EDIZIONE SEMI-RIDOTTA
25 marzo (domenica)
--> C'è molto fuoco alla carne in questo periodo, vediamo di rosolarne un po' anche se in differita. Eravamo rimasti alla vigilia dell'ultima giornata di A1. L'interesse maggiore, ovviamente, era nella caccia alle ultime posizioni-playoff, non tanto per sapere chi tra il Geas e Pozzuoli sarebbe arrivato ottavo (solo una bomba atomica poteva causare contemporaneamente la sconfitta delle stalingradiane con Alcamo e la vittoria delle solforose a Schio...), ma per capire chi tra Faenza, Parma e lo stesso Geas si sarebbe piazzato sesto, guadagnandosi così una speranza seppur minima di andare in semifinale, evitando Taranto e Schio (che poi, va bè, non si sa mai, ma a essere realisti è così).
E alla fine ha goduto Faenza, battendo Priolo e conquistando il 6° posto per classifica avulsa (3-1 lei, 2-2 Parma, 1-3 Geas). Se pensiamo che Faenza ha vinto 2 volte col Geas all'ultimo tiro, si capisce come bastava poco e la stagione di Sesto, poco esaltante, poteva cambiare spessore. Ma tra il valore del campionato di Faenza e Geas, sebbene finito per entrambe a 20 punti, c'è notevole differenza e alla fine le due posizioni di divario sono moralmente oneste. Faenza ha avuto più guai di Giobbe (quello della Bibbia), Sesto non ha avuto neanche un'assenza in tutto il campionato tra le 8 giocatrici della rotazione. E questo, se da un lato è un plauso al lavoro di preparatori e sanitari, dall'altro vale un punto in meno nelle pagelle di fine anno (ok, qualche acciacco, Haynie reduce dall'infortunio dell'anno scorso, ma comunque c'erano sempre tutte). Pagelle che, comunque, vanno stilate dopo i playoff e non prima. Ma per ora Faenza brava e Geas nel reparto delusioni, se non per qualche guizzo casalingo di valore assoluto come la vittoria con Taranto e, in second'ordine, quelle con Umbertide, Como e Parma. Contro Alcamo, sebbene fosse una partita strana (vuoi perché si sapeva che al 99% i playoff erano fatti, vuoi per le assenze tra le siciliane), non è stato granché glorioso essere ancora pari dopo 3 quarti contro l'ultima in classifica priva di 2 straniere più un'oriunda...
La Comense ha fatto quest'anno la parte del Geas dello scorso anno, ovvero vincere il campionato delle "normali" arrivando terza. Numericamente è andata anche meglio di Sesto 2010/11 che fece 14 vinte-8 perse contro il 16-6 della squadra di Barbiero. La quale, soprattutto nel ritorno, ha vinto e anche convinto quasi sempre, cioè in tutte le partite eccetto Schio e Taranto; il +15 con Umbertide è l'ultima torta sulla ciliegina. Non si può definire una sorpresa totale perché Big Roberto Lurisi l'aveva previsto, che arrivasse terza. Però così bene, forse non era ipotizzabile.
Umbertide complessivamente senza lode e senza infamia (partita forte, andata in calando, qualche assenza), però se si facesse eliminare da Lucca sarebbe un'annata di regresso rispetto allo scorso anno, risultati alla mano (anche in Coppa Italia dove arrivò in finale). Ecco, Lucca davvero grande: quarto posto con quell'organico, che ha certamente qualità da vendere sotto canestro e in parte anche negli altri ruoli, ma è cortissimo, a nostro parere è il massimo spremibile. L'ultima vittoria a Parma è stato il suggello a una stagione regolare già ottima. Quanto a Parma, ha risalito la china (dopo i playout degli ultimi 2 anni) ma peccato per l'infortunio di Kireta sul più bello: ha finito calando netto.
--> Tre quarti d'ora dopo che s'assestavano questi ultimi verdetti di A1, si consumava una tappa del (quasi) inspiegabile calvario del Sanga Milano versione 2012. Quasi inspiegabile nel senso che per quanto molte delle spiegazioni ipotizzate in giro possano avere una loro parte di realtà (squadra poco squadra, calo atletico, peso delle sconfitte che si accumulano), nessuna di queste, e nemmeno la loro somma, sembra far sembrare normale il fatto che la medesima squadra che all'andata fece 11 vinte di fila, adesso sia a 8 sconfitte nelle ultime 11 partite, di cui quelle con Biassono (da +36 all'andata a -1 al ritorno) e con Cervia (da +30 a -19).
Con Marghera l'escursione termica è quasi altrettanto brusca, da +11 in trasferta all'andata a -20 domenica scorsa, ma all'andata Marghera non aveva Savelli né Striulli (né Gorla, che però è mancata pure stavolta), cioè due quinti del quintetto. Non a caso ha vinto 8 delle ultime 10 partite. Quindi ci stava di perdere; tuttavia si fatica a considerare normale i 21 punti di scarto presi negli ultimi 12 minuti: da 48-47 al 28' a 55-75 finale. Milano era partita male, -12 a inizio 2° quarto, ma era risalita in modo convincente con un 25-7 nei successivi minuti prima dell'intervallo (+6). La zona costringeva Marghera a sparacchiare da 3; in attacco la palla in area a Ntumba e Lidgren arrivava bene. Frantini era partita male ma, contro la zona a sua volta impiegata da Marghera, aveva poi messo 2 triple di fila. Insomma si ritrovava quella sensazione di una squadra completa, solida, senza punti deboli.
Poi c'è stato un cambio di difesa verso il 28', una "box" su Frantini, e un paio di triple di Rimpova: non so se sia bastato ciò a mandare in confusione il Sanga, fatto sta che da lì in poi, in attacco si sono viste quasi solo forzature da fuori, e la difesa assomigliava al Mar Rosso quando ci passò Mosè con gli israeliti.
La sensazione complessiva è che può ancora succedere che il Sanga si sblocchi (e intendiamo ormai nei playoff perché nelle ultime 3 giornate si tratterà di arrivare quarte, quinte o seste e non è detto che cambi molto), e così come non appare un motivo chiaro per il blocco, potrebbe riaccendersi la luce altrettanto repentinamente. Però, dovendo giudicare dai fatti attuali, del tunnel non si vede una fine immediata.
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