mercoledì 20 giugno 2012

Diario (108)

 Settimana dall'11 al 17 giugno


--> Sono cominciate le qualificazioni agli Europei 2013. Martedì 12 l'Italia ha perso 71-52 in Lettonia. Risultato secondo pronostico, ma attenzione che lo scarto pesante è ingannevole rispetto all'andamento. All'intervallo si era sul 29-31 per noi, a poco più di 7' dalla fine eravamo solo a -1. Poi la Lettonia ha fatto un 8-0 che ha spaccato la partita e siamo crollati. Le cifre sono piuttosto indicative di pregi e difetti di quest'Italia rinnovata e leggerissima: dominati a rimbalzo (46-26), percentuali basse ma essenzialmente perché, deboli in area, dobbiamo prenderci tiri difficili da fuori. Eloquenti i soli 4 tiri liberi guadagnati, non credo per colpa di un arbitraggio fazioso. In compenso abbiamo forzato la Lettonia a 19 palle perse e soli 3 recuperi, contro le 7 perse nostre.
Insomma, perlomeno la squadra sembra aver già chiaro come deve giocare; di qui a vincere contro le avversarie più toste, com'è la Lettonia specie sul suo campo, il passo non è breve. Sottana la top scorer con 18 (8/17); nessun'altra in doppia cifra; male al tiro Masciadri con 3/14; 5 punti in 20 minuti per la '93 Formica che, se certamente ha perso il duello con le lunghe lettoni, sembra però aver tenuto il campo. Da notare che in quintetto siamo partiti con l'1,83 Wabara come pivot, quando di là c'era gente come la 2,02 Tamane. Ben 1800 gli spettatori dichiarati. Ora un turno di riposo, poi si gioca col Lussemburgo in casa e nemmeno il miglior Trapattoni potrebbe pretatticamente dire che rischiamo qualcosa. <_<

--> Ora che tutte le bocce agonistiche di club sono ferme, ci si può ulteriormente concentrare sulle sorti delle società in bilico. Intanto è sempre più stridente la differenza tra chi, in A1, ha già la squadra pressoché fatta (pochissime) e chi invece non ha neanche cominciato a farla. Non s'era mai visto che a metà giugno fossimo ancora a questo punto di stallo generalizzato. :o: Il lato positivo, per chi traballa, è che se riuscirà a risolvere i suoi guai non avrà accumulato un ritardo irrimediabile rispetto alle concorrenti. Per lo scudetto, però, si rischia di non giocare neanche, perché Schio ha arraffato tutto ciò che voleva mentre l'unica antagonista possibile (Taranto) è al palo.
Questa settimana, in realtà, non è emerso granché di nuovo, se non segnali negativi ma senza nulla di definitivo. A Faenza non sembra tutto rose e fiori per l'escamotage-nuova società; a Vigarano il terremoto mette a rischio la possibilità di fare l'A1; a Taranto un articolo di sabato 16 titolava appunto "calma piatta", cioè niente news (ma a breve s'attende il responso sull'iscrizione all'Eurolega e potrebbe essere un segnale importante); anche a Como, dopo la raffica di articoli della scorsa settimana, non abbiamo più letto quasi nulla, se non che viene ribadito il penzolar nel baratro. Anzi, secondo la "Provincia", ormai l'addio all'A1 è certo, col rischio che il crac travolga anche le altre sezioni della polisportiva (dove c'è, ad esempio, una schermitrice olimpica, Errigo). Nel weekend la Comense ha tenuto una festa per il 140° anno della società, ma il tempismo è involontariamente grottesco, giacché più che una celebrazione rischia d'essere un funerale. :cry: Mentre il "Giorno", dove scrive l'addetto stampa comense, Levrini, si parla di una riunione a inizio settimana prossima tra i Pennestrì e coach Barbiero, e di altri 7 giorni di tempo prima della decisione definitiva.
S'è anche sparsa la voce, in questi giorni, di un subentro di Venezia al posto di Como; mentre su quello di Ragusa al posto di Alcamo si sentono rumori contrastanti: ora sì, ora no.

--> Inevitabile che in una situazione del genere, dove ognuno lotta disperatamente per salvare la pellaccia, parole come "unità d'intenti" o "lavorare insieme per il bene del movimento" sembrino utopie, pure astrazioni. Così si può spiegare la reazione negativa del Sanga Milano all'ipotesi che il Geas si accordi con Armani per diventare una sorta di sezione femminile dell'Olimpia Milano. Ipotesi che ufficialmente non sussiste, anzi è smentita dal Geas, e voce che gira già da un paio di settimane e più (come riportammo a suo tempo), ma evidentemente al Sanga devono aver avuto sentore che la cosa stia per concretizzarsi e che tale eventualità metterebbe a rischio la sopravvivenza della società, altrimenti non si spiegherebbe perché proprio giovedì sia uscita una presa di posizione così dura. Il resto della discussione l'abbiamo seguito su questi schermi; al di là dello scambio di cortesie tra Franz Pinotti e il suo misterioso non-ammiratore "Teksab", e quindi parlando della sostanza e non della forma, vengono alcuni dubbi: 1) al Sanga la situazione potrebbe essere più preoccupante di quanto fosse finora trapelato; 2) ci troviamo a un aut-aut per cui se l'accordo Geas-Armani si fa, crepa il Sanga, e se non si fa crepa il Geas? 3) come ha ricordato il prof. Mazzoleni, dove potrebbe giocare un Geas "milanese"? In tutta la città non c'è un solo impianto adatto all'A1, tranne il Palalido che però è in ristrutturazione chissà fino a quando. 4) Che senso avrebbero gli appelli del sindaco di Sesto S. Giovanni se davvero la squadra fosse in procinto di volar via?

--> In settimana è uscito l’ultimo numero di Pink Basket & Panorama Lombardo, la pubblicazione sul femminile che punta sulla quantità e, se avanza tempo, sulla qualità (bello slogan, per essere le 2 di notte). -_- Nella pagina finale sono state raccolte le proposte, idee e critiche dei rappresentanti delle 8 società che hanno aderito a Pink Basket. Il tutto in vista della riunione che si terrà mercoledì prossimo a Milano (20 giugno) tra la Federazione e le società lombarde. Chi vuol vedere il testo integrale veda il link nella rassegna stampa; qui riportiamo una condensa telegrafica. Diciamo che il quadro è variegato, non c'è accordo pieno su un gruppo di proposte, però è evidente che la prospettata riforma delle categorie giovanili non piace a nessuno.

G. Corti (Comense) – Le proposte di riforma delle categorie sono state fatte per le regioni in sofferenza di numeri, non per la Lombardia. Favorevole a un “College” in ogni regione; favorevole a campionati giovanili interregionali per limitare gli scarti troppo ampi.
F. Pinotti (Sanga Milano) – Contrario alla fascia Elite fino alle U15 comprese; piuttosto si faccia prima fase tutti insieme e poi seconda fase separati. Favorevole al modello spagnolo di bloccare i punteggi nelle giovanili se si tocca il +30. Categorie: no compromessi, o U18-U16-U14 o rimanere così. Proposta di un codice etico per regolare i rapporti tra società.
V. Rossi (Cantù) – Va chiarita la rappresentanza: troppi recenti rimpalli di responsabilità tra Fip e Lega, e troppe volte i rappresentanti hanno disatteso le istanze affidate loro dalle società. Rendere pubblici i bilanci federali per trovare margini di finanziamento per entrare nelle scuole.
P. Gavazzi (Carugate) – Favorevole a fascia Elite anche in U13 e U14. Implementare il progetto “Easy Basket” nelle scuole. No alla riforma delle categorie giovanili.
F. Ranieri (Costamasnaga) – Problema più urgente è la scarsa diffusione del femminile sul territorio. Favorire la creazione di gruppi amatoriali, se no le ragazze smettono.
E. Beretta (Biassono) – Mantenere le attuali categorie giovanili. Non cambiare continuamente le carte in tavola, dare tempo per programmarsi. Difficoltà di reclutamento dipendono dalla scarsa visibilità del basket: la Fip faccia un piano di marketing.
R. Riccardi (Vittuone) – D’accordo con Pinotti per i campionati giovanili a due fasi; non d’accordo sul modello spagnolo per i punteggi. Importante entrare nelle scuole. Categorie: meglio mantenere le attuali, in ogni caso no al compromesso U19-U16. Favorevole a un progetto per arbitri e ufficiali di campo che coinvolga le società, per tenere ex giocatrici nel giro.
M. Mannis (Usmate) – In tempi difficili, meglio non cambiare di continuo. Ogni società fa storia a sé, impossibile trovare ricette valide per tutte.


--> Non sappiamo se se n’è accorto qualcuno qui in Italia, ma da circa un mese è cominciata la Wnba, che all’aggiornamento di domenica 17 ha disputato una decina di partite per squadra. Le franchigie sono ancora 12, le campionesse in carica di Minnesota (Augustus, Brunson, Moore, Whalen e la vegliarda McWilliams) sono partite ancora fortissimo, ma sembra all’altezza Los Angeles che ha la primissima scelta del draft, Nneka Ogwumike, un’ala forte che viaggia già sui 15 punti a partita. S’è infortunata Taurasi e questo preoccupa la nazionale Usa (ohibò, male che vada vincerebbero le partite di 20 anziché di 30...; intanto coach Auriemma è coinvolto in un presunto caso di molestie sessuali), ma pare che possa recuperare in tempo. Il campionato, come ogni 4 anni succede, si fermerà per i Giuochi. E la prospettiva olimpica ha ridotto ulteriormente il contingente straniero in Wnba; ad esempio brasiliane e australiane sono in ritiro con la loro nazionale. Va be’, era giusto per un’infarinatura di sapore internazionale.

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