martedì 14 agosto 2012

Diario (116)

 Dal 3 al 12 agosto


--> "Vive, morte o X?". Parafrasando Ligabue per dire che la sorte di Geas e Comense è in continuo aggiornamento. Altro che quiete d'agosto. Cominciamo dalle buone notizie e cioè che, come riportato dai quotidiani comaschi lo scorso weekend, c'è stato un accordo tra la defunta Comense e il già esistente Basket Como (Promozione, con Mara Invernizzi tornata a giocare dopo il ritiro da Biassono), per rilevare il settore giovanile - in particolare le scuole minibasket, mentre per il resto ovviamente s'intende ciò che resta dopo la partenza di chi ha voluto partire - portando in qualche modo le insegne della Comense. Una buona notizia: persa la capra, almeno si salvino i cavoli, cioè la possibilità di giocare a basket per le ragazze della zona di Como. La prima squadra pare che chiederà di giocare in C e sarà allenata da Diego Oldani, la scorsa stagione due volte alle finali nazionali con U17 e U15.

--> E veniamo al Geas, la cui vicenda è tutt'altro che chiara. Eravamo rimasti al giorno in cui uscì il nefasto comunicato sulla rinuncia all'A1. L'indomani ne ha parlato pure la Gazzetta dello Sport, quindi possiamo dire che si trattava di un fatto concreto. Eppure, s'è appurato nelle ore successive, nessuna rinuncia ufficiale è pervenuta alla Fip, e addirittura s'è sparsa la voce che il comunicato fosse uscito per sbaglio, cosa che francamente sembra un po' ardua da pensare. Fatto sta che, comunque, finché non è ufficiale potrebbe essere rimangiato senza colpo ferire.
Lunedì 6 è uscito sulla "Prealpina" un commento di coach Montini, il quale auspicava un salvataggio e si dichiara, se non ottimista, quantomeno attendista, ovvero autorizzava a pensare che non tutto sia perduto.
In settimana, poi, il comunicato è sparito dal sito del Geas. Cosa significa ciò? Forse non automaticamente la sua revoca (cioè che la rinuncia è rimangiata), ma quantomeno che l'esito finale potrebbe ancora essere riscritto. Era un "ballon d'essai", cioè un sasso lanciato per vedere l'effetto che fa? Per sensibilizzare qualcuno, giacché se scrivi "rischiamo di non farcela" tutti dormono, mentre se scrivi "molliamo" magari qualcuno si sveglia? O era davvero un malinteso, quella pubblicazione?
Un po' di valzer, ma tutto sommato ci accontenteremmo del lieto fine, lasciando perdere come ci si arrivasse. Sperando che il prossimo comunicato sia quello definitivo, perché finora ne abbiamo avuto uno in cui c'era scritto che il Geas faceva l'A1, poi uno in cui si diceva che non la faceva, ma oggi come oggi non sappiamo ancora se la fa.

--> Quando una finale per l'oro, come Usa-Francia di ieri (11 agosto), finisce 86-50, si può solo applaudire chi vince, è inevitabile restare un po' inappagati. E' stata la conclusione sottotono di un torneo olimpico di Londra che, nel complesso, è stato ottimo, tant'è che Sergio Tavcar, il telecronista italo-sloveno (di Tv Koper-Capodistria) che ogni tanto ci capita di citare, ha scritto nel suo blog:
"L'unica cosa che mi dispiace un tantino è che non abbiamo in programma partite di basket femminile, perché mai come stavolta mi sembra che il basket in gonnella abbia fatto in questo ciclo olimpico un tale salto di qualità. Si vedono partite nelle quali a volte si dimentica del tutto che a giocare sono ragazze il che, penso, sia il massimo complimento che si possa loro fare. Il livello atletico è cresciuto in modo incredibile ed inoltre le ragazze giocano in modo più disciplinato, didascalico quasi, per cui seguire le loro partite è una continua lezione anche dal punto di vista tecnico. A proposito, qualcuno di voi smanettatori frenetici della rete potrebbe trovarmi notizie sulla 20-enne Liz Cambage, australiana di evidenti origini aborigene, una che sembra Sabonis giovane per il fisico, la mobilità e la morbidezza della mano che ieri contro le russe si è concessa una tranquilla schiacciata in penetrazione centrale oltre ad aver seminato il panico nella difesa avversaria ed aver stoppato tutto lo stoppabile nel raggio di tre metri".
Sulla prima parte del discorso, non so se sia vera al 100%, perché, tra uomini e donne, la differenza di altitudine alla quale si gioca resta notevole: te ne accorgi non solo dalle schiacciate che, a parte Cambage, ovviamente non si vedono, ma anche dalle piccole che vanno in contropiede e sbagliano perché sono a distanza siderale dal ferro e dunque anche un appoggio solitario, specie se contrastato, non è automatico. Sicuramente il gioco delle donne si è molto velocizzato rispetto a una volta, ma è successo anche agli uomini, col passaggio ai 24 secondi.
Quello che è vero è che spesso il gioco delle donne è meglio distribuito tra soluzioni perimetrali e soluzioni interne. E' stato utile vedere contemporaneamente Usa maschili e femminili, entrambi d'oro: gli uomini avevano un roster fenomenale negli esterni ma carente in area, tant'è che spesso hanno tirato più da 3 che da 2; il roster delle donne era invece completo, con tutti e 5 i ruoli ben coperti. Certo, dipende anche dal fatto che per le donne le Olimpiadi sono il massimo evento della propria carriera, per cui nessuna si sogna di marcare visita; però è una tendenza generale delle squadre migliori, quella di appoggiare di più il gioco all'interno, vedi l'Australia con Cambage, la Russia con Osipova (e, ai tempi in cui c'era, Stepanova), la Francia con Gruda, Yacoubou e Miyem, eccetera. Il tiro dalla media, poi, se negli uomini è in via d'estinzione nelle donne è ancora ben presente.
Poi sì, il discorso delle esecuzioni più "metodiche" nel femminile, anche se quella è più una sottigliezza per allenatori e quindi lascio a loro l'analisi.
In sostanza, laddove si gioca al massimo livello, certi limiti del gioco femminile - esempio: gioco a bassa quota, troppe palle perse, basse percentuali, esecuzioni spesso caotiche perché se salta la prima opzione mancano i mezzi per inventarne una seconda - vengono ben nascosti e se ne possono invece apprezzare i pregi.

--> A parte questi discorsi teorici, ricapitoliamo il torneo olimpico dal punto in cui eravamo rimasti, cioè dopo 3 giornate della prima fase. Nel girone A, gli Usa hanno terminato la loro passeggiata con un +28 sulla Rep. Ceca e un +48 sulla Cina. Dietro di loro non c'era nessuna vera "big" e dunque terreno aperto per un'outsider: ne approfittava la Turchia, finendo seconda davanti a Cina e Rep. Ceca.
Ben più interessante il girone B. La vittoria-chiave risultava quella della Francia sull'Australia (dopo overtime) alla seconda giornata, perché poi l'Australia ha battuto la Russia (70-66 con 17 punti e 10 rimbalzi di Cambage) e la Francia faceva lo stesso con le vetero-sovietiche. In questo secondo caso, probabilmente l'orario delle 9 del mattino "suonava" le russe, che dopo 3 quarti si trovavano sotto 55-34 (alla fine 65-54). A conti fatti, però, la Russia, pur terza, otteneva sorte migliore dell'Australia seconda, giacché finiva dalla parte opposta del tabellone rispetto agli Usa, ovvero con possibilità intatte di giungere in finale.
quarti si rivelavano, prevedibilmente, una gita per gli Usa col Canada (91-48), mentre l'Australia solo nell'ultimo quarto si scrollava la Cina (ancora 17 per Cambage), finendo 75-60.
Vibranti i due derby europei. A 28 secondi dalla fine la Turchia impattava per l'ennesima volta nel match con la Russia (rivincita della finale di Euro 2011), ma risolveva Hammon, insieme a un libero sbagliato da Hollingsworth (se le russe hanno l'americana naturalizzata, perché non potevano averla pure le turche? Ma perché loro naturalizzano stelle mentre noi Laterza e D'Alie?) e un rimbalzo offensivo russo su libero sbagliato (66-63).
La Francia rischiava di sciupare il suo 5-0 della prima fase facendosi irretire dalla Rep. Ceca, che nell'occasione sembrava quella dell'argento mondiale 2010: da -10 a fine 3° quarto serviva alle parigicentriche un 30-17 nell'ultimo, con sorpasso definitivo peraltro solo a 1' dalla fine. 71-68 senza possibilità di pareggio ceco nell'ultima azione (era +5 Francia). Decisiva Dumerc con 23 punti.

--> Nei tornei puoi essere opaco un giorno e brillante la volta dopo, o viceversa. Oppure, può darsi che la Francia avesse caratteristiche perfette per far squagliare la Russia. Oppure, semplicemente, le russe senza più il totem Stepanova sono in ribasso. Fatto sta che in semifinale la Francia demoliva la Russia con uno scintillante 81-64 (18 di Lawson, 15 di Gomis).
E parliamo poi della miglior partita del torneo, la finale anticipata pur senza mancare di rispetto alla Francia. Ovvero Usa-Australia, miracolosamente trasmessa (oltre che dall'onnipresente Sky) da Raidue in diretta, giovedì 8 (che capitò, un inatteso buco tra un tuffo, un cavallo e qualche sparacchiatore?). La notizia è che gli Usa sono stati messi alle corde per quasi 3 quarti. Non capitava, abbiamo letto, da Sydney 2000 che a metà gara fossero sotto. L'Australia ha giocato un primo tempo quasi perfetto: ficcante in penetrazione, puntuale nel dar palla dentro a una Cambage che giganteggiava: all'intervallo era già a 19 punti. Charles non riusciva a contenerla, Fowles si caricava subito di falli. Inoltre, le americane apparivano insolitamente frettolose nelle scelte d'attacco. In un 2° quarto con sprazzi di splendidi botta-e-risposta, l'Australia arrivava anche a +7; poi 43-47 per lei al 20'.
Il problema è che l'Australia, per continuare così, doveva davvero superarsi, mentre gli Usa avevano margini di miglioramento amplissimi. A inizio ripresa si sbloccava Taurasi con un paio di triple (sorpasso), l'Australia rispondeva (55-56 cangure al 27'), ma la difesa Usa, con una zona mobile a ingabbiare Cambage (0 punti nella ripresa), aveva tutt'altra consistenza. Charles, oltre a ronzare intorno a Cambage, sfruttava la sua mobilità in attacco, propiziando il 65-59 Usa al 30'.
Nell'ultimo quarto l'azione-simbolo era di Moore, che scippava palla di destrezza a Cambage, arrivandole di spalle mentre la molossa australiana cercava, un po' spaesata, uno scarico, e s'involava in contropiede per il +9. Una bomba di Bird, sempre magistrale, valeva il +12 a 5' dalla fine e di fatto era la resa. 86-73 il finale, con un monito per tutti: puoi battere gli Usa solo se giochi perfetta per 40 minuti. Se lo fai per 30, perdi di una quindicina, ed è frustrante.

--> L'Australia vinceva poi il bronzo battendo 83-74 la Russia nella finale 3° posto: Lauren Jackson, che in semifinale, pur assolta dai numeri (14+17 rimbalzi), non era stata incisiva fino in fondo, realizzava 25 punti, mentre 21 erano di Harrower: due veterane del grande ciclo australiano iniziato con l'argento di Sydney. Nell'Australia c'erano anche 4 ex "italiane", ovvero Snell, Batkovic, Summerton e Screen.
Poi la finale Usa-Francia (questa trasmessa da RaiSport 1), che purtroppo non replicava la qualità di Usa-Australia. Alla Francia, forse appagata dell'argento, non so se mancasse più la qualità o l'abitudine a sfidare le americane senza complessi d'inferiorità (che l'Australia, pur sempre sconfitta, invece ha). L'inizio era abbastanza promettente, con Gruda che trovava buone soluzioni per la Francia. Ma il pressing Usa cominciava a mordere: 20-15 a fine 1° quarto.
Nel secondo, gli Usa estraevano il loro asso di giornata: Candace Parker. La quale era rimasta in ombra contro l'Australia, ma qui diventava un'iradiddio, finendo con 21 punti in 21 minuti. 3 rimbalzi in attacco all'inizio del 2° quarto, contropiedi, troppo dinamismo per le lunghe francesi. L'altra chiave erano 3 contropiedi quasi di fila sbagliati dalla Francia. E se fai questi regali agli Usa, muori. Infatti, pur senza grossissime cose da parte degli States, si andava sul 37-25 all'intervallo. Francia con 9/32 al tiro, una condanna.
Ma la mazzata mortale arrivava a metà 3° quarto. Dal 43-32 al 23' si passava al 62-32 al 28', ovvero un 19-0 d'onnipotenza americana, in cui riusciva di tutto: dai "back door" ai tap-in, dalle triple ai contropiedi. Troppa grazia nella panchina americana: togli Taurasi e metti McCoughtry, togli Augustus e metti Moore... se non ti stende la prima linea, t'ammazza la seconda.
Il punteggio era insomma diventato imbarazzante, e nell'ultimo quarto si giocava solo per consentire alla Francia di chiudere su una meno orrenda quota 50, contro 86.
Per gli Usa è il quinto oro di fila: s'è celebrato, durante il torneo, il ventennale dall'ultima sconfitta olimpica, contro la Csi a Barcellona '92. Poi hanno perso in semifinale con la Russia al Mondiale 2006, ma si trattò di una congiunzione astrale che capita, appunto, una volta ogni 20 anni. Davvero troppo forti e la distanza col resto del mondo è molto maggiore che nel maschile, proprio perché, dicevamo, qui nel femminile schierano sempre tutte le migliori. E con Australia e Russia in declino, la Francia palesemente inferiore e la Spagna che nemmeno c'era, considerando poi che molte Usa di spicco hanno tranquillamente Rio 2016 a portata anagrafica, è arduo che cambi qualcosa a breve.

--> Tra le "note di colore" dell'Olimpiade legate al basket femminile, c'è stata la proposta di matrimonio a Isabelle Yacoubou (che sfoggiava una sciccosa capigliatura con nastri tricolori francesi) da parte di un attore livornese, tale Simone Fulciniti. Le ha esposto un cartello con scritto "Will you marry me?" durante una partita dei Giochi. Ovviamente i giornali nostrani hanno parlato più di questo che del torneo intero, ma va be'. Davvero romantico anche se, da un attore, era in effetti logico aspettarsi una scena del genere. Pare che si siano conosciuti solo un anno e mezzo fa, quando lei giocava a Schio, e pare anche che lui la seguirà in Russia, dove andrà a giocare, mollando tutto.

--> E' finito con 3 sconfitte di fila per l'Italia l'Europeo Under 18 a Bucarest. Eravamo rimasti alla vigilia dei quarti di finale con la Russia. Ci presentavamo da primi, con la Russia quarta, ma evidentemente i gironi erano squilibrati, e/o i piazzamenti erano stati influenzati dalle circostanze, perché alla prova dei fatti le russe sono state nettamente superiori. Sul 40-22 all'intervallo era già andata, poi è finita 64-42. Non è andata meglio nelle finali di consolazione, dove abbiamo preso botte da una Spagna insolitamente relegata al 5°/8° posto, e dalla Croazia. Ha vinto la Francia in finale sulla Russia.
Dunque noi ottavi, piazzamento senza lode e senza infamia, tenendo anche conto che le '94 non sono una nostra annata di punta. Non a caso non c'è stata nessuna delle nostre in doppia cifra, e la miglior marcatrice e rimbalzista (7,7 + 6,0) è stata la '95 Penna. Da notare che il Geas ha finora avuto, quest'estate, la top scorer della nazionale U16 (Zandalasini) e quella della U18, oltre ad avere 4 pre-convocate nella nazionale U17 che prepara i Mondiali: anche da questo s'intuisce come ha fatto a vincere 5 scudetti giovanili...

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