Peraltro non è che Trieste tiri molto meglio: ma c'è Vida, sempre lei, a far la differenza: finirà con 18 punti, 5/13 dal campo, 7/7 ai liberi, 23 di valutazione, mentre 8 italiane ruotano con minutaggi tra gli 11 e i 27 portando qualche punticino e mattoncino a testa. Una quantità (se non qualità) che alla fine è troppo per Torino, che ha una Di Giacomo indemoniata (14 punti, 8 rimbalzi, 20 di valutazione per la bonsai), 11 da Domizi e da Salvini ma non basta. Quando Trieste lancia il minibreak vincente in avvio di ultimo quarto, Torino non riesce più a ricucirlo.
Trieste trova anche un grande pubblico nel giorno dell'apoteosi: 2500 spettatori dichiarati. Ritorna dopo 23 anni una piazza storica per l'A1 femminile, che conta 5 scudetti ancorché "paleolitici" (1958 l'ultimo), e in tempi recenti le meraviglie dell'immensa Lataunya Pollard.
Certamente non era attesa da nessuno questa promozione, alla vigilia del campionato: una matricola fatta di giovani brave ma non di primissima fascia nel panorama nazionale, più una straniera che nessuno conosceva. Ma come già abbiamo rilevato, questa A2 Nord - per scomparsa o ridimensionamento di tutte le ex big - era una prateria aperta per chi vi trovasse la strada giusta. C'è riuscita Trieste, appunto con la formula "giovani di casa + straniera trascinatrice". Quella che il Geas (a livello giovanile sempre vittorioso sulle giuliane) ha azzeccato solo per la prima metà. Vida è l'mvp del girone Nord: chiude con 19,7 punti di media; quasi 8 rimbalzi; 44% da 2 e 36% da 3. Non a caso il suo unico periodo d'appannamento, verso febbraio, per malanni, coincise col periodo peggiore per Trieste, che una volta risanata lei è divenuta rullo compressore, vincendo 8 delle ultime 9 partite. Nel momento che contava è stata la squadra più forte. Con l'aiuto del destino che ha tolto di mezzo Montanaro. Chances per Torino nello spareggio con Battipaglia? Sul piano tecnico davvero poche; la darei per spacciata se non fosse per il carattere dimostrato.
Mentre in A2 Sud retrocede Viterbo che va a far compagnia a Biassono (a proposito, sulle brianzole non avevamo segnalato che nell'ultimo turno, sebbene luttuoso per la retrocessione diretta, era tornata in campo dopo lunghissima assenza la '95 ex nazionale Porro), :yes: in A3 zompa d'allegria la Minerale Puro Roma, alias Pomezia, che in gara-3 batte 52-47 Pesaro. Notevole la longevità della blasonata Giovanna Granieri (40 anni il prossimo novembre) nelle file laziali.
Saltando di frasca in palo: hanno fatto discutere, in settimana, le convocazioni della Nazionale maggiore per gli impegni di maggio (ritiro, tornei e amichevoli). Unica veterana è ancora Masciadri; la più giovane è Zandalasini, che è una delle 4 pedine di A2 insieme al duo partenopeo Bocchetti-Pastore e all'americo-bronese Laterza. E proprio all'A2 sono legati i due nomi maggiormente invocati da chi critica codeste convocazioni: ovvero Martina Bestagno e Arturi. E' evidente che Bestagno ha fatto una stagione migliore di Laterza, e che Arturi ne ha fatta una migliore di Pastore. Sia sul piano individuale che dei risultati di squadra (Copp'Italia a parte). Ma è altrettanto evidente che il criterio dell'ultima stagione disputata non è quello primario per i selezionatori, bensì (presumo) il proseguimento di un percorso già avviato con certuni elementi. Insomma, alla fase delle scelte innovative (quando iniziò il corso attuale) segue ora la fase delle scelte conservative. E poi forse bisogna considerare che, se si parla di giocatrici di A2, non è facile sostenere che qualcuna di loro possa spostare in maniera determinante i valori nell'agone internazionale.
Nella foto: l'urlo di Vida (n° 10) e la folla di Trieste sullo sfondo. [foto Basketinside]
Nessun commento:
Posta un commento