26 maggio (sabato)
--> Sabato sono iniziati i playoff di C lombarda, e una visitina s'imponeva. A Robbiano, amena frazione brianzola dove un tempo c'era una squadra di A2 che ingaggiò Catarina Pollini (ma non ricordo se poi riuscì a farla giocare: era l'epoca delle sue controversie regolamentari), si disputava gara-1 della serie Giussano-Varese. Per provare a far qualche nome noto alla platea non lombarda: tra le esterne duellavano Marta Ceppi per le padrone di casa e Veronica Lovato per le ospiti. Queste ultime sono state avanti per 3 quarti, ma nell'ultimo Giussano, più fresca nonostante il pressing a tutto campo eseguito fin dall'inizio, ha messo la freccia vincendo 57-48. Partita più agonistica che tecnica (arbitrata da una coppia tutta femminile che ha fischiato parecchio, non a sproposito comunque), come s'addice a un playoff equilibrato di C, in ogni caso interessante.
Ma al di là dell'esito la riflessione, uscendo con due timpani distrutti dalle trombe dei tifosi di Varese
--> C'erano i playoff (ma saliamo di livello: A2), e c'era l'interesse, anche a Ferrara, dove ha dovuto traslocare Vigarano dopo il terremoto di una settimana fa. Avevamo detto che attendevamo notizie su eventuali conseguenze per la squadra, anzi le squadre visto che pure Bologna ha elementi della zona di Ferrara-Modena.
Per fortuna stanno tutte bene (a pensarci, è più "falsata" una serie in cui c'è di mezzo un terremoto, o una serie dove magari una delle due squadre è senza un paio di giocatrici importanti per infortunio?) e s'è potuta giocare, davanti a quasi 1000 spettatori, questa gara-1 in cui Bologna ha fatto il colpo (58-66) con un dominio anche più netto di quanto dica il finale, perché all’intervallo era 19-34 a fine 3° quarto ancora 39-50. Ben 5 in doppia cifra per le tortelline (Costi 15 la top), ma il dato che spicca di più sono i 34 tiri liberi per Bologna contro 2 per Vigarano... Ovviamente non si può giudicare senza aver visto la partita, però se c’è chi vede iniquità quando ha 10 liberi in meno, figuriamoci con 32 in meno. Ma purtroppo in questo momento a Vigarano hanno problemi peggiori.
27 maggio (domenica)
--> Minchia, il Geas. Figa, il Geas. Porcodighel, il Geas.
Quinto titolo in 3 anni e, se non sbaglio, tutte e 5 le volte l’hanno fatto senza perdere una partita in tutta la stagione.
Meglio non correre troppo, ma è inevitabile chiedersi se questo gruppo possa mai essere battuto, visto che non l'ha fermato nemmeno l'infortunio di Zandalasini, cioè la probabile miglior giocatrice. Così come l'anno scorso fu vinto il medesimo titolo U17 senza Gambarini, la migliore di queste finali. Il fatto è che, se qualsiasi squadra perde una giocatrice di quel livello, piange lacrime amare. Al Geas invece restano 5 o 6 nazionali di categoria, e non è che le altre siano scarse, anzi...
Però, a mio parere, non c'è solo la banale concretizzazione di una supremazia sulla carta. Nella finale con Venezia (che abbiamo seguito in modo zoppicante, con lo streaming che andava e veniva, ed era in ritardo di 5 minuti di gioco rispetto al play-by-play in diretta: ma in fondo fa piacere, in quest'epoca di tecnologia freddamente perfetta, ritrovare un po' di spirito pionieristico, quando Internet funzionava a singhiozzo...),
Il Geas, per fare la differenza, ci ha messo la tattica, con la zona costante, sfruttando probabilmente il maggior "vissuto comune" (per usare un termine di moda), cioè più mesi, anzi anni di lavoro passati insieme; ma ci ha messo anche un’ammirevole capacità di segnare e rilanciarsi ogni volta che serviva, cioè quando Venezia si riportava a contatto. Sono stupito di come le ragazze di Cinzia Zanotti (terzo scudetto da coach per lei) abbiano sviluppato questa dote di rendere sotto pressione, quando per tutto l'anno la massima suspense delle loro partite è se vinceranno di 30, di 40 o di 50.
Una Reyer caparbia, mai morta, e però incapace di prendere in mano la partita: rendeva bene al traino ma commetteva errori quando c'era da fare il passo in più. Ma del resto, contro questo Geas, non c'è mai riuscito nessuno in 3 anni, per cui forse è già un'impresa per le orogranata non essere mai crollate, anche se l'occasione di vincere era stavolta più ghiotta; e dopo la terza finale scudetto persa dal 2010 contro Sesto (precedenti: U15 due anni fa, U19 due settimane or sono), presumo che cominci a bruciare.
La finale, bisogna sottolinearlo, ha offerto il massimo possibile, sia in termini di qualità che di emozioni, riscattando una fase a eliminazione diretta che (come a livello U19) è stata sostanzialmente una passeggiata delle favorite fino allo scontro diretto. Geas e Venezia grandi anche nella tenuta atletica, perché alla sesta partita in 7 giorni, da aggiungere agli infiniti impegni precedenti in varie categorie, vedere certe giocate tipo triple da 8 metri allo scadere dei 24" nell’ultimo quarto, o assist da applausi sia da una parte che dall'altra, è notevole. Certo, anche qualche errore banale in contropiede (soprattutto dal Geas nel finale di 1° tempo: sarebbe potuto arrivare un break più pesante che il 33-24 al 20'), ma direi pienamente giustificabile. L'unica stranamente sottotono è stata Penna, 2 punti totali dopo una settimana che le è valsa l'inclusione nel quintetto ideale del torneo.
Per il Geas è stata importante la difesa nel 2° quarto, perché dopo due bombe di Venezia per il -2 (25-23), nei successivi 6 minuti Sesto ha subìto solo 1 punto, facendo sparecchiare la Reyer contro la zona. All'intervallo il Geas aveva un buon 12/24 da 2 più 1/5 da 3, contro 5/16 + 4/12 per le alfiere di San Marco. Gambarini era già a 12 punti. Di là non bastava un'eccellente Botteghi che finirà con 26.
Nella ripresa è continuato l'andamento a elastico. Come dicevamo già prima, era esasperante per Venezia, ogni volta che sembrava avercela fatta a rimontare, vedersi rispedita indietro: da 33-29 a 42-32; da 42-38 a 49-40. Qui eravamo già all'inizio dell'ultimo quarto.
E verso il 35' ecco quello che sembrava il solito, puntuale colpo del k.o. del Geas: da 52-46 a 60-46, con Gambarini a sfoderare assist, soprattutto per Ruisi (7/7 da 2). A 3' dalla fine si era sul 65-52 e il vecchio Dan Peterson avrebbe detto "well mamma, butta la pasta qui, perché Geas vincerà suo ennesimo titolo".
Timeout, fallo su Gambarini che macchia (ma senza conseguenze) il suo brillante torneo facendo 0/2 sui liberi che potevano chiudere i conti; fallo tattico su Peresson per non dare la tripla del pari; Peresson segna solo il secondo (67-65), Venezia va in pressing ma in stile "caccia alla palla", sicché viene dimenticata Barberis che riceve in lancio lungo e s'invola a canestro. 69-65 a 5 secondi circa e lo scudo è ancora sestese. Probabilmente la partita giovanile dell'anno, in attesa delle finali Under 15. Dove per il Geas sembra difficile fare il tris, ma chissà; e comunque, male che andasse potrebbero accontentarsi, nella Stalingrado d’Italia...
--> Ma c’è stata un’altra doppietta in Lombardia in questo weekend, anche se parliamo di titoli regionali e non nazionali. Biassono, dopo le U14, vince anche le U13 (per il quarto anno di fila), confermandosi leader delle fasce più giovani. E senza timore d’incensare troppo presto una giocatrice, consiglio di segnarsi il nome di Camilla Mariani, classe ’99, che dopo aver fatto ottime cose nelle finali U14 ha segnato 91 punti in tre partite nelle “final four” U13 in cui seconde sono arrivate le vicine di Robbiano (club che fa capo alla Giussano nominata ieri per i playoff di C).
--> In A2, anche nella finale Sud ha vinto la squadra in trasferta, Orvieto, che dopo il 5° posto in stagione regolare è a un passo dall'A1. Era difficile da prevedere. Ma continua la mostruosa difesa delle umbre: 45-48, addirittura 25-35 dopo 30 minuti. Reke e Perini 15 punti, di là solo Gonzalez in doppia (12).
Non ho tempo di fare una ricerca, ma ho l’impressione che negli ultimi anni di finali-promozione di A2 sia piuttosto alta la percentuale di vittorie in trasferta. Sarà così anche nelle gare-2 di quest’anno?
--> Zitta zitta e quatta quatta, la Nazionale ha fatto tra venerdì e oggi il suo primo torneo. A Pomezia secondo posto battendo Bulgaria e Olanda, perdendo infine di due con la Grecia. Immagino rotazioni sperimentali per testare qualche elemento nuovo, da Spreafico alle “straniere” Laterza e D’Alie. Quest’ultima è davvero tascabile per il livello europeo, ma sembra che piaccia allo staff per la sua personalità.
--> Stasera, con prosecuzione domattina e "coda" finale con la delegazione di Lega che andrà a parlamentare in Fip, c'è l'attesissima assemblea dei club di serie A. Abbiamo già detto che può venir fuori tutto e niente; al momento non c'è giunta nessuna soffiata, dunque non resta che attendere la conclusione dei lavori. In confronto, un conclave papale è nulla. Nel frattempo, nessuna novità, rispetto all'ultimo "Diario", dai fronti delle società a rischio.
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