sabato 10 marzo 2012

Diario (80)

 EDIZIONE SEMI-RIDOTTA


Dal 5 al 9 marzo

--> Dopo una settimana in cui sono impazzate diverse polemiche, ci piacerebbe anche dire in mezzo alle liti per torti veri o presunti, in mezzo alle recriminazioni arbitrali e in mezzo alle preoccupazioni per le sorti del movimento, c'è anche una bella suspense in A1 nella lotta che più interessa, ovvero quella per andare ai playoff e scampare i playout. C'è poi una lotta nella lotta, ovvero evitare settimo e ottavo posto che vuol dire farsi le vacanze già dopo il primo turno, dato che Taranto e Schio (intanto registriamo il primato delle pugliesi) è un attimino difficile che si facciano sbattere fuori, mentre con una Comense o un'Umbertide puoi almeno giocartela. Ma questi sono problemi che ti poni in seconda battuta: l'essenziale è scampare la pellaccia.
Dopo l'infrasettimanale le carte si sono mescolate splendidamente. Pozzuoli è andata a vincere a Faenza, dimostrando per la prima volta di avere non solo talento ma anche le palle quando c'è una partita mentalmente difficile da vincere. A Faenza avevano appena perso Lucca e Geas, le solforose hanno vinto e anche di un buon margine, +10. Non sufficiente però per ribaltare il -13 dell'andata, il che probabilmente le condanna all'eliminazione, salvo un'impresa doppia con Como e Schio.
Ha invece ribaltato il Geas con Parma. C'era anche un Como-Lucca interessante da vedere a distanza chilometrica simile, ma non era così delicata nell'economia della stagione; e in più a Cinisello sapevamo di trovare Big Roberto Lurisi per chiedergli se Superbasket è "vivo, morto o ics", come diceva Ligabue. Curiosità peraltro non pienamente soddisfatta, nel senso che nessuno lo sa. A parte questo, la partita è stata meno combattuta del previsto. Un Geas tonico, che ha preso progressivamente fiducia, che ha attaccato molto bene e difeso discretamente. Insomma niente a che vedere con quello di 10 giorni prima con la Comense. Ma Parma l'ha in qualche modo agevolato, sembrando avere meno motivazioni, forse inconsapevolmente ritenendo che la partita non fosse così essenziale per la stagione come lo era invece per il Geas. O forse è in un periodo di flessione, seguendo lo spegnersi di Kireta , che dopo essere stata un'iradiddio ha perso il filo dopo l'infortunio di un mese e mezzo fa, e in quest'occasione trascina i suoi 2 metri per il campo come un lungo bastone legnoso, oltre ad avere la faccia di una che s'è alzata dal letto con l'umore storto. :o: Tant'è che finirà con 3 punti e 0/6 dal campo. Anagraficamente, Parma è un mix di vegliarde over 30, la netta maggioranza (Adriana, Gibertini, Franchini, Corbani, Antibe, Slavcheva, Kireta), e giovani under 23 (Battisodo, Fall, Narviciute) e nella fattispecie si vede il negativo di entrambe le situazioni, ovvero le prime sembrano a corto di energie e le seconde senza lo spessore per tener botta. A essere onesti, Adriana e Antibe hanno accumulato ottime cifre, segnando con regolarità, ma l'impressione è che riuscissero al massimo a mettere qualche pezza sulle folate-Geas, non a raddrizzare realmente la partita. Così un Geas che ruba palloni e corre, buca la difesa anche sui tagli e ritrova la pungenza di Haynie (18 punti), dopo il +5 dell'intervallo va a +13 a metà 3° quarto: Parma con Fall, Gibertini e poi Corbani a lungo in campo paga dazio se devono vedersela con Crippa, Zanoni e Summerton ispirate.
Su Franchini non vorrei basarmi sul fatto che ogni volta che l'ho vista giocare, non mi è mai parsa far nulla di più di un compitino nelle giornate buone, risultando invece pura acqua fresca nelle altre occasioni. Il confronto col modo in cui Crippa e Zanoni aggrediscono la partita è imbarazzante. Crippa e Zanoni hanno i loro limiti ma danno sempre la sensazione che cerchino di prendersi tutto quello che la partita gli consente. Con Franchini mai avuta questa sensazione: eppure parliamo di una nazionale fissa per anni e anni. Ma evidentemente è la tipica giocatrice sulla quale si misura la distanza tra i veri intenditori di basket (i tecnici) e chi il basket l'osserva con sguardo cronistico (come ha recentemente "insegnato" Scariolo, coach di Milano maschile, a un giornalista di Repubblica).
Parma si riporta a -9 ma sull'ultima azione del periodo, dopo un fallo in attacco di Adriana per aver "uncinato" Arturi, 1 secondo e mezzo con rimessa da metà campo è sufficiente a Zanoni per inventare una tripla cadendo per terra. :woot: Mazzata psicologica e nel punteggio: 56-44. Zanoni, poi, che vive d'umori positivi o negativi più di altre giocatrici, si galvanizza, apre l'ultimo quarto con un'altra tripla e poi segnerà altri 6 punti chiudendo a 20. Al 34' il Geas arriva a +20 (67-47) e a quel punto si gioca solo per la differenza canestri. A tal scopo Parma si riporta a -11 con 3' da giocare, ma ha poca benzina e l'ultimo affondo del Geas, con Crippa, Zanoni e Arturi che corrono il doppio, fa chiudere la partita sull'80-64.

--> Un risultato che potrebbe valere moltissimo per il Geas, addirittura il sesto posto, ma solo se capitalizzato vincendo a Lucca. Partita chiave per la stagione del Bracco, anche simbolicamente, perché quest'anno - oltre alla poca sostanza sotto canestro - la grossa zavorra delle sestesi è stata la scarsa personalità (o perlomeno scarsa efficacia, se non vogliamo scomodare spiegazioni psicologiche) mostrata in trasferta. L'anno scorso avevano costruito la loro sorprendente stagione con una serie di raid esterni di spessore. Quest'anno fuori casa han vinto solo con Cagliari e Alcamo, le ultime del plotone. In casa hanno battuto Taranto, Comense, Umbertide, Parma, ovvero 4 delle prime 6, più Priolo. Queste 5 partite in trasferta sono state tutte perse: difficile che sia un caso. Il dato sembra voler dire che la qualità tecnica per battere tutte c'è, ma per qualche motivo in trasferta non si manifesta. Vincere a Lucca riscatterebbe in extremis la pecca e aprirebbe le porte a un insperato (fino a 10 giorni fa) sesto posto. Ovviamente, una sconfitta rimetterebbe tutto in discussione. Il bello è che per le altre 4 squadre di quella fascia potremmo fare lo stesso discorso, e dunque stiamo a vedere, che è divertente.

--> In chiave terzo posto la Comense sembra aver semi-blindato il traguardo, ma in realtà non è così, perché domenica gioca a Pozzuoli che ha una fame matta di vittorie, e all'ultima ospita Umbertide che ha vinto all'andata e, se vince con Parma, può battere, agganciare e ciulare Como col 2-0 negli scontri diretti. Anche se, al momento, arrivare terzi o quarti sembra solo una questione di un po' di prestigio in più, perché l'esito è comunque avere un accoppiamento insidioso al primo turno e poi comunque finir fuori con Schio o Taranto in semifinale. Da notare in Como-Lucca, oltre ai 2 liberi decisivi di Hicks nel finale, una "bocciata" stile biliardo che ha fatto ruzzolare Andrade, Gentile e un arbitro con quest'ultimo travolto dall'Imma nazionale, rimanendo esanime. :blink: No, vabbè, s'è ripreso. Comunque la foto del sinistro è divertente.

--> Spunti dalle giovanili lombarde, che stanno vivendo settimane decisive. Il Geas s'è già arraffato il titolo Under 19, da imbattuto (manca una sola giornata) e ha praticamente insaccato anche quello U17, imbattutissimo anche lì. E non è detto che non centri una clamorosa tripletta, perché le U15, partite in sordina, ora sono in striscia vincente, anche se la Pro Patria Busto è ancora in vantaggio. L'annata '97 lombarda non è eccellente come le 2-3 che l'hanno preceduta, prova ne è che Azzurrina quest'anno sta facendo registrare varie sconfitte; però il vantaggio è che c'è molto livellamento e 6 squadre possono ancora vincere.
Nei giorni scorsi Biassono ha vinto due partite fondamentali per il 2° posto, in U19 contro Bergamo e in U17 contro Cremona. In quella U19 conferma il vizietto del tiro decisivo Giulia Porro, che insacca a 3" dalla fine in fotocopia di quello col Sanga in A2. Sempre in U19, Ashley Ravelli torna momentaneamente dall'America e aiuta Vittuone a qualificarsi per lo spareggio interregionale come Lombardia-5. Ravelli doveva già giocare sabato in B a Cremona, ma ahilei ha dimenticato il documento. Si vede che dopo 2 anni negli Usa s'era scordata che l'Italia è il tempio della burocrazia, del modulo e del certificato.

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