venerdì 21 marzo 2014

Taccuino illustrato - 124

Ultimi rimasugli del weekend scorso, che ormai siamo vicini a quello nuovo. Momento importante in A3 perché si sono decise 3 delle 4 promozioni dirette, e siamo alla vigilia della Coppa Italia. Nella Poule Promo Nord, sia Alpo che Castel S. Pietro perdono, ma l'una per la sconfitta di Costamasnaga, l'altra per aver preservato la differenza canestri con Carugate (nelle cui fila, da segnalare Schieppati, quasi in quadrupla doppia: 9 punti, 9 rimbalzi, 9 recuperi, 7 stoppate), salgono in A2 con du' turni d'anticipo. Per le giovani emiliane cui fa da chioccia Lalla Gorla è la seconda promozione di fila; di Alpo avevamo già detto come meritasse il traguardo dopo averlo inseguito per anni. Al Sud stessa festa per S. Marinella della veterana Gelfusa; ha esordito Silva a Pesaro segnando subito 20 punti.
Certo che quest'anno sono davvero vacche grasse per le aspiranti: ora i playoff mettono in palio altri due posti al Nord e due al Sud. Questo dopo che, nel turbinare di riforme dei campionati di un paio d'anni fa, sembrava che si andasse verso una cristallizzazione delle categorie con pochissime salite e discese. Ma chiunque si può accorgere di quanto questi traguardi abbondanti in palio moltiplichino l'interesse e gli stimoli. Certo però non è che ogni anno puoi fare 8 salite e 2 discese, altrimenti gonfi la categoria come un cappone. :blink:
Adesso la crema dell'A3 converge su Pessano, alias Carugate, per la Coppa Italia: non sembra esserci una chiara favorita né una gerarchia fra le 8, il che rende tutto ancor più interessante. L'anno scorso, Geas, Vigarano e Brindisi avevano ammazzato la concorrenza nel proprio girone, per cui era quasi ovvio che si sarebbero giocate loro il trofeo: infatti vinse Vigarano su Brindisi che battè Sesto in semifinale. Quest'anno, dominatrici e corazzate non ci sono; bensì 8 buone squadre che, se beccano l'abbrivio giusto, possono tutte farcela. Non sembra esserci, quantomeno, il fossato tra Sud e Nord che v'è in A2.

In evidenza nel weekend scorso anche due ragazze dal carattere vivace e pugnace. Valentina Vignali, la nota showgirl ex giocatrice di Cervia, ora in C laziale a Sora, viene squalificata per 3 giornate causa sputo a un'avversaria: :woot: cose che capitano, ma evidentemente dalle sue parti la tipa non è amatissima, se un sito romagnolo di news le dedica un articolo di velenoso sarcasmo (scritto sicuramente da una donna) :cry: che si chiude così: "Non tutti i mali però vengono per nuocere: se non altro da oggi si conosce in quale squadra gioca la playmate romagnola, visto che della Vignali su un parquet si sono perse le tracce ormai da anni. Peccato che le prossime tre gare le debba seguire dalla tribuna".
Protagonista in positivo invece Ashley Ravelli: l'ex Vittuone e Biassono vince il titolo della NEC Conference con la sua Robert Morris University, e guadagna l'accesso al torneo NCAA. Traguardo raggiunto credo da pochissime italiane in passato; l'esterna milanese di madre americana resta a secco di punti in finale, ma ha giocato 31 minuti, da titolare come nel resto della stagione in cui ne segna 9 di media. La greca Artemis Spanou ha fatto 30 punti + 20 rimbalzi: non so che livello abbia questa conference, ma Spanou sarà una delle top players europee del futuro. Comunque complimenti ad Ashley, che su Facebook, sulle ali dell'euforia, manda una dedica sarcastica "a quelli che non hanno creduto in me": chi intenderà in particolare?
Ricordo che lei, giovanissima, presenziò a una celebre riunione tenutasi nel dicembre 2009 presso l'attualmente bruciato (dalla 'ndrangheta) PalaIseo di Milano, ai tempi casa del Sanga, il cui scopo era parlare di riforme dei campionati ecc. (c'erano Aldo Corno e altri bigs dell'ambiente): Ravelli era lì con la madre per sentire se la ventilata nascita di College Italia stesse per concretizzarsi, e nel caso era pronta ad andarci. Poi il College nacque davvero ma lei non fu presa. Così il college decise di farselo un po' più lontana da casa... Un po' aspro che una, nel momento del trionfo, senta il bisogno di togliersi sassolini dalle scarpe, ma la consideriamo una licenza poetica ricordando che pure il grande Michael Jordan, nel discorso d'inserimento nella Hall of Fame, ringraziò chi non aveva creduto in lui da giovane, perché l'aveva pungolato a smentirlo.



Nella foto: Ashley Ravelli bacia il trofeo appena vinto.

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