittorie consecutive, tra cui quelle prestigiose con Mariano e Usmate, col marchio di fabbrica della fisicità difensiva e dell’attacco controllato. Nel momento in cui poteva involarsi da solo, però, il team di Fassina è incappato in 3 stop di fila, di cui due all’ultimo secondo con Canegrate e Cantù, complice un calo fisiologico delle giovani, impegnate su più fronti. La cabina di regia con le esperte Drew (moglie del pivot dell’AJ Milano, Casey Shaw) e Brusati è comunque una garanzia.
Un altro gradino più indietro troviamo Usmate e Urago (10 vinte-5 perse). La retrocessa Usmate di Mannis ha avuto anch’essa un periodo di forma smagliante, in cui ha tritato varie avversarie mostrando la sua versione migliore, un attacco a suon delle consuete sventagliate da 3 punti e una difesa che concedeva pochissimo. Dopo la sconfitta nel big match con Lodi si è però incrinato qualcosa ed è arrivato qualche stop di troppo. In generale sembra che Soncin e compagne dominino più di chiunque altro quando tutto gira per il verso giusto, ma fatichino a trovare soluzioni alternative quando il “piano A” non funziona e la partita si fa punto a punto. Da segnalare comunque la crescita di Sala e della ’92 Reggiani.
Urago è partita a handicap (2-4) pagando il tesseramento ritardato di una delle due americane, Martin; quando poi sono state al completo, le bresciane si sono trasformate in schiacciasassi, centrando 8 vittorie di fila prima che il San Gabriele mettesse fine alla striscia, complice l’assenza di Flynn. Le due Usa e l’ex serie A1 Marcolini garantiscono 20 punti di media a testa (nessuno ha un trio del genere), ma per il resto la coperta è un po’ corta, anche se Enrica Mazza e Damiani (quest’ultima però è presente a singhiozzo; sicché Urago ha tesserato la lunga sarda Musanti) sanno essere occasionalmente protagoniste a loro volta. Il problema principale però è la fragilità della regia dopo la cessione di Mora.
Non sembrano esserci altre squadre in grado di inserirsi nella lotta per i playoff (ricordiamo che la prima sarà promossa direttamente, mentre dal 2° al 5° posto si accede alla post-season che assegna un posto per lo spareggio con la prima del Piemonte): per la Pro Patria Busto c’è troppa differenza tra il rendimento casalingo e quello esterno. Al PalaFerrini ha già collezionato scalpi illustri (Lodi, Mariano), ma fuori può perdere con chiunque, anche perché pesano le assenze perduranti di Pelosi e Federica Mancini. Bene, anche se talora alterne, le sorelle Castiglioni, solida pur senza squilli Rabolini, segnali interessanti dalle più giovani.
A quota 16 c’è anche Canneto, più forte dell’anno scorso grazie all’arrivo di una “testa pensante” come Mora; ma non è ancora sufficiente per essere al livello delle grandi.
Seguono, con 7 vinte-8 perse, le due principali delusioni di questa mezza stagione. Canegrate era indicata da tutti come candidata ai playoff, zona in cui in realtà non si è nemmeno avvicinata finora, complice un ottobre-novembre di buio quasi totale, in cui più volte si è squagliata inspiegabilmente nell’ultimo quarto, nonostante un organico profondo con le varie Aloise, Manzo, Flagiello. Deve ancora ritrovare la miglior Merlotti dopo l’anno sabbatico per maternità; a dicembre ha raddrizzato la situazione con 4 vittorie in fila (tra cui i colpacci con Lodi e San Gabriele), ma non è ancora sufficiente per tornare là dove voleva essere.
Villasanta è stata troppo discontinua, continuando a combinarne “una cotta e una cruda”; l’organico non pareva inferiore a quello che fece sorprendentemente bene l’anno scorso (sono partite Cadario e Sesana, entrambe a Usmate, ma sono arrivate l’esperta Dindo e le giovani Bonfanti e Lanfredi), ma forse nei meccanismi non gira tutto nel verso giusto.
Alla pari con queste due c’è la migliore delle neopromosse, Vertemate: campionato finora di tutta tranquillità per le brianzole, trascinate dal totem Vanoni, che hanno sprecato poche occasioni nelle gare alla portata e hanno reso la vita difficile a parecchie big.
Un salto di 4 punti e si entra nella zona calda (retrocedono le ultime due). Cucciago (5 vinte-10 perse) non è più la matricola insidiosa dell’anno scorso, che convinceva nel gioco e sapeva piazzare anche colpi gobbi pur con un gruppo molto giovane. Le ragazze di Barbara Giordano hanno però chiuso bene l’andata vincendo sul campo della diretta rivale Melzo.
Proprio Melzo segue a 4 vinte-11 perse insieme a Trescore Balneario. Le neopromosse dell’est milanese sono partite discretamente, con la certezza Acerbi e gli estri della giovane Galbiati (ex Carugate), che passa con sconcertante facilità da un trentello allo zero, e viceversa, nel giro di una settimana; nell’ultimo periodo però sono state ben poche le soddisfazioni, anche in casa dove inizialmente la squadra di Monzani raggranellava quei punti che in trasferta non è ancora stata in grado di andarsi a prendere.
Quanto a Trescore, ha fatto quello che ha potuto alla luce di una situazione-organico deficitaria: problemi a ripetizione per i punti di riferimento offensivi, a partire da Cantamesse e Lippolis (quest’ultima appena tornata dopo una lunga assenza), ha raccolto meno di quanto meritasse, perdendo al fotofinish con Lodi e Cantù nelle ultime 2 uscite.
Attualmente retrocessa, con 3 vinte-12 perse, sarebbe l’Idea Sport Milano. Partita malissimo (10 sconfitte di fila), la squadra di Danovaro ha saputo ritrovare morale dopo aver vinto il drammatico spareggio con la Bustese, riuscendo poi a strappare altre 2 vittorie. La veterana Boldrini un esempio di carattere, le giovani stanno crescendo anche se non ce n’è nessuna con punti garantiti nelle mani.
Ultima, ancora al palo (0 vinte-15 perse) è la Pool Bustese. Situazione tragica, anche perché il bonus-ripescaggio è stato già bruciato la scorsa estate. Dopo gli innesti di Papagno e Castillo sotto canestro la squadra è più competitiva rispetto alle “scoppole” a tamburo che incassava a inizio stagione, ma da qui a vincere le partite ce ne passa ancora, soprattutto perché le percentuali al tiro non si schiodano dal 20-25/%.
Riepilogo classifica fine andata: Cantù 26; Lodi 24; S. Gabriele Mi, Mariano 22; Usmate, Urago 20; Pro Patria Busto, Canneto 16; Villasanta, Canegrate, Vertemate 14; Cucciago 10; Trescore, Melzo 8; Idea Sport Mi 6; Pool Bustese 0.
Nessun commento:
Posta un commento