sabato 31 marzo 2012

Diario (83)

 EDIZIONE SEMI-RIDOTTA


Weekend 24-25 marzo (rimasugli)

--> Anche nello scorso weekend c'è stato un minuto di silenzio prima di tutte le partite. Ho l'impressione che stiano diventando un po' inflazionati, e come tutte le cose inflazionate rischiano di svalutarsi. Ho cercato di ricostruire il conto dei minuti di silenzio di quest'anno e sono arrivato a 10, il che significa probabilmente che saranno stati una dozzina, su 24 weekend agonistici, quindi una volta su due. In autunno l'alluvione di Genova, l'alluvione di Messina e la morte del pilota Simoncelli; a gennaio la morte di Scalfaro, lo schianto della nave Costa, la morte di Brumatti; a febbraio i militari in Afghanistan e la morte di Cacco Benvenuti; a marzo un altro militare in Afghanistan e la morte non ho capito se di Lucio Dalla o Enzo Lefebre, il dirigente Benetton. Siamo un paese pieno di tragedie ed evidentemente la scelta del Coni è quella di onorarle tutte. Per carità, massimo onore a tutti codesti morti, ma c'è il rischio di finire col dover fare un minuto di silenzio ogni settimana, perché come fai poi a negare l'onore a un qualsivoglia defunto se l'hai dato a qualcuno simile? Ogni alluvione, ogni aereo o nave che si schianta, ogni militare, ogni politico di spicco o sportivo anche di altre discipline: la lista si fa lunga. Non che sia un grave problema: t'immobilizzi un minuto, gli atleti fanno le facce contrite spesso senza aver capito di chi si tratta (idem per gli spettatori, se non c'è lo speaker che te lo dice), un applauso e s'inizia a giocare. Però forse sarebbe meglio limitarsi ai morti pertinenti col basket. Opinione personale, forse non politicamente corretta ma pazienza.

--> Franz Pinotti ha, come tutte le figure di spicco, estimatori e detrattori. Però nessuno può negare che abbia dei colpi di genio. L'ultima sua invenzione è la pubblicità comparativa tra club. Ecco cosa si legge sul sito Sanga nella cronaca della partita Under 15 contro il Geas, giocata sabato 24: "Sono in crescita le ragazze. E se è vero che anche nella scuola basket, come a scuola, si debbono mostrare progressi, ha di che essere orgoglioso e soddisfatto coach Pinotti per i risultati di un lavoro cominciato in quarta elementare con 10/dodicesimi di questa squadra. E’ facile vincere avendo a disposizione ogni anno le migliori giocatrici lombarde che corrono tutte a giocare nella squadra che ritengono la “migliore”. Ma non c’è soddisfazione più grande di insegnare pallacanestro partendo da semplici ragazze di una scuola e portarle a giocare alla pari con le più blasonate pari età. Il Sanga dimostra ogni anno come il lavoro in palestra paghi. E forse è giunto il momento di fare una riflessione diversa e rivolgersi alle migliori ragazze di Milano offrendo un Progetto giovanile che è ormai uno dei migliori di Lombardia e d’Italia.
Godiamoci questa crescita, che per vincere c’è ancora tempo. Al Sanga le ragazze hanno la certezza che, continuando a lavorare e a migliorare, giocheranno un giorno in serie A, indipendentemente dai campionati giovanili più o meno vinti. Che già abbiamo visto in passato cosa succede a qualche giovane di “valore” che vince nel giovanile e poi sparisce a livello senior, triturata dalla concorrenza e dal continuo ricambio.
Insomma poniamo l’accento sulla diversità di filosofie che, pur rispettando tutti, porta ad avere più chance in un futuro non lontano
".

Non viene nominata, questa società paragonata al Sanga, ma secondo Meurlock Holmes (che magari si sbaglia) si tratta proprio del Geas, il quale, com'è noto, ha messo insieme un'eccezionale congrega di talenti nelle annate dal '94 al '96 (il '97 per ora è meno quotato ma sta crescendo). Abbiamo la vaga impressione che qualcuno, in Lombardia, non veda con entusiasmo questa anomala concentrazione. Anche perchè quando una partita tra la prima e la seconda di un campionato, come Geas-Cremona U17 di mercoledì 28, finisce 77-34 o giù di lì, s'intuisce che è stato creato un mostro... :woot: Ormai contro il Geas di quelle annate si gioca come contro il Dream Team prima maniera: cerchi di farti suonare il meno possibile e pensi già alla partita dopo.
Però dal nostro punto di vista non si può avere la moglie piena e la botte ubriaca: almeno così si dimostra che si aveva ragione quando si diceva che se la Lombardia vinceva pochi scudetti giovanili era perché i talenti erano dispersi in varie società. Ora i talenti '94-95-96 sono concentrati (tranne pochi) nel Geas, e infatti si fa incetta di scudetti.
Poi onestamente bisogna dire che oggi come oggi in prima squadra ha più giocatrici prodotte in casa il Geas che il Sanga, quindi forse l'ultima stoccata di Pinotti è un po' ingenerosa. Attendiamo i prossimi anni ma siamo fiduciosi sul fatto che le varie Zandalasini, Gambarini eccetera potranno avere la loro chance in A1. Tuttavia apprezziamo Pinotti quando lancia sfide, evidentemente anche auto-motivandosi a vincerle.

Diario (82)

EDIZIONE SEMI-RIDOTTA


25 marzo (domenica)

--> C'è molto fuoco alla carne in questo periodo, vediamo di rosolarne un po' anche se in differita. Eravamo rimasti alla vigilia dell'ultima giornata di A1. L'interesse maggiore, ovviamente, era nella caccia alle ultime posizioni-playoff, non tanto per sapere chi tra il Geas e Pozzuoli sarebbe arrivato ottavo (solo una bomba atomica poteva causare contemporaneamente la sconfitta delle stalingradiane con Alcamo e la vittoria delle solforose a Schio...), ma per capire chi tra Faenza, Parma e lo stesso Geas si sarebbe piazzato sesto, guadagnandosi così una speranza seppur minima di andare in semifinale, evitando Taranto e Schio (che poi, va bè, non si sa mai, ma a essere realisti è così).
E alla fine ha goduto Faenza, battendo Priolo e conquistando il 6° posto per classifica avulsa (3-1 lei, 2-2 Parma, 1-3 Geas). Se pensiamo che Faenza ha vinto 2 volte col Geas all'ultimo tiro, si capisce come bastava poco e la stagione di Sesto, poco esaltante, poteva cambiare spessore. Ma tra il valore del campionato di Faenza e Geas, sebbene finito per entrambe a 20 punti, c'è notevole differenza e alla fine le due posizioni di divario sono moralmente oneste. Faenza ha avuto più guai di Giobbe (quello della Bibbia), Sesto non ha avuto neanche un'assenza in tutto il campionato tra le 8 giocatrici della rotazione. E questo, se da un lato è un plauso al lavoro di preparatori e sanitari, dall'altro vale un punto in meno nelle pagelle di fine anno (ok, qualche acciacco, Haynie reduce dall'infortunio dell'anno scorso, ma comunque c'erano sempre tutte). Pagelle che, comunque, vanno stilate dopo i playoff e non prima. Ma per ora Faenza brava e Geas nel reparto delusioni, se non per qualche guizzo casalingo di valore assoluto come la vittoria con Taranto e, in second'ordine, quelle con Umbertide, Como e Parma. Contro Alcamo, sebbene fosse una partita strana (vuoi perché si sapeva che al 99% i playoff erano fatti, vuoi per le assenze tra le siciliane), non è stato granché glorioso essere ancora pari dopo 3 quarti contro l'ultima in classifica priva di 2 straniere più un'oriunda...
La Comense ha fatto quest'anno la parte del Geas dello scorso anno, ovvero vincere il campionato delle "normali" arrivando terza. Numericamente è andata anche meglio di Sesto 2010/11 che fece 14 vinte-8 perse contro il 16-6 della squadra di Barbiero. La quale, soprattutto nel ritorno, ha vinto e anche convinto quasi sempre, cioè in tutte le partite eccetto Schio e Taranto; il +15 con Umbertide è l'ultima torta sulla ciliegina. Non si può definire una sorpresa totale perché Big Roberto Lurisi l'aveva previsto, che arrivasse terza. Però così bene, forse non era ipotizzabile.
Umbertide complessivamente senza lode e senza infamia (partita forte, andata in calando, qualche assenza), però se si facesse eliminare da Lucca sarebbe un'annata di regresso rispetto allo scorso anno, risultati alla mano (anche in Coppa Italia dove arrivò in finale). Ecco, Lucca davvero grande: quarto posto con quell'organico, che ha certamente qualità da vendere sotto canestro e in parte anche negli altri ruoli, ma è cortissimo, a nostro parere è il massimo spremibile. L'ultima vittoria a Parma è stato il suggello a una stagione regolare già ottima. Quanto a Parma, ha risalito la china (dopo i playout degli ultimi 2 anni) ma peccato per l'infortunio di Kireta sul più bello: ha finito calando netto.

--> Tre quarti d'ora dopo che s'assestavano questi ultimi verdetti di A1, si consumava una tappa del (quasi) inspiegabile calvario del Sanga Milano versione 2012. Quasi inspiegabile nel senso che per quanto molte delle spiegazioni ipotizzate in giro possano avere una loro parte di realtà (squadra poco squadra, calo atletico, peso delle sconfitte che si accumulano), nessuna di queste, e nemmeno la loro somma, sembra far sembrare normale il fatto che la medesima squadra che all'andata fece 11 vinte di fila, adesso sia a 8 sconfitte nelle ultime 11 partite, di cui quelle con Biassono (da +36 all'andata a -1 al ritorno) e con Cervia (da +30 a -19).
Con Marghera l'escursione termica è quasi altrettanto brusca, da +11 in trasferta all'andata a -20 domenica scorsa, ma all'andata Marghera non aveva Savelli né Striulli (né Gorla, che però è mancata pure stavolta), cioè due quinti del quintetto. Non a caso ha vinto 8 delle ultime 10 partite. Quindi ci stava di perdere; tuttavia si fatica a considerare normale i 21 punti di scarto presi negli ultimi 12 minuti: da 48-47 al 28' a 55-75 finale. Milano era partita male, -12 a inizio 2° quarto, ma era risalita in modo convincente con un 25-7 nei successivi minuti prima dell'intervallo (+6). La zona costringeva Marghera a sparacchiare da 3; in attacco la palla in area a Ntumba e Lidgren arrivava bene. Frantini era partita male ma, contro la zona a sua volta impiegata da Marghera, aveva poi messo 2 triple di fila. Insomma si ritrovava quella sensazione di una squadra completa, solida, senza punti deboli.
Poi c'è stato un cambio di difesa verso il 28', una "box" su Frantini, e un paio di triple di Rimpova: non so se sia bastato ciò a mandare in confusione il Sanga, fatto sta che da lì in poi, in attacco si sono viste quasi solo forzature da fuori, e la difesa assomigliava al Mar Rosso quando ci passò Mosè con gli israeliti. :blink: Strulli, opaca per 3 quarti, s'è messa a imperversare; e certo sotto canestro tra Rimpova (che ha anche ottima mano), Pellegrino e Fabris, c'è del bel materiale per Marghera, così come sul perimetro tra Savelli, Granzotto e Brunelli, sebbene siano andate a corrente alternata. Ma il discorso è che Marghera, al momento decisivo, ha messo insieme tutte queste sue potenzialità trasformandole in rendimento, Milano invece l'opposto.
La sensazione complessiva è che può ancora succedere che il Sanga si sblocchi (e intendiamo ormai nei playoff perché nelle ultime 3 giornate si tratterà di arrivare quarte, quinte o seste e non è detto che cambi molto), e così come non appare un motivo chiaro per il blocco, potrebbe riaccendersi la luce altrettanto repentinamente. Però, dovendo giudicare dai fatti attuali, del tunnel non si vede una fine immediata.

domenica 25 marzo 2012

Diario (81)

 EDIZIONE RIDOTTA


Dal 10 al 24 marzo

--> Per cause di forza minore eravamo rimasti fermi al 9 marzo, ovvero all'indomani dell'infrasettimanale di A1, terzultima giornata.
C'è stato subito dopo il penultimo turno che, tanto per riprendere il filo, ha visto come evento saliente la sconfitta di tutte e 4 le squadre in lotta per i playoff, ovvero Parma, Faenza, Geas e Pozzuoli. Tuttavia Parma e Faenza hanno raggiunto l'obiettivo principale, cioè la sicurezza di essere nelle prime 8, mentre il Geas ha un match-point che, in teoria, più facile non potrebbe essere: in casa con Alcamo ultima e, secondo previsioni di oggi sulla stampa sicula, ancora senza il trio di americane "scioperanti" per mancati pagamenti. Ma anche se dovesse suicidarsi, il Geas sarebbe comunque dentro a meno che Pozzuoli non vincesse a Schio. Insomma un cataclisma. Sesto ha confermato a Lucca la sua inconsistenza stagionale in trasferta (2 vittorie, contro le ultime 2 della classe) a fronte di un rendimento casalingo da primissimi posti. E' proprio grazie a questi bottini interni, soprattutto i 2 punti lucrati con Taranto, che il Geas, nonostante la stagione al di sotto delle aspettative o comunque mai decollata, può ancora ottenere (in caso di sconfitta di Parma e Faenza) un 6° posto che sarebbe tutt'altro che male, oltre a garantire una serie "giocabile" contro la Comense. Un derby che sarebbe da inondazione in bocca (acquolina è troppo poco), una nuova puntata saliente della rivalità lombarda, rivincita dello scorso anno da un lato e del recentissimo -37 dall'altro.
Non è così difficile che si verifichi perché Parma gioca con Lucca la quale insegue il 4° posto; mentre Faenza potrebbe esser appagata dal traguardo raggiunto e non avere il coltello tra i denti contro Priolo. S'apprende inoltre che Liles è fuori squadra per motivi disciplinari. Quindi Alcamo agitata, Faenza agitata e nemmeno la Comense è tranquilla. Lunedì 19 è infatti uscito un articolo sulla "Provincia" in cui sono tornate in auge le voci di disimpegno di Pennestrì con ripartenza dalla B, stile Venezia. :woot: Pare che Pennestrì abbia rassicurato le giocatrici ma sembra un po' una dannazione, quella degli ultimi diciamo 13 mesi, per la società nerostellata che, tra il caso Zampella, il caso Wabara, il caso Butler, trova periodicamente qualche turbativa anche nei momenti belli.

--> C'è stata, nel frattempo, la Coppa ItaliaTaranto impressionante, ovvio ma meritato dirlo, perché se la prova di forza col Geas in semifinale poteva anche non essere troppo indicativa, battere Schio di 21 in casa sua, nemmeno il tarantino più accanito nei suoi sogni più bagnati poteva immaginarlo. E' la terza volta che Taranto batte Schio quest'anno: oggi come oggi è difficile pensare che Schio riesca a rendere la pariglia (cioè 3 vittorie) nella probabilissima finale scudetto. Sembra che Taranto abbia preso un sopravvento psicologico fin dalla finale dello scorso anno. Perse, è vero, per 3-2 la serie, ma con mezzi inferiori riuscì, con intensità e gioco di squadra, a mettere alle corde Schio, la quale vinse per superiorità individuale e per bollitura tarantina nell'ultima partita, ma Taranto (ipotizzo) capì di essere più forte nella testa e nel collettivo. Così, quest'anno, a parità di potenziale, vince sempre.
E poi merita qualche riga Giorgia Sottana (ahò, è passata una settimana e nessuno qui ha scritto neanche mezza riga: va bene i mali del movimento che devono avere la precedenza, ma quando è troppo è troppo...): forse è arrivato finalmente il giorno che tutti attendevano da quando lei aveva 14 anni o giù di lì, ovvero che diventasse una stella assoluta, una che decide partite del massimo livello. In realtà l'mvp delle finali sarebbe stato giusto darlo a Vaughn, che ha dominato sia semifinale che finale; ma certo quanto fatto da Sottana, per puntualità nei momenti critici e bellezza stilistica, non poteva non rimanere impresso. Oltre alle 3 triple, di cui l'ultima da 8 metri con avversaria in faccia e determinante per spegnere la rimonta di Schio, ha distribuito un paio di assist splendidi nell'allungo del secondo quarto, frangente in cui ha realizzato anche un meraviglioso arresto e tiro a centro area, librandosi leggera nell'aria come una libellula di velluto (ok, la poesia non è nelle mie corde, mi ci vorrebbe Werther Pedrazzi, padre di Alice nonché specialista di metafore). :blink:

--> In A2 che è successo? Al Nord ormai Bologna e Vigarano sono sicure dei primi 2 posti (oggi poi Vigarano ha perso con S. Martino, favorendo Bologna). Sanga Milano in crisi perdurante, almeno in trasferta (clamoroso il 37-56 a Cervia); domani test importante contro Marghera che è in gran forma. Al Sud, la Termo Spezia ha confermato la sua puntualità nei big match battendo Ragusa. Chieti terza poco dietro, per il 4° posto in lotta Orvieto e Virtus Spezia.

--> A quanto sembrerebbe dalla programmazione indicata sul sito di Lega, nulla sarebbe trasmesso in tv delle gare-1 e 2 dei quarti. Dopo la finale di Coppa di A2 si riprenderebbe con un'eventuale gara-3 il 14 aprile.
--> Kathrin Ress è diventata mamma. Non abbiamo ancora capito chi è il padre, il che non c'interessa per il nome e cognome, ma solo per sapere se è un giocatore pure lui oppure no. Se fosse un pivot, potremmo avere un potenziale genetico molto interessante anche se si tratta di un maschietto e quindi non risolverebbe l'annosa carenza di lunghe.
--> Nelle giovanili lombarde, è interessantissimo il campionato Under 15 Elite. Dopo la giornata di oggi, se non ho fatto male i conti, ci sono 4 squadre appaiate al comando con 4 sconfitte ciascuna: Pro Patria Busto, Comense, Geas e Milano Basket Stars. Con Biassono e Lussana Bergamo subito dietro. Tanto equilibrio si deve anche a una certa mediocrità della classe '97 lombarda, che dopo i lussi delle annate '94-95-96 non sembra avere punte di spicco (mi aspetto subito una puntualizzazione da Nonino, ma il giudizio è di coach Cantamesse), ma almeno qui ci sono emozioni, mentre U19 e U17 hanno visto un dominio assoluto del Geas che ha vinto entrambi i campionati senza perdere neanche una partita, anzi senza rischiare di perdere neanche una partita, tranne forse un caso. Il Geas potrebbe quindi centrare una clamorosa tripletta, se vincesse anche nelle U15. Non so se ci siano precedenti in Lombardia.

martedì 20 marzo 2012

Perché non mi accodo al disfattismo

Repliche all'utente FrancoCoach:

Perchè i signori che si destreggiano tra conti, tasse comunali, imposizioni fiscali, noleggi, mancanza di stimoli, tasse sportive, responsabilità, pericoli di chiusura, scarsa attenzione, niente supporto...dovrebbero rassicurarti?

Tu hai già detto di non sentirti un paladino che può supportare campagne di informazione oppure stilare una sorta di libro bianco della situazione del basket giovanile e non in italia, ed in effetti, è vero, sei un cronista...ti cibi dell'attualità e non del futuro, zero responsabilità e se l'anno prossimo veramente qualche società chiuderà...

Mi spiace ma ho l'impressione, come da parte di altri, che mi si scambi per il Corriere della Sera o la Gazzetta... Non vorrei annoiare con particolari personali sulle condizioni di lavoro (anche se mi stupisco come non si faccia un minimo sforzo intuitivo, come se magicamente nel giornalismo di basket femminile ci fossero condizioni da giornalismo di Nba o A maschile... :ridi: ), per cui mi limito a spiegare, come ho già fatto ad altri in sede privata, che se si parla di mestiere, di professione eccetera bisognerebbe sapere che il mestiere di cronista/giornalista si esercita per una committenza. Se questa committenza non c'è, rispetto a un argomento, tale argomento può essere trattato da me come da te come da qualunque altro libero cittadino. In poche parole il tuo rinfaccio di non stilare un "libro bianco" posso fartelo identico io e ha la stessa validità. Chiaro?


e non dico di A1...magari una che fà solo giovanile da qualche parte...a te credo proprio che non interesserà minimamente...in effetti zero idee hai dato alla discussione ma non solo, diciamo che dubiti di ciò che dicono anche illustri personaggi che di quel mondo di cui tu racconti (senza accollarti nessuna responsabilità diretta o indiretta) ne sanno 1000 volte più di te....questo mondo ti serve solo per la tua attività 
Vedi come sopra: prima di scrivere sentenze come quest'ultima, bisognerebbe conoscere la realtà, altrimenti è come andare a una partita di A2 femminile e accusare la società perché non vedi né schiacciate né tabelloni luminosi col maxischermo né spettacoli di cheerleaders negli intervalli. Quanto alla prima parte, scrivi solenni cazzate, perché mi rammarico di ogni società che scompare o è in difficoltà, tant'è che l'estate scorsa ho seguito i casi di Rho e Malnate. Purtroppo però non è nelle mie corde venire qui sul forum e farneticare di complotti arbitrali, incapacità criminale della Fip, necessità di smantellare A1 e A2 mandando a casa tutte le giocatrici e via dicendo. Se queste sono le idee, mi spiace ma preferisco non averne.

Seconda cosa: se non mi accodo al disfattismo non è perché non do credito a chi ne parla, semplicemente lo trovo eccessivo su vari punti, per i motivi che ho spiegato; e penso che oltre al catastrofismo continuo e martellante bisogna proporre anche qualcosa di positivo: nasconderlo è un'errata rappresentazione della realtà, perché nonostante la miseria, la crisi eccetera ci sono ancora migliaia di ragazze che giocano, allenatori che allenano, dirigenti che dirigono e che meritano di essere raccontati. Perciò, implicitamente, l'idea che propongo è quella. E permettimi se la trovo meglio che venire in forma anonima sul forum e strappare facili applausi gridando che la Fip è una banda di mentecatti e che il movimento è morto.

 Perchè se in quel bellissimo foglio propagandistico che è il Panorama Lombardo ci fosse con scadenza fissa un angolino dedicato ad una piccola critica del sistema con una proposta di miglioramento inserita, forse, dico forse si farebbe una bella cosa, lo fanno tutti i maggiori quotidiani sportivi...si potrebbe fare uno sforzo per inserirla anche li. Ma siccome quella è la pubblicità edulcorata di un Organo Federale ricorda un pò la canzone che diceva:" E sempre allegri bisogna stare che il nostro piangere fa male al RE...."

Ari-vedi sopra: il discorso della committenza. Se ci fosse una committenza per fare un foglio anti-propagandistico (per usare la tua espressione), ovvero un foglio di denuncia, accuse eccetera, sarebbe più facile leggere quello che invochi tu. A parte questo, la tua proposta è concreta (ovviamente usando toni e argomenti adatti) ma ti spiego perché non è di semplice attuazione: il Panorama prevede una struttura fissa di 2 pagine che, come avrai constatato, sono già piuttosto strapiene dell'attività agonistica regolare. Discorsi come quelli che vorresti vedere tu non si possono fare in 2 righe, di conseguenza ora come ora non ci stanno. Vedremo quando finiscono un po' di campionati. Secondo problema: il Panorama è una vetrina ufficiale della Fip. In base a quale criterio si dovrebbe scegliere di fare intervenire gli uni piuttosto che gli altri? Non è come un giornale normale, dove il giornalista sceglie di dar voce a questo o a quello in base all'area di diffusione del giornale o a ciò che ritiene possa interessare. Potrei anche telefonare oggi a Mazzoleni e fargli scrivere 2000 righe con le sue proposte, ma dal punto di vista Fip ha diritto lui a intervenire come hanno diritto i presidenti di altre 100 società. Comunque non è un no definitivo; per il momento non si può.

In generale, è legittimo avanzare critiche e richieste, ma un po' più di cognizione della realtà non guasterebbe.

sabato 10 marzo 2012

Diario (80)

 EDIZIONE SEMI-RIDOTTA


Dal 5 al 9 marzo

--> Dopo una settimana in cui sono impazzate diverse polemiche, ci piacerebbe anche dire in mezzo alle liti per torti veri o presunti, in mezzo alle recriminazioni arbitrali e in mezzo alle preoccupazioni per le sorti del movimento, c'è anche una bella suspense in A1 nella lotta che più interessa, ovvero quella per andare ai playoff e scampare i playout. C'è poi una lotta nella lotta, ovvero evitare settimo e ottavo posto che vuol dire farsi le vacanze già dopo il primo turno, dato che Taranto e Schio (intanto registriamo il primato delle pugliesi) è un attimino difficile che si facciano sbattere fuori, mentre con una Comense o un'Umbertide puoi almeno giocartela. Ma questi sono problemi che ti poni in seconda battuta: l'essenziale è scampare la pellaccia.
Dopo l'infrasettimanale le carte si sono mescolate splendidamente. Pozzuoli è andata a vincere a Faenza, dimostrando per la prima volta di avere non solo talento ma anche le palle quando c'è una partita mentalmente difficile da vincere. A Faenza avevano appena perso Lucca e Geas, le solforose hanno vinto e anche di un buon margine, +10. Non sufficiente però per ribaltare il -13 dell'andata, il che probabilmente le condanna all'eliminazione, salvo un'impresa doppia con Como e Schio.
Ha invece ribaltato il Geas con Parma. C'era anche un Como-Lucca interessante da vedere a distanza chilometrica simile, ma non era così delicata nell'economia della stagione; e in più a Cinisello sapevamo di trovare Big Roberto Lurisi per chiedergli se Superbasket è "vivo, morto o ics", come diceva Ligabue. Curiosità peraltro non pienamente soddisfatta, nel senso che nessuno lo sa. A parte questo, la partita è stata meno combattuta del previsto. Un Geas tonico, che ha preso progressivamente fiducia, che ha attaccato molto bene e difeso discretamente. Insomma niente a che vedere con quello di 10 giorni prima con la Comense. Ma Parma l'ha in qualche modo agevolato, sembrando avere meno motivazioni, forse inconsapevolmente ritenendo che la partita non fosse così essenziale per la stagione come lo era invece per il Geas. O forse è in un periodo di flessione, seguendo lo spegnersi di Kireta , che dopo essere stata un'iradiddio ha perso il filo dopo l'infortunio di un mese e mezzo fa, e in quest'occasione trascina i suoi 2 metri per il campo come un lungo bastone legnoso, oltre ad avere la faccia di una che s'è alzata dal letto con l'umore storto. :o: Tant'è che finirà con 3 punti e 0/6 dal campo. Anagraficamente, Parma è un mix di vegliarde over 30, la netta maggioranza (Adriana, Gibertini, Franchini, Corbani, Antibe, Slavcheva, Kireta), e giovani under 23 (Battisodo, Fall, Narviciute) e nella fattispecie si vede il negativo di entrambe le situazioni, ovvero le prime sembrano a corto di energie e le seconde senza lo spessore per tener botta. A essere onesti, Adriana e Antibe hanno accumulato ottime cifre, segnando con regolarità, ma l'impressione è che riuscissero al massimo a mettere qualche pezza sulle folate-Geas, non a raddrizzare realmente la partita. Così un Geas che ruba palloni e corre, buca la difesa anche sui tagli e ritrova la pungenza di Haynie (18 punti), dopo il +5 dell'intervallo va a +13 a metà 3° quarto: Parma con Fall, Gibertini e poi Corbani a lungo in campo paga dazio se devono vedersela con Crippa, Zanoni e Summerton ispirate.
Su Franchini non vorrei basarmi sul fatto che ogni volta che l'ho vista giocare, non mi è mai parsa far nulla di più di un compitino nelle giornate buone, risultando invece pura acqua fresca nelle altre occasioni. Il confronto col modo in cui Crippa e Zanoni aggrediscono la partita è imbarazzante. Crippa e Zanoni hanno i loro limiti ma danno sempre la sensazione che cerchino di prendersi tutto quello che la partita gli consente. Con Franchini mai avuta questa sensazione: eppure parliamo di una nazionale fissa per anni e anni. Ma evidentemente è la tipica giocatrice sulla quale si misura la distanza tra i veri intenditori di basket (i tecnici) e chi il basket l'osserva con sguardo cronistico (come ha recentemente "insegnato" Scariolo, coach di Milano maschile, a un giornalista di Repubblica).
Parma si riporta a -9 ma sull'ultima azione del periodo, dopo un fallo in attacco di Adriana per aver "uncinato" Arturi, 1 secondo e mezzo con rimessa da metà campo è sufficiente a Zanoni per inventare una tripla cadendo per terra. :woot: Mazzata psicologica e nel punteggio: 56-44. Zanoni, poi, che vive d'umori positivi o negativi più di altre giocatrici, si galvanizza, apre l'ultimo quarto con un'altra tripla e poi segnerà altri 6 punti chiudendo a 20. Al 34' il Geas arriva a +20 (67-47) e a quel punto si gioca solo per la differenza canestri. A tal scopo Parma si riporta a -11 con 3' da giocare, ma ha poca benzina e l'ultimo affondo del Geas, con Crippa, Zanoni e Arturi che corrono il doppio, fa chiudere la partita sull'80-64.

--> Un risultato che potrebbe valere moltissimo per il Geas, addirittura il sesto posto, ma solo se capitalizzato vincendo a Lucca. Partita chiave per la stagione del Bracco, anche simbolicamente, perché quest'anno - oltre alla poca sostanza sotto canestro - la grossa zavorra delle sestesi è stata la scarsa personalità (o perlomeno scarsa efficacia, se non vogliamo scomodare spiegazioni psicologiche) mostrata in trasferta. L'anno scorso avevano costruito la loro sorprendente stagione con una serie di raid esterni di spessore. Quest'anno fuori casa han vinto solo con Cagliari e Alcamo, le ultime del plotone. In casa hanno battuto Taranto, Comense, Umbertide, Parma, ovvero 4 delle prime 6, più Priolo. Queste 5 partite in trasferta sono state tutte perse: difficile che sia un caso. Il dato sembra voler dire che la qualità tecnica per battere tutte c'è, ma per qualche motivo in trasferta non si manifesta. Vincere a Lucca riscatterebbe in extremis la pecca e aprirebbe le porte a un insperato (fino a 10 giorni fa) sesto posto. Ovviamente, una sconfitta rimetterebbe tutto in discussione. Il bello è che per le altre 4 squadre di quella fascia potremmo fare lo stesso discorso, e dunque stiamo a vedere, che è divertente.

--> In chiave terzo posto la Comense sembra aver semi-blindato il traguardo, ma in realtà non è così, perché domenica gioca a Pozzuoli che ha una fame matta di vittorie, e all'ultima ospita Umbertide che ha vinto all'andata e, se vince con Parma, può battere, agganciare e ciulare Como col 2-0 negli scontri diretti. Anche se, al momento, arrivare terzi o quarti sembra solo una questione di un po' di prestigio in più, perché l'esito è comunque avere un accoppiamento insidioso al primo turno e poi comunque finir fuori con Schio o Taranto in semifinale. Da notare in Como-Lucca, oltre ai 2 liberi decisivi di Hicks nel finale, una "bocciata" stile biliardo che ha fatto ruzzolare Andrade, Gentile e un arbitro con quest'ultimo travolto dall'Imma nazionale, rimanendo esanime. :blink: No, vabbè, s'è ripreso. Comunque la foto del sinistro è divertente.

--> Spunti dalle giovanili lombarde, che stanno vivendo settimane decisive. Il Geas s'è già arraffato il titolo Under 19, da imbattuto (manca una sola giornata) e ha praticamente insaccato anche quello U17, imbattutissimo anche lì. E non è detto che non centri una clamorosa tripletta, perché le U15, partite in sordina, ora sono in striscia vincente, anche se la Pro Patria Busto è ancora in vantaggio. L'annata '97 lombarda non è eccellente come le 2-3 che l'hanno preceduta, prova ne è che Azzurrina quest'anno sta facendo registrare varie sconfitte; però il vantaggio è che c'è molto livellamento e 6 squadre possono ancora vincere.
Nei giorni scorsi Biassono ha vinto due partite fondamentali per il 2° posto, in U19 contro Bergamo e in U17 contro Cremona. In quella U19 conferma il vizietto del tiro decisivo Giulia Porro, che insacca a 3" dalla fine in fotocopia di quello col Sanga in A2. Sempre in U19, Ashley Ravelli torna momentaneamente dall'America e aiuta Vittuone a qualificarsi per lo spareggio interregionale come Lombardia-5. Ravelli doveva già giocare sabato in B a Cremona, ma ahilei ha dimenticato il documento. Si vede che dopo 2 anni negli Usa s'era scordata che l'Italia è il tempio della burocrazia, del modulo e del certificato.

lunedì 5 marzo 2012

Diario (79)

 EDIZIONE SEMI-RIDOTTA


Weekend del 3-4 marzo

--> Ai tempi del tribolato rapporto tra basket e Rai negli anni '90, un aneddoto che circolava, emblematico della stima di cui godeva il nostro sport, era che un alto funzionario della tv di stato, all'obiezione che non era giusto trasmettere sempre e soltanto il secondo tempo delle partite, replicasse: "Embè? Lo sanno tutti che nel basket il primo tempo non conta nulla". :sick: Memori di questo insegnamento, domenica abbiamo tentato un esperimento estremo di fruizione liofilizzata di partite. C'erano Milano-Alghero di A2 alle 17 e Geas-Cagliari di A1 alle 18. Doppia sfida sull'asse meneghino-nuragico, per capire se i due team di casa avevano la forza di scacciare la crisi. Complicazione: un impegno inderogabile che teneva bloccato il qui scrivente fino alle 17.20 dalle sue parti (no, non era la contemporanea mattanza subita dalle paesane di Binzago dal Geas nell'Under 13, vendetta trasversale di Nonino: 23-130. Non c'entrava per una volta il basket). :cry: :cry: Soluzione: arrivare per il secondo tempo dell'A2 e poi trasferirsi a rotta di collo a Cinisello per il secondo tempo dell'A1. "Tanto il primo tempo non conta un c...". Peccato che qualcosa è andato storto, e in entrambi i casi, all'arrivo, la partita era già in frigorifero. :woot: Due ore complessive di macchina, corse dal parcheggio al campo per guadagnar secondi, senza potersi godere l'incipiente arietta di primavera; il tutto per vedere solo minuti di garbage time.

--> Prima tappa. Uscendo avevamo fatto in tempo a pigliare un aggiornamento dal "live score": Milano era già sul 28-12 dopo 11 o 12 minuti. Frantini, autrice di una partenza sparata come spesso le accade, era già a 11 punti. Siamo arrivati sul 37-24 a metà 3° quarto. Evidentemente il ritmo s'era abbassato parecchio e Alghero era riuscita a tamponare la legnata, non abbastanza però da rifarsi sotto sul serio. Apprenderemo poi che Brioschi è stata schierata in regia nel brillante inizio (20-5 al 10') e che Gottardi è stata la principale protagonista tra fine 2° e inizio 3° quarto. In effetti la "Frizzantissima" (rispolveriamo questo vecchio soprannome) appare in confortante ripresa di condizione. Poi c'è una Ntumba in versione passatrice (soprattutto scarichi sui raddoppi), e in generale buone circolazioni palla, sia contro la uomo che contro la zona. Un Sanga che segna parecchio dalla media, contrariamente agli ultimi tempi. Insomma sembra che dalla riunione interna di martedì scorso sia uscito qualcosa di buono. Anche se il test di oggi non pare attendibilissimo. Alghero poteva essere insidiosa: incazzata nera dopo lo 0-20 con Biassono, rinforzata con Serano (che però è parsa in ritardo di condizione) e quindi con un trio di lunghe notevole assieme a Slavova e Costanza Giorgi. Però il divario tecnico restava netto, e le cosiddette "catalane" hanno sparacchiato tremendamente (1/19 da 3), specie contro la zona. Milano ha amministrato comoda fino alla fine tra il +15 e il +20, finendo 61-41, con 16 di Gottardi e di Frantini. Buon palliativo, anzi assai fruttuoso visto che, sconfitta San Martino, Milano si ritrova di nuovo terza, sia pure alla pari con le cosiddette "Lupe" e con Muggia (che però ha una partita in più). Bologna e Vigarano ormai hanno blindato le prime due piazze, salvo crolli imprevedibili (+6 a 6 partite dalla fine). Da notare la crescita di Biassono: battendo Cagliari, è passata in 2 settimane dall'ultimo posto a -2 dalla zona-playoff.

--> Seconda tappa. Scatto bruciante verso Cinisello, dove l'aggiornamento via computer prima di partire dava un Geas a +2 all'inizio del 2° quarto, 15-13 dopo un 5-10 iniziale. Speranza di vedere i frangenti decisivi di una partita un pizzico equilibrata. Macché. A 3' dalla fine del 3° quarto si è sul 43-28. Evidentemente Cagliari non l'ha più messa dentro. Cagliari in casa sua ha dato prova di essere temibile, e contro Pozzuoli in tv era parsa una squadra dal talento limitato ma ben allenata (in confronto a Pozzuoli, però, chiunque dà quest'impressione). Ieri non ha fatto vedere granché, solo giocatrici di limitate qualità (la migliore è stata Arioli ma, per quanto lei stia giocando bene non può essere un elemento di privo livello; Wabara invece potrebbe esserlo ma ha fatto 1/10, e sì che i canestri li conosceva...) e una grossa fatica a mantenere il possesso-palla contro un Geas aggressivo il giusto (oltre 30 recuperi). Finisce 66-43 senza alcun sussulto di lì alla fine. Anzi sì, va': un "reverse" volante di Zanoni su rimbalzo in attacco, quasi allo scadere. Si sperava in un canestro delle giovani Pastorino e Gambarini, ma hanno fallito un tiro a testa. Curiosità: abbiamo visto le due sorelle Giorgi nel giro di un'ora. Infatti per Cagliari c'era Sara.
Insomma un Geas che ha macinato l'avversaria con una certa personalità, ma d'altronde, a parte il passo falso a Priolo, le sestesi hanno vinto 4 volte su 4 con le ultime 3 della classe; casomai stanno difettando negli scontri diretti con la fascia medio-alta, quando ci si gioca tanto e si va punto a punto. Laddove invece l'anno scorso erano state puntualissime, costruendo la loro classifica brillante. Ora però c'è una doppietta di scontri appunto diretti, Parma giovedì e Lucca domenica, per dimostrare di saper vincere anche queste partite. L'impressione è che, considerando il calendario difficile di Pozzuoli (va a Faenza, ospita Como, va a Schio), una vittoria nelle ultime 3 gare possa bastare al Geas: e all'ultima giornata c'è Alcamo in casa. Insomma, patemi sì, ma fino a un certo punto.

--> Panoramica. In A1 l'impresa di Lucca con Schio assegna virtualmente il primato a Taranto. Quindi Schio dovrà vincere lo scudetto nella tana altrui; sembrava imbattibile nel periodo prima e durante i playoff di Eurolega, che forse però l'hanno lasciata un po' scarica, anche se Lucca è campo durissimo, come ha dimostrato la stessa andata di Coppa Italia quando il Famila perse addirittura di 13. Da notare la tripla-partita di Gentile, di tabella, e i 30 punti di Willis + 26 di Andrade: strano che Schio conceda così tanto a 2 giocatrici.
Per il 3° posto bel passo avanti della Comense a Parma ma è ancora tutto da decidere perché giovedì c'è Como-Lucca e all'ultima giornata Como-Umbertide. Parma è ormai molto probabile sesta, con possibile rischio se perde col Geas facendosi scippare la differenza canestri. Faenza rischia se perde giovedì con Pozzuoli; s'è fatta asfaltare da Umbertide che non veniva da un buon momento: viene da pensare che abbia fatto un mezzo miracolo col Geas, visto che, per il resto, ultimamente mi pare prenda solo scoppole.
Dell'A2 Nord abbiamo detto, mentre in A2 Sud c'è stato il derby di Spezia, che come all'andata ha arriso alla Termo, però stavolta con un bell'equilbrio (68-72). Non basta per la Virtus la coppia italo-slava Micovic-Vujovic, 40 punti in due, perché di là vanno in 5 in doppia cifra. Pur nel gran casino dei recuperi da disputare, la classifica premia Ragusa davanti alla Termo (-4 ma 2 partite in meno) e a Chieti.

--> Una nota sulla B lombarda, dove domenica Crema ha sbancato nettamente Broni e dunque ora è prima da sola con +2 ma anche 2-0 sulle dirette rivali. Mancano 5 giornate ed è probabile che Crema arrivi fino in fondo come vincente della regular season. Valmadrera si gioca il 2° posto con Broni; Costamasnaga delle giovani di casa più quelle del Geas è quarta quasi sicura; per il 5° posto sfida Bergamo-Carugate. Probabile playout Lodi-Pontevico.

domenica 4 marzo 2012

Sulla polemica per l'arbitraggio di Faenza-Geas

 Ho guardato il video degli ultimi 5'30" di partita, dal punteggio di 51-51. Quindi direi che ho visto la fase decisiva.


Premesso:
- che il presidente Mazzoleni merita la massima stima per come ha salvato il Geas dopo la morte del suo predecessore;
- idem per aver mantenuto la promessa di creare il settore giovanile numero 1 d'Italia;
- idem per aver ottenuto risultati lusinghieri nei primi 3 anni di A1;
- idem per la sua battaglia di cambiamento del sistema;
- che auguro al Geas di vincere più partite possibili di qui a fine stagione;
- che è difficile giudicare guardando 5 minuti in una finestrella-video senza sonoro anzichè la partita intera dal vivo;
- che si nota, in effetti, un corpulento "ultrà" pelato di Faenza che potrebbe aver incututo (incusso?) timore negli arbitri,

posso dire che sì, ho visto qualcosa di inaccettabile. Intollerabile. Scandaloso.

Ho visto una squadra, il Geas, nella volata di una partita fondamentale per la stagione, concedere alle avversarie tutti gli ultimi 10 punti (prima dell'ultimissimo, su tiro libero per fallo sistematico a 4 secondi dalla fine) su appoggio a tabellone da mezzo metro, con difesa tra l'inesistente e l'inefficace. Nell'ordine: giro e tiro di Liles; "reverse" di Liles su taglio in back door; entrata di Liles senza aiuto difensivo; taglio in area di Santucci; contropiede di Mauriello su lancio di Eric. E graziadio che Faenza s'è mangiata altri 3 appoggi da sotto che sembravano canestri già fatti.

I due sfondamenti di Zanoni per me non erano nel semicerchio (difensore forse a cavallo della linea ma non dentro) e ci stavano.
A parte i due liberi per Alexander sul già citato fallo sistematico, il Geas in quei 5 minuti ha avuto 4 tiri liberi contro zero. A Faenza sono stati fischiati anche 2 falli in attacco.

Evidentemente gli errori madornali pro-Faenza sono avvenuti prima di quei 5 minuti finali, ma temo di non avere la possibilità di riguardare tutto.

venerdì 2 marzo 2012

Diario (78)

 EDIZIONE RIDOTTA


Settimana dal 24 febbraio al 2 marzo

--> Giorni strani, giorni tesi. Per chi? Per le due milanesi principi: Geas e Sanga. (Chiedo scusa se parlo solo di loro, ‘sta settimana, ma la materia è scottante e l’edizione ridotta impone di limitarsi.) Categorie diverse, situazioni di classifica diverse, ma almeno due elementi in comune: un periodo di sconfitte e i massimi dirigenti che esternano malcontento qui sul forum, il che non è un segnale positivo perché vuol dire che i maroni sono pieni e fumanti, se un rappresentante ufficiale si sente in dovere di scender qui nella mischia a chiarire o sfogarsi. A livello personale ci spiace vedere queste persone col fegato guasto, soprattutto Mazzoleni che parla di voglia di mollare. Ma vorremmo analizzare i fatti e non i sentimenti.

--> Quando s’è guastata la situazione e perché? Quali sono i sintomi e la diagnosi? Lasceremo perdere, premettiamo, le svariate voci che s’odono in questi giorni su frizioni di spogliatoio e magagne assortite, non perché sia per forza tutto falso, ma perché non ci paiono niente più dei consueti problemi fisiologici che le vittorie coprono e le sconfitte amplificano, quindi parleremo solo di ciò che si sta vedendo in campo. :huh:
In ordine di categoria c’è prima da passare sotto esame il Geas (così sarà contento Franz Pinotti, che nel topic sull’A2 s’è lamentato che tutti facessero le pulci alla sua sconfitta di 1 quando c’era Sesto che aveva perso di 37... Mal comune mezzo gaudio, in effetti :P ). Difficile capire come si sia spenta la luce dopo che, a inizio febbraio, battuta Pozzuoli, c’era un +4 sulla zona-playout, 4 vittorie su 5 partite del ritorno e la possibilità concreta di recuperare Faenza e magari pure Parma. Insomma finire sesti e chissà, beccare la Comense in una riedizione del derby lombardo dell’anno scorso. Ora appaiono tutti voli pindarici: bene che vada, si sfangherà un ottavo posto uscendo al primo turno con Schio o Taranto (resta la Coppa Italia ma vincere il trofeo sarebbe un miracolo).
Il punto di svolta, in negativo, sembrano essere stati i 12 giorni (per via del rinvio della partita con Faenza) intercorsi tra la partita con Pozzuoli e quella violentemente persa con Schio. Che al momento poteva sembrare quasi normale, visto il modo in cui Schio sta bastonando tutti in questo periodo. Invece poi è arrivata una prestazione onestamente indegna nel derby, seguita da una sconfitta nella partita cruciale con Faenza. Bisogna sottolineare però che quest’ultima, giovedì, è stata sempre condotta e a tratti dominata dal Geas. Quasi una fotocopia dell’andata, anche nel punteggio (60-61 allora, 62-60 stavolta). Poniamo che sia stato determinante l’arbitraggio nel far girare la partita (se lo dice persino Montini, uno che prima di fare le pulci agli altri le fa sempre a se stesso, qualcosa di vero ci dev’essere per forza… Un testimone neutrale, che abbiamo sentito, ci parla di errori effettivi ma per scarsezza, non per malafede, ammesso che questo consoli): resta comunque un +15 sciupato nella partita fin qui più importante dell’anno. A quanto si legge, Michailova ha avuto a 6” dalla fine un tiro-partita abbastanza comodo, ma l’ha sbagliato. È la sesta sconfitta stagionale entro i 5 punti di scarto, a fronte di sole 2 vittorie.

--> Se non altro, un riscatto parziale della figuraccia di domenica scorsa c’è stato. Domenica è successo qualcosa di surreale. Può capitare, in effetti, che una squadra sia in serata storta e un’altra sia in trance agonistica permanente. Però al Palasampietro si è andati oltre il limite: nemmeno con Schio il Geas era stato in balia così totale dell’avversaria. 18-7 dopo 5 minuti (dopo due bombe dell’ex Maiorano). 32-16 dopo un quarto. 49-24 a metà del secondo, anzi leggermente prima. Vuol dire aver beccato 25 punti di scarto in 14 minuti e rotti. Il tutto in una partita dove teoricamente non mancavano le motivazioni, anche se immaginiamo ne avessero di più le nerostellate, viste le rivincite da cogliere (tra parentesi, l’ambiente era caldino ma senza climi da rivalsa patriottica), tant’è che anche a partita strachiusa hanno infierito. :wacko:
Ecco, però il discorso “alla Comense entrava di tutto, al Geas niente” in realtà non ritrae alla perfezione quello che è successo. Perché non è che Como abbia pescato una giornata in cui, che so, metteva 12 triple di cui 10 con l’avversaria addosso; e il Geas, in attacco, almeno a tratti non è stato pessimo. Il problema, ed è qui che si fatica a capire, è che la Comense arrivava sistematicamente e con facilità irrisoria fino al ferro. Penetrazioni senza aiuti, tagli col difensore che perde l’uomo (va be’, la donna), rubate sul pressing, rimbalzi in attacco senza tagliafuori. È tutto l’anno che il Geas soffre nel contenimento interno, però un conto è non avere intimidazione in area, un conto è spalancare autostrade ogni volta che le avversarie attaccano il canestro. Abbiamo visto varie volte perdere il Geas nella gestione Montini, ma mai farsi umiliare così da un’avversaria che non fosse Schio o Taranto (anzi, di solito nemmeno con Schio e Taranto capitava).

--> Se non ci sembrasse improbabile, diremmo che qualcuna ha fatto sciopero bianco. Non vorremmo che la polemica (legittima o meno) sull’arbitraggio con Faenza facesse passare in secondo piano il vero dito nella piaga stagionale, e cioè lo scarso rendimento delle straniere titolari del Geas (quello di Michailova, come quarta straniera, è soddisfacente). Il modo in cui si sono fatte asfaltare da Hicks, Harmon e Smith, per quanto forti siano le 3 della Comense, è stato imbarazzante. 62 punti e 17 rimbalzi complessivi contro 13+9. :woot: Summerton neanche un rimbalzo in 23 minuti. Se nel caso di Halvarsson si può parlare di giocatrice dal talento offensivo ma ancora acerba e poco avvezza alla battaglia (= soft), oltre che troppo perimetrale per il ruolo che deve ricoprire, ma era difficile scoprirlo prima di vederla all’opera, le altre due le conosciamo bene dagli anni scorsi e quindi, se fosse vivo il vecchio Tom Ponzi, principe dei detective, consiglieremmo al Geas di farlo indagare su chi gli abbia rapito le vere Haynie e Summerton, truffandolo con due controfigure spacciate per loro. :angry: Haynie ha ormai esaurito l’alibi dell’infortunio dell’anno scorso; aveva dato segnali di risveglio a gennaio, ma evidentemente era solo una rondine senza primavera. Summerton, che da un paio di partite si fa chiamare Hodges (e il sito di Lega c’è cascato: nelle statistiche risultano due giocatrici diverse...), sembra uno spot a favore di chi sostiene che il matrimonio fa male: meglio se va avanti come Hodges, perché Summerton era un’altra giocatrice rispetto a questa qui. Purtroppo, nell’A1 attuale una squadra va dove la portano le straniere. Le italiane possono essere importanti, sbattersi, eccetera, ma se le 3 straniere titolari non girano, c’è poco da fare: si arranca.
--> Cosa succede ora? Che in 8 giorni il Geas si gioca quasi tutto. Cagliari in casa, Parma in casa nell’infrasettimanale, Lucca in trasferta. Tre partite che possono essere vinte tutte come perse tutte. Guardando ovviamente cosa combina intanto Pozzuoli. Certo è che se invece di +1 Geas, fosse finita +1 Pozzuoli, ora Sesto era nel dramma: -2 e scontri a sfavore. Bisogna guardare a questo bicchiere mezzo pieno. Se c’è la scossa, in qualche modo, la stagione può finire con un ottavo posto e una semifinale di Coppa: neanche male. Ma a spandere ottimismo non c’azzardiamo più, dopo aver sbagliato pronostici prima e durante l’anno. Anche se era logico pensare che se una squadra conferma 6 giocatrici e l’allenatore rispetto a una stagione in cui è arrivata terza, e nel frattempo un’avversaria da primi posti è scomparsa (Venezia), non possa scendere più sotto del sesto...

--> Negli stessi minuti in cui il Geas veniva mazzolato da Como, il Sanga Milano veniva steso da Biassono con un canestro a 1 secondo e mezzo dalla fine di Giulia Porro, classe ’95. Gran colpo per Biassono (che poi ieri, sembrerebbe, ha vinto a tavolino per posizione irregolare del medico di Alghero nel previsto recupero), gran bella emozione quando una 17enne decide una partita importante (al bollettino “Pink Basket” la ragazza ha raccontato di aver provato brividi quando ha visto la palla entrare); da sottolineare anche la bravura di Galbiati nel riprendere in mano la partita nel secondo tempo dopo 14' in panca per i 3 falli precoci (suo un fondamentale canestro dopo un contropiede in cui la palla era schizzata modello flipper nelle mani dell'una e dell'altra squadra); ma qui il discorso lo stiamo facendo su Geas e Sanga e dunque vediamola dalla parte delle sconfitte.
--> Il dato nudo e crudo è inquietante: quinta sconfitta in 7 partite, di cui quest’ultima contro una squadra battuta di 36 all’andata e che ha giocato buona parte della gara senza le due migliori giocatrici, Galbiati e Contestabile, una frenata e l’altra proprio eliminata dai falli. Milano ha dominato in area con Lidgren e, in generale, prendendo caterve di secondi tiri; il problema è che questi tiri continuano a non entrare. Domenica, a differenza delle ultime volte, s’è inceppato anche il mitra di Frantini, la quale ha fatto 8 punti con 2/12 segnando solo da sotto e dalla lunetta (tra cui i 2 liberi dell'illusorio +1 a 6" dalla fine, dopo aver preso rimbalzo su suo stesso errore). Stabile pure lei non l’ha mai messa. Gottardi ha avuto un bello sprazzo a inizio 4° quarto ma è rimasto isolato. Ntumba continua il periodo di litigio col ferro. Così Biassono, a lungo andare, ha potuto stringersi un po’ di più in area e limitare i danni, recuperando tanti palloni con i raddoppi sulle lunghe.

--> A differenza di quanto scrivono certe penne velenose lette in questi giorni sul forum, a me non sembra che ci siano gravi problemi di individualismo tra le ragazze del Sanga. :blink: Ho visto più tiri forzati da Biassono che da Milano. Anzi, spesso succedeva che il Sanga frullasse la palla per una ventina di secondi, ritrovandosi poi senza aver costruito un buon tiro, oppure insistesse troppo nel cercare il servizio alle lunghe, finendosi per farsela intercettare. Insomma, sembra che eseguano fin troppo il compitino. Che poi magari qualcuna non vada d’accordissimo con qualcun’altra (anche solo tecnicamente, non dico caratterialmente) può essere vero, ma non è che le cose siano cambiate rispetto a quando la squadra ne vinceva 11 di fila. Per qualche motivo s’è perso il filo dopo la pausa invernale, la perdita della Coppa Italia è stata dura da digerire e ora si gioca con strane insicurezze (considerando il fior di veterane): nelle ultime 3 trasferte Milano ha perso 3 volte in volata, e questo sia con la prima (Vigarano) che con l’ultima (Biassono), il che sembra indicare un problema non tecnico ma di capoccia. O anche di condizione fisica, sebbene non abbia trovato conferme al riguardo; però abbiamo già visto gli anni scorsi che squadre con più possibilità di allenarsi e meno gente che lavora tutto il santo dì, da gennaio in avanti ha più benzina. Ma in questo momento chiunque può indicare un presunto problema del Sanga e avere una parte di ragione: prima girava tutto a favore e ora tutto contro.
--> Come finirà? L’organico resta completo come forse nessun altro nel girone, tanto più ora che l’oggetto misterioso Lidgren si sta rivelando efficace: a meno che non ci sia qualche magagna nascosta, la banale ma unica conclusione logica è che si tratta solo di ritrovare vittoria e con essa la serenità. I primi 2 posti ormai sono quasi impossibili, c’è da difenderne uno tra le prime 4 e poi vedere chi è in grado di battere due volte nei playoff un Sanga che arrivasse in condizione.