sabato 31 marzo 2012

Diario (83)

 EDIZIONE SEMI-RIDOTTA


Weekend 24-25 marzo (rimasugli)

--> Anche nello scorso weekend c'è stato un minuto di silenzio prima di tutte le partite. Ho l'impressione che stiano diventando un po' inflazionati, e come tutte le cose inflazionate rischiano di svalutarsi. Ho cercato di ricostruire il conto dei minuti di silenzio di quest'anno e sono arrivato a 10, il che significa probabilmente che saranno stati una dozzina, su 24 weekend agonistici, quindi una volta su due. In autunno l'alluvione di Genova, l'alluvione di Messina e la morte del pilota Simoncelli; a gennaio la morte di Scalfaro, lo schianto della nave Costa, la morte di Brumatti; a febbraio i militari in Afghanistan e la morte di Cacco Benvenuti; a marzo un altro militare in Afghanistan e la morte non ho capito se di Lucio Dalla o Enzo Lefebre, il dirigente Benetton. Siamo un paese pieno di tragedie ed evidentemente la scelta del Coni è quella di onorarle tutte. Per carità, massimo onore a tutti codesti morti, ma c'è il rischio di finire col dover fare un minuto di silenzio ogni settimana, perché come fai poi a negare l'onore a un qualsivoglia defunto se l'hai dato a qualcuno simile? Ogni alluvione, ogni aereo o nave che si schianta, ogni militare, ogni politico di spicco o sportivo anche di altre discipline: la lista si fa lunga. Non che sia un grave problema: t'immobilizzi un minuto, gli atleti fanno le facce contrite spesso senza aver capito di chi si tratta (idem per gli spettatori, se non c'è lo speaker che te lo dice), un applauso e s'inizia a giocare. Però forse sarebbe meglio limitarsi ai morti pertinenti col basket. Opinione personale, forse non politicamente corretta ma pazienza.

--> Franz Pinotti ha, come tutte le figure di spicco, estimatori e detrattori. Però nessuno può negare che abbia dei colpi di genio. L'ultima sua invenzione è la pubblicità comparativa tra club. Ecco cosa si legge sul sito Sanga nella cronaca della partita Under 15 contro il Geas, giocata sabato 24: "Sono in crescita le ragazze. E se è vero che anche nella scuola basket, come a scuola, si debbono mostrare progressi, ha di che essere orgoglioso e soddisfatto coach Pinotti per i risultati di un lavoro cominciato in quarta elementare con 10/dodicesimi di questa squadra. E’ facile vincere avendo a disposizione ogni anno le migliori giocatrici lombarde che corrono tutte a giocare nella squadra che ritengono la “migliore”. Ma non c’è soddisfazione più grande di insegnare pallacanestro partendo da semplici ragazze di una scuola e portarle a giocare alla pari con le più blasonate pari età. Il Sanga dimostra ogni anno come il lavoro in palestra paghi. E forse è giunto il momento di fare una riflessione diversa e rivolgersi alle migliori ragazze di Milano offrendo un Progetto giovanile che è ormai uno dei migliori di Lombardia e d’Italia.
Godiamoci questa crescita, che per vincere c’è ancora tempo. Al Sanga le ragazze hanno la certezza che, continuando a lavorare e a migliorare, giocheranno un giorno in serie A, indipendentemente dai campionati giovanili più o meno vinti. Che già abbiamo visto in passato cosa succede a qualche giovane di “valore” che vince nel giovanile e poi sparisce a livello senior, triturata dalla concorrenza e dal continuo ricambio.
Insomma poniamo l’accento sulla diversità di filosofie che, pur rispettando tutti, porta ad avere più chance in un futuro non lontano
".

Non viene nominata, questa società paragonata al Sanga, ma secondo Meurlock Holmes (che magari si sbaglia) si tratta proprio del Geas, il quale, com'è noto, ha messo insieme un'eccezionale congrega di talenti nelle annate dal '94 al '96 (il '97 per ora è meno quotato ma sta crescendo). Abbiamo la vaga impressione che qualcuno, in Lombardia, non veda con entusiasmo questa anomala concentrazione. Anche perchè quando una partita tra la prima e la seconda di un campionato, come Geas-Cremona U17 di mercoledì 28, finisce 77-34 o giù di lì, s'intuisce che è stato creato un mostro... :woot: Ormai contro il Geas di quelle annate si gioca come contro il Dream Team prima maniera: cerchi di farti suonare il meno possibile e pensi già alla partita dopo.
Però dal nostro punto di vista non si può avere la moglie piena e la botte ubriaca: almeno così si dimostra che si aveva ragione quando si diceva che se la Lombardia vinceva pochi scudetti giovanili era perché i talenti erano dispersi in varie società. Ora i talenti '94-95-96 sono concentrati (tranne pochi) nel Geas, e infatti si fa incetta di scudetti.
Poi onestamente bisogna dire che oggi come oggi in prima squadra ha più giocatrici prodotte in casa il Geas che il Sanga, quindi forse l'ultima stoccata di Pinotti è un po' ingenerosa. Attendiamo i prossimi anni ma siamo fiduciosi sul fatto che le varie Zandalasini, Gambarini eccetera potranno avere la loro chance in A1. Tuttavia apprezziamo Pinotti quando lancia sfide, evidentemente anche auto-motivandosi a vincerle.

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