Da notare che c'è stato uno spostamento di campo in extremis: anziché nel mega-palazzo da 11.000 posti, Kayseri ha voluto giocare in un palazzuccio da 2500: Schio ha brontolato. Ma dopo la partita piange, perché è inappagante dominare in Italia sapendo però che l'unica vera partita che dava la misura del proprio valore, cioè questa, è stata perduta. :unsure: Be', per carità, i trofei nostrani sono un buon palliativo, uno scudetto non si butta mai via, però c'è poca gloria in palio. Si potrebbero fare considerazioni sul fatto che la dominatrice assoluta di casa nostra non è tra le prime 8 in Europa, ma son discorsi triti; di certo, se vincere l'Eurolega è fuori portata per motivi di budget, andare alle Final Eight non era impossibile, giocandosela meglio, come avvenne nelle due passate stagioni. Amen.
E a proposito di Final Eight, è appena finita la prima giornata di Coppa Italia di A3. Dicevamo che non appariva una dominatrice designata, e di conseguenza è una roulette aperta a tutto: sensazione confermata visto che 3 partite su 4, dei quarti, sono andate all'ultimo tiro e quella finita di 10 in realtà era pari a 5' dalla fine.
Chi canta e chi frigna? Per prima Roma (alias Albano-Pavona, prima di cangiar nome a stagione in corso), con le note ex-nazionali giovanili Masoni e Tognalini, che batte Alpo dominando l'ultimo quarto, dopo che le venete avevano ribaltato l'iniziale svantaggio. Poi S. Marinella, altra laziale, d'un soffio su Castel S. Pietro (49-48): tra squadre appena promosse, forse sotto effetto bagordi, si segna col contagocce sinché l'azzurrina Vespignani segna il +1, Biscarini risponde, Santucci quella del '97 (18 punti) realizza allo scadere ma viene annullato per passi. :o:
Tocca poi alle lombarde. E la meno accreditata, Costamasnaga, vince. A sorpresa ripresenta sul parquet le lungo-assenti Longoni e Tagliabue, rimonta da -12 su Stabia e in volata risolve con una tripla di F. Pozzi (21 punti) per il +3, cui segue una rubata e canestro di Bassani (57-52).
Infine il dolore del pubblico di casa - sorta di fotocopia delle Final Eight di Coppa maschile, col k.o. di Milano... - perché Carugate è infilzata da Pesaro, con top scorer la neo-arrivata Silva (grazie alla deroga per Chieti): inizio tragico delle alfiere della Martesana, forse contratte per la pressione; poi appena trovano un minimo di continuità pareggiano; serie di sorpassi, nel finale Robustelli perde il pallone decisivo (41-43). Carugate paga l'assenza di Mazzoleni, perché senza di lei ha una serie di buone giocatrici, anche ottime, capaci di far tante cose utili, ma con pochi punti garantiti nelle mani (Schieppati, Viganò, Giunzioni, Robustelli, pure De Gianni che ieri ha deluso).
In sintesi, 3 vittorie delle squadre seconde nella prima fase e 3 vittorie del girone Sud. Due note: gli arbitri della "tre giorni" sono tutte donne; qualche problema negli orari perché una partita punto a punto difficilmente dura meno di 1 ora e 35, 1 ora e 40, quindi metter le partite a distanza di 2 ore s'è rivelato insufficiente (riscaldamento minimo di mezz'ora lo devi pur lasciare).
Notiziole spicce: situazione critica a Spezia, dove la Virtus è stata cacciata dal palazzetto per morosità: si sono poi allenate lo stesso, in barba al divieto, ma il caso analogo di Faenza l'anno scorso fa temere che sia l'anticamera di guai peggiori. Infine Valentina Gatti, s'apprende da Basketinside, finirà la stagione in Croazia presso il Pola.
Nella foto: Bassani di Costamasnaga in plastica esecuzione durante la vittoria con Stabia [foto A. Vezzoli-Basketinside].
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