giovedì 3 gennaio 2013

Perché il blocco delle retrocessioni non avrebbe risolto i problemi

Non mi convince, è il classico "se si fosse fatto così, il mondo era migliore", ma non c'è controprova. Nel volley maschile hanno tolto le retrocessioni ma tutti hanno fatto squadre competitive con gli stranieri eccetera. Da noi si sarebbe al massimo abbassata un po' la media delle spese, ma non tanto da fare la differenza tra sopravvivere e crollare. 

La differenza la fa la disponibilità degli sponsor. Quando il Geas pensava di averli, s'era iscritto al campionato, retrocessione o non retrocessione. Poi li ha persi e allora si è ritirato. Idem Faenza: se gli sponsor che contava di avere tiravano fuori il danaro, tirava avanti con la squadra competitiva che aveva fatto; senza sponsor, non ha neanche i soldi per pagare il palazzetto.

Per cui, dire che "se si fosse accettata la proposta Mazzoleni si salvava la baracca", o qualcosa del genere, per me è pura ideologia.
Altrimenti perché il Geas si era iscritto all'A1? Continui a non considerarlo. Il mancato blocco delle retrocessioni, l'idea di perdere tutte le partite, non c'entrano niente. Il Geas si è tirato indietro perché sono venuti a mancare gli sponsor. Era già pronto a fare una squadra in A1 con metà budget dell'anno scorso. Rivedi il comunicato d'inizio luglio, c'è scritto tutto.

E in generale resta tutto da dimostrare che "diverse squadre avrebbero fatto il campionato con metà budget". E' la tua solita ideologia. Mazzoleni disse il giusto, secondo me, quando qualche mese fa gli feci notare che il Geas non aveva mai lesinato spese per giocatrici importanti e lui mi replicò che spendevano i soldi messi a disposizione dagli sponsor cercando di fare la miglior squadra possibile. Ovvero, gli sponsor ti danno i soldi per fare una squadra forte. Se te li danno, campi; se non te li danno, crepi. Siccome oggi come oggi le aziende non hanno più soldi da dare, si crepa.

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