domenica 6 gennaio 2013

A2: ancora su Sanga-S. Martino

In generale la chiave per Milano, nelle due vittorie importanti su Marghera e S. Martino che l'hanno rilanciata, è stata secondo me di riequilibrare un attacco che era diventato troppo dipendente dalla vena di una pur straordinaria Frantini, e in second'ordine da Zanon. Una volta limitata Frantini dalle difese e con Zanon alle prese con problemi di falli, erano giunte due sconfitte con Cremona e Alghero. Mentre poi sono tornate a garrire Stabile e Gottardi, s'è affermata Pastorino come giocatrice ormai matura e ha ripreso le misure all'A2 Calastri, capendo di non essere l'ultima ruota del carro ma di poter essere importante.


Matematicamente parlando, Milano è fuori dalla Coppa Italia per colpa della sconfitta con Cremona (o con Alghero, ma là è un campo difficile, come ha dimostrato la sconfitta di Crema di ieri). Anche se, nel caso la partita del 23/12 fosse stata decisiva per l'accesso, forse S. Martino l'avrebbe giocata con più decisione e Milano avrebbe sentito qualche pressione in più. Non so. In ogni caso settimana prossima a Venezia si decide molto.

Quanto a Ezio, il suo problema secondo me è che ama poco l'A2 e quindi quando viene pretende spettacolo se no si scoccia, ma purtroppo in molti big match i protagonisti diventano gli allenatori, che vivisezionano le squadre avversarie e istruiscono le proprie giocatrici a prevedere financo le volte che le rivali si soffieranno il naso; di conseguenza diventa spesso una gara a distruggersi l'un l'altro, in cui vince chi riesce a pescare un jolly (anche piccolo) in grado di sparigliare le carte.
Nell'occasione, per Milano sono state una zona 3-2 contro cui S. Martino ha spadellato, e l'esplosione finale di Calastri.

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