sabato 31 maggio 2014

Taccuino illustrato - 159

Oh verità, verità, qual è il tuo volto? Me lo chiedevo domenica scorsa, 25 maggio, nell'assolato pomeriggio in cui Usmate festeggiava la promozione in A3. Tripudio di tifo, un intero paese a vibrare compreso il sindaco in tribuna, le ragazze del settore giovanile che a fine partita scendevano in campo ad abbracciare le grandi, un giorno d'imperitura gloria per un gruppo che gioca insieme da quasi un decennio, fatto da oneste ragazze del circondario, di poco fisico ma molto temperamento e sipienza cestistica.
Ma c'era anche la verità di Varese. E cioè la vittoria derubata, il traguardo di una stagione - e per molte della carriera - sottratto per un cavillo burocratico (il famoso 0-20 a tavolino contro Como, per posizione irregolare del vice allenatore, che alle finali di B lombarda fece schizzare Usmate dall'ultimo al 1° posto scalzando la Città Giardino dalla vetta, ricordo per chi non avesse seguito la vicenda). Per loro, la festa di Usmate è un'impostura, un'usurpazione. Tant'è che, apprendiamo, hanno fatto ricorso, del quale si saprà l'esito entro pochi giorni.
"Che cos'è la verità?", chiese Ponzio Pilato a Gesù Cristo. Non possiamo che sottoscrivere.

Ma vera o falsa, una partita c'è stata. Usmate, nell'ultima giornata degli spareggi interregionali di B, doveva solo battere in casa il Panda Monserrato (ennesima squadra del conglomerato cagliaritano), avendo compiuto 2 settimane prima l'impresa in casa della Livorno di Adriana Grasso. E dato che Monserrato con Livorno aveva perso sonoramente, il compito sul piano tecnico non appariva arduo per le brianzole, che però dovevano stare attente a non scuffiare per la tensione.
Il modo migliore per togliersi le paure, insegna il saggio, è fare canestro. Usmate insacca 4 triple nei primi 5 minuti, schizza subito avanti. Saranno 10 Monserrato limita i danni sul finire del 1° quarto (21-13) ma non sa rispondere alla nuova spallata delle ospitanti (37-22 all'intervallo).
La ripresa era una passerella trionfale in cui le usmatesi sciorinavano i loro oliati meccanismi in fase di circolazione-palla & tripla, oppure nei servizi in area con buon uso del post alto contro la zona e svariati assist per le taglianti. Le mangiatrici di pane carasau apparivano squadra combattiva, con rotazioni profonde (10 intercambiabili con bottini omogenei alla fine, nessuna in doppia cifra) ma senza gran stazza né individualità di spicco, insomma di livello inevitabilmente inferiore. 57-33 a fine 3° quarto e addirittura 76-46 alla fine, una partita a senso unico.
Serie A, serie A, serie A per la prima volta nella storia di questa scoppiettante piazza cestistica. Ma meritava di esserci Varese al suo posto? A giocarsi gli spareggi interregionali sì; ma nulla assicura che le conterranee del cioccolato Lindt avrebbero sbancato Livorno (visto che Usmate ha prevalso di 1 punto); e alle finali Usmate battè Varese, anche se poi finì dietro.
Oh verità, verità, se ti mostrassi più chiara a colui che con ansia ti cerca!

Nella foto: la festa di Usmate.

lunedì 26 maggio 2014

Taccuino illustrato - 158

Ultima dozzina di giorni, in ordine sparso (seconda parte):

- Il mercato di A1. In attesa che sia confermato il passaggio di Zandalasini a Schio, quali sono le prime impressioni? Ragusa senza dubbio rilancia: prese Nadalin e Gorini. Anche se molta della sua caratura quest'anno stava nel trio straniero e non sappiamo se sarà in grado di confermarlo. Poi senza dubbio Venezia pimpante con Bagnara e F. Dotto. Interessante il doppio innesto Filippi-Favento da parte di S. Martino: ovviamente siamo a un livello inferiore, ma nella sorta di "campionato B" giocato dalle squadre meno ambiziose, è un passo avanti ai danni di una diretta concorrente come Spezia, che invece nuota nell'incertezza. Inoltre la compagine lupigna evolve in un progressivo svincolarsi dal nucleo della promozione. Attendiamo infine notizie rassicuranti sulle neopromosse.

- Alice Pedrazzi commentatrice per la serie A maschile. Dopo le esperienze in Legadue alias Lega Gold, insomma la seconda serie, adesso sta affiancando Maurizio Fanelli - anch'egli plasmatosi con le telecronache del femminile - nel commentare i playoffs del massimo campionato omaccioni. Nei forum degli appassionati di maschile noto che sta ricevendo giudizi discordanti, ovvero alcuni positivi altri negativi, e lo ritengo un successo visto che di solito telecronisti e commentatori vengono stroncati duramente. :blink:

- Il ritorno di Superbasket: ebbene sì, lunedì 19 è uscito il primo numero della risorta testata degl'italici cesti. Direttore Dan Peterson, presenti alcune delle ex firme della rivista che cessò le pubblicazioni nel febbraio 2012. Per ora esce solo online, però: valuteranno prossimamente, in base al successo, se tornare anche in edicola. Tutto bene salvo un particolare: su 140 pagine del primo numero, o ci siamo distratti o non v'è un'oncia di femminile. Forse si sono dimenticati di avvisare Big Roberto Lurisi che tornava Superbasket... :cry:

- Le finali nazionali Under 17. Venezia campione, battendo in finale Castel San Pietro. Parziale rivincita della finale U15 di due anni or sono (cioè la precedente sfida tricolore con le '97 come annata forte), in quanto nell'Arcobaleno Carrè che fu sconfitto dalla Magika c'erano Pan e Castello, oggi protagoniste con la società lagunare. Per la Reyer è il sesto scudetto giovanile (se non abbiamo contato male) nell'ultimo lustro, cioè dal 2009, contando pure il Join The Game; se vincesse pure il titolo U15 pareggerebbe il Geas nel medesimo lasso di tempo.
La kermesse di Mosciano S. Angelo è stata piuttosto prevedibile sino ai quarti di finale compresi, eccettuata la sconfitta di Biassono (prima nel suo girone nonché campione lombarda) contro la Fortitudo Rosa che aveva battuto all'interzona. Ma stavolta le brianzole sono incappate in un tremendo 11/64 dal campo che non ha dato... scampo (33-50). :cry: Però Biassono non era tra le grandi favorite. C'erano 3 squadre sopra tutte: le due finaliste più il S. Raffaele; restava spazio per un'outsider nel quadrato delle semifinaliste ed è stata brava Bologna ad approfittarne (compagine felsinea che difendeva il titolo in questa categoria, ma le sue '97 sono meno quotate delle '96).
Negli altri quarti, il S. Raffaele e la Magika facevano pizzette di Trieste e Terni con punteggi quasi identici (58-28 e 61-32). Mentre più esiguo era lo scarto, 57-48, per Venezia sul Geas (rivincita, se vogliamo, della recente finale U19), ma in realtà dopo 3 quarti si era sul 46-24. Il gruppo '97-98 sestese si conferma qualche gradino sotto le impareggiabili sorelle maggiori del '95-96: vale le prime 8 d'Italia, al momento non di più. Però occhio che l'elevato tasso di fisicità suggerisce che la maturazione possa avvenire più tardi e magari con più futuribilità.
Si auspicava, insomma, qualche emozione in più e le si ha avute. Grande semifinale tra Castel S. Pietro e S. Raffaele: le concittadine di Romolo (ma non di Remo, perché lui, poveraccio, fu ucciso prima che la città fosse fondata, anche se la questione è controversa) -_- imbragano Santucci a 11 punti (Franceschelli però 17), ne hanno 19 da Costa, danno vita a un'altalena boia di sorpassi, ma soccombono su una tripla allo scadere di Lipparini con l'aiuto del ferro (73-70). Super. La semifinale poscia non era così brillante, ma offriva incertezza anch'essa, giacché la Reyer soffriva a sbarazzarsi della tignosa Fortitudo, anche se negli ultimi minuti teneva un leggero margine (47-44 il finale ma le tortelline non hanno avuto il tiro del pari).
E s'arrivava alla finalissima più attesa, sabato 24. Venezia rischiava, dopo l'U19, il bis di sconfitte sul più bello (già capitatole nel 2012): ma l'ha sventato e diremmo con merito - per quanto il bizzoso streaming c'abbia consentito di valutare -: :huh: non una superiorità netta, perché la Magika è stata altrettante volte in vantaggio nella vibrante serie di controsorpassi; ma ha giocato complessivamente meglio - o perlomeno imposto la supremazia fisica -, con percentuali dal campo del 43% contro il 33%. Le suddite del doge stavano gettando via tutto con un 11/34 ai liberi che le avrebbe rese complessate per tutta la vita, in caso di sconfitta. In particolare Gianolla faceva 0/8 mentre Pan vanificava parte della sua efficacia (arrestabile spesso solo col fallo) facendo 6/14 a fronte del 7/16 dal campo. Spettacolare il duello tra le due '97 più note d'Italia, appunto l'omonima del più celebre Peter :blink: e Santucci: in particolare a inizio ultimo quarto si scambiavano canestri d'autore. Pan ha finito con 20 punti, la rivale con 22 (9/18 al tiro). Non hanno il talento sublime di Zandalasini ma sono forti, indubbiamente. Pari il duello fra le superstars, la differenza l'hanno fatta Anna Togliani (una delle due esterne veneziane gemelle), con 9 punti nell'ultimo quarto fra cui la tripla del 56-54 dopo due magie di Santucci che avevano rimesso avanti Castel SP, e Castello con una bomba frontale per il 59-56. Le emiliane non hanno più segnato nell'ultimo minuto e mezzo, Venezia ha allungato sino al 63-56 finale. Bella partita davvero.

- L'ultima giornata degli spareggi interregionali di B. Salgono in A3: Bolzano (Basket Club, perché c'era anche la Pall. Bolzano ma ha perso), Castelnuovo Scrivia, Castelmaggiore, Usmate, Empoli, Ancona, Pescara. Benvenute nel dorato mondo della serie A.

Nella foto: la festa di Venezia campione d'Italia U17.

Taccuino illustrato - 157

Ultima dozzina di giorni, in ordine sparso (prima parte):

- Le amichevoli della Nazionale. Oggi finalmente se n'è vinta una, con la Cina (82-72), dopo aver perso due volte con la Gran Bretagna, una con la Bulgaria e una (in doppio overtime) con Israele. Ma eviterei di trarre conclusioni su risultati che non sappiamo quanto condizionati dalla strategia di preparazione, anche delle altre squadre (ossia, chi è più avanti o indietro nella condizione, chi sta sperimentando e chi no, eccetera). L'anno scorso ci par di ricordare che subimmo svariati rovesci in preparazione e poi sfiorammo la semifinale agli Europei. Intanto interessante che Zandalasini oggi è salita a 9 punti, ma anche qui molto beneficio d'inventario. Da notare che nelle due sconfitte scorse non c'era Bestagno, mentre oggi sì, anche se non ha segnato: allora aveva ragione chi la caldeggiava? :rolleyes:

- Cinzia Zanotti al posto di Filippo Bacchini sulla panchina del Geas. Per il momento mi soffermo solo su chi subentra, per dire che trattasi di sfida assai interessante per motivi sia "romantici" (la carriera di Zanotti-allenatrice senior parte dallo stesso club dove iniziò Zanotti-giocatrice senior) sia tecnici, per capire cioè se l'ex nazionale avrà lo stesso successo, o anche meglio, che hanno avuto o stanno avendo ex stelle dei parquets nostrani in veste di coach, mi vengono in mente Nidia Pausich, Michela Voltan e Angela Adamoli. Dovrà, a quanto pare, fare a meno di Zandalasini, il talento principe, che secondo Basketinside.com è già a Schio; ma al di là del piazzamento finale (che dipenderà dall'organico) la prima sfida interessante, per Zanotti, sarà di cavar fuori il massimo possibile, come giocatrici di A2, dalle giovani che ha allenato per vari anni nelle giovanili: intendo soprattutto quelle che nel finale di stagione appena conclusa hanno mostrato limiti.

- Le giocatrici di Varese che hanno scritto a Giovanni Petrucci per dogliarsi della loro (potenziale) promozione scippata dal noto caso dello 0-20 contro Como che alle finali di B lombarda ha fatto passare Usmate al posto loro. (Usmate che, tra parentesi, oggi è stata promossa in A3 ma ne riparleremo). Premesso che nei loro panni è più che comprensibile il tono aspro (anche se non so se sia finalizzato a ottenere qualcosa, giacché ne dubito, o solo a sfogarsi), e premesso che non c'è una risposta accettabile alla loro domanda di fondo ("perché se Como sbaglia deve venire penalizzata Varese, con la perdita del primo posto, e non Como stessa, visto che lo 0-20 non gli cambia nulla?"), l'auspicio è che si trovi un modo per far sì che una vicenda del genere non si possa più ripetere; mentre il rammarico è che è quasi impossibile spiegare l'accaduto a chi non è addentro. Ho visto in un filmato televisivo Lilli Ferri (coach di Varese) riuscirci a malapena, anzi non del tutto ("è successo che Como ha compilato la lista R segnando come allenatore il vice che però non aveva il tesserino per fare il capo... e allora la classifica avulsa dopo lo 0-20...": ogni parola per un profano è arabo); :woot: ci ho provato io con qualche interlocutore e, dopo 10 minuti di tentativi di spiegazione, ti guardano pensando che siamo tutti matti. Ho l'impressione che siamo astrusi, complicati, difficili da capire in molti meccanismi.

- E' cominciata venerdì 16 la Wnba. Interessa a qualcuno? A me sì. Si riparte sull'onda della stagione scorsa, quella delle 3 eccitanti matricole Delle Donne, Griner e Diggins, anche se la finale fu un monologo di Minnesota su Atlanta. Maya Moore dopo 4 partite viaggia a 33 di media per Minnesota che è imbattuta, così come Chicago di Delle Donne. Sempre da seguire Los Angeles di Candace Parker e Phoenix di Taurasi e Griner. Sembra esserci qualche europea in più degli anni scorsi, ad esempio Sandrine Gruda, Anete Jekabsone e Celine Dumerc. La stagione terminerà in tempo utile per non cozzare coi Mondiali di Turchia.

- Nel weekend scorso (17-18) c'è stato il Join The Game con le finali nazionali a Fano. "Madrino" dell'evento Carlton Myers. Hanno vinto S. Giovanni Valdarno (U13) in finale su Montegranaro; e Muggia (U14) in finale su Savona. Due femmine si sono piazzate ai primi due posti nella gara di tiro da 3 ambosex.

Nella foto: un'immagine dal Join The Game che smentisce il luogo comune sulle donne che non saltano.

domenica 18 maggio 2014

Taccuino illustrato - 156

Vento freddo nella sera di mercoledì 14 a Vittuone, la cittadina in mezzo alle lande dell'ovest milanese, lungo l'autostrada per Torino, che, a proposito d'aria, respirò negli anni '90 quella calda e profumata dell'A1, prima di cedere i diritti a Treviglio. Ma l'A1 di tre lustri or sono c'entra poco con le finali regionali Under 19 di cui andiamo a seguire l'ultima giornata.
La situazione dopo le prime due serate è la seguente: il S. Gabriele Milano ha battuto Cantù ma perso di 3 con Mariano. Albino ha stracciato Mariano e vinto di 10 con Cantù. Quindi Albino 4 punti, Mariano e S. Gabriele 2, Cantù 0. Nella prima partita dell'ultima serata, Mariano batte Cantù; ma era già fuori dai giuochi per il titolo, per via della classifica avulsa a sfavore in un'eventuale parità a 3 con Sanga e Albino. Il risultato però conta per le altre due squadre, in quanto, sempre per l'eventuale classifica avulsa, Milano deve ora vincere di almeno 13 punti con Albino, anziché semplicemente vincere come sarebbe stato se Cantù avesse vinto.

Insomma una strada in salita ripida per il Sanga, campione uscente nella categoria: Albino è forte, con vari elementi che hanno avuto spazio vero in A3, più spazio di quanto ne abbiano avuto in A2 le milanesi viste in prima squadra (Perini, Falcone, Taverna essenzialmente). Albino ha una '97, Carrara, che porta sulla maglia il logo del WWF -_- in quanto appartiene a una razza in via d'estinzione sui parquets lombardi giovanili: è una lunga di ruolo, anche se forse non supera l'1.90. Ma ha persino (pensate!) dei movimenti in post basso, oltre che una buona capacità di correre a tutto campo per chiudere il contropiede. L'avevamo già notata in gara-1 di finale di A3 contro Carugate quando ha preso 20 rimbalzi. La sua presenza è la chiave tattica perché Milano, che non ha alcuna lunga vera, ha una coperta difensiva fatalmente corta: con la zona limita Carrara ma si espone alle triple; con la uomo limita le triple ma Carrara domina in area.
E Pinotti sceglie di partire a zona: ma subisce 5 triple da Albino nel solo 1° quarto, di cui 3 della tascabile Celeri. Mentre la uomo bergamasca asfissia l'attacco milanese, che fa una fatica boja a spremere punti. Gli errori di Milano moltiplicano le possibilità di ripartenza in contropiede per Albino. Sul 27-12 dopo 13 minuti la partita è sostanzialmente finita, anche perché lo scarto va sommato ai 13 punti con cui Milano dovrebbe vincere. Gli ultimi due quarti e mezzo risultano un mero trascinarsi sino alla fine.
La nota positiva è il pubblico, circa 200-250 persone compresa, persino, la curva degli ultras del Sanga di A2 giunta al completo o quasi, coi loro cori tipo "Anche in Mozambico-oh mi sbucciai un dito-oh"; c'è pure, per passare dalla plebe alla nobiltà, la capitana della prima squadra, Silvia Gottardi, da poco reduce dal Brasile. Ma anche i supporters di Albino si fanno sentire. E nonostante la partita sia anzitempo in sarcofago, e le segnature latitino (27-20 il modesto parziale negli ultimi 27 minuti: teniamo conto che è la terza gara in 3 giorni) i canti e i cori non cessano mai.

Albino viaggia facile sino al 54-32 conclusivo e conquista il titolo. Per il Sanga non la giornata più gloriosa dell'anno, giacché qualche ora prima le Under 15 di Susanna Padovani avevano perso amaramente, 46-45 dopo un supplementare, lo spareggio con Cus Torino per andare all'interzona. La SusaPado nazionale giunge in volata a Vittuone, da Cavriago, in tempo per vedere la seconda metà delle U19. Quanto ad Albino, è in corsa per un clamoroso poker di titoli regionali lombardi (ossia tutti quelli disponibili, dopo l'abolizione delle finali Under 13), essendo impegnata in questi giorni nella seconda fase U17, U15 e U14; imiterebbe il Geas 2012/13 ma in piccolo, giacché il club sestese vinse i 3 titoli lombardi Elite (non regionali) più l'U14. Albino non è favorita, ci risulta, in nessuna di quelle 3 categorie, per cui difficilmente l'impresa riuscirà, ma intanto si gode questo meritato alloro U19.

Nella foto: le tipe di Albino (un po' sfuocate) vanno a festeggiare col loro pubblico dopo la vittoria sul Sanga.

mercoledì 14 maggio 2014

Taccuino illustrato - 155

Residuati della scorsa settimana, prima che diventino rancidi. Si stanno acquietando solo ora le polemiche per la paradossale soluzione a tavolino delle finali di B regionale lombarda, di cui riferimmo. Nei giorni scorsi le giocatrici di Varese hanno continuato a esternare il proprio malcontento sui social networks. Hanno anche ottenuto solidarietà dagli "Arditi", noto gruppo ultras della Pall. Varese maschile (in evidenza lo scorso anno negl'incidenti durante la serie di semifinale con Siena), che alla partita di domenica a Roma ha esposto uno striscione in cui si definiscono derubate le loro concittadine, e colpevole la Fip. In precedenza s'era segnalata per creatività una foto delle giocatrici in spogliatoio col dito medio per protesta. :woot:
Mettendosi nei panni delle ragazze, non si fatica a comprendere l'ira alias incazzatura nera: ricordiamo che Varese ha vinto la "final four" sul campo, grazie a 2 vittorie su 3 partite e scontro diretto a favore su Mariano, anch'essa a 4 punti; ma Como è stata sanzionata (non subito, ma il giorno dopo la conclusione delle finali) con uno 0-20 per impiego irregolare del vice allenatore nella seconda delle 3 giornate, sicché anche Usmate (beneficiaria del provvedimento) è salita a 4 punti, vincendo la classifica avulsa a 3 squadre per un solo punto di differenza (Usmate +1, Varese 0, Mariano -1).
E' evidente che siamo in presenza di un caso più unico che raro. Sarebbe bastato un canestro in più per Varese, o uno in più per Mariano, e si avevano altri due scenari diversi.
Le società coinvolte hanno scritto mails di protesta al neo-presidente Fip lombardo, Mattioli, lamentando soprattutto la mancanza di un commissario di campo in loco, il quale avrebbe potuto sanzionare Como subito dopo la partita incriminata, facendo sì che l'ultima giornata si giocasse sapendo come stavano realmente le cose. Mariano infatti si sente a sua volta defraudata perché, non sapendo che con un +8 era promossa, s'è fatta rimontare da +11 a +6 nel finale del match con Usmate, credendo che non le cambiasse nulla. Usmate a sua volta non ci sta a passare per ingiusta paraculata, facendo notare che anch'essa, sapendo di poter perdere fino a 6 punti, avrebbe giocato in modo diverso.

Insomma, un gran bailamme ma la questione, a mio parere, va oltre l'assenza del commissario, perché una sanzione immediata non avrebbe cambiato la fregatura ai danni di Varese, in quanto aveva già giocato le partite con le due avversarie dirette (Usmate e Mariano). La questione è se abbia senso che uno perda un risultato ottenuto sul campo non per colpe proprie (errore nella lista R, tesseramento irregolare, ritardo del medico ecc., cose che comunque già sono discutibili), bensì per colpe di un'altra squadra che vanno a beneficio di un'ulteriore terza squadra. E cioè vi è da chiedersi, visto che è stato applicato il regolamento, se il regolamento sia giusto. E' vero che le società devono conoscere le regole e saperle applicare, ma l'impressione è che ci sia una sproporzione tra la poderosa quantità di regole, cavilli e potenziali sanzioni, e l'importanza dell'attività alla quale si applicano, nella fattispecie il basket femminile regionale. La colpa di Como sarebbe quella di aver compilato male la lista e di aver consentito di stare in piedi e gridar disposizioni a un vice che non aveva la qualifica per fare il capo in B. Una stagione è dipesa da questo: c'è qualcosa di masochistico nel modo in cui la foresta di normative, che dovrebbe tutelare chi è serio e onesto, si ritorce contro di noi.

Basket giocato (e per fortuna non sanzionato): la scorsa settimana gli interzona U17 hanno promosso, mi pare, tutte le più accreditate. Bene la Lombardia con 4 qualificate su 4, anche se il Geas un po' a sorpresa finisce secondo, segnando 0 punti nel 4° periodo contro Terni della centrona '99 Cubaj. Domenica 18 iniziano le finali, con favorite principi Castel S. Pietro, Venezia e forse S. Raffaele.

Nella foto: le giocatrici di Varese mostrano il proprio disappunto per come sono state private della vittoria nelle finali di B.

martedì 13 maggio 2014

Pessimismo di fine anni '90

Curiosità: per la serie "il basket femminile non è mai stato sano, anzi è morto già una trentina di volte", ecco una lettera pubblicata su Superbasket nel maggio '99, ovvero esattamente 15 anni fa.

Analizziamo gli argomenti identici a quelli di mille altre lamentazioni sul basket femminile passato, presente e futuro:
- il movimento si avvia allo sfascio totale;
- il livello delle giovani è in calo;
- nessuno vuole più insegnare alle giovani;
- nei campionati senior le veterane giocano e le giovani stanno a guardare;
- tutti vogliono vincere;
- si utilizzano allenatori scarsi per le giovanili mentre invece ci vorrebbero quelli più bravi.

Taccuino illustrato - 154

Glorie di maggio, tardive ma non meno godute. "Scusate il ritardo" è la maglietta esibita dalle tipe di Battipaglia dopo aver conquistato l'A1 tramite spareggio, battendo due volte Torino. Una serie a senso unico, probabile evidenza della superiorità del girone Sud, anche se non sapremo mai come se la sarebbe giocata la compagine della Mole se avesse avuto Montanaro.
Da una parte una squadra senza la regista titolare e senza straniera, dall'altra una squadra al completo e con la straniera più forte della categoria (Treffers). Sostanzialmente è tutto finito dopo un quarto di gara-1, giovedì 8 a Moncalieri, sul 14-28 per le salernitane. Poi lo scarto resta quello sino in fondo (65-80; Treffers 22, Orazzo 18; di là Quarta 26 con un possibile record di tiri tentati: 11/30; Coen 17).
Nel ritorno, ieri, "Torino esce a testa alta", tanto per dire una frase fatta, ovvero perde di poco (68-61); Treffers 16, Riccardi 13+14 rimba, Quarta 21 stavolta tirando pure bene (8/17) e recuperando 7 palloni.
Viene una domanda: se Trieste fosse stata nel girone Sud, sarebbe stata promossa? Senza offesa, no. Ma questo dimostra quanto grossa fosse l'opportunità a disposizione quest'anno al Nord. L'anno prossimo, se si rimescolano le carte, potrebbe non essere più così ghiotta. Torino, comunque, non è detto che resti a becc'asciutto perché, coi chiari di luna attuali, essere in "pole position" per il ripescaggio è spesso l'anticamera per ottenerlo. Ovviamente però non ce l'auguriamo perché vorrebbe dire che qualcun altro in A1 è schiattato. :wacko: Ma il club dei gianduiotti, grazie all'accordo con il polo PMS maschile, avrà sicuramente un'ambiziosa base di ripartenza, per quanto dovrà fare a meno di Montanaro per i primi mesi di stagione (suppongo).

In A1 e A3 era già tutto finito, c'è qualcosa di residuo a livello nazionale? Ebbene sì, gli spareggi interregionali per la promozione dalla B all'A3. Sono 7 mini-gironi a 3 squadre, una partita ogni weekend per 3 weekends (ovviamente), la prima passa, aggiungendosi ai teams già promossi direttamente nelle regioni che avevano diritto al posto fisso. Ben 5 vittorie esterne su 7 nel primo giro giocato tra sabato e domenica. Tra i clubs impegnati anche piazze storiche o semi-storiche come Bolzano, Firenze, Livorno. Quest'ultima, dove milita Big Adriana Grasso, ha perso 49-50 con Usmate.
A proposito di Usmate: la compagine brianzola-sulla-strada-per-Lecco, si ricorderà, è passata grazie allo spinoso caso delle finali lombarde risolte dal giudice sportivo, con lo 0-20 comminato a Como per la partita appunto con Usmate, causa utilizzo vice allenatore da capo allenatore. E ora è a un passo dall'A3: cosa che moltiplica vieppiù il peso di quell'esito a tavolino.

Scaglie sparse: 1) Martina Bestagno convocata in Nazionale al posto di Formica; lasciando perdere la disputa se doveva convocarla subito o meno, va notato che salgono a 5 su 18 le giocatrici di A2, il che indica da un lato una quantità di defezioni massiccia, dall'altro - probabilmente - il ridotto dislivello tra le due massime categorie: forse qualche anno fa non si sarebbe invocata un'atleta di A2 come miglior lunga italiana disponibile. 2) Brunetto, patron di La Spezia, in un'intervista non appare chiarissimo sugli orizzonti della società, anche se pare più un sì alla continuazione che un no; in ogni caso non poteva mancare la polemica a distanza col suo allenatore di turno, in questo caso Barbiero, al quale imputa di aver messo in disparte Mugliarisi criticandola pubblicamente. Boh, avrà anche ragione, ma i suoi allenatori s'impadroniscono della panchina minacciandolo, oppure è lui che li sceglie salvo poi scoprirne pecche a ogni pie' sospinto? :unsure:

Nella foto: il duello fra Treffers e Quarta in gara-1 davanti alla folla di Moncalieri [foto Basketinside].

sabato 10 maggio 2014

Taccuino illustrato - 153

E' rimasto da dire qualcosa su gara-5 di finale scudetto. Dopo il pericolo scampato in gara-4, la vittoria di Schio era annunciata, a meno di un'autocombustione o di una Ragusa che si super-superasse (nel senso che si era già ampiamente superata in gara-1 e 3) per sbancare per la seconda volta di fila un campo dove in Italia non vinceva nessuno da 2 anni.
Siccome nessuno dei due casi si è verificato, è finita con la consueta festa di Schio-pigliatutto. L'ultimo trofeo italiano non vinto da Schio è la Supercoppa 2011, se non erriamo. Poi 8 di fila tra scudetti, Coppe Italia e Super. Strano, però: sembra una vita che Schio domina, ma è solo il sesto scudetto. E' che i monologhi iniziano presto a stufare.

Va riconosciuto a Ragusa di aver fatto il possibile: al 19' era a +9 (poi 26-33 al 20') col trio straniero tornato a garrire anche se per Malashenko e Williams tirando male. Veniva ritrovata la gagliardia in fase di rimbalzo e recupero. Se non altro, era scongiurato il rischio di una partita a senso unico, per crollo psicofisico dell'outsider che ha fallito il colpo. Anzi, veniva da chiedersi se le dirimpettaie dell'Africa potessero tenere sino alla fine.
Un parziale di 13-2 in apertura di ripresa (15-2 contando gli ultimi punti prima dell'intervallo) sembrava dire di no. Ragusa però caparbia nel riportarsi avanti, mentre Masciadri commetteva il 4° fallo cercando velleitariamente di contenere Williams. Ma quando Macchi prende palla sull'ultima azione, s'arresta poco oltre la metà campo e fa partire un teleguidato di quelli che ha fatto cento volte in carriera (44-41 al 30'), s'intravede quale sarà la fine del film.
Nell'ultimo quarto Schio prende il largo. Malashenko commette 5° fallo sfondando su Godin. Ragusa resta con poche idee: Wabara si guadagna pure uno sfottò dal telecronista Dembinksi, perché tenta un bis della tripla infilata nel primo tempo: "Non è sempre domenica", ironizza il tipo. :wacko: Però non è che Williams faccia meglio quando tenta dall'angolo e prende solo il palo, cioè il fianco del tabellone.
Mentre Schio, certo, non sarà quella dei giorni migliori, ma ne ha a sufficienza. Può anche sbagliare due o tre volte di fila; ma i tiri sono quasi sempre ben presi, mentre Ragusa (come già rilevato nelle partite scorse) deve tirarsi il collo con giocate individuali ed estemporanee, non avendo i mezzi per giocare allo stesso modo di Schio. Finisce 68-54, curiosamente identico a gara-2. Larkins meritata mvp della serie. C'era ancora Honti in campo per Vandersloot e, se l'ungherese non vale l'americana, è però parso che con la magiara le compagne rendano meglio.

Come ci si resta? Innegabile che la maggior parte dei neutrali (almeno a giudicare dai social networks) tifasse per Ragusa, perché Davide è più simpatico di Golia, perché era una squadra ruspante contro una compassata, perché il vento nuovo stuzzica più dell'area fritta.
Però, altrettanto innegabile che per la stagione meritasse Schio. E in fondo, una società scudettata al primo anno di A1 avrebbe scardinato l'idea che i grandi traguardi vadano costruiti con paziente semina, progressivo avvicinamento e maturazione a suon di sconfitte prima di meritarsi la gioia. Se pensiamo a quante lacrime e sangue ha versato Schio prima di fregiarsi del primo titolo... -_- Certo, specchio dei tempi perché la crisi ha ridotto le "big" stabili a un solo membro, Schio: di conseguenza c'è una prateria aperta per chi sappia inserirsi. Prima c'era riuscita Lucca, quest'anno Ragusa, in futuro vedremo.

L'urgenza comunque non è dare un ricambio a Schio, ma ricostituire, presto o tardi, un'A1 solida o perlomeno non così friabile. Dove si inizia in tot e si finisce in tot. Dove ci sia un filo conduttore tra un'annata e l'altra, non che uno trova i soldi e fa un anno da leoni, poi l'anno dopo non li ha più e fa la squadra con lo stucco. Dove sia un premio salire, non una condanna a morte.

Un'ultima considerazione sulle campionesse d'Italia: è sbagliato considerare scontato uno scudetto anche quando c'è una netta superiorità di mezzi sulla concorrenza. Penso che vincere sia gratificante pure quando sei un gigante tra i nani. Anche perché uno di questi nani ha provato fino in fondo a dar fastidio (Ragusa), quindi averlo messo a cuccia sudando parecchie camicie avrà dato più sapore al traguardo. Però, quanto al rendimento stagionale, non è che abbiano brillato, nel complesso, le mostre sacre scledensi: la partita-chiave della stagione era gara-3 di playoff Eurolega a Kayseri ed è stata persa. Se non arrivava Larkins, in campionato, cosa succedeva? 3-1 con Lucca e 3-2 con Ragusa non si possono definire imprese anche se, forse, la vera impresa è avere ancora voglia d'arraffar scudetti quando ne si ha già 10 in tasca, come Masciadri (o 11? o 12? Vedi la diatriba con Max Mascolo dopo quello dell'anno scorso).
Solo che di pagine epiche non ce n'è molte. :( Sfiga ha voluto che la generazione di Macchi e Masciadri capitasse nel periodo della decadenza italiana in campo europeo: avessero giocato negli anni '80-inizio '90, almeno un paio di Coppe Campioni se le pappavano. Certo, magari se ogni tanto avessero combinato qualcosa con la Nazionale... Ma anche lì c'è il dubbio: colpa loro o colpa del contesto mediocre in cui si sono trovate a operare?

Nella foto: la festa di Schio, impresa o solo mancato fallimento? Nel dubbio, loro alzano la coppa [foto da Basketinside].

martedì 6 maggio 2014

Taccuino illustrato - 152

Surreality show alle finali di B lombarda. Le vicende sul campo che racconteremo non sono mai successe, o meglio: sono successe ma avevano un significato diverso da quello che tutti credevano mentre le si viveva. :wacko: Chiarissimo, no? Va be', leggendo sino in fondo si capirà, per chi non sa già tutto.

Queste finali servivano a stabilire chi, delle 4 qualificate, sarebbe andata a giocare gli spareggi interregionali per un'ulteriore promozione dopo quella già conquistata da Canegrate, prima nel girone lombardo. In lizza, sul neutro di Giussano, in ordine di classifica di stagione regolare: Usmate delle esterne tascabili più l'ex biassonese Reggiani; Mariano dell'ex Virtus Spezia Mandonico (giusto per dare un nome, ma è un collettivo compatto di giocatrici di categoria); Como delle ex giovanili Comense più l'ex tricolore Invernizzi a mo' di chioccia; Varese della fromboliera Lovato.
Pronostici della vigilia: incerti perché i valori stagionali sono stati molto simili, tranne Varese che ha avuto una crisi dopo la defezione di Brusadin e s'è qualificata in extremis. E poi la formula delle 3 partite in 3 giorni è una roulette russa.
Infatti succede che, dopo 2 giornate, tutte hanno vinto una partita e persa una. Nell'apertura di venerdì, Usmate batte Varese di 7 e Mariano batte Como; sabato, Varese batte Mariano di 7 e Como batte Usmate. Perché ho specificato due scarti soltanto? Si capirà alla fine. In quel momento la situazione è che ognuna delle 4 può sbancare tutto, a patto di vincere e avere la fortuna che nell'altra partita perda l'avversaria che l'ha battuta nelle prime 2 giornate. <_< Domenica arriviamo in una Giussano (frazione Robbiano) inondata di fulgido sole e di pollini fluttuanti; a proposito di Pollini, con la maiuscola, qualcuno ricorderà che la Catarina nazionale, nel suo tribolato periodo post-Comense, firmò proprio per Robbiano, anche se non riuscì mai a giocarvi. Inoltre per Como ci sono due Pollini in panchina. Ma questa sono ciarle insulse. Passiamo al campo, dove si è già nell'intervallo di Varese-Como, derby tra capoluoghi che si odiano, e la compagine della città giardino conduce 35-21. Como è squadra fisicata e palestrata, ma l'arte del far canestro non le è congenialissima (complice il calo di Invernizzi da metà stagione in avanti), tant'è che è tutto l'anno che viaggia su punteggi bassi: se non riesce a imbragare l'avversario, fatica a replicare. In realtà nel 3° quarto imbraga eccome, perché Varese fa solo 6 punti; il problema è che pure Como ne fa 6. Lovato, curata in "box", va in carestia ma Mistò e Smaldone, le '95 ex giovanili di Malnate con Gambarini, ex Cremona l'anno scorso (e Smaldone ha fatto 2 mesi a Milano quest'anno), non fanno meglio, come del resto le compagne. Spettacolo non esaltante, tra tiri forzati, randellate e palle perse. :cry: Ma al di là delle caratteristiche di Como bisogna considerare che è la terza partita pesante in 3 giorni. Nell'ultimo quarto, dove si riprende a segnare, Varese controlla senza troppi problemi il forcing di Como e chiude 54-42. Di conseguenza: Mariano fuori dai giochi (perché, anche se vince, va pari con Varese da cui ha perso) e Usmate che invece passerà il turno se vince (grazie allo scontro diretto a favore con Varese). Questo è ciò che tutti pensano. Mariano-Usmate è una bella partita. A viso aperto, fisicità sì ma non tale da soffocare la tecnica, serie di sorpassi e controsorpassi. Usmate comanda più spesso, massimo +6, però dà l'idea di temporeggiare, cioè di aspettare più avanti per affondare i colpi, forse sperando che Mariano, senza traguardi da raggiungere, finisca per mollare. O forse, semplicemente, alla terza partita non ha benzina per sgommare via. Fatto sta che a 4' dalla fine Usmate è a +1 (50-51). Ma da lì succede l'imprevisto: 12-0 per Mariano che s'indemonia mentre Usmate va in tilt totale. Curiosamente è Giulia Meroni, sorella di Laura che sta sulla sponda opposta, a segnare una delle triple spezza-gambe. Sul 62-51 a -1'25" la frittata usmatese è cotta e servita. Con la classica forza della disperazione il team brianzo-monzese (Mariano è brianzo-lariana) segna 9 punti negli ultimi 80 secondi, ma serve solo a ridurre (inutilmente, crediamo tutti lì per lì) lo scarto: 66-60. E dunque che succede? Usmate esce a testa bassa mentre Varese festeggia in tribuna, ringraziando la voglia di vincere di Mariano. Si ripete, clamorosamente, la scena di 5 anni fa: anche lì finali di B, anche lì Varese che vince e spera che Usmate perda, anche lì Usmate che si scioglie sul più bello. Varese quindi prepara le valigie per gli spareggi e Usmate piange e recrimina. Ma. Nel primo pomeriggio di oggi una voce si spande nelle padane lande: passa Usmate perché le viene dato 20-0 in una delle due partite che ha perso. In serata la notizia viene verificata: Como, nella partita contro Usmate, in assenza di coach Piccinelli ha iscritto a referto come capo-allenatore un vice, commettendo quindi un'irregolarità da 0-20. Di conseguenza Usmate viene ad avere 4 punti come Mariano e Varese. E chi passa? Usmate, perché in classifica avulsa ha +1 (+7 e -6) contro lo zero di Varese (-7, +7) e il -1 di Mariano (-7, +6). E dunque a decidere tutto è la miseria di un punto, uno di quelli segnati da Usmate negli apparentemente inutili secondi finali. :woot: Morali della storia? Una è che non si sa davvero mai: provaci fino al 40', anche il singolo punticino in "garbage time" può salvarti. Ma meno idealmente, questo è il trionfo del grottesco. Per un allenatore registrato come capo anziché come vice, e sanzionato in ritardo, vengono scippate sia Varese, che ha vinto le finali sul campo, sia Mariano, che ovviamente se avesse saputo di poter passare vincendo di 8 punti, avrebbe agito diversamente nel finale. Ieri tra spettatori, gente in campo e a bordo campo, ci saran state 300 persone: tutte credevano una cosa e invece era un'altra. Sui social networks si scatena il risentimento delle giocatrici burlate. Dopo la rumba delle penalizzazioni durante l'anno (Como già sanzionata di 4 punti, BFM Milano meno 2 poi riabilitata, Varese meno 1), la B lombarda termina con un altro balletto. Nella foto: Giussano, ore 19.50 di ieri: Varese esulta sugli spalti mentre Usmate esce a testa bassa. Nessuno sapeva che in realtà Usmate aveva trionfato e Varese era stata inc... ehm, beffata.

lunedì 5 maggio 2014

Taccuino illustrato - 151

Glorie del weekend, le ultime della stagione, anzi penultime perché rimane lo spareggio di A2. Trieste trionfa in gara-3 di finale A2 Nord: 54-48 su Torino, punteggio quasi identico alle altre due sfide, un soffio più di un centinaio di punti complessivi segnati. Dopo il blackout nel finale di gara-2, Trieste impiega solo 5 minuti a riprendersi (4-9), poi comanda per la maggior parte del tempo, anche se Torino è sempre incollata. Encomiabile la caparbietà delle piemontesi nonostante l'assenza di Montanaro e la serata pessima al tiro per Quarta e Coen (3/16 l'una, 0/9 l'altra).
Peraltro non è che Trieste tiri molto meglio: ma c'è Vida, sempre lei, a far la differenza: finirà con 18 punti, 5/13 dal campo, 7/7 ai liberi, 23 di valutazione, mentre 8 italiane ruotano con minutaggi tra gli 11 e i 27 portando qualche punticino e mattoncino a testa. Una quantità (se non qualità) che alla fine è troppo per Torino, che ha una Di Giacomo indemoniata (14 punti, 8 rimbalzi, 20 di valutazione per la bonsai), 11 da Domizi e da Salvini ma non basta. Quando Trieste lancia il minibreak vincente in avvio di ultimo quarto, Torino non riesce più a ricucirlo.
Trieste trova anche un grande pubblico nel giorno dell'apoteosi: 2500 spettatori dichiarati. Ritorna dopo 23 anni una piazza storica per l'A1 femminile, che conta 5 scudetti ancorché "paleolitici" (1958 l'ultimo), e in tempi recenti le meraviglie dell'immensa Lataunya Pollard.
Certamente non era attesa da nessuno questa promozione, alla vigilia del campionato: una matricola fatta di giovani brave ma non di primissima fascia nel panorama nazionale, più una straniera che nessuno conosceva. Ma come già abbiamo rilevato, questa A2 Nord - per scomparsa o ridimensionamento di tutte le ex big - era una prateria aperta per chi vi trovasse la strada giusta. C'è riuscita Trieste, appunto con la formula "giovani di casa + straniera trascinatrice". Quella che il Geas (a livello giovanile sempre vittorioso sulle giuliane) ha azzeccato solo per la prima metà. Vida è l'mvp del girone Nord: chiude con 19,7 punti di media; quasi 8 rimbalzi; 44% da 2 e 36% da 3. Non a caso il suo unico periodo d'appannamento, verso febbraio, per malanni, coincise col periodo peggiore per Trieste, che una volta risanata lei è divenuta rullo compressore, vincendo 8 delle ultime 9 partite. Nel momento che contava è stata la squadra più forte. Con l'aiuto del destino che ha tolto di mezzo Montanaro. Chances per Torino nello spareggio con Battipaglia? Sul piano tecnico davvero poche; la darei per spacciata se non fosse per il carattere dimostrato.

Mentre in A2 Sud retrocede Viterbo che va a far compagnia a Biassono (a proposito, sulle brianzole non avevamo segnalato che nell'ultimo turno, sebbene luttuoso per la retrocessione diretta, era tornata in campo dopo lunghissima assenza la '95 ex nazionale Porro), :yes: in A3 zompa d'allegria la Minerale Puro Roma, alias Pomezia, che in gara-3 batte 52-47 Pesaro. Notevole la longevità della blasonata Giovanna Granieri (40 anni il prossimo novembre) nelle file laziali.

Saltando di frasca in palo: hanno fatto discutere, in settimana, le convocazioni della Nazionale maggiore per gli impegni di maggio (ritiro, tornei e amichevoli). Unica veterana è ancora Masciadri; la più giovane è Zandalasini, che è una delle 4 pedine di A2 insieme al duo partenopeo Bocchetti-Pastore e all'americo-bronese Laterza. E proprio all'A2 sono legati i due nomi maggiormente invocati da chi critica codeste convocazioni: ovvero Martina Bestagno e Arturi. E' evidente che Bestagno ha fatto una stagione migliore di Laterza, e che Arturi ne ha fatta una migliore di Pastore. Sia sul piano individuale che dei risultati di squadra (Copp'Italia a parte). Ma è altrettanto evidente che il criterio dell'ultima stagione disputata non è quello primario per i selezionatori, bensì (presumo) il proseguimento di un percorso già avviato con certuni elementi. Insomma, alla fase delle scelte innovative (quando iniziò il corso attuale) segue ora la fase delle scelte conservative. E poi forse bisogna considerare che, se si parla di giocatrici di A2, non è facile sostenere che qualcuna di loro possa spostare in maniera determinante i valori nell'agone internazionale.

Nella foto: l'urlo di Vida (n° 10) e la folla di Trieste sullo sfondo. [foto Basketinside]

domenica 4 maggio 2014

Taccuino illustrato - 150

"Oggi, 1° maggio 2014, potrebbe essere una giornata storica per il basket italiano", ha detto Maurizio Fanelli in apertura della telecronaca Rai di Ragusa-Schio, gara-4 di finale di A1. Intendendo che per la prima volta una neopromossa poteva vincere lo scudetto. Invece è stato storico, in negativo, il punteggio della compagine sicula: 45 punti (a 59). Anche se non è record per una finale scudetto; dal 1981, quando furono istituiti i playoff, due squadre hanno fatto peggio: nel 1989 Milano ne segnò 43 contro Priolo in gara-3, e nel 2003 la Comense ne segnò 44 contro Taranto in gara-5. Curiosamente anche in quei due casi si trattò di crolli della squadra di casa. "Crollo" non è esagerato per la prestazione di Ragusa giovedì, passata dai 73 punti segnati sul proprio campo in gara-1, col 54% al tiro, a 45 punti col 31%.
La pressione ha schiacciato la Passalacqua? Logico immaginare di sì, e ce n'erano tutti i fattori: l'impresa storica a un passo, la città in fibrillazione, il palazzetto pieno 2 ore prima dell'inizio, eccetera. Si è letto: "Schio più forte della bolgia del PalaMinardi"; ma ho l'impressione che era Ragusa a dover essere più forte di quella bolgia, che trasmetteva un senso di attesa e di devozione tale da paralizzare più che galvanizzare giocatrici che hanno un decimo dell'esperienza di Schio in situazioni del genere. E la paralisi, o perlomeno un tremolio, nelle braccia delle ragusane era evidente. Non è parso che la difesa di Schio fosse feroce ed asfissiante, solo un po' meno svagata che in gara-3. Ma Ragusa prendeva tiri con spazio e non li metteva. S'è intestardita dalla media distanza, ma era sempre ferro; idem da 3.

Ma qui però s'innesta la componente tecnica, giacché non possiamo ridurre tutto alla pressione: i tiri di Ragusa sono, in media, di qualità inferiore a quelli di Schio. Non solo in gara-4. Schio rumina gioco, è canonica e schematica, ha Larkins da servire per dei sani canestri "old style" da mezzo metro da parte del centrone. Ragusa è anti-convenzionale, istintiva, con poche briglie. E' la sua forza se le percentuali la sorreggono, perché non dà riferimenti a Schio, si esalta, ottiene in rapide improvvisazioni quello che la pesante macchina scledense costruisce con pazienza. Però Schio ha la forza per vincere anche tirando male, Ragusa no. L'energia c'era: è tutta la serie, tranne forse gara-2, che Ragusa corre di più, recupera più palloni, è ficcante quando accelera. Però non puoi vincere una serie intera contro Schio solo con questo, se non tiri bene. Ma il team di Molino non ha scelta, non può duellare al ritmo del Famila, altrimenti i suoi limiti tecnici (specie delle italiane) vengono fuori: solo Williams, sul piano individuale, regge il confronto con la diretta avversaria; gli altri confronti sono tutti per le venete. Sintesi terra-terra: Schio è più forte; Ragusa per vincere deve giocare molto meglio di Schio ma è difficile che le riesca 3 volte.

E' stata una partita "col freno a mano", per così definire quelle in cui una squadra è palesemente in tilt offensivo e l'altra controlla il punteggio senza brillare, sicché non si ha né l'equilibrio né il bel gioco. Il primo tempo di Schio (con Honti al posto di Vandersloot), in realtà, è stato buono, con l'inizio a suon di triple di Sottana (che poi ha finito con 4/15, non ritrovando mira dopo un tecnico sul finire del 2° quarto), il 2-12 in 5 minuti per raffreddare l'ambiente. Meglio ancora ha fatto, la compagine dei supermercati, quando Ragusa s'è riportata a -3 e palla in mano al 3' del 2° quarto: Nadalin 2 canestri di fila dalla media, poi scarica di triple di Ress, Macchi, Sottana per il 21-35 al 18'. In mezzo a quella gragnuola si segnalava un "cross" di Valerio, anche lei da 3, come a simboleggiare il divario tecnico non più mascherabile da parte di Ragusa. Che peraltro otteneva poco anche dal trio straniero: l'eroina Malashenko col tiro smarrito (4/15), Walker con pochi palloni, Williams a forzare senza esito.

Ma poi - e questo può essere sia un rimpianto sia una speranza per gara5 - Ragusa avrebbe potuto riaprirla. Nel secondo tempo infatti Schio è andata in affanno: 6 punti nel 3° quarto, la mira persa completamente. Mentre Williams capiva di dover attaccare il ferro anziché frantumarlo con tiracci da fuori. Però non si è andati oltre un -8 a metà 3° quarto. All'inizio dell'ultimo, dopo che la zumba degli errori al tiro continuava su entrambi i fronti, la rediviva Masciadri infilava 2 triple di fila su assist di Sottana, per il 35-51 al 33'. Poi Schio si bloccava di nuovo, Ragusa s'illudeva con un 6-0 (41-51 al 35') ma finiva lì. Larkins con due canestri la chiudeva. L'americana è nuovamente mvp con 19 punti + 9 rimbalzi, unica continua sull'arco della gara. Williams 17 con 7/19. In 8 a segno per Schio, in 5 per Ragusa: anche qui sta una differenza visibile. L'impressione è che il colpo in canna per la matricola dei miracoli fosse solo uno, ed è fallito.

Nella foto: la festa di Schio dopo gara-4 [fotogramma da video pubblicato su sito Famila].

sabato 3 maggio 2014

Taccuino illustrato - 149

Glorie di metà settimana. In A2 Sud, Vigarano si sbarazza con sorprendente nettezza di Battipaglia (68-52 anche se all'intervallo erano pari) e riconquista l'A1 a due soli anni di distanza dalla rinunzia alla massima serie. Eguagliata Venezia che ha compiuto lo stesso iter nel periodo 2011-2013. Ineguagliabile, o quasi, il palmarès di Zanoli e Costi, la coppia più fulgida dello sport femminile italiano dopo le tenniste Errani e Vinci. :yes: Vabbè, esageriamo ma è già la terza volta che le due di Mirandola vincono l'A2.
La prima fu nel 2005, quando all'ultima giornata (si saliva diretti, quell'anno) la loro Cavezzo approfittò del sorprendente scivolone del Geas con Broni e battendo l'altra contendente Vicenza salì in A1 per classifica avulsa. Dopo 3 anni in A1 retrocessero ma rivinsero l'A2 nel 2009 battendo Lucca. La società rinunziò. Ripartirono da Bologna, e lì non ce l'hanno mai fatta (vincendo però la Coppa Italia) anche se nel 2012 hanno perso lo spareggio-promozione con Orvieto dopo aver perso la finale-Nord proprio con Vigarano che, rinunziato a sua volta all'A1, le ha ingaggiate ottenendone 2 promozioni in 2 anni.
Certo, prima o poi il tempo passerà anche per loro, ma in questi playoffs non se n'è vista traccia: in gara-2 di mercoledì Costi ha segnato 28 punti con 13/17 al tiro, preso 11 rimbalzi e totalizzato 36 di valutazione; :B): Zanoli s'è limitata (si fa per dire) a 9 punti e 7 assists. Per Battipaglia il drago Treffers ha sputato fiamme a singhiozzo: 14 punti con 4/14 da 2; 13 rimbalzi ma 5 perse. Orazzo 16 + 10 rimbalzi. Le salernitane avranno una seconda chance nello spareggio con la perdente del Nord.
Strano comunque l'andamento stagionale di questo girone Sud dove, dall'inizio della seconda fase, varie squadre hanno dato di volta in volta l'impressione di essere le più forti, per poi calare e venir sopravanzate da altre. Si vede che Vigarano ha saputo scegliere il momento giusto per tornare al top. Speriamo ovviamente che stavolta non abbia problemi a far l'A1, ma un terremoto come quello che flagellò le terre ferraresi 2 anni or sono, toccando ferro non dovrebbe più capitare; e i costi (non Costi) per fare la massima serie si sono abbassati. Il caso di San Martino di Lupari mostra che si può portare lo stesso nucleo italiano in A1 aggiungendo 2 straniere a quella che si ha già, ed essere da salvezza, anzi quasi da playoff.

Sempre mercoledì, clamoroso quanto avvenuto a Moncalieri, dove per gara-2 di finale Nord s'è spostata Torino. Per 3 quarti (10-23, 19-26, 34-44) Trieste domina, sembra solo dover fare il conto alla rovescia per la promozione, poi succede l'impensabile e cioè un 22-4 di parziale per quelle della Mole nell'ultimo quarto. :woot: La paralisi coglie le giuliane di Giuliani, troppo legate a Vida, la quale segna 23 punti su 48 della squadra, ma nel finale sbaglia tutto pure lei (5/11 da 3 e 6/8 ai liberi ma 1/9 da 2 anche se 10 rimbalzi e 9 falli subiti: comunque poco da imputarle...), mentre Torino, nonostante sia sempre senza Montanaro, ha 4 tipe in doppia cifra (Quarta 15 pur con 5/18, Coen e Domizi 13, Salvini 10) e soprattutto 22 recuperi più 18 rimbalzi in attacco, compensando così la sagra degli errori. E adesso vedremo se Trieste è capace di riprendersi dallo shock di un crollo del genere.

Passiamo all'A3. Nelle finali del Nord, Pordenone delle veneziane vince anche in gara-2 il derby dei vivai di A1 con Sarcedo delle scledensi: 46-52. Marangoni 12 e Cut-the-stone (Tagliapietra) 10.
Con identico punteggio Carugate vince in casa di Albino e fa 2-0 a sua volta, tornando in A2 dopo 6 anni e i tempi di Gottardi. Così l'anno prossimo la provincia di Milano avrà 3 squadre in A2. De Gianni, non del tutto convincente sinora, sceglie il momento giusto per essere "mvp" con 14 punti e 8 rimbalzi in gara-2. Decisiva una tripla di Giunzioni nell'ultimo minuto sul +2, arrampicandosi sul ferro. Probabilmente Carugate ha ottenuto la promozione non tanto mercoledì, ma quando l'ultima giornata le regalò un tabellone senza Pordenone e Sarcedo; tuttavia per come ha giocato in questi playoff penso che almeno contro Sarcedo ce l'avrebbe fatta lo stesso. -_- In ogni caso sono contento per una delle poche società del momento attuale ad aver dichiarato apertamente di volere la promozione sin da inizio anno, considerando un fallimento non ottenerla. Dice: "per forza, c'avevano i soldi". Già, ma trovare i soldi in un periodo come questo, a mio parere è un merito doppio.
Nei tabelloni Sud, sale Stabia mentre vanno a gara-3 Minerale Puro Roma e Pesaro.

Nella foto: il babau Treffers sembra sovrastare genio-Zanoli, ma è solo un'illusione ottica. [foto Basketinside]