lunedì 4 giugno 2012

In (parziale) difesa dei procuratori

I procuratori sono generalmente considerati causa di vari mali.  In realtà sono intermediari indispensabili nel basket odierno, tant'è che nessuna società e nessuna professionista ne fa a meno. Il procuratore, se è serio, non è uno sfruttatore tipo magnaccia con le prostitute, bensì un abile fornitore e gestore del personale, del cui benessere si preoccupano (ovviamente non per spirito filantropico, ma è una professione).

Dal punto di vista delle giocatrici: il procuratore cura che non siano turlupinate dalle società nell'ingaggio (considera che le giocatrici al 90% sono giovani ragazze che ignorano tutto ciò che non consiste in tiri, passaggi e corsette, e hanno a che fare con navigati presidenti, uomini di mondo, lupi della finanza) e cura che poi questo ingaggio effettivamente lo ricevano (come ben sai, spesso non succede con la dovuta regolarità).
Dal punto di vista delle società: il procuratore ha un campionario di merce (= giocatrici) del quale essa (la società) spesso ignora esistenza e caratteristiche (soprattutto per il mercato straniero, ma t'assicuro che capitano dirigenti che oltre la propria regione non sanno come gioca Tizia o Caia), quindi la risposta a una tua domanda è: sì, gli fa la campagna acquisti. A stagione in corso, poi, il procuratore è fondamentale nel rabbonire giocatrici imbelvite per ritardi nei pagamenti, docce malfunzionanti e auto societarie col cambio troppo duro per chi magari a casa sua ha il cambio automatico.
Chi fa il procuratore di mestiere ti potrà dare dettagli più precisi, ma magari per darti un'idea può bastare.

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