giovedì 31 gennaio 2013

I titoli (30 gennaio)

A2 Nord [infrasett.] - Venezia sogna: all'overtime piegata S. Martino (Mandache 31, Melchiori 17+8 assist) ed è +4


A2 Nord - Milano con la difesa e FrantinGottardi (31 in due, più Zanon 20 rimbalzi) su un'incompleta Udine

A2 Nord - derby lombardi a Broni (overtime su Valma: "Zanda" 17) e Crema (Kozdron vince il duello con Maffenini)

A2 Sud - Ragusa fa il ragù anche a Reggio Calabria. Virtus Spezia e Napoli ok ma troppo lontane (-6)

A2 Sud (agg. 31/1) - Termo Spezia passa sul filo a Battipaglia (72-73) e tiene viva la corsa: -4 con una gara in meno

Eurolega - Riposo per Schio, è raggiunta al 3° posto da Orenburg. Per il primato la "proletaria" Kosice stende il Fenerbahce di McCoughtry e Pondexter

Eurolega - in altro girone, primo stop per Ekaterinburg di Taurasi, Stepanova, Bird e Gruda

lunedì 28 gennaio 2013

I titoli (27 gennaio)

A1 - Umbertide all'overtime nel derby con Orvieto


A1 - Taranto e Parma agganciano Lucca a -4 da Schio. Mercato: Pastore passa a Chieti

A2 Nord - Venezia, prova di forza a Crema alla vigilia della supersfida con S. Martino. Tornata Formica

A2 Nord - Colico la mente, Maffenini il braccio (40 punti in due): Cremona stende Valmadrera

A2 Nord - Zandalasini torna a garrire (16+10), Broni vince lo scontro diretto con Selargius

A2 Nord - Sensazionale Ljubenovic (45 di valutazione), Muggia si rialza a Marghera

A2 Sud - A segno tutte le "big", Battipaglia vince in volata il derby a Salerno

A3 Nord - Il Geas cade a Moncalieri e per un punto perde la differenza canestri

Eurolega - Schio perde lo scontro per il 2° posto: Kosice passa 67-78

Guai fiscali Comense: il pm contesta a Pennestrì 7 milioni di evasione

Anche l'A1 di volley resta in 10, siamo in buona compagnia

sabato 26 gennaio 2013

A2 Nord: il punto

Vigilia di una settimana-chiave per l'A2 Nord: c'è l'infrasettimanale mercoledì, quindi 3 partite in 7 giorni. Mercoledì al Taliercio la supersfida Venezia-S. Martino può valere mezza promozione, ma solo nel caso che vinca Venezia, ancor più se ribaltasse il -13 dell'andata. Vincesse S. Martino, ci sarebbe l'aggancio in vetta con 2-0 per le luparote. Ma attenzione a non dar per scontato che Venezia domani vinca a Crema. La compagine cremosa non è parsa in giornata brillante a Milano, pur considerando che Milano, specie in casa sua, è specialista nel far giocar male le avversarie (già successo recentemente con Marghera e S. Martino). Tra 2° e 3° quarto è rimasta 11 minuti senza segnare. In altre occasioni Crema aveva dimostrato di saper sopperire a una giornata sottotono di Kozdron-Losi, stavolta no. C'è stata un'unica fiammata, peraltro veemente, a inizio ultimo quarto quando nel giro di 3 minuti Crema piazzava uno 0-14 con Biasini e Capoferri protagoniste, il pressing che rubacchiava palloni e Zanon+Pastorino che uscivano per falli. Sul 51-45 a 6' dalla fine (era 51-31 poco prima) sembrava che tutto potesse riaprirsi, ma Gottardi e Stabile hanno sciorinato classe chiudendo tutto.


Settimane or sono, scrissi che Crema era "overachiever", ovvero sta ottenendo risultati superiori a quanto valga, e l'utente "Cremasco" non parve d'accordo, ma mi sento di confermare il giudizio: avere solo 2 punti in meno di Milano con un'evidente inferiorità nelle 5 del quintetto (tranne Kozdron contro Frantini, ma non è nemmeno superiorità, diciamo che se ne potrebbe discutere), segnatamente Caccialanza o Capoferri inferiori a Gottardi (tranne che a volte), Picotti inferiore a Pastorino (sebbene non di moltissimo), Gibertini o Cerri inferiori a Zanon e soprattutto Rizzi o Conti inferiori a Stabile in un ruolo fondamentale come la regia, be', ripeto, avere solo 2 punti in meno è un titolo di merito, pur considerando che la panchina è ben più lunga rispetto alla compagine mediolanense.

mercoledì 23 gennaio 2013

Defezioni in pallavolo donne + perdita posti di lavoro in A1 nostra

L'A1 di volley donne perde un altro pezzo: dopo Crema si ritira Modena. Il volley ci batte anche in questo: 2 ritiri a campionato in corso contro solo uno per noi. Ora entrambi i massimi campionati sono ridotti a 10 squadre con due che riposano ogni settimana.


Intanto il vero scandalo della campagna elettorale è che nessuno parla dei posti di lavoro persi dalla manodopera italiana nel basket femminile: nel 2004/05 in A1, con 16 squadre e 3 straniere, c'erano 112 posti, oggi con 10 squadre e 4 straniere ce ne sono 60. Ovvero quasi il 50% dei posti di lavoro sono andati in fumo. In qualsiasi altro settore i sindacati avrebbero scatenato la guerriglia.

martedì 22 gennaio 2013

Sugli "ultras" del Sanga

In effetti la stranezza di questo gruppo ultras è che loro a inizio dicembre si sono presentati sugli spalti senza aver mai visto il Sanga prima d'ora ma atteggiandosi come se improvvisamente avessero deciso che per loro era la cosa più importante del mondo.

Logico che abbiano creato un po' di sconcerto tra i tifosi abituali, così come sarebbe sconcertata una donna se senza mai averla conosciuta prima d'ora ti dichiari innamorato di lei.

Tuttavia, dopo un mese e mezzo mi sembra che stiano prendendo le misure, il resto del pubblico si è abituato e le ragazze gradiscono il sostegno, che a mio parere contribuisce a tenere alta la concentrazione. Su 3 big match casalinghi giocati dal Sanga dopo il loro arrivo, 3 vittorie. Se non altro non portano sfiga.

L'episodio di Biassono è stata solo una goffa interpretazione da tifosi calcistici, senza capire che un fumogeno (o simile, vista la precisazione tecnica) in un palazzetto del femminile in cui c'erano 100 persone scarse fa ridere i pollastri (oltre a costare la multa). Ma è stato un errore di gioventù.
Insulti da parte loro alle avversarie io non ne ho sentiti, anche se sono seduto dalla parte opposta. Casomai ne ho sentiti dai Viking di Broni.

domenica 20 gennaio 2013

I titoli (20 gennaio)

A1 - Schio, prova di forza su Parma: 84-62 (Masciadri fa buon brodo: 25)


A1 - Taranto e Lucca tengono il passo dominando a Orvieto e Cagliari

A1 - Mercato, Weaver nuova straniera di Parma; Santucci "espatria" a Riva S. Vitale

A2 Nord - Un'ottima Milano vince il derby da 3° posto con Crema: 66-52 (Gottardi, 18, e Stabile le migliori)

A2 Nord - Spavento Venezia con Broni ma se la cava; S. Martino regola Marghera

A2 Nord - Maffenini non basta a Cremona ma coi 30 ad Alghero diventa capocannoniera di tutta l'A2 (18 tondi di media)

A2 Nord - Mercato: Daniela Georgieva a Marghera, Scibelli a Valmadrera

A2 Sud - Grande Termo Spezia: abbatte l'invitta Ragusa (65-53 con 4 in doppia cifra). Ma le sicule per 1 solo punto tengono la diff. canestri

A2 Sud - Napoli e Virtus Spezia bene su Salerno e Bologna, si riportano a -6 dalla vetta

A3 Nord - Cade Moncalieri con Ghezzano, Geas vola a +6

Eurolega - Scivolone Schio: senza Macchi e Nadalin concede la prima vittoria ad Arras

A2 Nord: appunti flash

In A2 Nord, ancora una volata vincente per Venezia: Broni aveva la palla per vincere negli ultimi secondi.

Zandalasini in crisi al tiro: nelle ultime 3 partite ha 8/43 dal campo.
Maffenini 30 punti, 12 rimbalzi, 6 recuperi e 38 di valutazione ma non basta ad Alghero.
S. Martino a segno con Marghera.
Udine vince a Selargius ma perde Zampieri per infortunio (gravità da valutare).
Domani interessantissimo Milano-Crema per il 3° posto.

sabato 19 gennaio 2013

Da un Superbasket di luglio 1989 (la crisi)

Superbasket, Superbasket. La rivista, implacabile, denuncia i mali del movimento femminile. A questo punto non si può più tenere la testa sotto la sabbia. Parole scolpite nella pietra.


"Le defezioni nel basket femminile sono ormai troppe. [segue riepilogo defezioni appena avvenute] I campionati, la campagna acquisti risultano falsati; il movimento accusa un colpo gravissimo nell'immagine e nella credibilità mentre mostra le proprie carenze strutturali in tutta la loro evidenza.
Manca professionalità di gestione e di lungimirante programmazione perché pochi sono i dirigenti di provata serietà e capacità. Soprattutto, a dispetto dei tentativi per ovviare al difetto, non esiste un reale mercato per il prodotto cestistico femminile (vedi la sconsolante media spettatori dichiarata dalle società) che, purtroppo, è costretto a reggersi alla sempre provvisoria sovvenzione da parte di mecenati inaffidabili e non attira sponsor in grado di garantire durature basi economiche.
Sono pochissime le aziende presenti nel settore, che hanno scelto di legarsi a una società per reali interessi d'investimento pubblicitario e d'immagine.
E' questa l'insostenibile leggerezza dell'essere del basket donne italiano".

martedì 15 gennaio 2013

Ancora sui confronti col passato

C'è stata senza dubbio un'età migliore dell'attuale in termini di floridità economica e quantità di tesserati (adesso non so le cifre del maschile, su quelle del femminile è risaputo il crollo), un'età in cui il basket sembrava in continua crescita, e quest'età si può collocare tra la metà degli anni '70 e l'inizio degli anni '90. Dal 1992 è iniziata una fase di stallo/recessione/crisi (non so quale sia il termine più appropriato), aggravatasi negli ultimi anni per via della crisi economica generale. Secondo me non è tanto in discussione questo, bensì: a) le responsabilità reali dei dirigenti federal-legaioli; b) l'esistenza di ricette per invertire il trend; c) la giusta misura nel definire la gravità di codesto stallo/recessione/crisi.

Sul piano tecnico, credo che il "meglio/peggio" nel confronto col passato non vada posto in termini assoluti (oggi si vedono eseguire movimenti di rapidità superiore, si tira da 9 metri con disinvoltura, certo sono scomparsi il gancio e altri gesti tecnici ma ne sono comparsi altri, per non parlare della sofisticatezza degli schemi sia offensivi che difensivi), ma in termini di quanto il giuoco che viene praticato piaccia alla gente. E' possibile che il gioco degli anni '80 divertisse più di quello attuale, a prescindere dal fatto che fosse più valido o meno.
Una delle partite che mi hanno divertito di più lo scorso anno è stato un Geas-Pozzuoli dove si tirava e si segnava a ritmi tambureggianti, anche se era evidente che ciò si doveva agli svarionacci difensivi reciproci. Negli anni '80 l'elaborazione difensiva era molto inferiore e dunque gli attaccanti forti potevano impazzare e divertire assai di più.

lunedì 14 gennaio 2013

I titoli (13 gennaio)

A1 - Taranto strapazza Umbertide (74-51, Mahoney 22) e l'aggancia al 4° posto


A1 - Riposo Schio e Parma, giornata per le "piccole": ridono Pozzuoli e Chieti

A1 - Mercato: Chieti prende la pivottona Glyniadaki ma perde Pasqualin (crociato)

A2 Nord - Che thrilling a Venezia: la Reyer respinge Milano sul filo (62-60, palla persa sull'ultima azione). Duello pari tra le superstar Mandache e Zanon, ma ora l'Umana è a +6 e 2-0

A2 Nord - S. Martino spaventosa a Cremona (31-61 dopo 3 quarti), è lei l'anti-Venezia

A2 Nord - Crema distrugge Marghera e aggancia Milano al 3° posto; bene Broni con Muggia; ad Alghero il derby sardo a Cagliari

A2 Nord - Mercato, Vujovic a Valmadrera; in precedenza De Gianni a Cagliari; bloccato il tesseramento di Dimana Georgieva a Udine

A2 Sud - Che maratona! La Termo Spezia passa 78-79 a Salerno dopo 3 overtime e resta viva. D'Alie (23 punti) pareggia il record di minuti di Arturi con 55

A2 Sud - Ragusa e Virtus Spezia umiliano Ancona e Viterbo

Eurolega - Alla ripresa dopo la sosta, ottima Schio su Sopron (89-71, Lavender 21)

A2: Venezia in volata sul Sanga

Venezia si conferma magistrale in volata (5 vittorie su 5 volte che la sua partita si è risolta entro i 5 punti di scarto) e respinge Milano 62-60. Grandissimo equilibrio per 40 minuti, davvero due squadre alla pari. Milano paga l'uscita di Stabile per infortunio a -2'30". Mandache e Zanon pareggiano lo stellar duello con 16 punti a testa e anche una dozzina di rimbalzi. Vittoria fondamentale per Venezia perché di fatto elimina l'avversaria (ora a -6 e 0-2 nei confronti) dalla corsa alla promozione diretta, che ormai sembra una questione a due fra Reyer e San Martino.

domenica 13 gennaio 2013

Il meglio e il peggio del 2012

Il meglio: gara-1 di finale scudetto Schio-Taranto (miglior partita italiana vista in tv); semifinale olimpica Usa-Australia (miglior partita assoluta vista in tv); gara-4 di semifinale Comense-Schio (miglior partita vista dal vivo); canestro allo scadere di Greco in gara-1 di finale (miglior azione); 33 punti di Frantini in 26 minuti contro Broni (miglior prestazione individuale vista dal vivo); Zandalasini mvp dell'Europeo U16 (miglior traguardo individuale italiano); ovviamente l'argento a quell'Europeo; le prove di Sottana in Coppa Italia e finale scudetto (miglior giocatrice italiana); la qualificazione della nazionale maggiore agli Europei 2013; l'iniziativa della Gazzetta di fare 8 pagine al giorno sullo sport lombardo (piccolo segnale giornalistico in controtendenza con la crisi); la capacità del Sanga Milano di allestire una squadra competitiva nonostante i problemi economici estivi; la crescita di competitività dell'A2 Nord.


Il peggio: scioglimento Comense; declassamento Geas; chiusura Superbasket; sparizione dell'A1 da RaiSport; il fatto che in troppi big match di A1 e A2 s'assiste alla demolizione reciproca del gioco altrui, con gli allenatori in veste di alchimisti, anziché a un'espressione massima del talento individuale e di squadra; certi articoli; il fatto che le giovani giocatrici di oggi abbiano pochissime prospettive di guadagnarsi da vivere col basket; il fatto che salire in A1 sia più un timore che una grande speranza (non è una novità ma c'è un aggravarsi); il fatto di aver abbandonato (io) questo forum in mano alla confraternita del disfattismo, ma d'altra parte le circostanze hanno impedito di fare altrimenti.

sabato 12 gennaio 2013

Perché si esagera a "personalizzare" le colpe del declino

Si fanno sempre delle questioni personali, come se fosse (tutta) colpa dei dirigenti la situazione del basket italiano... ma quando c'era il boom degli anni '80, il presidente federale era Enrico Vinci, che a leggere Aldo Giordani su Superbasket sembrava un misto tra mafioso, incompetente e Belzebù. E quello della Lega era De Michelis, politico craxiano pluri-inquisito (certo, bravo a strappare contratti miliardari alla Rai, ma presumo che la sua competenza cestistica non fosse straordinaria, così come quella di Gerry Scotti quando presiedette la Lega femminile). E allora com'è che il basket prosperava lo stesso?


La verità, secondo me, è che, dirigenti o meno, per qualche motivo il basket ha toccato il suo picco intorno al 1990 ma poi non è più riuscito a far presa come prima. Di fatto il basket "era di moda", da un certo punto in avanti non lo è più stato.

Possiamo discutere ed eccepire sugli errori dei dirigenti ma, come nel caso del "declino del Paese" e delle responsabilità dei politici, l'impressione è che l'uno valga l'altro e che le cose dipendano ben poco da Tizio piuttosto che da Caio. Certo è più comodo spiegare tutto dipingendo come coglioni in malafede i politici e i dirigenti sportivi di turno.

lunedì 7 gennaio 2013

I titoli (6 gennaio)

A1 - Anno nuovo classifica nuova. E ripartirono in 10 con la prima di ritorno...


A1 - Schio (senza Macchi, McCray e Sottana) si salva a Lucca con un 9-16 nell'ultimo quarto (47-49)

A1 - A segno Parma, Umbertide e Priolo (su Chieti)

A2 Nord - Prima di ritorno anche qui: voce grossa Venezia & S. Martino, risponde Milano

A2 Nord - Udine passa a Marghera, Alghero stoppa Crema: Sanga terzo da solo

A2 Nord - Zamelli (21 con 6 triple) salva Broni a Biassono, Cremona perde a Selargius ma prende la grande Roberta Colico (che era in B a Giussano)

A2 Sud - Ragusa mostruosa a Napoli (31-64 dopo 3 quarti; Galbiati 17) e va a +6 sulla Termo che ha riposato

A2 Sud - Bella lotta a metà classifica: Salerno (D'Alie 19) passa ad Ariano, Battipaglia ferma Bologna

Europlayer Gazzetta - Céline Dumerc vince l'oscar di miglior europea 2012

domenica 6 gennaio 2013

A2: ancora su Sanga-S. Martino

In generale la chiave per Milano, nelle due vittorie importanti su Marghera e S. Martino che l'hanno rilanciata, è stata secondo me di riequilibrare un attacco che era diventato troppo dipendente dalla vena di una pur straordinaria Frantini, e in second'ordine da Zanon. Una volta limitata Frantini dalle difese e con Zanon alle prese con problemi di falli, erano giunte due sconfitte con Cremona e Alghero. Mentre poi sono tornate a garrire Stabile e Gottardi, s'è affermata Pastorino come giocatrice ormai matura e ha ripreso le misure all'A2 Calastri, capendo di non essere l'ultima ruota del carro ma di poter essere importante.


Matematicamente parlando, Milano è fuori dalla Coppa Italia per colpa della sconfitta con Cremona (o con Alghero, ma là è un campo difficile, come ha dimostrato la sconfitta di Crema di ieri). Anche se, nel caso la partita del 23/12 fosse stata decisiva per l'accesso, forse S. Martino l'avrebbe giocata con più decisione e Milano avrebbe sentito qualche pressione in più. Non so. In ogni caso settimana prossima a Venezia si decide molto.

Quanto a Ezio, il suo problema secondo me è che ama poco l'A2 e quindi quando viene pretende spettacolo se no si scoccia, ma purtroppo in molti big match i protagonisti diventano gli allenatori, che vivisezionano le squadre avversarie e istruiscono le proprie giocatrici a prevedere financo le volte che le rivali si soffieranno il naso; di conseguenza diventa spesso una gara a distruggersi l'un l'altro, in cui vince chi riesce a pescare un jolly (anche piccolo) in grado di sparigliare le carte.
Nell'occasione, per Milano sono state una zona 3-2 contro cui S. Martino ha spadellato, e l'esplosione finale di Calastri.

A2: impressioni su Sanga-S. Martino

Devo riprendere a parlare dell'A2 Nord... Be', giusto stasera, dopo Biassono-Broni, ho discusso con Ezio Parisato sulla sua stroncatura della qualità del gioco in Milano-S. Martino, big match del 23 dicembre. Lui ha scritto su Imbecilli.it:


La giornata pre-natalizia riserva cose interessante in A2. Cominciando dalla vetta della classifica mentre Venezia suda le proverbiali sette camicie per battere Marghera nel derby con un sorpasso sulla sirena con una super Mandache (23) ed una ritrovata Debby ”Sweetangel” Carangelo che tocca quota 18 (sua l’unica tripla su 19 tentativi di Venezia) le lupe san martinesi cadono in casa del Sanga dopo una gara che a dir poco mediocre tecnicamente è un eufemismo. Vorremmo fare un commento un po dettagliato ma sinceramente ce ne manca il coraggio. Abbiamo visto cose che sicuramente a questi livelli non ci saremmo aspettati, ci son stati momenti da scoppio del treshometro immediato. Basti pensare che il primo ed il secondo tempo sono iniziati con più o meno 5 minuti di 0 a 0 farciti da nefandezze che la metà avrebbero riempito un cazzaturificio in ogni suo reparto. Dall’umido al secco.

Vero è che l’unica cosa che contava erano i due punti ma c’è un limite… anche alle puttanate arbitrali e vi assicuriamo che i due grigi in una scala di scempi sono andati ben oltre l’ultimo gradino. Le due squadre si sono controllate e rincorse per tutta la partita con un vantaggio massimo acquisito dalle ospiti di 5 punti nei minuti finali del terzo quarto. Brave le milanesi a ricompattarsi nel quarto finale ed a pescare una Calastri finalmente ispirata nel finale dopo una gara da 4 in pagella per almeno 35 minuti. Delle 16 in campo se ne sono salvate ben poche visti anche le medie finali al tiro che dicono 18 su 53 per Milano (incredibilmente 4 su 8 da tre…) e 16 su 51 per le Lupe (3 su 15 da tre). La partita non è ulteriormente commentabile, ma se volete del vero tresh d’annata basta guardare il match sul sito quando il Glunk lo pubblicherà. A noi è piaciuto un sacco, pareva un Osal Novate-Ardor Bollate di Promozione qualsiasi, ovviamente senza offesa per le due ex-squadre di Promozione lombarda.


Secondo me ha un po' esagerato, perché è vero che è stata una partita con poco spettacolo e molte botte; è vero che le due squadre erano molto contratte e hanno sbagliato anche cose gratuite (dalle palle perse agli errori da sotto); è vero che 46-39 è un punteggio da serie minori; tuttavia si affrontavano le due migliori difese del campionato, la posta in palio era alta e si vedeva che entrambe le parti avevano vivisezionato l'avversaria a video, puntando ad annullarla il più possibile. Frullate tutto ciò con un arbitraggio che permetteva legnate sonore, e viene fuori una partita come quella.

S. Martino sembrava sul finire del 3° quarto prendere il sopravvento (28-33), nonostante Jagodic in difficoltà contro i quintetti alti del Sanga e nonostante le guardie si cancellassero a vicenda con quelle di Milano; ma nell'ultimo periodo Milano ha piazzato un 18-6 e ha sorpassato in trombetta (perché "tromba" sarebbe dir troppo per i ritmi bradipeschi con cui avanzava il punteggio). Decisiva, a sorpresa, Calastri che ha segnato 6 punti per il sorpasso verso il 38'-39', poi Stabile ha chiuso i conti in lunetta.

Esito dall'importanza capitale per il campionato, in quanto una vittoria di S. Martino avrebbe (oltre che dato il titolo d'inverno alle Lupe anziché a Venezia) creato un fosso di 6 punti fra le due venete e Milano, che è l'alternativa più papabile in chiave-promozione diretta. In pratica il Sanga sarebbe stato quasi fuori gioco. Invece così S. Martino è solo a +2 su Milano e con scontro diretto a sfavore.

Oggi poi s'è giocata quasi tutta la prima di ritorno e sono cadute sia Crema (ad Alghero che pure era priva di Chesta) sia Marghera, le due squadre che probabilmente erano andate maggiormente oltre il proprio valore finora. S. Martino e Venezia invece hanno vinto netto. Domenica prossima c'è Venezia-Milano e anche questo è un bivio fondamentale: se vince Milano, magari ribaltando il -4 dell'andata, può farcela; se vince Venezia fa +6 e 2-0, ovvero virtualmente elimina la rivale. Sarà tutto da seguire.

Intanto s'apprende (già da un po', per la verità) che Muggia è in serie difficoltà economiche.

sabato 5 gennaio 2013

Mazzoleni alla "Stampa" sull'autoretrocessione Geas

Mario Mazzoleni parla (alla Stampa). Be', abbiamo la conferma per sua bocca che è stata proprio la Bracco la bidonara dell'estate.


La verità, tristissima, è che della scomparsa dal basket di vertice del Geas «non frega niente a nessuno». E se lo dice Mario Mazzoleni, presidente di un club con 57 anni di storia fatta anche di 8 scudetti e di una Coppa Campioni, è il caso di credergli. «Aver lasciato l'A1 dispiace, è chiaro. Ma non ne valeva più la pena: costi esagerati e poca voglia di affrontare di petto la crisi con misure serie. Così, ci siamo autoretrocessi in A3». Due categorie in meno, «ma gli stessi spettatori al palazzetto». E, soprattutto, un budget annuale tagliato dal milione di euro ai 300mila. «Tutto compreso, pure le tasse che noi abbiamo sempre pagato facendo spesso la figura dei pirla con la concorrenza...». Il Geas non è sparito come la Comense, altro pezzo di storia del basket donne, anche perché non ha mai dimenticato la sua vocazione. «Abbiamo 15 scudetti giovanili in bacheca e un impegno sociale che va oltre il fatto agonistico». Così, quando in estate la farmaceutica Bracco («Copriva il 90% del budget...») s'è ritirata, l'istinto di sopravvivenza ha consigliato la mossa più saggia: farsi più in là, puntando tutto sul vivaio. «Ora siamo in testa alla A3 e sinceramente non sentiamo alcuna nostalgia dell'A1. Non pensiamo nemmeno a tornarci, se non cambiano le cose». In effetti, Federazione e Lega continuano a prendersela comoda. Servirebbero provvedimenti seri per limitare i costi, valorizzare le italiane, verificare i bilanci dei club, e invece il massimo campionato perdere pezzi in serie. Ko Geas, Comense, Alcamo, Vigarano, ora Faenza; 10 squadre rimaste in gara e una, la ricca Schio, a fare corsa a sé. «Indietro di questo passo - avverte Mazzoleni - il sistema imploderà». Il Geas, previdente, ha provato a darsi una regolata prima di farsi travolgere del tutto.


Be', "gli stessi spettatori" mi sembra un po' eccessivo.. In mancanza di dati non posso dirlo con certezza, direi che c'è una diminuzione, certo non drastica al punto da far granché la differenza.

giovedì 3 gennaio 2013

Perché il blocco delle retrocessioni non avrebbe risolto i problemi

Non mi convince, è il classico "se si fosse fatto così, il mondo era migliore", ma non c'è controprova. Nel volley maschile hanno tolto le retrocessioni ma tutti hanno fatto squadre competitive con gli stranieri eccetera. Da noi si sarebbe al massimo abbassata un po' la media delle spese, ma non tanto da fare la differenza tra sopravvivere e crollare. 

La differenza la fa la disponibilità degli sponsor. Quando il Geas pensava di averli, s'era iscritto al campionato, retrocessione o non retrocessione. Poi li ha persi e allora si è ritirato. Idem Faenza: se gli sponsor che contava di avere tiravano fuori il danaro, tirava avanti con la squadra competitiva che aveva fatto; senza sponsor, non ha neanche i soldi per pagare il palazzetto.

Per cui, dire che "se si fosse accettata la proposta Mazzoleni si salvava la baracca", o qualcosa del genere, per me è pura ideologia.
Altrimenti perché il Geas si era iscritto all'A1? Continui a non considerarlo. Il mancato blocco delle retrocessioni, l'idea di perdere tutte le partite, non c'entrano niente. Il Geas si è tirato indietro perché sono venuti a mancare gli sponsor. Era già pronto a fare una squadra in A1 con metà budget dell'anno scorso. Rivedi il comunicato d'inizio luglio, c'è scritto tutto.

E in generale resta tutto da dimostrare che "diverse squadre avrebbero fatto il campionato con metà budget". E' la tua solita ideologia. Mazzoleni disse il giusto, secondo me, quando qualche mese fa gli feci notare che il Geas non aveva mai lesinato spese per giocatrici importanti e lui mi replicò che spendevano i soldi messi a disposizione dagli sponsor cercando di fare la miglior squadra possibile. Ovvero, gli sponsor ti danno i soldi per fare una squadra forte. Se te li danno, campi; se non te li danno, crepi. Siccome oggi come oggi le aziende non hanno più soldi da dare, si crepa.

I titoli (2 gennaio)

 A1 - Il 2013 parte con una campana a morto: ufficiale Faenza out


A1 - Il campionato rimane a 10 ma il calendario non cambia: quindi 2 squadre a riposo per volta

A1 - Nessuna retrocessione, c'è chi paventa lo smantellamento delle ex-pericolanti, ma vedremo

A1 - Intanto la diaspora delle ex-faentine: dopo Crippa e Pastore, ora partono Ress (per Schio) e C. Dotto (per Umbertide), sorte ignota per Santucci

A1 - Altri movimenti: Priolo prende la lunga Radunovic

A1 - La "Gazzetta" mette il dito nelle piaghe del movimento

A1/A2 - Le mvp al giro di boa? Per l'A1 Lavender, per l'A2 Nord Mandache, per l'A2 Sud Mauriello

A2 Nord - Si vocifera che dietro il calo di Muggia vi siano grossi problemi societari

A2 Nord - Cagliari prende Patrizia De Gianni da Battipaglia

A2 Nord - Elisa Penna ufficiale a Venezia: botto soprattutto in chiave-giovanile ma sarà utile anche in A2