Dall'1 al 4 giugno
--> Vigarano, che storia! Nella decisiva gara-3 di finale dell'A2 Nord piega Bologna 62-53 (ma era +14 a fine 3° quarto) e conquista l'A1.
Ma è Vigarano che merita tutti i riflettori. E infatti li ha avuti, con un articolo sulla Gazzetta dello Sport, uscito lunedì 4, in cui si ricorda che le ragazze hanno dormito all'aperto (Zanardi in tenda) e si sono allenate dove capitava. Farris racconta che quando è arrivato il primo terremoto, il 20 maggio, si sono abbracciate in foresteria lei, Zanardi e Laffi, per la paura. Una polemica arriva da Basso: «Ci aspettavamo la sospensione delle finali e invece la Federazione se n'è lavata le mani. Hanno fatto scegliere a noi: Bologna voleva giocare, se non ci fossimo presentate avremmo perso a tavolino e distrutto un sogno. Così abbiamo tirato fuori tutta la nostra rabbia». Sembra quindi che, se è vero che non c'è stata richiesta ufficiale di sospensione da parte di Vigarano, non si è dovuto a una scelta ma a un obbligo. Vedremo se la Fip avrà voglia di replicare, certo è che la federazione in questo periodo sta prendendo schiaffoni a destra e mancina, vedi il celebre articolo del Corriere.
In ogni caso, quella di Vigarano è una storia vera, di quelle che magari potrebbero anche interessare ai giornali generalisti a diffusione nazionale, ma forse qui il basket femminile faceva notizia in positivo, anziché per fughe lesbiche o episodi di razzismo, e allora non valeva la pena scomodarsi.
La differenza però è che quel Geas non era favorito per la promozione, questa Vigarano sì, essendo risultata la squadra più convincente del girone Nord per tutto l'anno, anche se Bologna è stata a lungo in testa e ha vinto la Coppa Italia. Una squadra ben costruita con punti di riferimento chiari e giocatrici di supporto altrettanto chiare. In gara-3, mentre Laffi e Vian hanno approfittato con 16 punti a testa della vulnerabilità di Bologna in area (nonostante l'infortunio di Denti in gara-2 non si sia poi rivelato impedente, anzi la lunga ha fatto 13 punti con 13 rimbalzi), e mentre Farris ha sfoderato un 5/6 dal campo e 22 di valutazione, hanno tirato 2/16 Zanardi, l'eroina di gara-2, e 3/13 Kozdron-Losi, ma non ha pesato. Zanardi ha dato 4 assist e Kozdron ha preso 10 rimbalzi, indice di sapersi rendere utili anche in una serata offensivamente negativa.
Questo per dire, insomma, che Vigarano, al di là del "cuore oltre l'ostacolo" per le sismiche vicende, è stato un esempio di belle individualità che diventano un bel collettivo. Il tutto, notare bene, dopo un rinnovamento estivo totale. Una smentita forte a chi motiva eventuali fallimenti col fatto che il gruppo non era rodato. Queste si sono messe insieme ad agosto e hanno vinto alla grande. Ma forse è più saggio dire che a volte il cosiddetto "vissuto comune" serve, a volte non è indispensabile.
--> La storia particolare legata a Vigarano rischia di relegare nell'ombra la promozione di Chieti, che sarebbe ingiusto. Si tratta, in questo caso, di un ritorno in A1 (meglio non rivangare le burrascose vicende che portarono al suo esilio dalla massima serie, con l'abbandono del campo nei playout col S. Raffaele),
E come Vigarano, anche Chieti ha ribaltato la serie: avevamo già detto della vittoria in gara-2 sul campo d'Orvieto, l'opera si è completata domenica 3 con un 58-53 nella "bella" in casa. 58 punti segnati alla difesa di porfido (per dire che è dura) di Orvieto sono tanti. E decisamente non ha avuto problemi a bucarla, tale difesa, una straordinaria Gonzalez con 27 punti, 4/8 da 2 e 5/6 da 3. In evidenza anche Silva con 14. Il vecchio Franz Pinotti, quando della squadra del 2010 rimpiange lei e Valentina Gatti, facendo notare i risultati di Chieti in questi due anni, non ha tutti i torti.
Ora c'è lo spareggio Orvieto-Bologna per l'ultima promozione, e poi ovviamente si spererà che tutte e tre le "elette" abbiano i mezzi per farcela.
--> Quest’insolito agonismo di giugno (ma meglio questa stagione interminabile di altre liofilizzate che avevamo avuto nel recente passato) comprendeva anche l’ultimo codazzo della B, ovvero i concentramenti finali per l’accesso al “campionato di sviluppo”, nel frattempo denominato “A3” dalla Lega e “B nazionale” dalla federazione: attendiamo un compromesso al riguardo.
Nei 5 gironi interregionali, con 3 partite in 3 giorni, disputati a soli 15 giorni (per alcuni 18) dalla fine della seconda fase (il motivo è un girone toscano protrattosi più degli altri), sono emerse: Ferrara, Prato, Pesaro, Maddaloni, Corato come prime; Novara, Carugate, Athena Roma come migliori seconde. Il più rocambolesco è stato il concentramento di Castel S. Pietro, dove, dopo una serie di partite punto a punto, Prato ha rimontato 19 punti a Carugate passando dall’eliminazione al primato.
--> Un'aria d'incertezza, non ancora di cupa disperazione (almeno, non più del solito), spirava, sempre domenica, a Costa Masnaga, dove dal palazzetto adagiato su un dolce pendio si poteva, grazie al chiarore serale d'inizio giugno, contemplare al crepuscolo, in lontananza, i paesi ai piedi delle montagne lecchesi (chiedo scusa, ma mi devo allenare in descrizioni paesaggistiche).
Ma se il crepuscolo di una giornata affascina, il crepuscolo di una grande società addolora. Era l'argomento principale di conversazione durante e dopo la partita "clou" dell'All Star Game lombardo, ospitato appunto a Costa nel weekend scorso. La quarta e ultima partita del consueto programmone-maratona era tra una selezione di giocatrici lombarde di A1-A2-B e una selezione americana, presumo collegiali di mista provenienza, che si rivelava di pari livello delle nostrane.
Per le lombarde, allenate dal neopromosso duo P. Fassina-Sguaizer (Broni e Crema) c'erano costoro: Contestabile, Mazzoleni, Bussola, Longoni (quella di Costa), Caccialanza, Zamelli, Cigoli, Luisetti, Boscolo, Calastri (assente dell'ultim'ora Frantini causa influenza)
Le americanotte (nel senso che parecchie di loro erano ben robuste, se non rotonde) vanno anche a +9 nel 2° quarto, poi le italiche rimontano (canestro di Mazzoleni sulla sirena dell'intervallo), punto a punto con vari sorpassi nel 3° quarto, poi di nuovo minibreak americano con +7 a metà 4° (dettaglio: si giocava su 4 quarti da 12, per cui la partita è durata un paio d'ore…), ma la Lombardi mette dentro il quintetto migliore, con Cala, Conte, Masha, Bussola e Zamelli (poi con qualche cambio) e sorpassa con un 12-2 in cui Maiorano, non sorprendentemente, fa la parte del leone. Dopo un assist di Bussola per Contestabile che vale il nuovo vantaggio lombardo, le americane sbagliano un paio d'azioni e fanno antisportivo su Caccialanza che fa il +4 dalla lunetta. Finisce 88-86, perlomeno ci si è divertiti. Maiorano top scorer con 22, Bussola 17, Contestabile 13.
Seguivano premiazioni: in precedenza Galbiati di Biassono era stata premiata come miglior marcatrice lombarda dei campionati nazionali; ora Maiorano si piglia l'mvp per la partita. Ma il capo-organizzatore Guido Corti chiude con una frase memorabile, che resterà scolpita nella pietra: "Ci vediamo l'anno prossimo… se ci sarà ancora il basket femminile in Italia".
Ovviamente per lui, che è un uomo-Comense, il riferimento non era casuale. Infatti, come dicevamo, le conversazioni tra gli "addetti" (cioè il 90% dei presenti) erano monopolizzate dalle sorti dei vari club a rischio. E siccome eravamo in zona lariana; e siccome alcuni esponenti Geas erano stati bloccati dal "coprifuoco" imposto per la venuta del papa a Bresso (incontro mondiale delle famiglie); e siccome comunque della crisi Comense si parla, nei giornali, su Facebook e compagnia, molto più che di quella Geas; o forse siccome la sensazione è che il Geas se la caverà… per farla breve, la protagonista dei discorsi era Como. Che, a sentir tutti, è davvero prossima a tirar le cuoia. S'attendono con ansia le comunicazioni di domani mattina (martedì 5) da parte di Pennestrì senior. Ma tutti sostenevano, in sostanza, che c'è poco da sperare: probabili situazioni pregresse (accumulate negli anni), contatti che avevano suscitato speranze ma sono finiti in fumo (Bennet), insomma una malora imminente. La situazione più probabile è la scomparsa dai campionati senior, neanche l’iscrizione alla “A3” o come si chiamerà alla fine.
Non si poteva che ascoltare attoniti, scuotendo il capo e biascicando frasi di circostanza.
Notavamo, successivamente, anche il presidente del Geas, nientemeno, ovvero Mario Mazzoleni; di prammatica pure la domanda a lui: “Com’è la situazione?”, e quasi scontata la risposta cauta: “A oggi non c’iscriveremmo”. Sostanzialmente si capiva che nemmeno il Geas pensa alla “A3”: o tutto, cioè l’A1, o niente.
Dopo circa un’ora di quest’allegria generale, si prendeva la via del ritorno, ma proprio appena messa in moto la macchina arrivava una telefonata con uno spiffero: “Oh, ma lo sai che il Geas sta trattando con Armani?”. Parrebbe infatti, secondo questo spifferatore mascherato, che l’idea consista nel far diventare il nobile club sestese una sorta di sezione femminile dell’Olimpia. Bisogna ricordare, al riguardo, che il marchio Armani Junior è stato in tempi recenti sulle maglie delle giovanili del Geas, e inoltre che l’idea di una partnership con l’Olimpia era già comparsa all’epoca di Natalino Carzaniga, nell’estate 2005 o 2006, ma poi non se ne fece nulla.
Clamoroso scoop o bolla di sapone dell’anno?
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