domenica 4 maggio 2014

Taccuino illustrato - 150

"Oggi, 1° maggio 2014, potrebbe essere una giornata storica per il basket italiano", ha detto Maurizio Fanelli in apertura della telecronaca Rai di Ragusa-Schio, gara-4 di finale di A1. Intendendo che per la prima volta una neopromossa poteva vincere lo scudetto. Invece è stato storico, in negativo, il punteggio della compagine sicula: 45 punti (a 59). Anche se non è record per una finale scudetto; dal 1981, quando furono istituiti i playoff, due squadre hanno fatto peggio: nel 1989 Milano ne segnò 43 contro Priolo in gara-3, e nel 2003 la Comense ne segnò 44 contro Taranto in gara-5. Curiosamente anche in quei due casi si trattò di crolli della squadra di casa. "Crollo" non è esagerato per la prestazione di Ragusa giovedì, passata dai 73 punti segnati sul proprio campo in gara-1, col 54% al tiro, a 45 punti col 31%.
La pressione ha schiacciato la Passalacqua? Logico immaginare di sì, e ce n'erano tutti i fattori: l'impresa storica a un passo, la città in fibrillazione, il palazzetto pieno 2 ore prima dell'inizio, eccetera. Si è letto: "Schio più forte della bolgia del PalaMinardi"; ma ho l'impressione che era Ragusa a dover essere più forte di quella bolgia, che trasmetteva un senso di attesa e di devozione tale da paralizzare più che galvanizzare giocatrici che hanno un decimo dell'esperienza di Schio in situazioni del genere. E la paralisi, o perlomeno un tremolio, nelle braccia delle ragusane era evidente. Non è parso che la difesa di Schio fosse feroce ed asfissiante, solo un po' meno svagata che in gara-3. Ma Ragusa prendeva tiri con spazio e non li metteva. S'è intestardita dalla media distanza, ma era sempre ferro; idem da 3.

Ma qui però s'innesta la componente tecnica, giacché non possiamo ridurre tutto alla pressione: i tiri di Ragusa sono, in media, di qualità inferiore a quelli di Schio. Non solo in gara-4. Schio rumina gioco, è canonica e schematica, ha Larkins da servire per dei sani canestri "old style" da mezzo metro da parte del centrone. Ragusa è anti-convenzionale, istintiva, con poche briglie. E' la sua forza se le percentuali la sorreggono, perché non dà riferimenti a Schio, si esalta, ottiene in rapide improvvisazioni quello che la pesante macchina scledense costruisce con pazienza. Però Schio ha la forza per vincere anche tirando male, Ragusa no. L'energia c'era: è tutta la serie, tranne forse gara-2, che Ragusa corre di più, recupera più palloni, è ficcante quando accelera. Però non puoi vincere una serie intera contro Schio solo con questo, se non tiri bene. Ma il team di Molino non ha scelta, non può duellare al ritmo del Famila, altrimenti i suoi limiti tecnici (specie delle italiane) vengono fuori: solo Williams, sul piano individuale, regge il confronto con la diretta avversaria; gli altri confronti sono tutti per le venete. Sintesi terra-terra: Schio è più forte; Ragusa per vincere deve giocare molto meglio di Schio ma è difficile che le riesca 3 volte.

E' stata una partita "col freno a mano", per così definire quelle in cui una squadra è palesemente in tilt offensivo e l'altra controlla il punteggio senza brillare, sicché non si ha né l'equilibrio né il bel gioco. Il primo tempo di Schio (con Honti al posto di Vandersloot), in realtà, è stato buono, con l'inizio a suon di triple di Sottana (che poi ha finito con 4/15, non ritrovando mira dopo un tecnico sul finire del 2° quarto), il 2-12 in 5 minuti per raffreddare l'ambiente. Meglio ancora ha fatto, la compagine dei supermercati, quando Ragusa s'è riportata a -3 e palla in mano al 3' del 2° quarto: Nadalin 2 canestri di fila dalla media, poi scarica di triple di Ress, Macchi, Sottana per il 21-35 al 18'. In mezzo a quella gragnuola si segnalava un "cross" di Valerio, anche lei da 3, come a simboleggiare il divario tecnico non più mascherabile da parte di Ragusa. Che peraltro otteneva poco anche dal trio straniero: l'eroina Malashenko col tiro smarrito (4/15), Walker con pochi palloni, Williams a forzare senza esito.

Ma poi - e questo può essere sia un rimpianto sia una speranza per gara5 - Ragusa avrebbe potuto riaprirla. Nel secondo tempo infatti Schio è andata in affanno: 6 punti nel 3° quarto, la mira persa completamente. Mentre Williams capiva di dover attaccare il ferro anziché frantumarlo con tiracci da fuori. Però non si è andati oltre un -8 a metà 3° quarto. All'inizio dell'ultimo, dopo che la zumba degli errori al tiro continuava su entrambi i fronti, la rediviva Masciadri infilava 2 triple di fila su assist di Sottana, per il 35-51 al 33'. Poi Schio si bloccava di nuovo, Ragusa s'illudeva con un 6-0 (41-51 al 35') ma finiva lì. Larkins con due canestri la chiudeva. L'americana è nuovamente mvp con 19 punti + 9 rimbalzi, unica continua sull'arco della gara. Williams 17 con 7/19. In 8 a segno per Schio, in 5 per Ragusa: anche qui sta una differenza visibile. L'impressione è che il colpo in canna per la matricola dei miracoli fosse solo uno, ed è fallito.

Nella foto: la festa di Schio dopo gara-4 [fotogramma da video pubblicato su sito Famila].

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