domenica 8 giugno 2014

Taccuino illustrato - 160

Mantecatura di notizie degli ultimi 7-8 giorni. Siamo alla vigilia del debutto dell'Italia nelle qualificazioni europee, in onda domani su RaiSport in contemporanea con le semifinali playoff maschili (ma Alice Pedrazzi come farà? Si segherà in due tronconi per commentarle entrambe?). :blink: Le partite di preparazione, com'è noto, non sono andate bene sul piano dei risultati. Al torneo in Belgio, da venerdì a domenica scorsi, abbiamo perso malamente con Ucraina (56-85) e padrone di casa (51-76), poi sfiorato la vittoria con l'Olanda facendoci beffare da +10 al 30' e +5 nell'ultimo minuto (55-57). Zanoni nel frattempo ha lasciato per problemi fisici.
Ci sono due correnti di pensiero sulle amichevoli di preparazione a un grande evento: lo stiamo constatando a proposito dell'Italia di calcio che ha fatto 1-1 col Lussemburgo. C'è chi dice che le suddette amichevoli non contano nulla, anche perché noi italiani quando non conta davvero non diamo il massimo; e c'è chi dice che tale modo di pensare è un'idiozia. Ad esempio, uno dei più importanti giornalisti italiani, Franco Arturi, che forse qualcuno conoscerà essendo pure padre di Giulia, ha scritto 3 giorni fa sul suo account Twitter: "Come l'altra balla nazionale: abbiamo bisogno di sentirci con le spalle al muro per dare il massimo. Vi fa sentire meglio questa scemenza?". :o:
Io non lo so; in effetti non ha senso che uno non dia il meglio anche in amichevole (se no cosa le giochiamo a fare?), però forse in qualche modo è vero che per mentalità non siamo... teutonici nell'applicarci al massimo, a prescindere dall'importanza della partita o dall'avversario. Ma per quanto riguarda la nostra nazionale il problema non mi pare l'impegno, ma la qualità complessiva. Anche se, in fondo, basterà essere un pizzico meglio delle avversarie che ci capiteranno. Che non appaiono trascendentali. Intanto fa piacere la presenza di Zandalasini nelle 12 di domani: chi è pronto gioca, fa niente se è maggiorenne da 3 mesi.

- Altra competizione di questi giorni (iniziata giovedì 5) è il Mondiale 3 contro 3 a Mosca. La Fiba, a quanto pare, punta forte su questa variante del basket. Certo però la contemporaneità con le qualificazioni europee rende difficile mandare là giocatrici di primo piano, ammesso che ce ne fosse l'intenzione. L'Italia ha spedito Filippi, Baldelli, Ercoli e Canova. Ovvero elementi a metà tra A1 e A2, come valore; ad accompagnarle un allenatore neopromosso in A1, Nevio Giuliani, e una team manager. Non è andata benissimo perché nella prima fase abbiamo vinto 1 partita su 5, contro l'Uruguay, perdendo contro Svizzera, Romania, Siria e Belgio, ovvero, Belgio a parte, non tradizionali potenze del basket femminile. Così siamo stati eliminati. Domani (domenica) finisce la kermesse e sapremo chi ha vinto. Dalla Fip, invece, non sapremmo (per ora) com'è finita l'avventura delle azzurre perché le notizie - se non abbiam scandagliato male il sito federale e la pagina Facebook ufficiale - sono terminate dopo le prime 2 sconfitte di giovedì. :huh:

- Italia terra d'emigrazione. A quanto pare lo stiamo tornando, per via della crisi economica, nel mondo reale, e il basket non va in controtendenza. Il Veneto un tempo mandava emigranti negli Usa a cercar fortuna, ora li manda a praticar l'arte dei cesti. Nei giorni scorsi Martina Mosetti, di Schio, ha annunciato l'arruolamento presso Boston College; poche settimane prima la coetanea del '95 Antonia Peresson, di Venezia, aveva "sposato il progetto" (chissà come si dice in America) di Georgia Tech. Be', se il basket fornisce un'opportunità di un futuro migliore a queste ragazze (più fuori che dentro il campo, intendiamo), è cosa buona.

- A proposito di università. Nello scorso Taccuino di riepilogo avevamo tralasciato i Campionati nazionali universitari, disputati a Milano e terminati, per quanto concerne il basket femminile, sabato 24 maggio. Be', il livello non era niente male, quasi un'A2/A3 a organici rimescolati. Ha vinto il Cus Bologna, che schierava tra le altre Mini, Coraducci, Miccio, Santarelli, Tognalini, contro il Cus Bergamo che aveva Capoferri, Valentina Gatti e varie di Albino. 63-50 il punteggio di una finale alquanto dominata. Milano e Cagliari si sono aggiudicate il 3° posto ex aequo e anche loro erano farcite di nomi di rilievo.

Nella foto: Sara Canova in percussione contro la Svizzera ai Mondiali 3 vs 3.

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