Dal 13 al 22 agosto
La gente vuol sapere - del formaggio con le pere? No, di cosa farà il Geas.
Nel Diario scorso avevamo riferito la voce secondo cui il famoso comunicato con la rinuncia (2 agosto) è uscito per sbaglio, cioè era stato redatto in modo da essere pronto a uscire alla bisogna, ma non era ancora il momento che uscisse. Dicevamo di faticare a crederci, e tuttora è difficile, nonostante la voce stia venendo accreditata anche dall’interno del Geas. Immaginate se gli Usa sparassero una bomba atomica (perché per una società, l’annuncio di ritirarsi dall’A1 è paragonabile a una bomba atomica) e Obama dicesse: "Qualcuno al Pentagono ha schiacciato il pulsante per sbaglio".
Tanto più (veniva spontaneo notarlo) che la notizia sul Geas è stata certificata dalla Gazzetta dello Sport, la quale, per mezzo di F. Arturi, aveva modo di verificare direttamente se era fondata, anziché limitarsi a copiare il comunicato come hanno fatto gli altri organi d’informazione. E allora come concludere se non che il comunicato doveva uscire proprio quel giorno e con quel contenuto? O quantomeno, che una volta uscito (foss’anche per sbaglio) a quel punto andasse bene così com'era.
Del resto, se non fosse andato bene sarebbe stato rimosso dopo mezz'ora con contro-comunicato di smentita (sempre secondo il ragionamento più ovvio), non dopo circa una settimana senza nessun altro aggiornamento, cosa che ha lasciato piuttosto disorientati anche quel po' di tifosi e seguitori che il Geas ha (ripetiamo, è stato annunciato che la squadra si ritira dall’A1, non una notiziuola qualsiasi). Oltre, ovviamente, a tenere in spinoso “stand by” lo staff tecnico e le giocatrici.
Quest’incertezza dà campo libero a ulteriori ipotesi. Su Cittadellaspezia.com, portale sportivo spezzino (interessato alla vicenda in quanto la locale Virtus sarebbe pronta a prendere il posto libero in A1), si è parlato di un Geas in tensione con Fip e Lega perché vorrebbe l'A2 (preferibilmente senza sanzioni) come contropartita alla rinuncia all'A1, ma non vuole dover decidere subito, mentre Lega e Fip vorrebbero una risposta immediata. Questa voce circola anche tra altre fonti nell’ambiente.
Ma il presidente Mazzoleni così ha puntualizzato sulla Prealpina di lunedì 20: "La verità è questa: se ci chiedono di rinunciare ora, vogliamo capire cosa ci danno in cambio. Se ci offrissero l’A2 accetteremmo nell'interesse del movimento e per salvaguardare il vivaio. Altrimenti vogliamo sfruttare tutto il tempo che ci resta per trovare sponsor".
In sostanza, secondo Mazzoleni [correzione del 27/8 dopo intervento Mazzoleni: "secondo quello che mi sento d'intuire al di là delle parole di Mazzoleni, che smentisce"], è vero che si sta discutendo (trattando, dialogando, quello che è) su un posto in A2 da assegnare al Geas come contropartita, ma sarebbero Lega-Fip a temporeggiare, non il Geas, il quale si riserva di decidere (cercando sponsor in extremis) solo perché dall'altra parte non vengono date certezze.
In effetti pare comprensibile: se non hai garanzie di planare sul morbido, provi fino in fondo a sventare la rinuncia. Ci sono stati colloqui informali tra le controparti, ma il periodo non era favorevole a colloqui ufficiali e risolutivi, che potranno avere luogo solo nelle prossime settimane. E nel frattempo il Geas prova a vedere se salta fuori un jolly che gli consenta di fare l’A1.
Come valutare questa vicenda? Ha scritto qui qualcuno di parte Geas: è vero che abbiamo pasticciato un po', ma altre società fanno molto peggio, perché non pagano, perché truccano i conti, eccetera. Sulla Prealpina del 6 agosto, Mazzoleni ha detto: "Altre società stanno facendo mercato senza copertura economica e senza aver finito di pagare gli stipendi della scorsa stagione, noi ci comportiamo diversamente".
Come gusto personale, non ci piace moltissimo che quando si viene chiamati in causa per qualcosa, si punti il dito sugli altri che fanno peggio. “Sì, prof, io stavo chiacchierando, ma Piercarla sta copiando il compito d’inglese e Ciro sta incidendo il banco col taglierino”.
Tuttavia, poiché se il Geas finisce male piangiamo tutti, l’importante è che salti fuori una soluzione positiva alla vicenda. Che non è necessariamente l’A1, se questa fosse un bagno di sangue sia economico che tecnico. Potrebbe anche essere un’A2 ritrovando nuovi stimoli col ricambio generazionale. L’A3 solo come ultima spiaggia da “meglio che niente”. Però c’è spazio di manovra su campionati già formati? Ai prossimi giorni l’ardua sentenza, purché siano davvero prossimi e non si arrivi a fine settembre così.
--> Su Taranto e Faenza, le altre principali piazze in difficoltà, attendiamo notizie riepilogative a fine agosto. Certo che per Taranto non dev’essere il massimo, avere la città sottosopra per l’affare Ilva proprio mentre c’è da cercare il famoso “sostegno nel territorio”, che tutti vorrebbero ma nessun trova. Priolo invece pare che anche quest’anno si sia sbrogliata, anzi con meno patemi dell’estate scorsa.
--> Caldissima l’estate, caldissimo il momento per le nazionali giovanili. In contemporanea le nostre alfiere sono impegnate a Debrecen per l’Europeo U20 e ad Amsterdam per il Mondiale U17.
Da dove cominciare? Dalle note negative (anche se non ancora irreparabili), e cioè l’Euro U20. Dove solo apparentemente si sperava di ripetere le glorie del gruppo ’92 (un argento e un oro quando era stato annata dominante), perché assenze per infortunio (Carta, Carangelo che peraltro era k.o. dopo una partita nel 2010, più un rinforzo importante come Formica), per scelta personale (Gorini, Masoni) o addirittura per ritiro (Morsiani, Zanin) hanno dimezzato il gruppo che vinse l’oro U18 nel 2010. In più, forse, qualche elemento del ’92-93 non è progredito come si sperava, o non aveva margini di crescita straordinari (lo dicevamo già a suo tempo, che fenomeni non ce n’erano), o comunque c’era un’alchimia di squadra che non si può riprodurre a comando. In più s’è aggiunto il grottesco episodio dell’epidemia di salmonella che ha colto tutte le squadre che hanno partecipato al rinfresco d’inizio torneo (prima regola per il futuro: mogli, buoi e rinfreschi dei paesi tuoi). Per l’Italia sono state colpite Maffenini e Nori.
Poi forse siamo anche capitati in un girone più difficile delle apparenze, perché tra Svezia, Olanda e Polonia non c’era un’avversaria-spauracchio ma nemmeno una che garantisse due punti agevoli. Quella con la Svezia è stata la sconfitta più dolorosa, perché eravamo a +5 a 1’ dalla fine, poi uno 0-6 ci ha scippati unitamente a un possibile fallo non fischiato nell’ultima azione. Avevamo già perso con l’Olanda, poi con la Polonia siamo stati pesantemente respinti all’ultima opportunità.
Indi è cominciato il girone-retrocessione, durissima tonnara da 6 partite, con 3 squadre su 4 che retrocedono. Abbiamo vinto le prime 3, nulla però è guadagnato. Le difficoltà, quando hai tutti questi guai e non sei partito con l’idea di finire lì nella melma, si raddoppiano. Bisogna però anche sottolineare che secondo Ezio Parisato, presente lì a Debrecen, non tutti i mali si debbono alla sorte, ma anche a errori delle giocatrici e dello staff (cioè Molino). Ma analizzeremo le sue critiche a bocce ferme. Ora stiamo solo a dita incrociate, perché dopo le illusioni d’essere entrati nell’elite europea con le 4 medaglie in 5 estati, una retrocessione sarebbe una docciaccia fredda.
Per il resto l’Europeo, in attesa dei verdetti finali, sta consolidando la fama dell’astro nascente Alina Iagupova. La guardia ucraina dalla corporatura molto mascolina, o per non fare il sessista diciamo impressionante (Ezio Parisato la definì a suo tempo la "Caster Semenya del basket femminile", alludendo all'androgina ottocentista), non è lontanissima dalla tripla doppia di media, e i punti sono sui 25 a giro.
--> E veniamo alle note finora liete per l’Italia, ovvero i Mondiali Under 17. Da Amsterdam la fonte è il sempre frizzante Giancarlo Migliola, con la sua consueta predilezione per le note di folklore, tipo che la delegazione del Mali ha dimenticato delle atlete in centro città e quelle han dovuto tornare in albergo in pullman.
Tuttavia è capitato l’imprevisto, e cioè che la Spagna, favorita per l’argento dietro gli Usa, ha perso col Giappone, e così si è vista costretta a perdere (o a non far molto per vincere) contro l’Olanda nell’ultima partita del girone, in modo da evitare gli Usa fino all’eventuale finale. Curiosamente, hanno appena fatto la stessa cosa gli spagnoli senior alle Olimpiadi, e gli è andata bene. Il risultato è che, nei quarti di finale di venerdì, invece di trovare l’Olanda troviamo la Spagna, l’anno scorso oro europeo. Certo, l’Olanda è padrona di casa e ambientalmente sarebbe stato più difficile, tuttavia sul piano tecnico è una sfida ingenerosa per le nostre, che dovranno fare un’impresa per entrare in zona-medaglie.
Tra le convocazioni di questa nazionale, ha suscitato una certa sorpresa l'esclusione di Gambarini, probabilmente l'mvp delle recenti finali scudetto U17. Non so quali considerazioni abbiano portato Nani a tagliarla, ma ipotizzo che una volta scelta Porro, fosse difficile permettersi due play "tascabili" a livello internazionale. Se non ci fossero motivi extra-tecnici, potrebbe essere l'indicazione che un certo entusiasmo di cui la ragazza è contornata ("è già meglio di Arturi", si sente dire da qualcuno) andrebbe un attimino frenato.
--> Infine una riflessione collegata agli ultimi retaggi olimpici (sono passati 10 giorni da fine Giochi, ma sembrano ormai lontani). È opinione diffusa che le Olimpiadi siano un potente veicolo di propaganda per i vari sport. Se una disciplina si copre di gloria alle Olimpiadi, si ritiene che avrà un boom di tesserati nell’autunno che segue. Non ho dati ma presumo che in parte possa essere vero. In ogni caso, è evidente quanto la concorrenza degli altri sport sia sempre più dura. Ci sono sempre più discipline in grado di presentare spettacoli gradevoli e italiani protagonisti, anzi, visto il calo dei risultati italiani in certi sport “maggiori”, più le discipline sono astruse e più gli italiani si fanno valere. Di conseguenza anche sport che prima non esistevano, specie a livello femminile, ora hanno diritto di cittadinanza e possono soffiare praticanti al basket. Dall’altro versante, una disciplina super-popolare come il calcio è in evidente crescita di seguito a livello femminile in tutto il mondo. In Italia per ora sembra di no, ma se in qualche modo esplodesse nei prossimi anni, sarebbe un’ulteriore mazzata. Insomma, si getti pure la croce addosso alla Fip, se uno lo ritiene, però si combatte contro mille concorrenti e, quest’autunno, senza il minimo traino olimpico rispetto ad altri che si sono fatti belli a Londra. Io credo che un tempo il basket femminile grondasse tesserate non solo per meriti propri, ma anche perché le ragazze spesso non sapevano che altro fare.
Tutto ciò lo colleghiamo al seguente discorso: qual è il basket che può “far da traino” presso le giovani? Come abbiamo già fatto qualche puntata fa (l’argomento era come s’inizia a giocare), utilizziamo i dati raccolti in una rubrica dei bollettini “Pink Basket” presso giocatrici di 3 squadre di B. Qui la domanda era: “che tipo di basket segui?” e (facoltativo) “quali sono i tuoi giocatori/giocatrici preferiti?”, per capire qual è il basket che fa presa. I risultati sono i seguenti.
CANTU'
Battaglini - Cantù maschile.
Bragotto - serie A maschile (Cantù), Nba (Celtics). Idoli Basile-Mazzarino.
Danese - serie A maschile; a volte Nba. Idoli Bryant-Gallinari.
Luisetti - serie A maschile (Cantù). Idoli Basile-Micov.
Molteni M. - serie A maschile (Cantù).
Romanò - squadra maschile di Promozione.
Scrimizzi - serie A maschile, un po' di femminile e campionati minori. Idolo Kukoc.
Tarragoni - Cantù maschile, a volte Nba. Idoli Nowitzki, Kidd, Gallinari.
CARUGATE
Bonfanti - poco in generale, femminile dove giocano ragazze che conosco. Idoli Basile-Zanoni.
Calastri - un po' di tutto. Idolo Jordan.
Guidi - C1 maschile di Desio, B maschile. Idolo Masciadri.
Pozzi - serie A maschile (Cantù) e C maschile. Idolo Basile.
Zumbaio - Geas; AJ Milano, a volte Cantù; squadra del fidanzato.
VITTUONE
Baiardo - serie A maschile, a volte qualche partita di NBA, giovanili eccellenza, C2 e squadra under13 femminile di Cornaredo. Idolo Gallinari e altri.
Belingheri – non seguo il basket in tv ma conosco i giocatori e le loro caratteristiche grazie alla playstation; il mio preferito è Garnett.
Cassani - Nba; idolo Rondo.
Miccoli - Più che la serie A italiana preferisco guardare il basket americano, forse perché l'Nba gioca un basket che predilige lo spettacolo, comunque se capita una qualsiasi partita in tv mi piace guardarla a prescindere dalla categoria.
Rossi - NBA, tifo per i Celtics e il mio preferito è Rondo. Guardo anche le italiane in Eurolega maschile, molto raramente l’A1 femminile. Qualche volta mi capita di vedere partite di C femminile dove giocano amiche e ex-compagne di squadra.
Tunesi - Seguo qualche volta l’NBA; il mio preferito dell'NBA è Garnett, mentre della Serie A è McCalebb.
Bilancio e diagnosi – c’è una certa differenza tra le zone dove c’è una serie A maschile con forte presa (Cantù) e dove non c’è (Vittuone): in questo secondo caso si vira sull’Nba. Spicca, ma in fondo non sorprende, che su 19 ragazze solo 4 citino in qualche modo il femminile di vertice. Che pure è visibile in tv (quello italiano). Possiamo quindi concludere che il basket femminile non fa presa neppure sulle ragazze che giocano a basket.
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