EDIZIONE RIDOTTA
Settimana dal 24 febbraio al 2 marzo
--> Giorni strani, giorni tesi. Per chi? Per le due milanesi principi: Geas e Sanga. (Chiedo scusa se parlo solo di loro, ‘sta settimana, ma la materia è scottante e l’edizione ridotta impone di limitarsi.) Categorie diverse, situazioni di classifica diverse, ma almeno due elementi in comune: un periodo di sconfitte e i massimi dirigenti che esternano malcontento qui sul forum, il che non è un segnale positivo perché vuol dire che i maroni sono pieni e fumanti, se un rappresentante ufficiale si sente in dovere di scender qui nella mischia a chiarire o sfogarsi. A livello personale ci spiace vedere queste persone col fegato guasto, soprattutto Mazzoleni che parla di voglia di mollare. Ma vorremmo analizzare i fatti e non i sentimenti.
--> Quando s’è guastata la situazione e perché? Quali sono i sintomi e la diagnosi? Lasceremo perdere, premettiamo, le svariate voci che s’odono in questi giorni su frizioni di spogliatoio e magagne assortite, non perché sia per forza tutto falso, ma perché non ci paiono niente più dei consueti problemi fisiologici che le vittorie coprono e le sconfitte amplificano, quindi parleremo solo di ciò che si sta vedendo in campo.
In ordine di categoria c’è prima da passare sotto esame il Geas (così sarà contento Franz Pinotti, che nel topic sull’A2 s’è lamentato che tutti facessero le pulci alla sua sconfitta di 1 quando c’era Sesto che aveva perso di 37... Mal comune mezzo gaudio, in effetti
Il punto di svolta, in negativo, sembrano essere stati i 12 giorni (per via del rinvio della partita con Faenza) intercorsi tra la partita con Pozzuoli e quella violentemente persa con Schio. Che al momento poteva sembrare quasi normale, visto il modo in cui Schio sta bastonando tutti in questo periodo. Invece poi è arrivata una prestazione onestamente indegna nel derby, seguita da una sconfitta nella partita cruciale con Faenza. Bisogna sottolineare però che quest’ultima, giovedì, è stata sempre condotta e a tratti dominata dal Geas. Quasi una fotocopia dell’andata, anche nel punteggio (60-61 allora, 62-60 stavolta). Poniamo che sia stato determinante l’arbitraggio nel far girare la partita (se lo dice persino Montini, uno che prima di fare le pulci agli altri le fa sempre a se stesso, qualcosa di vero ci dev’essere per forza… Un testimone neutrale, che abbiamo sentito, ci parla di errori effettivi ma per scarsezza, non per malafede, ammesso che questo consoli): resta comunque un +15 sciupato nella partita fin qui più importante dell’anno. A quanto si legge, Michailova ha avuto a 6” dalla fine un tiro-partita abbastanza comodo, ma l’ha sbagliato. È la sesta sconfitta stagionale entro i 5 punti di scarto, a fronte di sole 2 vittorie.
--> Se non altro, un riscatto parziale della figuraccia di domenica scorsa c’è stato. Domenica è successo qualcosa di surreale. Può capitare, in effetti, che una squadra sia in serata storta e un’altra sia in trance agonistica permanente. Però al Palasampietro si è andati oltre il limite: nemmeno con Schio il Geas era stato in balia così totale dell’avversaria. 18-7 dopo 5 minuti (dopo due bombe dell’ex Maiorano). 32-16 dopo un quarto. 49-24 a metà del secondo, anzi leggermente prima. Vuol dire aver beccato 25 punti di scarto in 14 minuti e rotti. Il tutto in una partita dove teoricamente non mancavano le motivazioni, anche se immaginiamo ne avessero di più le nerostellate, viste le rivincite da cogliere (tra parentesi, l’ambiente era caldino ma senza climi da rivalsa patriottica), tant’è che anche a partita strachiusa hanno infierito.
Ecco, però il discorso “alla Comense entrava di tutto, al Geas niente” in realtà non ritrae alla perfezione quello che è successo. Perché non è che Como abbia pescato una giornata in cui, che so, metteva 12 triple di cui 10 con l’avversaria addosso; e il Geas, in attacco, almeno a tratti non è stato pessimo. Il problema, ed è qui che si fatica a capire, è che la Comense arrivava sistematicamente e con facilità irrisoria fino al ferro. Penetrazioni senza aiuti, tagli col difensore che perde l’uomo (va be’, la donna), rubate sul pressing, rimbalzi in attacco senza tagliafuori. È tutto l’anno che il Geas soffre nel contenimento interno, però un conto è non avere intimidazione in area, un conto è spalancare autostrade ogni volta che le avversarie attaccano il canestro. Abbiamo visto varie volte perdere il Geas nella gestione Montini, ma mai farsi umiliare così da un’avversaria che non fosse Schio o Taranto (anzi, di solito nemmeno con Schio e Taranto capitava).
--> Se non ci sembrasse improbabile, diremmo che qualcuna ha fatto sciopero bianco. Non vorremmo che la polemica (legittima o meno) sull’arbitraggio con Faenza facesse passare in secondo piano il vero dito nella piaga stagionale, e cioè lo scarso rendimento delle straniere titolari del Geas (quello di Michailova, come quarta straniera, è soddisfacente). Il modo in cui si sono fatte asfaltare da Hicks, Harmon e Smith, per quanto forti siano le 3 della Comense, è stato imbarazzante. 62 punti e 17 rimbalzi complessivi contro 13+9.
--> Cosa succede ora? Che in 8 giorni il Geas si gioca quasi tutto. Cagliari in casa, Parma in casa nell’infrasettimanale, Lucca in trasferta. Tre partite che possono essere vinte tutte come perse tutte. Guardando ovviamente cosa combina intanto Pozzuoli. Certo è che se invece di +1 Geas, fosse finita +1 Pozzuoli, ora Sesto era nel dramma: -2 e scontri a sfavore. Bisogna guardare a questo bicchiere mezzo pieno. Se c’è la scossa, in qualche modo, la stagione può finire con un ottavo posto e una semifinale di Coppa: neanche male. Ma a spandere ottimismo non c’azzardiamo più, dopo aver sbagliato pronostici prima e durante l’anno. Anche se era logico pensare che se una squadra conferma 6 giocatrici e l’allenatore rispetto a una stagione in cui è arrivata terza, e nel frattempo un’avversaria da primi posti è scomparsa (Venezia), non possa scendere più sotto del sesto...
--> Negli stessi minuti in cui il Geas veniva mazzolato da Como, il Sanga Milano veniva steso da Biassono con un canestro a 1 secondo e mezzo dalla fine di Giulia Porro, classe ’95. Gran colpo per Biassono (che poi ieri, sembrerebbe, ha vinto a tavolino per posizione irregolare del medico di Alghero nel previsto recupero), gran bella emozione quando una 17enne decide una partita importante (al bollettino “Pink Basket” la ragazza ha raccontato di aver provato brividi quando ha visto la palla entrare); da sottolineare anche la bravura di Galbiati nel riprendere in mano la partita nel secondo tempo dopo 14' in panca per i 3 falli precoci (suo un fondamentale canestro dopo un contropiede in cui la palla era schizzata modello flipper nelle mani dell'una e dell'altra squadra); ma qui il discorso lo stiamo facendo su Geas e Sanga e dunque vediamola dalla parte delle sconfitte.
--> Il dato nudo e crudo è inquietante: quinta sconfitta in 7 partite, di cui quest’ultima contro una squadra battuta di 36 all’andata e che ha giocato buona parte della gara senza le due migliori giocatrici, Galbiati e Contestabile, una frenata e l’altra proprio eliminata dai falli. Milano ha dominato in area con Lidgren e, in generale, prendendo caterve di secondi tiri; il problema è che questi tiri continuano a non entrare. Domenica, a differenza delle ultime volte, s’è inceppato anche il mitra di Frantini, la quale ha fatto 8 punti con 2/12 segnando solo da sotto e dalla lunetta (tra cui i 2 liberi dell'illusorio +1 a 6" dalla fine, dopo aver preso rimbalzo su suo stesso errore). Stabile pure lei non l’ha mai messa. Gottardi ha avuto un bello sprazzo a inizio 4° quarto ma è rimasto isolato. Ntumba continua il periodo di litigio col ferro. Così Biassono, a lungo andare, ha potuto stringersi un po’ di più in area e limitare i danni, recuperando tanti palloni con i raddoppi sulle lunghe.
--> A differenza di quanto scrivono certe penne velenose lette in questi giorni sul forum, a me non sembra che ci siano gravi problemi di individualismo tra le ragazze del Sanga.
--> Come finirà? L’organico resta completo come forse nessun altro nel girone, tanto più ora che l’oggetto misterioso Lidgren si sta rivelando efficace: a meno che non ci sia qualche magagna nascosta, la banale ma unica conclusione logica è che si tratta solo di ritrovare vittoria e con essa la serenità. I primi 2 posti ormai sono quasi impossibili, c’è da difenderne uno tra le prime 4 e poi vedere chi è in grado di battere due volte nei playoff un Sanga che arrivasse in condizione.
Nessun commento:
Posta un commento