lunedì 30 giugno 2014

Taccuino illustrato - 166

E dunque andiamo agli Europei 2015. Pure brillantemente, con un 85-68 sulla Lettonia nell’ultima partita, mercoledì 25 a Ragusa. Chiaro, la Lettonia era appagata dalla qualificazione già ottenuta, così come noi avevamo le spalle leggere dopo che la vittoria della Bulgaria su Israele ci aveva garantito di essere una delle migliori 5 seconde a meno di una sconfitta rovinosa con le baltiche. Resta comunque una prestazione di qualità da parte nostra, con una prolificità offensiva che nelle precedenti partite c’eravamo solo sognati. Abbiamo tirato col 62% e il 39% da 3. Dotto 23 punti con 8/13, Masciadri 17, Gatti 12 (importante il suo ritorno nelle ultime 2 partite). Gente non del femminile che ha visto la partita (trasmessa giusto prima di gara-6 di finale scudetto maschile) è rimasta ben impressionata. Potere della mente sgombra? Può darsi ma l’impressione è di una squadra cresciuta strada facendo. E Dotto, che sembrava in appannamento rispetto all’esplosione di un anno fa, è diventata la trascinatrice, folletto inarrestabile e con quel dinamismo di cui Sottana, tecnicamente più brava, è carente.
Due sere fa, al torneo di Binzago, c’era Martina Crippa come spettatrice: “non abbiamo mai dubitato”, le ho detto ma a mo’ di boutade, :D perché in realtà tutti avevano dubitato, presumo anche loro stesse, dopo il k.o. in Portogallo e in Lettonia. Ma la ruota gira: due settimane fa, l’Italia calcistica era osannata per il “trionfo” sull’Inghilterra, candidata al titolo mondiale, gioco meraviglioso che il mondo c’invidia, eccetera (rivedere i titoli dei giornali per credere), ora tutti la sputazzano e la vilipendono, “specchio di un Paese malato”, “s’era capito fin dall’inizio che sarebbe finita così” e così via. :woot: Ricchini ovviamente non sarebbe stato crocifisso dalla plebe, in quanto la plebe è ignara di tutto, però ricordiamo certi malumori tra gli appassionati qui sul forum per le convocazioni, poi dopo le 2 sconfitte era partito il solito ritornello del basket da rifondare, “Nazionale specchio di un movimento alla frutta” o simili; ma a parte le esagerazioni, non qualificarsi sarebbe stato un fiasco e invece bisogna dire che, obiettivamente, per la terza estate consecutiva raggiungiamo l’obiettivo (2 qualificazioni ottenute e un ottavo posto a Euro 2013).
Bisogna vedere se l’anno prossimo si riuscirà ad avere un organico meno d’emergenza (una lunga vera però, salvo il ritorno di Ress, dove la troviamo?) per puntare a qualcosa di più che semplicemente esserci; ma la sensazione che trasmette la squadra è che, valori tecnici a parte, la mentalità è quella giusta. Si sanno i propri limiti ma si sa anche come fare per superarli. :B):

Ma ora è tempo di giovanili, che frizzano da ogni poro in questi giorni. Donde iniziare? In ordine d’importanza, dai Mondiali U17, cominciati sabato 28 in Repubblica Ceca. L’Italia di Alliori (Porcu, Santucci, Ranzini, Keys, Zecchin, Ciavarella, Policari, L.Rossi, Bonomi, Gianolla, Costa, Cubaj le convocate; purtroppo manca Pan; da notare Cubaj 2 anni sotto età perché sotto canestro è manna) ha perso bruscamente le prime 2 partite denotando difficoltà offensive: 39-71 contro la Spagna (Ciavarella 12) e 33-54 contro il Brasile (Policari 14). In questo secondo match, surreale il 5-19 a nostro sfavore all’intervallo, forse un record di stitichezza; più normale la ripresa ma ormai la situazione era compromessa. Fortunatamente la formula prevede che tutte passino agli ottavi di finale (mah), sicchè anche se per disgrazia perdessimo oggi con l’Egitto saremmo ancora in corsa.

Giovedì comincia l’Europeo U20, che giocheremo a Udine con credenziali incerte, dato che il campo di casa ci avvantaggerà ma l’annata dominante è il ’94, che non ha allori alle spalle: 2 anni fa come U18 arrivarono ottave; nel 2010 come U16 addirittura decimoterze, anche se è troppo lontano come confronto. Si sono appena sapute le convocate: Barberis, Bonasia, Crudo, Ercoli, Gambarini, Milazzo, Nicolodi, Orazzo, Penna, Peresson, Ramò, Reggiani (per curiosità: del team U16 di 4 anni fa le superstiti sono Orazzo, Peresson, Reggiani, Ramò).
E sono iniziate pure le finali nazionali Under 15 a Porto S. Giorgio. Chi vincerà? Non ne ho idea. Immagino una delle 16 partecipanti. :blink:

Nella foto: la festa dell'Italia con il cartellone di Euro 2015. Loro "col cuore" sanno già giocare.

venerdì 27 giugno 2014

Taccuino illustrato - 165

Aggiornamento lombardo. Ancora figli di un dio minore vista l'assenza dall'A1, :( ma il drappello di A2 è nutrito e magari prima o poi se n'estrarrà qualcuna in grado di tornare nella massima serie. Del resto il Geas avrebbe potuto riuscirci già quest'anno. Geas che però ora riparte senza Zandalasini, assunta in cielo a Schio, senza inoltre Meroni (va all'estero sino a gennaio, poi a Costamasnaga) e Burani sotto canestro. Queste ultime due sono compensate dall'arrivo di Laterza, che sulla carta vale di più. Però il reparto-lunghe era già sottile prima, tanto più ora che le uniche due sull'1.85 se ne sono andate. E senza Zandalasini il tasso di talento s'abbassa. Sull'altro piatto c'è la maturazione naturale delle giovani già presenti (tre delle quali hanno giocato poco o nulla per infortunio, ovvero Kacerik, Barberis e Picco, quasi nuovi acquisti), la stabilità offerta da Arturi e magari gli stimoli nuovi portati da Cinzia Zanotti in panchina.

Le notizie importanti di mercato sono quelle sull'asse Milano-Carugate, o meglio in direzione esclusiva (per ora) dalla prima alla seconda. Si spostano in provincia infatti due nomi di spessore assoluto come Stabile e Frantini. Sorprendente? Mica tanto, perché la situazione di Milano è in divenire e i nomi sul mercato, per chi s'affacci in zona all'A2, erano quelli e poche altre. Inoltre il neo-coach Cesari le ha già allenate quando era vice al Sanga.
Anche Calastri le seguirà? Possibile, è già stata lì e una lunga vera come lei è difficile da trovare: Carugate l'anno scorso s'arrangiava con Cagner e Bonomi da pivots, sostenibile in A3 ma più difficoltoso in A2. Sono convinto che se il Geas avesse avuto Calastri anziché Burani (rivelatasi fragile fisicamente e, secondo voci attendibili anche se Nonino smentirà per amor di patria, con atteggiamento sbagliato nell'ultimo periodo) sarebbe andato ancora meglio. Naturalmente Carugate non potrà più avere Mazzoleni in "doppio" col Geas, ma ne verrà fuori con una squadra ben competitiva (quanto competitiva lo vedremo aspettando il confronto con gli altri: Genova ha già annunziato colpi come Diene, Visconti e la croata Bozic).
E il Sanga che fa? Per il momento annuncia (ieri sera Franz Pinotti su Facebook, ormai vero organo d'informazione visto che i giornali cartacei o tagliano il femminile o si limitano a copiare i comunicati stampa delle società; oppure fanno tutto per bene ma arrivano in ritardo rispetto al web) :blink: che Gottardi sarà capitana anche la prossima stagione. :) Sul piano tecnico direi la decisione giusta per la 36enne ex tricolore a Priolo, perché nell'ultima stagione ha giocato meglio che nella precedente, quindi perché ritirarsi? Però vi sono incognite legate al suo tentativo di costruirsi una carriera nel mondo televisivo.

Valmadrera: annuncio di smantellamento totale del gruppo. Le giocatrici sono libere in blocco. A questo punto chi potrebbe rimescolare le carte del mercato? E Valma che fa, imbastisce un mercato con giocatrici da fuori o va di gioventù senza però avere un vivaio come quello di Biassono, che certo non ha salvato la squadra lo scorso anno ma almeno assicurava un minimo di competitività?

A proposito di Biassono: probabile la richiesta di ripescaggio in A2. In caso di successo, le lombarde sarebbero ben 7. Ma i gironi come saranno? Crema e Broni torneranno nell'ovile del Nord, con soddisfazione somma per entrambe (riteniamo), anche perché non sarebbero costrette a far salti mortali sul mercato per essere competitive. Da Crema, al momento, non giungono notizie di trasferimenti; a Broni vi sono conferme di spessore come Zampieri, Corradini, Accini, e arriva una straniera notevole come Dimana Georgieva. Ma si vocifera che il club dell'Oltrepò sia sub judice per possibile non ottemperanza delle norme sui campionati giovanili da disputare.

In A3 è particolarmente attiva Costamasnaga, che ha salutato Tunguz e Casartelli ma in compenso s'è rimpiombata ben bene con Giorgia Molteni e Meroni (cavalli di ritorno anche se la seconda, come detto prima, pare solo da gennaio in poi), e infine, trillo di tamburi, Masha Maiorano che fa la "scelta di vita" dopo 10 anni di A1 (per lei anche un incarico societario nel settore giovanile). :o: Che combinerà? Deve depurarsi dalle scorie delle ultime due annate un po' depressive, deve riabituarsi a un ruolo da protagonista in attacco che non svolge più da un decennio, deve adattarsi a un tipo di gioco e a compagne completamente differenti dal pianeta-A1 (oltre che parecchio più giovani); tuttavia nello scenario auspicato è una realizzatrice da far la differenza. PS, a chiusura della sua carriera in A1: alcuni detrattori ritengono che 10 anni lassù li abbia fatti al di là dei suoi meriti tecnici, premiando cioè la sua grande disponibilità ad adattarsi, trasferirsi, far da gregaria eccetera; io però noto che in almeno due circostanze, Rovereto all'inizio e la Comense due anni fa (a cui si potrebbe aggiungere Venezia tre anni or sono), è arrivato un crac societario a costringerla a ricominciare daccapo dopo che si era ritagliata un ruolo significativo. Non dimentichiamo che nella Comense che fece la semifinale scudetto lei era sovente titolare e fu la miglior marcatrice delle sue in gara-5 con Schio.

-- E' iniziato sabato 21 il torneo di Binzago, quello in cui purtroppo ci sono anche gli uomini ma non riescono a rovinare tutto. Ci sono 72 giocatrici iscritte, di cui 3 di A1 (Maiorano, Contestabile, Galbiati: ovviamente il riferimento è alla categoria della passata stagione), 7 di A2 (C. Picco, M. Meroni, V. Gatti, Gargantini, Porro, Scudiero, Calastri) e 6 di A3 (Bassani, Minervino, C. Pozzi, M. Fumagalli, Lissana, Locatelli). La più anziana: Elena Ceriani, l'eterna (classe '63 e si fa ancora rispettare). La più giovane: Camilla Mariani, la '99 di Biassono che ora però parte per le finali U15. Ieri, per non rischiare di scassarsi, ha giocato solo gli ultimi 16 secondi ma ha fatto a tempo a segnare da metà campo. Finora la miglior prestazione realizzativa sono 22 punti di Maiorano; la più brillante Calastri. Stasera duello di lusso tra Maiorano e Galbiati.

Nella foto: gran bel quintetto di prodotti biassonesi al torneo di Binzago: da sinistra Fumagalli, Gargantini, Zucchi, Porro e Galbiati.

mercoledì 25 giugno 2014

Taccuino illustrato - 164

Belìn, siamo vivi, anche se pericolanti. 8 giorni dopo l'ultimo aggiornamento che avevamo fatto, cioè dopo 3 partite delle qualificazioni, la Nazionale è messa sensibilmente meglio, anche se tutto passa attraverso una vittoria sulla Lettonia domani (anzi, ormai oggi).
Certo, festeggiare due vittorie sofferte in Estonia e col Portogallo, ottenute più per la mediocrità altrui che per meriti nostri (salvo un'apprezzabile capacità di salire di livello nell'ultimo quarto) può sembrare indice di modeste prospettive. In effetti lo è. Ma queste sono le avversarie da battere oggi come oggi, questo è il nostro livello e nulla è facile per noi. Fare i filosofi sulla qualità del gioco e sui mali del movimento che non ci consente di veleggiare a quote più alte non sarebbe privo di fondamento, ma ora conta solo salvare la pellaccia. :woot: E quindi viva queste due vittorie.
In Estonia: siamo alla terza trasferta di fila e nelle peggiori condizioni mentali possibili, dopo 2 sconfitte e con la consapevolezza che un'altra e siamo fuori. La partenza 2-10 per noi illude: nei successivi 12 minuti, disastrosi, le balto-finniche ci rifilano un 20-5. Ci ritroviamo poi sul 27-20 a nostro sfavore a inizio 3° quarto. In qualche modo bisogna uscire dalla buca e in qualche modo ci riusciamo, con Sottana che segna, Dotto che ruba palloni, Laterza che batte finalmente un colpo dal nostro risicato pacchetto-lunghe (6 punti e 7 rimbalzi). Sorpassiamo ma a 3' dalla fine è ancora tutto in bilico (44-45). In un contesto di giocatrici non irresistibili la qualità di Sottana emerge al momento giusto, con 5 punti di fila (3 liberi e un canestro su palla rubata) per il 44-50 a 2' dalla fine: in una partita così è quanto basta per vincere (45-52). Sottana chiude con 18 punti.
Risorti ma non trasformati da anatroccoli in cigni, il copione della sofferenza a lieto fine si ripete col Portogallo. Si gioca a Ragusa e il pubblico, se certo non è quello tracimante delle finali-scudetto, trasmette però un bel calore. Solo che per 2 quarti e mezzo sembra non servire a nulla. Ho sentito gente, non avvezza al basket femminile, che vedendo la partita le si è accapponata la pelle. Hai voglia a spiegargli che più di così, al momento, non riusciamo a fare. :cry: In effetti non era esaltante vedere l'Italia con 5/29 al tiro dopo un quarto e e mezzo con un'avversaria, l'atletica Da Silva, in grado di tenerci sotto pressoché da sola (13-19). Consolini ci sveglia con 6 punti sul finire del 2° quarto (24-25), ma il grigiore torna ad avvolgerci a inizio ripresa (25-34 al 26'). Sottana stavolta non azzecca una, e non è facile per il c.t. trovare le carte giuste quando, ogni partita, cambiano le due o tre in vena e quelle della volta prima scompaiono. La sorte però c'è propizia sbloccando proprio Sottana con una tripla dall'angolo e un contropiede su lancio di Dotto: da lì con un 11-0 chiudiamo avanti il 3° quarto (36-34). Sull'abbrivio troviamo entusiasmo e maggior consistenza in difesa, poi si scalda pure Pastore, una criticabile finché si vuole ma anche una che infonde positività quando le azzecca; Consolini da 3; e infine Dotto, con un'entrata e una tripla. Voliamo sul 53-39 e ovviamente per il Portogallo è troppo. Finisce 65-52, insperabile nel momento più nero. :B):
Adesso il calendario, dopo averci proposto la suddetta insidia di 3 trasferte consecutive, ci ripaga offrendoci in casa una Lettonia già qualificata. In più, la bizzarra regola dei risultati da scartare contro l'ultima (Massi Mascolo ha ironizzato al riguardo, in telecronaca) potrebbe rendere innocuo il k.o. in Portogallo. C'è da vincere e pregare Iddio. Altrimenti siamo fuori dalle prime 20 d'Europa e perdiamo due anni.

Restiamo in ambito di vertice con il mercato di A1. Di fuoco alla carne ce n'è abbastanza, bisogna dire. Saranno movimenti con pochi soldi, immagino, però ci sono. Parliamo solo delle novità italiane, perché dire che la tal squadra ha preso Tuppia Smith e la talatra LaWoofia Jones, americane delle quali potremmo solo fingere di sapere qualcosa, avrebbe poco senso. :blink: L’elenco che segue andrà sicuramente integrato.
Schio: Giulia Gatti e Zandalasini. Quest’ultima dunque entra in A1 dalla porta principale. Né America né un’A1 di “assaggio”: subito le pluri-tricolori, subito l’Eurolega. Affascinante sfida, anche secondo il sito di Fiba Europe che ha dedicato un articolo a questo trasferimento, definendo la giocatrice una delle più grandi stelle nascenti del continente.
Ragusa: Gonzalez, Gorini, Nadalini, Cinili che torna dalla Turchia (fra le straniere è confermata Walker, va via Malashenko, non sappiamo Williams).
Lucca: prese Templari e C. Rossi; è andata via Mahoney.
Venezia: F. Dotto, Bagnara, Sandri.
Umbertide: Pegoraro.
Parma: Crudo [nella terra del Parmacotto, tanto per fare una battuta alla Carlo Besana]. :ride:
Orvieto: Granzotto, Sarni.
La Spezia: Perini, Puliti ma anche incertezze economiche.
Cagliari: Correal, Stoppa, Milica Micovic.
S. Martino: netto cambio della guardia, inteso come il gruppo della promozione 2013: via Pegoraro, Sandri, Granzotto, Stoppa. Ha preso invece Favento e Filippi da Spezia.
Vigarano: Francesca Zara, nome nobilissimo, poi anche Brunelli e Cupido.
Trieste: Borroni (parentesi: fa piacere che l’imperatrice di Muggia scelga di misurarsi con l’A1).
Battipaglia: Ngo Ndjock.

Infine ancora àmbito nazionale, ma giovanile: la Toscana ha vinto il Trofeo Bulgheroni, in pratica il Trofeo Regioni “baby”, cioè U13. Battuto in finale il Veneto. Terza la Lombardia.

Nella foto: incitamenti Italia nella partita a Ragusa col Portogallo.

lunedì 16 giugno 2014

Taccuino illustrato - 163

E dopo l'escursione nel minibasket torniamo alle grandi, segnatamente alla Nazionale. A fine andata delle qualificazioni siamo 2 punti sotto la tabella di marcia, che prevedeva una sconfitta in Lettonia e due vittorie con Estonia e Portogallo: siamo secondi per classifica avulsa, ma distanziati di 4 dalla Lettonia e alla pari con le altre due. Ricordiamo che il 2° posto non basta se non si è fra le migliori 5 seconde, cosa che essere a 1 vinta e 2 perse, anziché 2-1, rende più difficile. Situazione non compromessa ma complicata: vincere 2 delle prossime 3 potrebbe non bastare. Ricordiamo anche che agli Europei 2015 parteciperanno 20 squadre anziché le solite 16, quindi stare fuori sarebbe ancor più rammarichevole.

Siamo partiti domenica 8 con una vittoria sofferta in casa con l'Estonia (66-58). Buona affluenza di pubblico a Lucca (1500) nonostante la calura estiva appena piombata sulle italiche lande. Siamo andati in difficoltà nel 2° quarto (-8), poi l'ingresso di Zandalasini, scelta come "donna immagine" dalla Gazzetta nell'articolo di presentazione uscito quel giorno, ha dato una scossa positiva dalla quale altre compagne hanno raccolto poi il testimone. Santucci, Fassina nel recupero a -1, indi uno scambio d'assist di puro talento fra Sottana e "Zanda" (prima un alley oop della veneta per la pavese, poi una riapertura della quasi ex Geas, in volo, per la tripla della scledense), insomma si cominciava a capire che l'Estonia, al di là di una maggior stazza in area e di qualche guizzo estemporaneo, non ne aveva più di noi. Come d'altronde è logico, se si considera che la miglior realizzatrice delle baltiche, Rebane, ha militato nella nostra A2 quest'anno. Nel prosieguo restavamo quasi sempre avanti con buone cose da Crippa (10 punti), Dotto (12), Consolini (9) e Masciadri (10), ovvero le esterne, a compensare il nulla pneumatico delle lunghe (Laterza 0 in 19', Bestagno non entrata, le altre 10 non sono lunghe). :wacko: In sostanza, non di che esaltarsi ma l'impressione di una squadra che sa di doversi sudare ogni cosa ed è pronta a farlo.

La doppietta di trasferte ha buttato male. Quella che è difficile da accettare è la sconfitta col Portogallo (54-52), mercoledì 11. E' vero che "al giorno d'oggi non esistono più partite facili" (ma è mai esistita un'epoca in cui ce ne fossero?), è vero che noi non siamo la squadra dello scorso anno (4 superstiti su 12), però perdere col Portogallo vuol dire non essere superiori a nessuno in Europa. Portogallo del quale dopo Ticha Penicheiro e Mery Andrade si fatica a trovare una giocatrice di livello internazionale. Ma siamo partiti malissimo (16-5), abbiamo rimontato, subendo però un altro parziale nel 3° quarto, anch'esso rimontato ma sbagliando con Masciadri la tripla della vittoria a -25" (la stessa pluriscudettata aveva segnato da 3 l'ultimo canestro azzurro in precedenza). Undici giocatrici impiegate da Ricchini dai 9' in su ma nessuna in doppia cifra: quando la quantità non fa la qualità.

Infine, ieri, domenica 15, la sconfitta in Lettonia (70-59), che in questo caso non può essere considerata una prestazione negativa. La Lettonia non è più quella che entrò fra le prime 4 d'Europa, ma ha un roster superiore al nostro. Cioè, ha un roster con tutti i ruoli. Mentre noi anche stavolta abbiamo avuto il nulla dal reparto lunghe (Laterza zero punti, Bestagno 3 minuti). Il mio regno per una Katrin Ress sana. Ma non possiamo essere allo zero totale per un'assenza. E pensare che, se un destino crudele non ce le avesse strappate tutte, avremmo potuto avere, oggi, nel fiore degli anni Eva Giauro, Dubbi Dacic e Vale Fabbri, ovvero 6 metri in tre. Un genocidio, l'estinzione di una specie. :woot: A livello internazionale, giocare senza lunghe è come correre su un piede solo: le esterne hanno un bel dannarsi l'anima (13 rimbalzi in attacco in Lettonia), ma ogni partita in area è un calvario. Anche se nella fattispecie sono state le 8 triple lettoni a scavare la differenza (22-7 nel 3° quarto) dopo un primo tempo perfettamente alla pari, con la Sottana realizzatrice che vorremmo sempre (17 punti). Non siamo affondati, siamo ancora in corsa ma il problema è che nulla sembra garantito per questa squadra, neanche una vittoria col Portogallo: va tutto conquistato a suon d'unghie e denti che possono a volte bastare, ma anche no. Il dubbio di fondo è: valiamo davvero così poco, e quindi stiamo già facendo il fattibile, oppure potremmo fare di più? :unsure:

Nella foto: la Gazzetta dell'8 giugno con l'inizio dell'"era Zandalasini". Ma certo non può essere lei fin d'ora a trainare l'Italia.

domenica 15 giugno 2014

Taccuino illustrato - 162

Un giorno di fine maggio ero in un ex oratorio femminile delle mie parti: si usavano una volta nei paesi, prima che li unificassero con quelli maschili. Si scorgevano, per terra, i segni di un antico campo da basket all'aperto: asfalto crepato, righe del campo scolorite, ma inconfondibili. Il prete raccontava: "Qui una volta c'era una fortissima squadra femminile". E qualche donna sui 40 anni lì presente diceva: "È vero, una volta c'erano un sacco di ragazze che giocavano a basket... adesso non c'è più nessuna". :( In quanti oratori di provincia potresti sentire la stessa cosa?
Sempre in quell'ex oratorio femminile, c'è un ex convento di suore salesiane, oggi abbandonato perché le ultime superstiti si sono estinte per vecchiaia. Suore e giocatrici di basket: c'entrano come... il diavolo e l'acqua santa, ma hanno in comune la crisi di praticanti, l’assottigliamento progressivo dei numeri, la scarsità di vocazioni tra le giovani.

Delle future suore però non m'importa granché, delle future giocatrici invece sì, e allora ho colto l'occasione del Torneo dell'Amicizia di Usmate (dal 31 maggio al 2 giugno) per andare a osservare qualcuno di questi “panda” degni di protezione dal Wwf. Nella ridente cittadina a metà strada tra Monza e Lecco c'era infatti un maxi-torneo di minibasket con 3 categorie maschili e 2 femminili: Esordienti 2002-03 e Gazzelle 2004-05.
Si giocava su campi all'aperto (tranne una parte del torneo Esordienti, disputata in palestra), in un clima non ancora torrido come nel weekend successivo; anzi, il sabato mattina faceva piuttosto fresco prima che spuntasse un incerto sole.
Si respirava allegria nell'ambiente, sia per la presenza di questi stormi di giovani cestisti coi genitori, sia per la recentissima promozione in A3 della prima squadra locale, le cui esponenti (un paio in panchina come allenatrici delle Gazzelle usmatesi) bazzicavano in giro col sorriso soddisfatto di chi ha raggiunto l’obiettivo. Inoltre, un piacevole odore di carne grigliata proveniente dall’area-ristoro impregnava l’aria. ^_^
Ma eccoci dunque a osservare le ragazzine all’opera in questo torneo, all’apparenza simili alle loro normali coetanee, forse mediamente un po’ più massicce; ma ce n’era di tutti i tipi. Avrei voluto interrogarle una per una per sapere come hanno iniziato a giocare a basket. Ma non volevo essere importuno. Del resto, un’inchiesta simile l’abbiamo già fatta gli anni scorsi su “Pink Basket” (chiedendo alle attuali giocatrici senior come avevano cominciato), e l’impressione ricavata era che, rispetto ad altri sport che hanno più visibilità presso le femmine (pallavolo, ginnastica, danza, pattinaggio, nuoto), al basket ci si finisca non per spontanea vocazione, ma per circostanze favorevoli: genitori che hanno giocato, un fratello o una sorella maggiori, l’amica del cuore che ti chiede se vieni anche tu, in qualche caso pure i famosi e invocati “corsi nelle scuole”. Sono comunque gemme strappate a fatica alle sirene delle altre discipline.

Che impressione fanno queste giocatrici in erba? L’aspetto più divertente è vederle combattere a viso aperto, con la massima e genuina voglia di vincere (ma forse, più che di vincere: di fare del loro meglio, che è un pizzico diverso), ancora libere da quel carico di delusioni, sconfitte, frustrazioni, invidie, infortuni che costellano le carriere delle più grandi. Insomma, l’entusiasmo puro del giocare a basket, che forse è l’entusiasmo che mettono in qualsiasi gioco a quell’età, dal nascondino alla palla prigioniera; ma non è giusto pretendere già una dedizione esclusiva al nostro sport. L’importante è che inizino ad amarlo, a provare emozioni legate ad esso.
È ovvio poi che c’è parecchia differenza tra Esordienti e Gazzelle. In queste ultime il gioco è un assalto all’arma bianca da un canestro all’altro, con ingolfamenti di massa sulla palla (contese ogni 30 secondi, esagerando un po’ ma non troppo...), valanghe di tiri, rimbalzi in attacco e ri-tiri, ricerca di soluzioni ravvicinate, le uniche alla portata delle capacità balistiche delle piccole atlete, anche se ogni tanto qualche ardita tiratrice dalla media s’azzarda e riesce pure. Inevitabilmente, lo sviluppo tecnico è embrionale per tutte (a 10 anni sono alla seconda o massimo terza stagione di gioco, quindi non possono certo aver costruito chissà qual bagaglio) e quello tattico è inesistente, per cui ciò che ognuna riesce a fare in campo dipende in gran parte dalle sue doti fisico-atletiche e di coordinazione. E la difesa, per usare un’azzeccata definizione del prof. Maurizio Mondoni (luminare del minibasket), è in realtà un “attaccare l’attacco”: ovvero, se l’avversario ha la palla gli si salta addosso per rubargliela. Una cosa importante si nota, però: rispetto al minibasket maschile, la propensione naturale al passaggio e alla collaborazione è maggiore. :yes:
Nelle Esordienti invece s’iniziano a vedere azioni più elaborate, maggior ricerca del tiro da fuori, difese organizzate. Alcune ragazze (non tutte) sono già nell’età dello sviluppo, vicine alla statura definitiva, anche se questo comporta pure svantaggi in termini di coordinazione e di fragilità (esperti mi suggeriscono che le ragazze cresciute in fretta, e per questo magari filiformi nella struttura, si espongono a infortuni che invece le bambine, più “elastiche”, non rischiano). Per certi versi il loro basket è ovviamente più gradevole di quello delle Gazzelle, cioè assomiglia di più al basket “reale”; per certi altri però è un giuoco che non ha più la gioiosa spontaneità del “mini” ma non ha ancora le qualità del giovanile vero e proprio; insomma un ibrido in attesa di sbocciare, così come lo sono le ragazzine di 12 anni non più bambine e non ancora adolescenti.

Risultati? Tra le Esordienti ha vinto il Sanga Milano, squadra tra le migliori di Lombardia, battendo in finale (abbastanza combattuta, ma sempre condotta) Usmate padrona di casa; terze Milano Basket Stars regolando Villasanta nella finaluccia.
Nelle Gazzelle s’è imposta Biassono in una finale molto tirata su Verderio; terza Usmate piegando con altrettanto equilibrio Milano Stars. Interessante che Biassono, non avendo sinora un settore minibasket, ha messo insieme per l’occasione una decina di ragazzine della zona che giocano con i maschi, prevalendo su 3 squadre che hanno invece fatto la stagione Gazzelle: qualcuno sostiene che il “misto” a quell’età sia più formativo, ma non sapremmo valutare da un singolo torneo. :unsure:
Nota positiva finale: lì a Usmate, tra panchina e bordocampo, c’erano personaggi come Franz Pinotti, Marino Mannis, la coppia dirigenziale biassonese Lelo Beretta-Patrizia Marchini. Un segnale che, probabilmente, cresce la consapevolezza che il giardino, per non lasciarlo inaridire, va coltivato sin da quando le pianticelle sono piccole.

Certo, il 90% di queste ragazzine viste al torneo non combineranno granché nel basket. Però hanno un vantaggio: che se tengono duro avranno molte più possibilità di emergere rispetto a uno sport con miriadi di praticanti. Per tornare al paragone iniziale, una che si fa suora oggi ha ottime chances di diventare madre superiora, vista la scarsità di concorrenza, no? Così, una giovane cestista coi mezzi adatti e una forte volontà entrerà più facilmente nelle selezioni regionali e poi (chissà) azzurre rispetto a una coetanea pallavolista. :B): E come diceva Giulio Cesare, “meglio primi in provincia che secondi a Roma”. Ad esempio, nel team Gazzelle di Verderio c’era una lunga già alta 1.60 circa, pure discretamente coordinata anche se tutta da sgrezzare: considerando che suo padre doveva essere quella montagna umana che la incitava a bordo campo (quindi potenziale genetico idoneo), e considerando come siamo messi attualmente nelle lunghe, costei ha un luminoso avvenire, se ci si mette...

Nella foto: una Gazzella usmatese zompetta a raggiunger la palla nel match con Biassono.

lunedì 9 giugno 2014

Taccuino illustrato - 161

Notizie recenti dalla Lombardia. Al Sanga Milano speravano di definire il futuro entro il 31 maggio (ovvero sostanzialmente sapere il budget disponibile, previa chiusura accordo con un main sponsor), invece non solo il termine va posticipato, ma s'è aggiunta un'ulteriore incertezza, quella sul campo dove giocare. E non è poca cosa. Infatti il cosiddetto "PalaGiordani", alias palestra di via Cambini, chiuderà per lavori della durata di un anno o poco meno (ovviamente parliamo della durata prevista, che di solito si gonfia a tempo indeterminato), privando quindi la prima squadra e buona parte delle giovanili della loro sede di giuoco e allenamenti.
Dice: "ma in una metropoli europea come Milano, vuoi che non trovi in 5 minuti un'altra palestra adatta?". Ma quando mai. :roftl: Milano, come impianti sportivi, specialmente indoor, è dietro il Bangladesh e immediatamente avanti al Burundi (forse). L'unica soluzione infatti sembra essere il PalaIseo, un palazzetto all'estrema periferia nord di Milano, che anni or sono già ospitò il Sanga... il problema è che il PalaIseo, 2 anni e mezzo fa, è stato bruciato dalla 'ndrangheta per ritorsione (se non ricordo male, un gestore legato a qualche cosca era stato mandato via dal Comune). In un mondo ideale, le autorità avrebbero fatto ricostruire tutto in una settimana come simbolo della lotta alle mafie, dello sport che vince sulla malavita eccetera, invece nel mondo reale è ancora un rudere e difficilmente sarà pronto per l'autunno (se i tempi sono gli stessi del nuovo Palalido, stiamo freschi...).
Più in generale, si sconta la politica urbanistica che ha portato, nell'ultimo decennio, alla costruzione di infiniti palazzi residenziali nelle zone industriali dismesse o anche in aree vergini (chi abita o passa per Milano si sarà accorto che è tutto un cantiere, specie ora per l'Expo), ma zero palestre. La criminalità brucia le palestre, ma le autorità che non ne fanno costruire mezza, non fanno molto meglio.

- Allenatori non confermati. Abbiamo recentemente parlato con Filippo Bacchini dopo la sua separazione dal Geas. Non recrimina nulla, comprende la scelta societaria di promuovere Cinzia Zanotti, ma puntualizza che la questione dei suoi problemi con l'autostrada, uscita sul "Giorno" a voce del presidente Mazzoleni (riportammo l'articolo su questi schermi), è fuorviante in quanto se Bacchini accetta la proposta di un club, l'autostrada non è un problema per lui. Se no poi magari uno che ha letto pensava che Bacchini volesse allenare solo dietro casa, mentre in realtà non è così. :blink:
Nei giorni scorsi invece non è stato confermato Maurizio Mazzetto a Carugate, neopromossa in A2. Probabile, al momento, la promozione dell'assistente, Luigi Cesari. Ufficialmente non sono state date motivazioni della non riconferma del coach; anche in questo caso ufficiosamente si è parlato di questioni logistiche (lavorative).

- L'1-2 giugno si è disputato il tradizionale All Star Game lombardo, a Costa Masnaga. Evento organizzato con la consueta passione e competenza da Imbecilli.it, ossia Ezio Parisato e soci, ma purtroppo sembra accentuarsi la tendenza alla diserzione da parte di chi viene convocato in prima istanza. Nella partita delle categorie nazionali (A2-A3) era stata invitata la miglior marcatrice di ogni squadra, ma su 10 si sono presentate solo Capoferri di Crema, Colombo di Biassono, Fumagalli di Albino e Longoni di Costa (padrona di casa), le altre sono state sostituite da chi s'è prestato all'uopo (anche se ha segnato 1 punto di media durante l'anno); per Geas e Sanga non s'è trovato nessuno. Fortunatamente Masha Maiorano e Valentina Gatti hanno fatto da "guest stars" contro le americane che, come da tradizione, sono state ingaggiate come sfidanti delle selezioni lombarde nelle partite delle varie categorie (vinte tutte e 4 dalle yankees).
Un problema che, precisiamo, sembra essere comune a tanti "All Star" di questi tempi, compreso quello di serie A maschile: partecipa chi ha voglia e non chi dovrebbe esserci affinché sia realmente un "All Star".
Per quanto riguarda quello lombardo, l'evento ha comunque un suo interesse, però spiace perché, con un pizzico di sforzo in più da parte delle giocatrici, potrebbe essere ancora meglio. Quella della "stagione lunga e logorante" non ci pare essere una motivazione del tutto convincente, tanto più per chi di partite ne ha giocate 20 o poco più, viste le formule-bonsai di quest'anno... :woot:

- Rocambolesco finale della stagione giovanile, nel weekend appena trascorso. Alle "final four" Under 14 trionfa la No.Va. Vedano (alias Nord Varese) che aveva passato la prima fase col 4° posto dopo una rimonta da -4 o -6 punti nelle ultime 5 giornate. Le grandi favorite erano Vittuone e Costamasnaga, ma evidentemente i pronostici han poco senso a quell'età. Specialmente quando si gioca 3 giorni di fila, con la cappa di calura estiva piombata per l'occasione, e con la giornata decisiva disputata alle 10 e alle 12 del mattino. :woot: Infatti è arrivato secondo il Geas, a sua volta outsider. Dopo 2 giornate, le contendenti erano tutte a 1 vinta-1 persa: in questi casi nell'ultima giornata devi vincere e avere il culatello che nell'altra partita vinca la squadra che tu hai prima battuto. In questo caso è andata bene a Vedano e male al Geas che ha sconfitto (impresa) Vittuone, ma ha visto poi vincere Vedano che l'aveva sconfitta nella prima serata.

Nella foto: un momento di Sanga Milano-Genova dello scorso ottobre al PalaGiordani. Se adesso chiude, che si fa?

domenica 8 giugno 2014

Taccuino illustrato - 160

Mantecatura di notizie degli ultimi 7-8 giorni. Siamo alla vigilia del debutto dell'Italia nelle qualificazioni europee, in onda domani su RaiSport in contemporanea con le semifinali playoff maschili (ma Alice Pedrazzi come farà? Si segherà in due tronconi per commentarle entrambe?). :blink: Le partite di preparazione, com'è noto, non sono andate bene sul piano dei risultati. Al torneo in Belgio, da venerdì a domenica scorsi, abbiamo perso malamente con Ucraina (56-85) e padrone di casa (51-76), poi sfiorato la vittoria con l'Olanda facendoci beffare da +10 al 30' e +5 nell'ultimo minuto (55-57). Zanoni nel frattempo ha lasciato per problemi fisici.
Ci sono due correnti di pensiero sulle amichevoli di preparazione a un grande evento: lo stiamo constatando a proposito dell'Italia di calcio che ha fatto 1-1 col Lussemburgo. C'è chi dice che le suddette amichevoli non contano nulla, anche perché noi italiani quando non conta davvero non diamo il massimo; e c'è chi dice che tale modo di pensare è un'idiozia. Ad esempio, uno dei più importanti giornalisti italiani, Franco Arturi, che forse qualcuno conoscerà essendo pure padre di Giulia, ha scritto 3 giorni fa sul suo account Twitter: "Come l'altra balla nazionale: abbiamo bisogno di sentirci con le spalle al muro per dare il massimo. Vi fa sentire meglio questa scemenza?". :o:
Io non lo so; in effetti non ha senso che uno non dia il meglio anche in amichevole (se no cosa le giochiamo a fare?), però forse in qualche modo è vero che per mentalità non siamo... teutonici nell'applicarci al massimo, a prescindere dall'importanza della partita o dall'avversario. Ma per quanto riguarda la nostra nazionale il problema non mi pare l'impegno, ma la qualità complessiva. Anche se, in fondo, basterà essere un pizzico meglio delle avversarie che ci capiteranno. Che non appaiono trascendentali. Intanto fa piacere la presenza di Zandalasini nelle 12 di domani: chi è pronto gioca, fa niente se è maggiorenne da 3 mesi.

- Altra competizione di questi giorni (iniziata giovedì 5) è il Mondiale 3 contro 3 a Mosca. La Fiba, a quanto pare, punta forte su questa variante del basket. Certo però la contemporaneità con le qualificazioni europee rende difficile mandare là giocatrici di primo piano, ammesso che ce ne fosse l'intenzione. L'Italia ha spedito Filippi, Baldelli, Ercoli e Canova. Ovvero elementi a metà tra A1 e A2, come valore; ad accompagnarle un allenatore neopromosso in A1, Nevio Giuliani, e una team manager. Non è andata benissimo perché nella prima fase abbiamo vinto 1 partita su 5, contro l'Uruguay, perdendo contro Svizzera, Romania, Siria e Belgio, ovvero, Belgio a parte, non tradizionali potenze del basket femminile. Così siamo stati eliminati. Domani (domenica) finisce la kermesse e sapremo chi ha vinto. Dalla Fip, invece, non sapremmo (per ora) com'è finita l'avventura delle azzurre perché le notizie - se non abbiam scandagliato male il sito federale e la pagina Facebook ufficiale - sono terminate dopo le prime 2 sconfitte di giovedì. :huh:

- Italia terra d'emigrazione. A quanto pare lo stiamo tornando, per via della crisi economica, nel mondo reale, e il basket non va in controtendenza. Il Veneto un tempo mandava emigranti negli Usa a cercar fortuna, ora li manda a praticar l'arte dei cesti. Nei giorni scorsi Martina Mosetti, di Schio, ha annunciato l'arruolamento presso Boston College; poche settimane prima la coetanea del '95 Antonia Peresson, di Venezia, aveva "sposato il progetto" (chissà come si dice in America) di Georgia Tech. Be', se il basket fornisce un'opportunità di un futuro migliore a queste ragazze (più fuori che dentro il campo, intendiamo), è cosa buona.

- A proposito di università. Nello scorso Taccuino di riepilogo avevamo tralasciato i Campionati nazionali universitari, disputati a Milano e terminati, per quanto concerne il basket femminile, sabato 24 maggio. Be', il livello non era niente male, quasi un'A2/A3 a organici rimescolati. Ha vinto il Cus Bologna, che schierava tra le altre Mini, Coraducci, Miccio, Santarelli, Tognalini, contro il Cus Bergamo che aveva Capoferri, Valentina Gatti e varie di Albino. 63-50 il punteggio di una finale alquanto dominata. Milano e Cagliari si sono aggiudicate il 3° posto ex aequo e anche loro erano farcite di nomi di rilievo.

Nella foto: Sara Canova in percussione contro la Svizzera ai Mondiali 3 vs 3.