lunedì 31 marzo 2014

Taccuino illustrato - 130

Aria frizzante nella sera di fine marzo a Perticato, non molto nota frazione di Mariano Comense, a sua volta non molto noto borgo in mezzo alla Brianza, quella dei mobili e dell'urbanizzazione disordinata. Davanti a un onesto centinaro di spettatori, sfida tra due delle squadre più in forma della B lombarda: Mariano, seconda, 5 vittorie di fila, e Vittuone, sesta, 6 vittorie di fila con una clamorosa rimonta sulla zona-finali (ovvero sul 5° posto; la formula promuove direttamente la prima e fa disputare un girone finale dalla seconda alla quinta), iniziata dopo il ritorno dell'esterna del '95 Djedjemel (ex College) e la ritrovata salute del play-guardia '94 Rossi (un paio di volte riserva a casa per la Nazionale U20), insieme alla '95 Ruisi (doppio-tesserata col Geas) i maggiori talenti pasciuti dalla dura disciplina di Roberto Riccardi, c.t. azzurro U18. Per Mariano un nome noto (forse) oltre i confini lombardi è il play-guardia '91 Mandonico (gruppo Spreafico-Bestagno ecc. alla Comense), nel 2010/11 per metà stagione in A2 alla Virtus Spezia.
Un campionato reso rocambolesco dalle penalizzazioni che hanno colpito 3 squadre di alta classifica (Como -4 punti, Basket Femm. Milano -2, Varese -1) rimescolando ogni carta, unitamente a una crisi nera che ha colpito le testè citate BFM Milano e Varese (c'è poi un giallo concernente la ventilata revoca della penalità al BFM, che però sul sito Fip non risulta). Vittuone inseguiva i 2 punti del potenziale ingresso in zona-finali, con 3 giornate rimanenti poi da disputare, mentre Mariano cercava i 2 punti della sicurezza d'entrare alle finali medesime.
Insomma c'erano gli ingredienti per una partita interessante, magari anche ben giocata. Invece è venuta fuori una di quelle partite "un po' così", in cui c'è una squadra che non la mette mai (nella circostanza Vittuone) e l'altra che pur senza esaltare resta sempre davanti. Canestri col contagocce, senso d'asfissia e di fatica, sprazzi di spettacolo pochi (senza pretendere troppo rispetto alla categoria), difese che spadroneggiano. Succede.
16-6 e 27-19 i primi due parziali per Mariano. Poi Vittuone - con Riccardi che soprattutto nei primi 2 quarti frulla vorticosamente il suo profondo organico cercando invano qualcheduna in serata - sembra trovar la chiave chiudendosi a zona, ma sfrutta solo in parte i tanti recuperi, e soffre in area dove non ha lunghe vere. Anche qui classica situazione: fai uno sforzo dannato per rosicchiare 4 o 5 punticini, poi ti distrai un paio di volte in difesa e le avversarie ti bucano ripristinando il divario in un amen. Così a fine 3° quarto è 39-27 Mariano.
Nei primi 7' dell'ultimo quarto la partita sembra resuscitare: Vittuone torna ad abbassare la serranda (2 punti subìti) e finalmente riesce a correre, con 3 contropiedi. A -2'30" si è sul 41-38 e palla Vittuone per il -1. Ma è sprecata. Mariano infila dalla lunetta 6 punticini, Vittuone più nulla: finisce 47-38 (13 punti per il pivot italo-brasiliano Gatti Bergamaschi e per l'esterna mancina Cristina Pozzi; 17 per Rossi che però ne ha fatte più di crude che di cotte; solo 4 Djedjemel, in serataccia).
Non proprio memorabile ma la lotta per l'ultima piazza-playoff resta interessante: oggi Varese ha perso di 3 con Usmate nonostante 36 punti di Lovato, mentre il BFM ha ceduto al supplementare con Canegrate che festeggia la promozione in A3 con 3 turni d'anticipo nonostante mille infortuni. Quindi si resta con Varese a 25 punti, Vittuone e BFM a 24 (o BFM a 26 se gli han ridato i 2 punti: Meurlock Holmes indaga). :wacko:
Partita, peraltro, simbolo del crollo dei punteggi in B lombarda che abbiamo già denunziato, e del quale nessuna spiegazione ci pare bastevole a spiegare il perché. Forse il neo-referente del settore femminile, Carletto Vignati alias Nonino, ci vedrà chiaro in materia e riuscirà a porre rimedio, se non altro per evitare che, di quest'andazzo, se adesso è normale stare sui 40 punti, tra 5 anni magari impazzino i 30 o i 20. Che so, allargare il diametro dei canestri? Nonino, tu puoi. :ics:

Nella foto: Giulia Rossi in lunetta per l'opaca Vittuone di sabato sera.

domenica 30 marzo 2014

Taccuino illustrato - 129

Boccioli e gemme della settimana. Si può perdere di 24 punti ed esultare felici? Sì, a tre possibili condizioni: 1) essere masochisti; 2) aver scommesso 100.000 euro sulla sconfitta della propria squadra; 3) aver vinto di 30 e passa all'andata. :blink: Per fortuna, nel caso della finale di Eurocup (ex Coppa Ronchetti), si tratta dell'ipotesi 3 ed è la Dinamo Mosca la perdente felice, in quanto aveva dominato l'andata, 97-65, contro l'altra russa Dinamo Kursk, sicché la sconfitta 85-61 nel ritorno di giovedì 27 è stata indolore. Si tratta di un bis del trofeo vinto lo scorso anno.
Per dare l'idea di quanto sia mostruosa la concentrazione di stelle che svernano in terra di Putin, basta nominare 3 giocatrici per parte (Whalen, Tina Charles, Ana Dabovic per chi ha vinto la coppa; Augustus, Prince, Milovanovic per chi l'ha persa), ovvero alcune stelle assolute della Wnba più top players europee, ovviamente non le uniche vedettes nei rispettivi rosters, e considerare che in patria sono due teams di seconda fascia rispetto a Ekaterinburg, Orenburg e Spartak di Eurolega... Ma del resto la geopolitica del basket femminile europeo è questa da una decina d'anni e non fa più notizia (ultimamente anche nel volley sta diventando così: e infatti non vinciamo più neanche nella pallaschiaffa).

Il problema è che il fossato aumenta. L'A1 nostrana è il deserto dei tartari, in confronto. E non perché la scuola italiana sia inaridita. Ohibò, c'entra anche questo, se pensiamo che nell'88 Vicenza vinse la Coppa Campioni battendo in finale Novosibirsk pur potendo schierare una sola straniera (Janice Lawrence), e le altre 9 erano italiane. Ok, però dall'altra parte le russe erano tutte russe, mica l'attuale congrega di stars internazionali ingaggiata a suon di rubli.
Lo spaventevole contrasto è quantomai evidente se guardiamo i rosters delle 4 squadre scese in campo giovedì, ovvero in contemporanea con la finale di Eurocup, per gli anticipi di gara-1 dei quarti-playoff (carino, a proposito, lo scaglionamento delle partite: domenica 30, metà gare-2 e metà gare-1... :ph34r: ): Lucca, che ha piegato 62-56 una resistente Venezia, è l'unica ad aver schierato le canoniche 3 straniere. Venezia ne aveva 2 (out Ruzickova); Ragusa 2 (out Williams); Spezia addirittura una. Ragusa-Spezia, sfida tra neopromosse (66-54 per le padrone di casa, con 20 di Milica Micovic che è in gran spolvero) poteva essere tranquillamente una partita di A2 dell'anno scorso: parecchie giocatrici sono le stesse, c'è giusto una straniera in più da parte siciliana. Oggi è un playoff di A1. Ma forse il pubblico si diverte uguale (si va per veder la propria squadra vincere) e se il livello è precipitato, poco se ne dispiace. O no? Mah. :unsure: Il fatto è che nemmeno questo crollo del valore dei rosters sembra evitare ai clubs di andare in crisi economica.
Il lato positivo è che c'è l'occasione, per varie italiane, di essere protagoniste: ad esempio, 14 punti Galbiati per Ragusa, 11 di Melchiori per Venezia. Nella sfiga del crollo degl'ingaggi, se non altro, questa generazione ha più spazio di quella che capitò in A1 tra metà e fine del decennio scorso, quando con 4 straniere c'era posto solo per far tappezzeria, salvo eccezioni.
Intanto s'apprende che dalle semifinali in poi ci sarà la diretta su RaiSport: bella notizia ma speriamo di avere uno spettacolo all'altezza. Altrimenti il confronto con lo splendore del pattinaggio sul ghiaccio (in questi giorni c'erano i Mondiali in tv) è duro da camuffare quando le ragazzine guardano.

PS: giusto per finire su una nota d'internazionalità come s'è cominciato: Ashley Ravelli, la nostra alfiera in Ncaa con Robert Morris University, è uscita come da pronostico al primo turno contro Notre Dame: mazzolata pesante ma l'importante per loro era esserci.

Nella foto: Tina Charles, stella della Dinamo Mosca, durante la finale di Eurocup. Un tempo, gente così veniva in Italia, ora le vediamo col binocolo.

martedì 25 marzo 2014

Taccuino illustrato - 128

Completamento del weekend. In A1 ultima di stagione regolare: volata-thriling per l'8° posto playoff, anche se in palio c'era solo il diritto di farsi massacrare da Schio nei quarti, rinviando le vacanze di 10 giorni suppergiù. E prevale Orvieto, che viene tritata 74-50 proprio da Schio (antipasto di quel che sarà uno scontato 2-0), anche se all'intervallo era +2 per le umbre, va detto. Beffata Cagliari, che fa l'impresa su Spezia grazie ai 31 punti di un'Arioli sempre più sorpresa dell'anno (o giocatrice più migliorata, se fossimo in Nba), con 5/11 da 2, 4/8 da 3 e 9/10 ai liberi. :woot: Ma va di sfiga alle nuragiche che S. Martino sgambetta Umbertide, creando così una classifica avulsa in cui Orvieto precede Cagliari e le già eliminate Lupe.
L'altra impresa è di Parma, che batte 73-71 Lucca con un'armonica Harmon (24 punti), risultato che salva il 3° posto di Umbertide ai danni delle nord-toscane, e vale alle concittadine del parmigiano (inteso come formaggio) il 6° posto ai danni di Spezia.
Da segnalare nel derby siculo, ininfluente per la classifica, i 22 di Ballardini ma soprattutto i 23 di Milica Micovic con un 6/6 da 3 che potrebbe essere record di bersagli senz'errori in A1, chi lo sa. :unsure:
Quindi da giovedì (due anticipi) e poi domenica, si entra nei playoff: ci sarà la Rai? Nulla notizia al riguardo. Ormai inutile sperare. Lucca-Venezia, Ragusa-Spezia, Umbertide-Parma e come già detto Schio-Orvieto: la prima e la terza molto aperte, la seconda giocabile, una sola scontata.
E poi c'è il mistero dei "playout aboliti": si è letto che la Fip, accogliendo la richiesta delle società, ha cassato i playout. Ma dopo l'esclusione di Chieti, non erano già auto-aboliti? :blink: Meurlock Holmes indaga. Di certo, alle povere società spossate dopo aver giocato ben 22 partite (qualcuna solo 21), non si poteva chiedere di protrarre ulteriormente la stagione...

Poule Retro A2: a 3 turni dal termine la lotta si restringe a Valmadrera-Biassono al Nord, e Civitanova-Viterbo al Sud. Ma da entrambe le parti, la meglio piazzata è sulla soglia del salvifico +8 sul fanalino. Biassono, dove coach Fassina pare aver drasticamente asciugato le rotazioni (per scelta o per necessità), sfiora il colpo ad Astro Cagliari, ma è beffata da Pacilio allo scadere. Se al prossimo turno Valma ci riesce, a passare ad Astro, fa forse il passo decisivo, considerando il 2-0 negli scontri diretti con Biassò.

Coppa Italia A3: vince dunque Pesaro, 52-40 su S. Marinella senza troppi sussulti (3 punti di margine presi ogni quarto): tutto sommato, meglio aver evitato un altro finale contestato... Ma ha ragione coach Mazzetto di Carugate (uscirà su Pink Basket): se la Copp'Italia è la parata delle 8 migliori squadre, perché non ci devono essere gli 8 migliori arbitri della categoria, maschi o femmine o ermafroditi che siano? :wacko: Un neo in un'organizzazione che ha riscosso consensi (senza star a distinguere meriti della Lega e meriti di Carugate). Silva meritata mvp, 14+10 in finale, sul campo dove non ebbe molte soddisfazioni quando ci giocava col Sanga nel 2009/10.
A proposito invece del deluso team ospitante, sentivamo mormorare in tribuna, sabato, che il team di patron Gavazzi avrebbe commesso una minchiata a prendere De Gianni anziché un'esterna: ma non sono d'accordo perché sotto canestro, a parte Schieppati che è a metà fra ala piccola e ala grande, Carugate contava sulle '94 Bonomi e Cagner che sono discrete ma non d'eccellenza in ottica promozione, mentre fra le esterne, con Mazzoleni, il reparto era completo. Chiaro che senza Mazzoleni il reparto-piccole è apparso asfittico come punti nelle mani, mentre De Gianni non è ancora sfruttata al meglio. Ma l'idea non era sbagliata, se De Gianni era la miglior occasione sul mercato. Certo che Carugate è forse l'unico team del Nord (escluse le due già promosse) che punta davvero a salire (Costa no, Albino no, Sarcedo e Pordenone dipendono dalle case-madri), quindi c'è pressione sull'ambiente: il mantra "comunque vada sarà un successo" non sarà accettato, qui.

Nella foto: Pesaro con la Coppa Italia vinta a Pessano.

lunedì 24 marzo 2014

Taccuino illustrato - 127

Già finita la corsa ai playoff in A2 in entrambi i gironi. Ora le 8 eliminate si faranno una settimana d'inutile pausa, baloccandosi in allenamenti per la platonica ultima giornata: il prossimo weekend è di Coppa Italia.
In Poule Promo Nord, ormai le sorti erano segnate dalla scorsa giornata; quella di ieri ha messo il timbro definitivo. Torino travolge 76-50 Vicenza, stranamente fiacca dopo aver vinto a Milano 6 giorni prima e nonostante il rientro di Zimerle (da segnalare però i 21+13 rimba per Ferri); già 43-20 all'intervallo. Boh, forse Vicenza, che è squadra leggera che punta alla corsa, contro Torino, che corre di più, diventa inerme. Ma non m'addentro troppo.
Torino poteva ancora rischiare se Muggia avesse vinto a Sesto, perché all'ultima c'è Muggia-Torino. Ma se Muggia vinceva in casa Geas senza Borroni e pure senza S. Cergol, era la sorpresa del millennio. In realtà la partenza di Sesto, che aveva da riscattare il -17 con Trieste, non è rombantissima (7-14 al 10'), e ancora al 30' c'è partita (40-36); solo a quel punto le adriatiche cedono. Zandalasini 23 con 10/15 al tiro e 28 di valutazione alla sua prima partita di A2 da maggiorenne.
Un paio d'ore prima, Trieste s'era messa al sicuro piegando 58-51 una Milano caparbia. Dan Peterson ha spesso scritto che non conviene mai rifilare uno scarto troppo pesante a un'avversaria all'andata, perché raddoppi le sue motivazioni al ritorno e dimezzi le tue. :blink: Così non è del tutto inspiegabile come la compagine della bora, reduce da un +17 a Sesto, e con Gombac in aggiunta, abbia prodotto un risicato +7 casalingo (ed era +4 a 2' dalla fine prima di una tripla scaccia-guai) contro un Sanga orfano di Gottardi, reduce dal k.o. interno con Vicenza, senza ormai più velleità di playoffs e pure con Stabile a 1/10 al tiro (Frantini 17 con 8/21, Calastri 13 con 4/11), mentre all'andata gli aveva rifilato un +37 esterno. Ma magari, come si suol dire, Trieste aveva "la testa alla Coppa" (Italia). In ogni caso, vincere ha vinto, quindi non meniamola più di tanto. Contenta Trieste, contenta Milano che esce con onore.
E intanto Genova si conferma in forma smagliante (7-0 nella seconda fase), vincendo di 20 a Udine dove il Geas aveva faticato di più. Bestagno 28+12 rimbalzi.

Poule Promo Sud, molte più emozioni. 3 partite su 4 all'ultimo tiro. Comincia Catania con una rimonta memorabile su Broni. Per le pavesi una partita simbolo della stagione: sublimi quando gira bene (35-53 all'intervallo), pessime quando il vento tira contro, e fallimentari alla fine: 74-73 per le etnee con un canestro decisivo di Brezinova (20). Pensare che Catania sembrava capitata in Poule Promo per sbaglio, grazie alla penalizzazione di Brindisi: invece ha dimostrato di meritarsi i playoffs. L'acquisto di Seino ha portato bene.
Ai playoff ci va anche Vigarano, però con la retromarcia: 2-5 nella seconda fase. Ma a Battipaglia, le ferraresi han fatto fuochi d'artifizio pur di vincere, arrendendosi 95-92 dopo un supplementare (miglior partita dell'anno?), solo perché di là c'è un mostro di nome Kourtney Treffers: 37 punti, 20 rimbalzi, 52 di valutazione. :woot: :woot: Non so se è il record, in quest'ultima voce statistica, ma l'olandese schiacciante viaggia a quasi 27+13 di media nella seconda fase. Mvp assoluta di A2 e, certamente, tra le più forti dell'ultimo decennio nella categoria. Non bastano 24 della giovane Bonasia, né la tripla del pari di Valerio al 40'.
Infine, amarum in fundo, Napoli, che completa l'(auto?)affondamento modello Titanic, perché dopo il k.o. interno con Ancona fa altrettanto con Bologna (48-50 con inutile rimonta finale, out la tripla del sorpasso di Maffenini): ovvero due avversarie che per il resto han sempre perso in questa fase. Con un calendario che proponeva appunto queste due gare più l'ultima con Broni ormai eliminata, sembrava un'impresa per il team di Orlando star fuori dai playoffs, e invece c'è riuscito con un turno d'anticipo. :o: Ovviamente non è il primo caso di squadra "grandi firme" che fallisce l'obiettivo; Orlando potrà dire di non aver scelto lui le giocatrici essendo subentrato; si noterà che Dacic ha potuto giocare solo 4' in quest'ultima partita; e che il livello del Sud è altissimo; tutto vero ma, ripetiamo, questi 2 k.o. di fila non hanno spiegazione logica, né tecnica.
Da vedere che effetto avrà questo crac sulle prestazioni delle vesuviane in Coppa Italia (che ospitano): certo è che, tra Napoli che è scuffiata, il Geas che non appare in forma smagliante, Vigarano che arriva da 5 sconfitte in 7 partite, e Trieste che sulla carta è più debole ma ha la freccia verso l'alto, il trofeo assume contorni incertissimi.

Nella foto: il profilo di Treffers si staglia sull'intera A2. [da Basketinside]

domenica 23 marzo 2014

Taccuino illustrato - 126

La giornata di semifinali della Copp'Italia di A3, a Pessano, meritava una visita. Ma arrivati alle 18.00 per l'inizio della seconda partita, ci si rendeva conto d'essersi persi il meglio: sulle gradinate gente che si spintonava, urla in accenti d'ogni parte d'Italia, pacieri in lotta con attizzatori, l'ex presidente lombardo Ragnolini (qui in veste d'organizzatore) che sedava bollenti spiriti. :blink: Che era successo, s'apprendeva domandando alla grande Annalisa Censini, lì per accompagnare il suo partner, istruttore delle arbitresse della manifestazione? Che la prima semifinale, tra S. Marinella e Belize Roma, s'era conclusa al supplementare con un fallo contestatissimo, fischiato alla capitolina Di Stazio, su punteggio pari a 2 o 3 secondi dalla fine, per una stoppata che secondo molti (compreso il telecronista streaming Pomponi, abbiamo poi constatato) era pulita sulla marinellese Russo, la quale realizzava il libero decisivo: 55-54. Santa Marinella quindi in finale con 2 vittorie all'ultimo secondo su fischi arbitrali dubbi (nei quarti un'infrazione di passi a Santucci di Castel S. Piè). Peccato per il casino, però è una legge non scritta, quella che su punteggio pari gli arbitri faranno il possibile per pescare un fallo ed evitarsi una sgobbata aggiuntiva: meglio star fermi e sperare che l'avversaria sbagli... :rolleyes:
In tribuna la grande Angela Adamoli, coach del Belize Roma, appariva poi scornata ma non troppo: ne ha viste di più importanti, lei che fu olimpica, e soprattutto deve ancora giocarsi la promozione in campionato. Questa coppa è una bella festa, ma è una parentesi. Che comunque dimostra di avere un suo perché: palazzetto pieno nonostante la precoce dipartita del team di casa, Carugate; e atmosfera da evento, certo casereccio come sempre nel femminile, ma è normale che sia così. Questo per dire che i fautori dell'abolizione dell'A3 (strutturata così, con una giusta elitarietà a 32 squadre) non mi convincono: vedo quel che si perderebbe, non vedo quel che si guadagnerebbe.
Dopo l'inno di Mameli (ebbene sì) seguiva poi l'altra semifinale, tra Costamasnaga e Pesaro. Partita dai due volti al massimo grado: Costa parte alla garibaldina, corre, pressa, assalta il canestro magari farraginosamente come suo solito, però ha il doppio dell'energia e segna con Bassani e Tunguz soprattutto. Nel 2° quarto decolla fino al 30-18 e vedendo Pesaro così spenta, tra un tiraccio e una persa, mentre Silva riceve pochissimi palloni buoni, vien da commentare: "Ma come ha fatto Carugate a perdere contro queste?".
Ma è sempre una cacchiata questa frase, e infatti ecco che Pesaro con 5 punti di fila riduce lo scarto all'intervallo (30-23): sembra contar poco, e invece è il segnale che fa girare il vento. Costa torna dagli spogliatoi fiacca, Pesaro invece prende fiducia, ruba palloni, si sblocca dalla media e da 3 (dove nel 1° tempo era un pianto) e innesca la classe superiore di Silva che sciorina movimenti da A1, cioè da donde proviene. Parzialissimo di 0-15 a cavallo della pausa per il 30-33; Costa si sblocca ma Pesaro ormai ha le mani sulla partita, e vola sul 34-46 a fine 3° quarto con l'esterna Franca sugli scudi (parziale di 4-28 a partire dal 18°!). :woot:
Costamasnaga non ne ha più. Va ricordato che Bossi è fuori per crociato rotto e che altre due da quintetto come Longoni e Tagliabue (quest'ultima poteva essere l'anti-Silva) erano tornate la sera prima dopo lunga assenza, quindi erano al 30%. Non che ciò giustifichi del tutto il crollo, ma l'impresa con Stabia era costata molto e la compagine lecchese ha bisogno d'energie per sviluppare il suo gioco fatto d'istinto più che di raziocinio. In più, Francesca Pozzi, protagonista dei quarti con 21 punti, è rimasta a secco con 0/5 al tiro.
Così l'ultimo quarto non offre emozioni, tranne un 7-0 per Costa dopo il massimo svantaggio sul -17. Ma Pesaro controlla bene e chiude 48-61. Silva 17 + 13 rimbalzi: certo decisiva, ma Carugate vedendo quest'esito può mangiarsi mani, piedi e capelli, perché aveva a portata una finale davanti al suo pubblico contro una S. Marinella buona ma non trascendentale. Non ha colto l'attimo. Succede ma penso che il bilancio della kermesse sarà comunque positivo per l'ambiente.

Nella foto: l'impatto di Silva anche in difesa. Qui fa muraglia su un'entrata di Francesca Pozzi.

sabato 22 marzo 2014

Taccuino illustrato - 125

Salsicce della settimana. Nel senso che c'era parecchia carne al fuoco. Eurolega, gara-3 dei playoffs: fuori Schio, 63-61 per Kayseri. :cry: Le prime 2 partite eran finite con scarti netti ma speculari, il che dava l'idea che nella partita senza ritorno si sarebbe giocato alla pari: così è stato, con un +10 sciupato dalla compagine dei supermercati nel 2° quarto e un +8 turcomanno nel finale rimontato con l'ultimo colpo di coda da Schio. Però l'ultima palla sul +2 la tenevano le euro-asiatiche, sbagliando due volte ma pigliando sempre il rimbalzo, sicché le scledensi non avevano più occasioni. Non bastano 5 in doppia cifra per Schio, sempre senza Sottana; Larkins e Vandersloot 12. Per Sabbri Cinili 5 punti ma soprattutto il miglior "plus/minus" della serata, indice d'utilità.
Da notare che c'è stato uno spostamento di campo in extremis: anziché nel mega-palazzo da 11.000 posti, Kayseri ha voluto giocare in un palazzuccio da 2500: Schio ha brontolato. Ma dopo la partita piange, perché è inappagante dominare in Italia sapendo però che l'unica vera partita che dava la misura del proprio valore, cioè questa, è stata perduta. :unsure: Be', per carità, i trofei nostrani sono un buon palliativo, uno scudetto non si butta mai via, però c'è poca gloria in palio. Si potrebbero fare considerazioni sul fatto che la dominatrice assoluta di casa nostra non è tra le prime 8 in Europa, ma son discorsi triti; di certo, se vincere l'Eurolega è fuori portata per motivi di budget, andare alle Final Eight non era impossibile, giocandosela meglio, come avvenne nelle due passate stagioni. Amen.

E a proposito di Final Eight, è appena finita la prima giornata di Coppa Italia di A3. Dicevamo che non appariva una dominatrice designata, e di conseguenza è una roulette aperta a tutto: sensazione confermata visto che 3 partite su 4, dei quarti, sono andate all'ultimo tiro e quella finita di 10 in realtà era pari a 5' dalla fine.
Chi canta e chi frigna? Per prima Roma (alias Albano-Pavona, prima di cangiar nome a stagione in corso), con le note ex-nazionali giovanili Masoni e Tognalini, che batte Alpo dominando l'ultimo quarto, dopo che le venete avevano ribaltato l'iniziale svantaggio. Poi S. Marinella, altra laziale, d'un soffio su Castel S. Pietro (49-48): tra squadre appena promosse, forse sotto effetto bagordi, si segna col contagocce sinché l'azzurrina Vespignani segna il +1, Biscarini risponde, Santucci quella del '97 (18 punti) realizza allo scadere ma viene annullato per passi. :o:
Tocca poi alle lombarde. E la meno accreditata, Costamasnaga, vince. A sorpresa ripresenta sul parquet le lungo-assenti Longoni e Tagliabue, rimonta da -12 su Stabia e in volata risolve con una tripla di F. Pozzi (21 punti) per il +3, cui segue una rubata e canestro di Bassani (57-52).
Infine il dolore del pubblico di casa - sorta di fotocopia delle Final Eight di Coppa maschile, col k.o. di Milano... - perché Carugate è infilzata da Pesaro, con top scorer la neo-arrivata Silva (grazie alla deroga per Chieti): inizio tragico delle alfiere della Martesana, forse contratte per la pressione; poi appena trovano un minimo di continuità pareggiano; serie di sorpassi, nel finale Robustelli perde il pallone decisivo (41-43). Carugate paga l'assenza di Mazzoleni, perché senza di lei ha una serie di buone giocatrici, anche ottime, capaci di far tante cose utili, ma con pochi punti garantiti nelle mani (Schieppati, Viganò, Giunzioni, Robustelli, pure De Gianni che ieri ha deluso).
In sintesi, 3 vittorie delle squadre seconde nella prima fase e 3 vittorie del girone Sud. Due note: gli arbitri della "tre giorni" sono tutte donne; qualche problema negli orari perché una partita punto a punto difficilmente dura meno di 1 ora e 35, 1 ora e 40, quindi metter le partite a distanza di 2 ore s'è rivelato insufficiente (riscaldamento minimo di mezz'ora lo devi pur lasciare).

Notiziole spicce: situazione critica a Spezia, dove la Virtus è stata cacciata dal palazzetto per morosità: si sono poi allenate lo stesso, in barba al divieto, ma il caso analogo di Faenza l'anno scorso fa temere che sia l'anticamera di guai peggiori. Infine Valentina Gatti, s'apprende da Basketinside, finirà la stagione in Croazia presso il Pola.

Nella foto: Bassani di Costamasnaga in plastica esecuzione durante la vittoria con Stabia [foto A. Vezzoli-Basketinside].

venerdì 21 marzo 2014

Taccuino illustrato - 124

Ultimi rimasugli del weekend scorso, che ormai siamo vicini a quello nuovo. Momento importante in A3 perché si sono decise 3 delle 4 promozioni dirette, e siamo alla vigilia della Coppa Italia. Nella Poule Promo Nord, sia Alpo che Castel S. Pietro perdono, ma l'una per la sconfitta di Costamasnaga, l'altra per aver preservato la differenza canestri con Carugate (nelle cui fila, da segnalare Schieppati, quasi in quadrupla doppia: 9 punti, 9 rimbalzi, 9 recuperi, 7 stoppate), salgono in A2 con du' turni d'anticipo. Per le giovani emiliane cui fa da chioccia Lalla Gorla è la seconda promozione di fila; di Alpo avevamo già detto come meritasse il traguardo dopo averlo inseguito per anni. Al Sud stessa festa per S. Marinella della veterana Gelfusa; ha esordito Silva a Pesaro segnando subito 20 punti.
Certo che quest'anno sono davvero vacche grasse per le aspiranti: ora i playoff mettono in palio altri due posti al Nord e due al Sud. Questo dopo che, nel turbinare di riforme dei campionati di un paio d'anni fa, sembrava che si andasse verso una cristallizzazione delle categorie con pochissime salite e discese. Ma chiunque si può accorgere di quanto questi traguardi abbondanti in palio moltiplichino l'interesse e gli stimoli. Certo però non è che ogni anno puoi fare 8 salite e 2 discese, altrimenti gonfi la categoria come un cappone. :blink:
Adesso la crema dell'A3 converge su Pessano, alias Carugate, per la Coppa Italia: non sembra esserci una chiara favorita né una gerarchia fra le 8, il che rende tutto ancor più interessante. L'anno scorso, Geas, Vigarano e Brindisi avevano ammazzato la concorrenza nel proprio girone, per cui era quasi ovvio che si sarebbero giocate loro il trofeo: infatti vinse Vigarano su Brindisi che battè Sesto in semifinale. Quest'anno, dominatrici e corazzate non ci sono; bensì 8 buone squadre che, se beccano l'abbrivio giusto, possono tutte farcela. Non sembra esserci, quantomeno, il fossato tra Sud e Nord che v'è in A2.

In evidenza nel weekend scorso anche due ragazze dal carattere vivace e pugnace. Valentina Vignali, la nota showgirl ex giocatrice di Cervia, ora in C laziale a Sora, viene squalificata per 3 giornate causa sputo a un'avversaria: :woot: cose che capitano, ma evidentemente dalle sue parti la tipa non è amatissima, se un sito romagnolo di news le dedica un articolo di velenoso sarcasmo (scritto sicuramente da una donna) :cry: che si chiude così: "Non tutti i mali però vengono per nuocere: se non altro da oggi si conosce in quale squadra gioca la playmate romagnola, visto che della Vignali su un parquet si sono perse le tracce ormai da anni. Peccato che le prossime tre gare le debba seguire dalla tribuna".
Protagonista in positivo invece Ashley Ravelli: l'ex Vittuone e Biassono vince il titolo della NEC Conference con la sua Robert Morris University, e guadagna l'accesso al torneo NCAA. Traguardo raggiunto credo da pochissime italiane in passato; l'esterna milanese di madre americana resta a secco di punti in finale, ma ha giocato 31 minuti, da titolare come nel resto della stagione in cui ne segna 9 di media. La greca Artemis Spanou ha fatto 30 punti + 20 rimbalzi: non so che livello abbia questa conference, ma Spanou sarà una delle top players europee del futuro. Comunque complimenti ad Ashley, che su Facebook, sulle ali dell'euforia, manda una dedica sarcastica "a quelli che non hanno creduto in me": chi intenderà in particolare?
Ricordo che lei, giovanissima, presenziò a una celebre riunione tenutasi nel dicembre 2009 presso l'attualmente bruciato (dalla 'ndrangheta) PalaIseo di Milano, ai tempi casa del Sanga, il cui scopo era parlare di riforme dei campionati ecc. (c'erano Aldo Corno e altri bigs dell'ambiente): Ravelli era lì con la madre per sentire se la ventilata nascita di College Italia stesse per concretizzarsi, e nel caso era pronta ad andarci. Poi il College nacque davvero ma lei non fu presa. Così il college decise di farselo un po' più lontana da casa... Un po' aspro che una, nel momento del trionfo, senta il bisogno di togliersi sassolini dalle scarpe, ma la consideriamo una licenza poetica ricordando che pure il grande Michael Jordan, nel discorso d'inserimento nella Hall of Fame, ringraziò chi non aveva creduto in lui da giovane, perché l'aveva pungolato a smentirlo.



Nella foto: Ashley Ravelli bacia il trofeo appena vinto.