Queste finali servivano a stabilire chi, delle 4 qualificate, sarebbe andata a giocare gli spareggi interregionali per un'ulteriore promozione dopo quella già conquistata da Canegrate, prima nel girone lombardo. In lizza, sul neutro di Giussano, in ordine di classifica di stagione regolare: Usmate delle esterne tascabili più l'ex biassonese Reggiani; Mariano dell'ex Virtus Spezia Mandonico (giusto per dare un nome, ma è un collettivo compatto di giocatrici di categoria); Como delle ex giovanili Comense più l'ex tricolore Invernizzi a mo' di chioccia; Varese della fromboliera Lovato.
Pronostici della vigilia: incerti perché i valori stagionali sono stati molto simili, tranne Varese che ha avuto una crisi dopo la defezione di Brusadin e s'è qualificata in extremis. E poi la formula delle 3 partite in 3 giorni è una roulette russa.
Infatti succede che, dopo 2 giornate, tutte hanno vinto una partita e persa una. Nell'apertura di venerdì, Usmate batte Varese di 7 e Mariano batte Como; sabato, Varese batte Mariano di 7 e Como batte Usmate. Perché ho specificato due scarti soltanto? Si capirà alla fine. In quel momento la situazione è che ognuna delle 4 può sbancare tutto, a patto di vincere e avere la fortuna che nell'altra partita perda l'avversaria che l'ha battuta nelle prime 2 giornate. <_< Domenica arriviamo in una Giussano (frazione Robbiano) inondata di fulgido sole e di pollini fluttuanti; a proposito di Pollini, con la maiuscola, qualcuno ricorderà che la Catarina nazionale, nel suo tribolato periodo post-Comense, firmò proprio per Robbiano, anche se non riuscì mai a giocarvi. Inoltre per Como ci sono due Pollini in panchina. Ma questa sono ciarle insulse. Passiamo al campo, dove si è già nell'intervallo di Varese-Como, derby tra capoluoghi che si odiano, e la compagine della città giardino conduce 35-21. Como è squadra fisicata e palestrata, ma l'arte del far canestro non le è congenialissima (complice il calo di Invernizzi da metà stagione in avanti), tant'è che è tutto l'anno che viaggia su punteggi bassi: se non riesce a imbragare l'avversario, fatica a replicare. In realtà nel 3° quarto imbraga eccome, perché Varese fa solo 6 punti; il problema è che pure Como ne fa 6. Lovato, curata in "box", va in carestia ma Mistò e Smaldone, le '95 ex giovanili di Malnate con Gambarini, ex Cremona l'anno scorso (e Smaldone ha fatto 2 mesi a Milano quest'anno), non fanno meglio, come del resto le compagne. Spettacolo non esaltante, tra tiri forzati, randellate e palle perse. :cry: Ma al di là delle caratteristiche di Como bisogna considerare che è la terza partita pesante in 3 giorni. Nell'ultimo quarto, dove si riprende a segnare, Varese controlla senza troppi problemi il forcing di Como e chiude 54-42. Di conseguenza: Mariano fuori dai giochi (perché, anche se vince, va pari con Varese da cui ha perso) e Usmate che invece passerà il turno se vince (grazie allo scontro diretto a favore con Varese). Questo è ciò che tutti pensano. Mariano-Usmate è una bella partita. A viso aperto, fisicità sì ma non tale da soffocare la tecnica, serie di sorpassi e controsorpassi. Usmate comanda più spesso, massimo +6, però dà l'idea di temporeggiare, cioè di aspettare più avanti per affondare i colpi, forse sperando che Mariano, senza traguardi da raggiungere, finisca per mollare. O forse, semplicemente, alla terza partita non ha benzina per sgommare via. Fatto sta che a 4' dalla fine Usmate è a +1 (50-51). Ma da lì succede l'imprevisto: 12-0 per Mariano che s'indemonia mentre Usmate va in tilt totale. Curiosamente è Giulia Meroni, sorella di Laura che sta sulla sponda opposta, a segnare una delle triple spezza-gambe. Sul 62-51 a -1'25" la frittata usmatese è cotta e servita. Con la classica forza della disperazione il team brianzo-monzese (Mariano è brianzo-lariana) segna 9 punti negli ultimi 80 secondi, ma serve solo a ridurre (inutilmente, crediamo tutti lì per lì) lo scarto: 66-60. E dunque che succede? Usmate esce a testa bassa mentre Varese festeggia in tribuna, ringraziando la voglia di vincere di Mariano. Si ripete, clamorosamente, la scena di 5 anni fa: anche lì finali di B, anche lì Varese che vince e spera che Usmate perda, anche lì Usmate che si scioglie sul più bello. Varese quindi prepara le valigie per gli spareggi e Usmate piange e recrimina. Ma. Nel primo pomeriggio di oggi una voce si spande nelle padane lande: passa Usmate perché le viene dato 20-0 in una delle due partite che ha perso. In serata la notizia viene verificata: Como, nella partita contro Usmate, in assenza di coach Piccinelli ha iscritto a referto come capo-allenatore un vice, commettendo quindi un'irregolarità da 0-20. Di conseguenza Usmate viene ad avere 4 punti come Mariano e Varese. E chi passa? Usmate, perché in classifica avulsa ha +1 (+7 e -6) contro lo zero di Varese (-7, +7) e il -1 di Mariano (-7, +6). E dunque a decidere tutto è la miseria di un punto, uno di quelli segnati da Usmate negli apparentemente inutili secondi finali. :woot: Morali della storia? Una è che non si sa davvero mai: provaci fino al 40', anche il singolo punticino in "garbage time" può salvarti. Ma meno idealmente, questo è il trionfo del grottesco. Per un allenatore registrato come capo anziché come vice, e sanzionato in ritardo, vengono scippate sia Varese, che ha vinto le finali sul campo, sia Mariano, che ovviamente se avesse saputo di poter passare vincendo di 8 punti, avrebbe agito diversamente nel finale. Ieri tra spettatori, gente in campo e a bordo campo, ci saran state 300 persone: tutte credevano una cosa e invece era un'altra. Sui social networks si scatena il risentimento delle giocatrici burlate. Dopo la rumba delle penalizzazioni durante l'anno (Como già sanzionata di 4 punti, BFM Milano meno 2 poi riabilitata, Varese meno 1), la B lombarda termina con un altro balletto. Nella foto: Giussano, ore 19.50 di ieri: Varese esulta sugli spalti mentre Usmate esce a testa bassa. Nessuno sapeva che in realtà Usmate aveva trionfato e Varese era stata inc... ehm, beffata.

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