Dal 23 al 26 agosto
SPECIALE NAZIONALI GIOVANILICon il sesto posto delle Under 17 ai Mondiali e il tredicesimo delle U20 agli Europei si è conclusa in contemporanea – domenica 26 – la campagna estiva 2012 delle nostre nazionali nelle massime competizioni Fiba (c'è ancora il Torneo dell'Amicizia U15 ma ovviamente è un evento minore).
Essendo partiti fortissimo, con l’argento nella prima competizione di quest’anno (gli Europei U16 a luglio), c’eravamo sentiti autorizzati a sogni di gloria, ovvero di fare 2 medaglie nella stessa estate (mai successo in epoche recenti, a meno di contare l’argento ai Mondiali 3 vs 3 dell’anno scorso oltre al bronzo U16). Poi però, oltre ai due risultati sopra citati di U17 e U20, c’è stato l’ottavo posto delle U18 all’inizio di questo mese.
Il bilancio è quindi tra il discreto e il buono (considerando la nostra media), non eccezionale.
Bisogna dire che la concorrenza sembra sempre più diversificata: a relegare le nostre U20 nella poule-salvezza, assenze e salmonella a parte, sono state Svezia, Polonia e Olanda. Quest’ultima è la più nuova tra le emergenti. Non per imitare dichiarazioni in stile calcistico, tipo “anche il Lussemburgo è temibile”,
Una conseguenza è che queste manifestazioni sembrano diventare sempre più massacranti. Nove partite obbligatorie per tutti, quasi sempre equilibrate, tensione al massimo perché tra successo e fallimento a volte passa un canestro di differenza. Per questo si discute se queste estati agonisticamente torride non rischino di spremere le nostre migliori atlete. Tanto più in queste ultime 2 annate, in cui abbiamo avuto anche i Mondiali U19 e U17. Vero è che chi vuol diventare un’atleta di alto livello deve abituarsi a sgobbare duro, così come è vero che queste sono occasioni di massimo confronto e crescita (sicuramente più di una partita di campionato vinta 100-25, come spesso capita nelle nostre giovanili). Ari-vero che vestire la maglia azzurra ai Mondiali è più esaltante che stare a Cesenatico con parenti o amici.
Però se una 16enne deve farsi 2 mesi di raduno e 2 competizioni da 18 partite tutte al limite, e questo non per un’estate ma per 4 o 5, il rischio di logoramento è alto. Sono ragazze superiori alla norma ma non macchine. Se ultimamente non sembrano emergere fenomeni europei nel femminile, non sarà anche per questo?
D’altra parte, se la Fiba organizza così l’attività, noi ci possiamo fare poco. Dovremmo evitare apposta di qualificarci ai Mondiali?
Ma in generale, l’unico modo per risolvere il problema sarebbe avere talmente tante atlete di livello da poterle utilizzare ciascuna in una competizione al massimo. Per ora non ci siamo ancora, ma l’impressione è che il numero di nostre giovani di livello internazionale sia in aumento. Merito del College o di Azzurrina?
--> Nel “Diario” scorso, eravamo rimasti a metà della poule-salvezza delle U20 e alla vigilia dei quarti di finale delle U17. A sorte estraiamo di parlare prima delle U20, anche perché c’è poco da aggiungere: hanno completato con un 6-0 – a volte soffrendo, a volte dominando – il girone di purgatorio, dimostrando di esserci finite direi immeritatamente. La squadra non era da corsa per i primissimi posti, ma tra le prime 12 ci stava senza dubbio, nonostante (come testimonia Ezio Parisato che citeremo più avanti) per via delle defezioni fosse stata costruita una squadra con esterne tutte simili (giocatrici di corsa e più realizzatrici per sé che costruttrici), con poca propensione alla difesa oltre che la solita poca stazza.
Certo, all’atto pratico con le ’92 siamo arretrati dal primo posto di 2 anni fa al tredicesimo di oggi, il che dimostra che non abbiamo, al momento, un serbatoio tale che se mancano le migliori, o alcune migliori, di un’annata possiamo sopperire come se niente fosse. Ma archiviamo con sollievo la salvezza. Peccato per le ’92 che chiudono senza gloria la loro carriera giovanile; però anche senza la macchia della retrocessione.
Inoltre, nonostante il buon periodo nostro negli ultimi 5 anni, si conferma tabù la categoria maggiore, appunto le U20: mai una medaglia da quando ci sono questi Europei, ovvero dal 2000. Quando le nostre si approssimano a diventare senior, perdono competitività. Miglior marcatrice per l’Italia è stata Francesca Dotto con 10,2, davanti alla gemella Caterina con 10,1. Situazione simile alle U18: realizzazioni molto distribuite, non una leader chiara. Da notare che, come per le U18 è stata la ’95 Penna la top scorer, qui sono state due ’93, quindi in entrambi i casi guidano le “sotto età”. Diciamo un segnale promettente per l’anno prossimo. Però al momento non abbiamo una “stella” di riferimento nella fascia più vicina al basket senior.
Chi ha vinto? Tanto per cambiare la Spagna (3 ori e 2 argenti negli ultimi 6 anni... sommando tutte le categorie? No, contando solo le U20!), che ha dominato 59-46 la Russia in una finale con poco brio (Russia imbesuita nel 1° quarto, chiuso 12-4 per le ex-suddite di Zapatero, che poi hanno controllato). Bronzo alla Turchia, e a proposito di potenze emergenti eccone un’altra, visto che è la prima medaglia giovanile donne per loro. E quarta l’Olanda, che era nel nostro girone di prima fase e ci aveva battuto di poco. Mvp la lunga russa Tikhonenko, ma la guardia ucraina Iagupova (uscita ai quarti), come già segnalavamo, ha avuto cifre mostruose: 27,6 punti (prima), 10,1 rimbalzi (terza), e tanto perché non si dica che è egoista ha vinto la classifica degli assist con 5,3.
--> Sfortuna Under 17. Nei quarti dei Mondiali di Amsterdam c’è toccata, dicevamo, la Spagna, autrice di una sconfitta iper-sospetta contro l’Olanda per finire terza nel girone ed evitare gli Usa fino alla finale. Classico colpo di sfiga che ti pregiudica una competizione. Per l’Italia, s’intende. La quale, fin lì, aveva fatto bene tutto il fattibile, cioè vincere le 4 partite praticabili (con gli Usa era impossibile). Non meritavamo di beccare la seconda squadra più forte, che se non si fosse fatta incaprettare dal Giappone avrebbe vinto l’altro girone. Si sperava che gli dèi punissero il misfatto spagnuolo, oppure che le nostre moltiplicassero orgoglio e doti cestistiche. Non è stato così, anzi il contrario: gli dèi hanno punito noi (ma di cosa, volete dirlo?) facendo infortunare Zandalasini dopo un quarto e mezzo, e la prestazione delle nostre è stata incolore. Il 16/56 al tiro dice parecchio. Vero è che lo scarto finale, 39-67, parla di una mattanza che tale non è stata per 3 quarti, però era comunque +14 Spagna al 30’. Poche scuse, la Spagna è più forte. Solo che era ingiusto trovarla nei quarti.
I rimpianti aumentavano vedendo poi il Canada (da noi sconfitto) battere l’Olanda in un finale spaccacuore che gettava nello sconforto l’intero paese tulipano (sì, vabbè). A 1 minuto dalla fine il Canada era a +3, ma poi faceva solo 2/6 dalla lunetta e l’Olanda aveva addirittura il tiro del sorpasso allo scadere, ma lo falliva: 56-55 per le foglie d’acero.
Ovviamente gli Usa demolivano l’Australia mentre il Giappone continuava a sognare battendo il Belgio della sparacchiatrice folle Ben Abdelkader, che ci aveva purgati lo scorso anno agli Europei U16 e qui ha vinto la classifica marcatrici, ma tirando 20, 25, anche più di 30 volte a partita, come nella semifinale 5°/8° posto di sabato 25 contro di noi, in cui ha fatto 3/10 da 2 e 5/22 da 3...
Quindi noi appunto ammessi alla finale 5° posto, persa però con l’Australia. In definitiva è questo l’unico neo della nostra spedizione, perché l’Australia era giunta quarta nell’altro gruppo e non era trascendentale. Ma questionare per un 6° posto anziché quinto è fuori luogo. Siamo stati bravi ma è sfumata un’occasione di quelle che non sai se ripasseranno. Da notare che è forse la prima volta nella sua carriera che Zandalasini termina una competizione senza vincere nulla...
Com’è finito ‘sto Mundial? In semifinale Usa zuzzurellanti sul Canada; Spagna che, manco a dirlo, stavolta demolisce il Giappone (91-62), come a dimostrare che la volta prima era stato un caso (utile giusto a fregarci). Ok, giusto essere ora incazzati con la Spagna, ma quando una nazione nello stesso giorno fa la finale U20 e U17, dopo aver già vinto mille medaglie negli anni passati, conviene zittirci dopo il minimo sindacale di brontolii, anche perché non so se al loro posto, con ambizioni di vittoria, avremmo fatto diversamente.
Domenica 26, bronzo per il Canada (che rimpianti per noi) e oro, che sorpresa, per gli Stati Uniti che in finale hanno dominato la Spagna, più di quanto dica il 75-62 conclusivo. Abbiamo visto qualcosa grazie a FibaTv e, nonostante la Spagna sia la migliore del resto del mondo, gli Usa fanno parte di un mondo diverso. Troppa intensità, rapidità, anche troppe esecuzioni ben fatte dalle americane. Quando giochi contro le americane, vedi la vera dimensione delle altre giocatrici, perché quelle da noi considerate buone sembrano dilettanti allo sbaraglio, mentre quelle che per noi sono fenomeni riescono a tenere il confronto ma sono un paio contro dieci. Una Zandalasini da noi fa gridare al miracolo, ma gli Usa di Zandalasine ne hanno a bizzeffe e anche meglio.
Questo per dire che dopo un quarto, la finale era sul 22-8 per gli Usa ed era già finita. L’unica speranza per la Spagna era circolare laboriosamente la palla e sperare di metterla da fuori, ma nel 1° quarto era 3/18 al tiro per loro. A 5’ dalla fine era 73-52, poi le americane hanno tirato la barca in remi e la Spagna ha reso onorevole il passivo. Per le americane la migliore era l'ala Diamond DeShields, eletta Mvp del torneo. Insomma applausi per gli Usa ma la loro supremazia, così come a livello senior, ha degli aspetti inquietanti.
--> E ora, per chiudere, il microfono va a Ezio Parisato. Nel manipolo di indefessi “turisti per basket” (lui ha anche scritto un libro con quel titolo) che seguono le nostre nazionali, santificando le proprie ferie, lui è certamente lo scrittore più prolifico. Attingiamo al suo inesauribile pozzo, naturalmente non per intero perché sarebbe troppo lungo (si veda www.imbecilli.it, cliccando su Tresh Potting e poi su Imbe-eventi: così oltre ai minuziosi resoconti di tutte le partite e alle pagelle delle singole giocatrici, si possono gustare anche le sue scorribande extra-basket…),
UNDER 16 – MISKOLC
Che dire, è stata comunque una gran bella avventura ed abbiamo dimostrato grandi qualità ed ottime individualità. Abbiamo un telaio su cui lavorare ed inserire alcuni elementi che potranno rivelarsi preziosi. Ci è mancata una roccia d’area alla Ercoli ed almeno un’altra tiratrice affidabile per affiancare Zandalasini e Tagliamento ma nel complesso siamo stati proprio belli facendo oltretutto un passo avanti rispetto a Cagliari.
Alla fine applaudiamo le spagnole che sono state capaci di ritrovarsi per strada nonostante un paio di infortuni con la bravura di non abbattersi troppo dopo un inizio davvero poco convincente lasciando comunque una grande lezione: a questi livelli quello che hai fatto nel bene e nel male conta relativamente, conta soprattutto quello che farai nella prossima gara. Le ragazze faranno bene a non scordarlo mai.
Al termine ci resta una gran bella medaglia d’argento e la nomina di Cecilia Zandalasini (in arte Zorro) come MVP della manifestazione, premio meritatissimo a patto di spiegarci una cosa: ma cos’ha Ceci contro il primo tiro libero? Non lo mette mai, ma proprio mai… a parte gli scherzi lei è davvero di un altro pianeta, scorer americani la chiamavano Koby e, fatte le debite proporzioni, non hanno tutti i torti anche se deve imparare ancora un po di cosette.
A fine gara non restava che organizzare la cena, i miei nuovi amici venivano in palestra a raccattarci ed alla fine con praticamente quasi tutti i parenti rimasti si poteva andare al famoso ristorante ed è stata una bella mangiata che ha santificato un argento… d’oro.
Morale: non abbiamo perso l’oro, abbiamo vinto l’argento e questo fa molta differenza!
UNDER 20 – DEBRECEN (scritto prima della fase-salvezza)
Che dire... Non mi aspettavo certo di arrivare fin qui per "gustarmi" una poule salvezza. In effetti cestisticamente parlando a questo gruppo non ne va bene una. I problemi sono certamente iniziati prima di partire viste le defezioni per infortunio delle varie carangelo, formica e carta e le (discutibili) scelte personali di gorini, masoni, delle napoletane e morsiani. Con oltretutto retroscena che lasciano alquanto perplessi visto il poco attaccamento alla maglia della nazionale dimostrato.
Oltre a cio scelte tecniche piu o meno obbligate ci han mandato qui con due play gemelle nel modo di giocare, senza rimbalziste e giocatrici molto piu offensive che difensive come cigliani, pertile, maffenini e galbiati. morale: squadra individualista e monotematica e purtroppo lo si e visto in campo da subito. I play non sono portati (non per colpa loro ma perche a lupari dono abituate cosi) a far giocare la squadra, dopo max 3 passaggi arriva un tiro magari fuori equilibrio o marcate mentre in difesa aiuti zero e ad ogni taglio avverso difesa in difficolta. Chiaro che cosi. E difficile fare bene... Aggiungiamo che il coach pare molto piu portato a gestire un gruppo di grandi che un giovanile (dove secondo me devi saper creare e motivare un gruppo, ancora insegnare e spiegare schemi, difendere ed attaccare con intensita) visto che la differenza con la guida tecnica dei vari lucchesi, nani e riccardi e' apparsa lampante.
Con questi presupposti era ovviamente difficile giocare anche contro squadre di secondo piano come svezia, olanda e polonia. Nella prima gara con l olanda sono uscite subito le magagne, prendiamo. 43 punti in un tempo subendo fisico a rimbalzo, tagli da tutte le parti e canestri da tre di butter. In attacco ognuno x conto suo ed srriva la frittata con la seconda eurosconfitta da parte orange in 20 giorni a 100km di distanza.
Ma la cosa che ancora di piu ci penalizza e il problema salmonella. Cibo avariato alla presentazione e nori e maffenini vanno ko. Vale a dire una tiratrice ed una che quantomeno sotto canesto una mano la da... Che culo! Anche se c e da dire che la polonia ne perde 4, il portogallo 6 e, spagnole escluse) tutte almeno un paio che finiscono in ospedale.
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