La situazione dopo le prime due serate è la seguente: il S. Gabriele Milano ha battuto Cantù ma perso di 3 con Mariano. Albino ha stracciato Mariano e vinto di 10 con Cantù. Quindi Albino 4 punti, Mariano e S. Gabriele 2, Cantù 0. Nella prima partita dell'ultima serata, Mariano batte Cantù; ma era già fuori dai giuochi per il titolo, per via della classifica avulsa a sfavore in un'eventuale parità a 3 con Sanga e Albino. Il risultato però conta per le altre due squadre, in quanto, sempre per l'eventuale classifica avulsa, Milano deve ora vincere di almeno 13 punti con Albino, anziché semplicemente vincere come sarebbe stato se Cantù avesse vinto.
Insomma una strada in salita ripida per il Sanga, campione uscente nella categoria: Albino è forte, con vari elementi che hanno avuto spazio vero in A3, più spazio di quanto ne abbiano avuto in A2 le milanesi viste in prima squadra (Perini, Falcone, Taverna essenzialmente). Albino ha una '97, Carrara, che porta sulla maglia il logo del WWF -_- in quanto appartiene a una razza in via d'estinzione sui parquets lombardi giovanili: è una lunga di ruolo, anche se forse non supera l'1.90. Ma ha persino (pensate!) dei movimenti in post basso, oltre che una buona capacità di correre a tutto campo per chiudere il contropiede. L'avevamo già notata in gara-1 di finale di A3 contro Carugate quando ha preso 20 rimbalzi. La sua presenza è la chiave tattica perché Milano, che non ha alcuna lunga vera, ha una coperta difensiva fatalmente corta: con la zona limita Carrara ma si espone alle triple; con la uomo limita le triple ma Carrara domina in area.
E Pinotti sceglie di partire a zona: ma subisce 5 triple da Albino nel solo 1° quarto, di cui 3 della tascabile Celeri. Mentre la uomo bergamasca asfissia l'attacco milanese, che fa una fatica boja a spremere punti. Gli errori di Milano moltiplicano le possibilità di ripartenza in contropiede per Albino. Sul 27-12 dopo 13 minuti la partita è sostanzialmente finita, anche perché lo scarto va sommato ai 13 punti con cui Milano dovrebbe vincere. Gli ultimi due quarti e mezzo risultano un mero trascinarsi sino alla fine.
La nota positiva è il pubblico, circa 200-250 persone compresa, persino, la curva degli ultras del Sanga di A2 giunta al completo o quasi, coi loro cori tipo "Anche in Mozambico-oh mi sbucciai un dito-oh"; c'è pure, per passare dalla plebe alla nobiltà, la capitana della prima squadra, Silvia Gottardi, da poco reduce dal Brasile. Ma anche i supporters di Albino si fanno sentire. E nonostante la partita sia anzitempo in sarcofago, e le segnature latitino (27-20 il modesto parziale negli ultimi 27 minuti: teniamo conto che è la terza gara in 3 giorni) i canti e i cori non cessano mai.
Albino viaggia facile sino al 54-32 conclusivo e conquista il titolo. Per il Sanga non la giornata più gloriosa dell'anno, giacché qualche ora prima le Under 15 di Susanna Padovani avevano perso amaramente, 46-45 dopo un supplementare, lo spareggio con Cus Torino per andare all'interzona. La SusaPado nazionale giunge in volata a Vittuone, da Cavriago, in tempo per vedere la seconda metà delle U19. Quanto ad Albino, è in corsa per un clamoroso poker di titoli regionali lombardi (ossia tutti quelli disponibili, dopo l'abolizione delle finali Under 13), essendo impegnata in questi giorni nella seconda fase U17, U15 e U14; imiterebbe il Geas 2012/13 ma in piccolo, giacché il club sestese vinse i 3 titoli lombardi Elite (non regionali) più l'U14. Albino non è favorita, ci risulta, in nessuna di quelle 3 categorie, per cui difficilmente l'impresa riuscirà, ma intanto si gode questo meritato alloro U19.
Nella foto: le tipe di Albino (un po' sfuocate) vanno a festeggiare col loro pubblico dopo la vittoria sul Sanga.
Nessun commento:
Posta un commento