Siamo partiti domenica 8 con una vittoria sofferta in casa con l'Estonia (66-58). Buona affluenza di pubblico a Lucca (1500) nonostante la calura estiva appena piombata sulle italiche lande. Siamo andati in difficoltà nel 2° quarto (-8), poi l'ingresso di Zandalasini, scelta come "donna immagine" dalla Gazzetta nell'articolo di presentazione uscito quel giorno, ha dato una scossa positiva dalla quale altre compagne hanno raccolto poi il testimone. Santucci, Fassina nel recupero a -1, indi uno scambio d'assist di puro talento fra Sottana e "Zanda" (prima un alley oop della veneta per la pavese, poi una riapertura della quasi ex Geas, in volo, per la tripla della scledense), insomma si cominciava a capire che l'Estonia, al di là di una maggior stazza in area e di qualche guizzo estemporaneo, non ne aveva più di noi. Come d'altronde è logico, se si considera che la miglior realizzatrice delle baltiche, Rebane, ha militato nella nostra A2 quest'anno. Nel prosieguo restavamo quasi sempre avanti con buone cose da Crippa (10 punti), Dotto (12), Consolini (9) e Masciadri (10), ovvero le esterne, a compensare il nulla pneumatico delle lunghe (Laterza 0 in 19', Bestagno non entrata, le altre 10 non sono lunghe). :wacko: In sostanza, non di che esaltarsi ma l'impressione di una squadra che sa di doversi sudare ogni cosa ed è pronta a farlo.
La doppietta di trasferte ha buttato male. Quella che è difficile da accettare è la sconfitta col Portogallo (54-52), mercoledì 11. E' vero che "al giorno d'oggi non esistono più partite facili" (ma è mai esistita un'epoca in cui ce ne fossero?), è vero che noi non siamo la squadra dello scorso anno (4 superstiti su 12), però perdere col Portogallo vuol dire non essere superiori a nessuno in Europa. Portogallo del quale dopo Ticha Penicheiro e Mery Andrade si fatica a trovare una giocatrice di livello internazionale. Ma siamo partiti malissimo (16-5), abbiamo rimontato, subendo però un altro parziale nel 3° quarto, anch'esso rimontato ma sbagliando con Masciadri la tripla della vittoria a -25" (la stessa pluriscudettata aveva segnato da 3 l'ultimo canestro azzurro in precedenza). Undici giocatrici impiegate da Ricchini dai 9' in su ma nessuna in doppia cifra: quando la quantità non fa la qualità.
Infine, ieri, domenica 15, la sconfitta in Lettonia (70-59), che in questo caso non può essere considerata una prestazione negativa. La Lettonia non è più quella che entrò fra le prime 4 d'Europa, ma ha un roster superiore al nostro. Cioè, ha un roster con tutti i ruoli. Mentre noi anche stavolta abbiamo avuto il nulla dal reparto lunghe (Laterza zero punti, Bestagno 3 minuti). Il mio regno per una Katrin Ress sana. Ma non possiamo essere allo zero totale per un'assenza. E pensare che, se un destino crudele non ce le avesse strappate tutte, avremmo potuto avere, oggi, nel fiore degli anni Eva Giauro, Dubbi Dacic e Vale Fabbri, ovvero 6 metri in tre. Un genocidio, l'estinzione di una specie. :woot: A livello internazionale, giocare senza lunghe è come correre su un piede solo: le esterne hanno un bel dannarsi l'anima (13 rimbalzi in attacco in Lettonia), ma ogni partita in area è un calvario. Anche se nella fattispecie sono state le 8 triple lettoni a scavare la differenza (22-7 nel 3° quarto) dopo un primo tempo perfettamente alla pari, con la Sottana realizzatrice che vorremmo sempre (17 punti). Non siamo affondati, siamo ancora in corsa ma il problema è che nulla sembra garantito per questa squadra, neanche una vittoria col Portogallo: va tutto conquistato a suon d'unghie e denti che possono a volte bastare, ma anche no. Il dubbio di fondo è: valiamo davvero così poco, e quindi stiamo già facendo il fattibile, oppure potremmo fare di più? :unsure:
Nella foto: la Gazzetta dell'8 giugno con l'inizio dell'"era Zandalasini". Ma certo non può essere lei fin d'ora a trainare l'Italia.
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