lunedì 31 agosto 2015

La week en rose (134)

Lunedì 24/8 – Bilancio finale delle giovanili azzurre all'indomani del bronzo Under 16. L'estate si può definire molto buona, se non ottima. Siamo terzi complessivi in Europa dietro le solite Spagna (2 ori) e Francia (2 argenti), ovvero qualcosa che a livello senior possiamo soltanto sognare da due decenni. :B):

Ma come ben sappiamo, non è il ballo di una sola estate ma la conferma di un periodo di lavoro fruttuoso che dura da 7 anni, quando l'argento U16 spezzò il maleficio che c'inchiodava in una landa di lacrime e pianti anche a livello giovanile.
Si ripensi a 10 anni fa: era la prima estate di questo umile "topic" e seguimmo l'Europeo U18 del 2005, concluso come? Con la retrocessione in Division B. :cry: E non fu la sola di quell'epoca. Qualcosa da cui per fortuna oggi siamo ben lontani. Prima che iniziassero le spedizioni di quest'anno, valutavamo che si trattava di un'estate importante per capire se avevamo perso lo slancio dei primi tempi della nostra rinascita oppure no. La risposta è stata molto rassicurante.
Meno rassicurante è l'idea che tutto possa essere messo in discussione da eventuali rivoluzioni da parte federale. Prevarrà la ragionevolezza? Non è che Petrucci abbia detto di voler azzerare tutto. I risultati poi non gliene forniscono l'appiglio (se cambia tutto nel femminile, cosa dovrebbe fare nel maschile? Roghi e deportazioni?). :wacko: Ma non è solo questione di risultati, bensì anche del fatto che il lavoro delle nazionali giovanili, in questi anni, sembrano avere un capo e una coda precisi. C'è un metodo comune (altro che i tempi in cui si dava una rappresentativa in mano al coach campione d'Italia di quell'anno, o comunque in cui ogni coach sembrava un'isola a se stante), c'è una mentalità che chiunque entra nel giro delle nazionali giovanili sembra assorbire e mettere in pratica. Sappiamo di poter vincere con tutti e spesso lo facciamo.
Un po' di rammarico nasce dall'eccesso di criticismo che, a mio parere, ha accompagnato le spedizioni U20 e U18. Giustissimo l'entusiasmo che, per converso, ha circondato le U16, però non è che le altre due squadre meritassero certi malumori. Le U20 potevano, e l'abbiamo già detto, vincere il bronzo al posto dell'Olanda, ma sono giunte due posti sotto, non dieci, e con una squadra sì talentuosa ma mal assortita nei ruoli; le U18 hanno fatto, a mio parere, il massimo risultato possibile; le U16, pur bravissime, hanno fatto due posti in meno di quello che potevano, cioè l'oro. Non vedo gli estremi (medaglia a parte, ovviamente: quella ce l'hanno solo le U16...) per una differenza così netta nei giudizi di qualcheduno e nel grado di soddisfazione generale.
A chiudere l'argomento, presentiamo un grafico dei risultati delle nazionali femminili giovanili nell'ultimo decennio (2006-2015). Non è impeccabile nel "design" ma serve a mostrare visivamente il miglioramento avvenuto. La media dei risultati è la linea azzurra (la Division B è contata come un 17° posto); si nota come la campagna 2015, con la media del 4° posto, sia stata la migliore insieme al 2013. E il 2014 si piazza terzo; le migliori 5 medie risalgono agli ultimi 5 anni. Abbastanza eloquente. :yes: (Si nota poi come l'U18 sia la categoria in cui andiamo tradizionalmente peggio, altro elemento che indurrebbe le persone di buon senso a non sottostimare il 4° posto di quest'anno. Ma quest'ultimo è un dettaglio.)
La sostanza è: rallegriamoci pur stando all'erta perché se si smonta tutto si butta via il bambino con l'acqua sporca, la quale peraltro nelle giovanili femminili non c'è.

Giovedì 27/8 – Le squadre si stanno mettendo tutte al lavoro per la nuova stagione, ma noi ci trastulliamo ancora con passatempi estivi, come il sondaggio per la "miglior sportiva donna di sempre" dell'americana Espn, di cui avevamo già parlato. E' d'uopo interessarsene perchè è questione di bandiera. Nel tabellone "tennistico" da 32, il primo turno non è andato bene per le cestiste, che erano le più numerose (8) ma sono state decimate ad appena due: Lisa Leslie e Diana Taurasi:cry:
Alcune sconfitte erano preventivabili (Cheryl Miller contro Serena Williams; Lauren Jackson contro Steffi Graf; Tamika Catchings contro Martina Navratilova), altre fanno incazzare, ovvero Cynthia Cooper (4 titoli Wnba da "mvp") contro la nuotatrice Coughlin; Sheryl Swoopes, quasi altrettanto grande, contro la velocista Griffith-Joyner, sospettata di doping per i record mostruosi e la morte prematura (ovviamente va detto che non è mai stato provato nulla a suo carico); e soprattutto Maya Moore, la migliore degli ultimi 3 anni di basket Usa, contro la calciatrice degli anni '80 Akers. Purtroppo Moore non pare avere un appeal mediatico consistente.
Le pedatrici invece sono passate in tre e questo scoccia assai: serve rivalsa. Adesso si sta votando per il 2° turno: Taurasi è contro la tennista Billie Jean King (indubbiamente un pezzo grosso), mentre Leslie deve vendicare Moore battendo la suddetta Akers. Plebe americana, non dare segni d'imbarbarimento: fai il tuo dovere. Ma il sondaggio è aperto anche al resto del mondo (questo il link: vedi un po'), quindi tutti siamo chiamati a contribuire. Noi l'abbiamo già fatto con due voti a testa per le nostre, utilizzando computers diversi per brogliare. <_< Chi ne ha tre o quattro provveda.

Venerdì 28/8 – Visto che è l'ultima puntata della stagione forumistica 2014/15, almeno qualche riga a volo d'augello sul lombardo orticello (rima) è doverosa. I cambiamenti negli organici delle principali compagini sono tanti, molti più del solito; ai quali si aggiunge la scomparsa dell'A3 con la creazione di una maxi-B a 21 squadre, ma qui ci occupiamo solo delle top 7 che fanno la serie A.
C'è il ritorno in A1 per la regione longobarda dopo 3 anni di astinenza, grazie al Geas che giocoforza ha rimodellato l'organico per metà (dentro Mandache, Brown, Ercoli, Madonna, G. Rossi; fuori Tognalini, Mazzoleni, G. Giorgi, Picco, E. Bonomi, Beretta, ovvero quelle che si potevano pronosticare più Tognalini).
Ci sono 6 squadre in A2 di cui la più stabile mi pare Crema (prese Bona, Veinberga, Iannucci), mentre hanno cambiato molto Broni (Soli, Vanin, Galbiati, Dettori, Bratka più il ritorno di Zampieri), Sanga Milano (al momento ufficializzati gli arrivi di Picotti, Martelliano, Tibè, Rossini, Albano ma ce n'è altri in canna; mi risultano confermate solo Maffenini, Bottari, Falcone e Trianti), Carugate (giunte Koufogianni, Picco, Beretta, Guarneri, Scarsi, forse anche Ruisi, più le giovani canturine Colombo e Volpi; al momento rimaste sicure solo Frantini e Stabile) e giocoforza, essendo neopromossa, Costamasnaga (dentro F. Mistò, Canova, Schieppati, Novati; in realtà non una rivoluzione). Di Albino, che per quanto mi riguarda è nella Repubblica di Venezia e quindi seguo meno dappresso, :P mi risultano giunte Bedalov, Silva e J. Penna (coach Lombardi si è spostato a Biassono, neo-retrocessa in B).
Continua il duello tra patron-allenatori visto che Pinotti e Gavazzi si sono auto-confermati.

Domenica 30/8 – Ma per abbassare l'audience in extremis, ci regaliamo un punto-flash sulla Wnba. Intanto non avevamo detto sinora che la divina Taurasi non sta giocando questa stagione perché Ekaterinburg le ha chiesto di stare a riposo (come si ricorderà, ha saltato la finale di Eurolega per infortunio).
Per farla brevissima prima che scappino gli eventuali lettori, siamo quasi alla fine della stagione regolare e all'Est comanda New York (al contrario che nel maschile...) di Tina Charles ed Epiphanny Prince. Seconda Chicago della sublime Delle Donne (top scorer ormai sicura, sfiorando i 24 + 9 rimbalzi di media) ma Indiana e Washington la tallonano dappresso.
All'Ovest capogruppo Minnesota di Maya Moore davanti a Phoenix campion'in carica, che senza Taurasi si affida al pinnacolo Griner che viaggia a quasi 4,5 stoppate a gara e che l'altroieri s'è fatta notare per una tonante schiacciata su assist dell'iberica Xargay (vedi qua). Seguono Tulsa che è rimasta orfana della stella Diggins per infortunio, e Los Angeles dove si è recata Ana Dabovic fresca "mvp" dell'Europeo.

Lunedì 31/8 – E' finita. Secondo usanza bisogna dar le cifre della stagione 2014/15 di questo umile topic. Numeri che parlano di una contrazione: -15,2% le pagine scritte rispetto al 2013/14, di conseguenza -19,8% le visualizzazioni, che si sono attestate a quota 215.000 dal 1° settembre '14 a oggi (media giornaliera 589, non da buttar via peraltro).
La diagnosi è evidente: in un contesto in cui i forums contano meno che in passato, soverchiati dalla marea dei social networks, l'unico modo per non calare sarebbe stato fomentare litigi continui, ma quest'ultimo anno si è scelto di privilegiare la cultura e la civiltà, salvo rari episodi. Bene così. Tra l'altro il mese più visto, sorprendentemente rispetto alle abitudini, è stato luglio, con 30.000 visite, grazie al casino per i campionati di A1 e A2; e anche agosto è andato meglio dello scorso anno. Quindi è lecito affermare che concludiamo in crescendo.

venerdì 28 agosto 2015

La week en rose (133 - Euro U16: Italia bronzo)

Venerdì 21/8 – Semifinale, noi siamo in semifinale, semifinaaale (coro): all'Europeo U16, s'intende. Risultato logico, dopo 6 vittorie su 6, ma non scontato, visto quello che è successo negli altri quarti di finale: una rivoluzione. Siamo l'unica meglio classificata a non essersi fatta sgambettare. :woot: La Spagna, risorgendo da solita marpiona qual è (nonostante, ovviamente, le ragazze siano nuove), ha infilzato 61-70 la Russia, certo non brillante l'altroieri con noi ma pur sempre una candidata serissima alle medaglie; clamorosa la "paga" incassata dalle concittadine di Maria Sharapova nei due periodi centrali, 16-41. Non bastano i 19+12 rimba della solita Ogun. L'Ungheria, che finora aveva molto ben impressionato, ha ceduto 56-60 alla Rep. Ceca, nonostante i 40 punti del duo Juhasz-Gereben: ceche più profonde, equilibrate.

E infine, sorpresa delle sorprese, il Portogallo quarto nel suo girone vive una serata d'esaltazione collettiva (4500 gli spettatori ufficiali a Matosinhos) atterrando 54-62 l'imbattuta Francia. Le lusitane trovavano tre assi in Ramos (21), Ramalho (18) e Jordao (14), mentre le cresciute all'ombra della Torre Eiffel non trovavano a chi aggrapparsi per uscire dalla palude che minuto dopo minuto le inghiottiva, sino al -13 del 30', cui seguiva una tardiva rimonta.
Certo, l'U16 è la categoria dove i valori sono più fluttuanti, meno definiti, però un tale sconquasso era impensabile. Bravi noi a fare da felice eccezione, regolando 71-59 una Lettonia tutt'altro che arrendevole. All'inizio le baltiche frizzavano, tirando con alte percentuali e comandando per qualche frangente. Già nel finale di 1° quarto però ci staccavamo lievemente (23-19) con 4 punti negli ultimi 10 secondi (canestro e rubata). Nel 2° periodo la nostra difesa diventava più impermeabile; in attacco trovavamo un buon impatto da Del Pero a fianco delle solite; scappavamo sul 36-23. Però qualche leggerezza rimetteva in partita la tenace Lettonia (38-33 all'intervallo).
A inizio ripresa la prepotenza di Madera dettava il tono dell'assalto definitivo, con un parziale di 11-1. Non ci accontentavamo del +12 di fine 3° quarto, spingendo sino al +17 con 3'30" da giocare. L'ultimo sussulto lettone era spento da uno degli ormai abituali dardi di Pinzan. Alla fine la più produttiva per noi risultava Cubaj con 16 + 11 rimba e 6/11 da 2. Non c'è che dire, Big Lorela convince per fisico, convince per tecnica, convince per personalità. Il che non significa che non faccia cazzate, ma quei tre elementi li ha. Come del resto la squadra nel suo complesso. Significativo che anche le altre due in doppia cifra (Trucco e Madera 11) siano lunghe, perché ci siamo nuovamente imposti con la fanteria pesante. La fisicità ci consente di non spendere troppe energie nel corso della partita, costringendo invece le avversarie a tirarsi il collo: la Lettonia è partita con alte percentuali ma non aveva canestri (relativamente) facili su cui contare quando subentrava la stanchezza, noi sì. Bello vedere agli altri succedere quello che di solito paghiamo noi. -_-
Ritroviamo ora la Rep. Ceca, già battuta di 15 nella prima fase, ed evitiamo Russia e Francia nell'eventuale finale. Siamo diventati i favoriti, inutile negarlo. Ma è una bella sensazione, pressoché inedita nell'era moderna, perché quando vincemmo l'oro U18 nel 2010 (con Giovanni Lucchesi) non avevamo il pronostico a favore in finale, né lo avevamo quando abbiamo vinto le altre medaglie recenti. Non sappiamo cosa porteremo a casa alla fine, ma abbiamo sin d'ora il biglietto per i Mondiali U17 del prossimo anno.

Sabato 22/8 – La giornata iniziava col piede giusto, un messaggio scritto da coach Lucchesi sulla sua bacheca di Facebook (a notte fonda, per l'esattezza) e arrivato rapidamente a oltre 500 "mi piace":
"C'è un valore fondamentale nel rapporto tra allenatore e squadra; sembra qualcosa di misterioso, qualcosa di impalpabile, ma è duro come il diamante. Ha un nome spesso, troppo spesso, sottovalutato; ha un nome da troppi ritenuto inutile, antiquato, fuori moda, inadatto al frullatore furioso dei rapporti di questo ambiente, di questo tempo. Un nome che evoca quasi debolezza, su cui invece dovrebbe poggiare ogni legame.
Si chiama STIMA, ed io di questa squadra, di queste atlete, di queste Persone, di queste giocatrici ho una stima immensa. E questa stima mi fa pensare di aver contribuito a farle crescere. Ed allora dico di aver vinto qualcosa che resta per sempre. Vi stimo da morire, ragazze!
".
Una conferma che Lucchesi, oltre a essere un grande allenatore, è anche un grande comunicatore. -_- Non si rivelava, però, di buon auspicio perché la serata ci rifilava una dose indigesta di amaro. La Rep. Ceca ci trafigge 53-65 e si giocherà col Portogallo la finale di questo Europeo pazzo. C'eravamo salvati dalla mattanza delle favorite ieri, non ci siamo riusciti oggi. Difficile dire se l'aver già battuto la Rep. Ceca ci abbia in qualche modo smollati; non ci credo granché. Impaurite per la pressione della posta in palio? Mah, lo siamo stati quando le cose hanno iniziato a compromettersi seriamente, situazione inedita per noi in questo Europeo (a volte è quasi meglio incassare una sconfitta nelle prime fasi a mo' di "vaccino"), però non definirei così la nostra prestazione.
L'impressione è che la Rep. Ceca abbia giocato una partita solidissima, negandoci le armi migliori con molta organizzazione: raddoppi sulle lunghe, tutte a rimbalzo (il conto sotto i tabelloni è stato 28-40 a nostro sfavore: il contrario delle altre partite), circolazione paziente, tanti tiri ben presi. Ci hanno colpiti con uguale lucidità quando eravamo a uomo e quando eravamo a zona. E invece di essere noi ad andarcene via quando contava davvero, l'hanno fatto loro. Ci siamo stampati contro un avversario non più forte ma in serata migliore, e probabilmente lo staff non è riuscito stavolta a trovare le mosse giuste per arginare la deriva.
I primi due quarti sono stati un botta-e-risposta, avanti ora noi ora loro. Però emergeva già che le ceche non erano per nulla impressionate né dalla nostra stazza né dai nostri tentativi di allungo. Gran mentalità. Il 3° quarto era di stallo (8-9 il misero parziale): rischiavamo grosso finendo a -8 con 3 punti nei primi 8', ma risalivamo con un 5-0 nelle battute finali (39-42 al 30').
Insomma era ancora tutta da giocare. Ma ecco, appunto, che quando ci si aspettava la zampata nostra, è arrivata la loro. Parziale di 0-12 in 4'30" e sul 39-54 per noi era fine corsa. Poi ci siamo riavvicinati a -6 ma ormai era tardi. Errori e svarioni nostri, in quell'imbarcata, certo (ad esempio un raddoppio mal consigliato di Pinzan che ha scoperto il fianco a una tripla dal lato sinistro), però anche gran personalità della Rep. Ceca. Loro hanno giocato come se non avessero di fronte una squadra che le aveva suonate nella prima fase ed era imbattuta. Bisogna dire che le ceche non vengono dal nulla: è la loro terza finale consecutiva in questa categoria. Eppure ci resta l'idea che fossimo più forti noi ma l'oro lo vincerà qualcun altro, cosa che fa girar le scatole più di quando ti batte uno che è palesemente migliore. Madera stavolta la top con 14 + 7 rimba; Cubaj 10, Pinzan 9 ma 2/10 al tiro e le esterne han combinato poco (Fassina 1). Una delle chiavi per la Cechia è stato invece un bilanciamento perfetto tra gioco interno ed esterno. Top scorer ancora l'ala grande Sipova, 17 + 8 rimba.
Nella finaluccia 3° posto troveremo la Spagna, che s'è fatta inopinatamente suonare dal Portogallo, 64-44 con un tennistico 30-15 all'intervallo. :o: La cenerentola continua a ballare tra il tripudio della sua plebe (altri 4000 spettatori per il "derby"). Insieme al pivot Jordao, che s'è confermata sui livelli dei quarti (19 + 14 rimba) è spuntata stavolta Silva con 19 punti, mentre la Spagna è risprofondata nella mediocrità d'inizio torneo. E anche il Portogallo l'avevamo battuto, mannaggia la miseria.
Ma dobbiamo rimandare i rimpianti, casomai, a lunedì perché sarebbe profondamente ingiusto uscire senza medaglie. Forse è un pizzico meglio giocarsela con la Spagna anziché contro le padrone di casa e il loro popolo; ma per quanto inferiore ai suoi soliti livelli (ci pare di aver capito che manca la loro miglior '99, va notato), è pur sempre la Spagna.

Domenica 23/8 – Arriba Italia. Siamo di bronzo all'Europeo U16, dominando la Spagna 70-54. Se eravamo deluse non si è visto: prestazione di personalità ma anche di entusiasmo, con le ragazze che si caricavano a vicenda. La difesa tornava quella delle prime due fasi, che concedeva poco o nulla: 24 punti nei primi 25 minuti; volavamo sul 39-24 a metà 3° quarto. Da lì la Spagna risaliva sino al 48-43 d'inizio ultimo periodo, ma rimbalzavamo alla grande con una tripla di Verona, cui seguiva un vero e proprio show di Pinzan con tre canestri da fuori uno più difficile dell'altro, per 8 punti, alternati a due soluzioni da sotto per la coppia di torri Cubaj-Madera, tornate dominanti.
Le marcatrici alla fine: Madera 14 + 9 rimba, Pinzan 13, Verona e Fassina 11. Terminiamo così in festa, tanto più che, si sa, il bronzo ti rende più felice di un argento, quando sei sul podio. E comunque, per la prima medaglia internazionale della loro vita, è sacrosanto che queste ragazze pensino solo a gioire e non al fatto che poteva essere d'oro, quella medaglia.
L'esito della finale, peraltro, costringe a rivedere almeno in parte il giudizio sulla nostra prova di ieri. La Rep. Ceca ha rullato il Portogallo con autorità straordinaria: 79-55, già +18 all'intervallo prima che le lusitane ritrovassero baldanza dopo la pausa, tornando a -10 salvo però venire respinte con violenza, giacché un 17-4 ceco metteva tutto in ghiaccio già al 29' (56-33). Vitulova 18 per le vincenti, Silva 14 per le sconfitte. Commovente il pubblico di Matosinhos, 5000 entusiasti.
Nel quintetto ideale sono state inserite con generosità due portoghesi (ok la pivot Jordao ma il play Ramos, addirittura nominata "mvp", ha giocato malino sia la semi che la finale), una ceca (Sipova), la russa Ogun nonostante l'uscita nei quarti, e la nostra Lorellona Cubaj che si consacra come una delle migliori '99 d'Europa. E' stata lei la nostra top scorer con 11,0 di media, un soffio meglio di Pinzan (10,6) e Madera (10,4), quest'ultima top rimbalzista con 6,8. Tra i tanti elementi che ci piacciono di questa Nazionale anche l'assortimento tra nordiche, centro-italiche e meridionali: un'Italia completa non solo sul piano dei ruoli ma anche della geografia.
Non va trascurato, poi, il modo lungimirante con cui questo bronzo è stato preparato: ovvero dando alle '99 (e alla 2000 Madera) un ruolo importante all'Europeo U16 dell'anno scorso, in cui arrivammo soltanto noni ma, anziché inseguire qualche posizione in più con un'annata '98 non eccelsa, forgiammo l'ossatura Pinzan-Cubaj-Fassina-Trucco-Madera, che peraltro dominarono le graduatorie statistiche azzurre già 12 mesi or sono.
Mettiamola così, in chiusura: la sconfitta in semifinale ci ha evitato l'impietoso paragone, che qualcuno sui socials avrebbe sicuramente fatto, tra i festeggiamenti in Bosnia con 50.000 in piazza per l'oro U16 maschile (7 giorni or sono), e quelli inesistenti che avrebbero ricevuto le nostre ragazze... Che magari, però, in futuro, insieme alle sorelle maggiori già medagliate, combineranno più dei loro coetanei bosniaci. E forse già l'anno prossimo ai Mondiali U17 dimostreranno di essere loro le vere top d'Europa del '99. E' solo l'inizio del viaggio.

Nella foto: le U16 festeggiano la medaglia che rende felice l'estate azzurra 2015.


sabato 22 agosto 2015

La week en rose (132)

Sabato 15/8 – Pausa di Ferragosto. Ma quando mai? Giocano a stantuffo le Nazionali giovanili. Ci sono le U14 (vedi sotto), ci sono le U16 che con grande baldanza hanno approcciato l'Europeo di Matosinhos (Portogallo), concludendo oggi imbattute la prima fase.

Con la Turchia siamo partiti con un 21-9 al 10' che sembrava spianar la strada, poi però ci siamo ritrovati a 5' dalla fine con un solo possesso di vantaggio. Ma abbiamo risposto con un 7-0 andando a chiudere sul 64-57 (Madera 13, Pinzan 12, Cubaj 10).
Con la Rep. Ceca, che è giunta seconda dopo di noi, molta sofferenza in attacco ma siamo andati a +4 sia a fine 2° che 3° quarto, per poi scappare con un 15-6 nell'ultimo (53-40). Gran protagonista Cubaj con 22 punti (9/15 e 7 rimbalzi), 11 per Fassina.
Con l'Olanda infine non contava ai fini dei punti da portare in seconda fase (le tulipane sono state eliminate), ma anche stavolta ci siamo involati nell'ultimo quarto (19-11 per il 60-45) dopo comunque aver condotto nei primi tre. Trucco 14 punti + 10 rimba.
Al di là dei risultati, le sensazioni sono buone per due motivi: 1) in tutte e tre le partite (soprattutto le prime due) abbiamo attraversato momenti di crisi ma li abbiamo superati con personalità e compattezza di squadra; 2) siamo grossi, questa è la novità clamorosa (rispetto al nostro solito) quanto piacevole. Cubaj e Madera sono armadi a tre ante (potrebbero reggere, se fosse solo questione fisica, il confronto contro le nostre lunghette della nazionale senior...), ma ci sono anche i centimetri di Trucco e (per essere un'ala piccola) Fassina, all'occorrenza Decortes. Il che significa poter contare su molte certezze in più, che vanno al di là della contingente giornata positiva o negativa. E' come avere 10 punti in più già sul tabellone, anziché 10 punti in meno, cosa che succede a chi è soverchiato fisicamente, specie in questa categoria dove ci sono meno armi tattiche e tecniche per compensare. Subiamo pochi punti perché le avversarie non trovano canestri facili in area, i punti se li devono sudare e se sbagliano, è difficile che ci arraffino il rimbalzo in attacco.
Non è poi certo uno svantaggio se tre elementi da quintetto (Pinzan-Fassina-Cubaj) hanno già giocato insieme durante l'anno nel club, ovviamente intendiamo Venezia che ha fatto polpette d'ogni avversaria alle finali U17.
Inoltre crediamo che lo staff, segnatamente l'head coach Lucchesi, abbia particolari motivazioni perché, a interpretare l'aria che tira dalle dichiarazioni di boss Petrucci, potrebbe essere l'ultimo Europeo per l'attuale gestione del settore femminile. Grande stimolo a dimostrare che sarebbe un errore clamoroso buttar via il bambino con l'acqua sporca... :rolleyes:

Domenica 16/8 – Terzo posto per la Nazionale U14, allenata da Nazareno Lombardi, al maxi-torneo "BAM" di Slovenj Gradec, sorta di "mini-Europeo" visto che c'erano 7 compagini in lizza (non Francia e Russia, ma va be'). Ci hanno preceduto la Spagna, a punteggio pieno, e l'Ungheria, a pari punti con noi e Croazia (4 vinte-2 perse) ma davanti per classifica avulsa.
Competizione impegnativa, con 6 partite in 4 giorni; sembrava mettersi maluccio con 2 sconfitte nelle prime tre (Croazia e poi, con un duro 28-57, Spagna), ma un successo con tripla allo scadere sull'Ungheria ci ha rilanciati, poi un'agevole rullata su Israele e infine un supplementare vittorioso sulla Polonia.
Risultato confortante per il futuro, anche se qui si è davvero troppo in erba per fare proiezioni (c'erano anche due 2002 per le nostre); ma dopo il poco esaltante Torneo dell'Amicizia U15, e in generale l'impressione che l'annata 2000 - tranne Madera - non sia ferratissima, era importante avere buoni pensieri sulle 2001.
Ezio Parisato, rimasto in Slovenia dopo l'Europeo U18 insieme al duo geassino Nonino-Ambros, ha seguito tutto con dovizia di particolari sulla sua pagina Facebook, per cui chi vuole dettagli legga lì.

Lunedì 17/8 – Nell'ultimo post scritto sul suo blog prima di partire per gli ennesimi viaggi, Silvia Gottardi elogiava gl'italiani che hanno il coraggio di emigrare all'estero per il basket (come lei stessa fece andando in Galles, anche se era là per studio). In effetti, se ci lagniamo delle frontiere aperte che immettono sarabande di stranieri nei nostri teams, non si vede perché non dovremmo sfruttare la facilità di flusso anche nella direzione opposta. Evidentemente hanno ascoltato Gottardi due elementi di spicco quali Sabrina Cinili e Sandro Orlando, peraltro già stati all'estero in precedenza. Cinili molla Ragusa e va in Ispagna allo Zamarat (mai sentito prima, onestamente; utente Kaysay, se esisti ancora, facci sapere qualcosa), <_< mentre Orlando allenerà il Pecsi 424 in Ungheria (anche questo mai sentito, a meno che sia il Pecs di lunga militanza in Eurolega). Bravi loro, peccato però perdere nuovamente Cinili, ora che si era consacrata come una delle italiane di punta del campionato. D'altronde c'abbiamo fatto il callo, a fare a meno di Sabbri, vista la sua defezione prematura dall'azzurro. :(

Lunedì 17/8 – A proposito di basket internazionale. Si sono conclusi tra la notte scorsa e stamani (fuso orario) due campionati continentali, ovvero quello oceanico e quello americano. Nel primo, come al solito, la kermesse è semplicemente una doppia sfida tra Australia e Nuova Zelanda. Le cangure hanno dominato la sfida di ritorno (63-80) così come quella di andata (61-41) e vanno quindi a Rio, dove speriamo che mantengano la competitività delle scorse edizioni, perché servono avversarie credibili per gli Usa.
In America invece vince il Canada in finale su Cuba per 82-66; bronzo all'Argentina (con la "nostra" Gonzalez) sul Brasile. Per le foglie d'acero è il secondo oro in un mese dopo quello ai Panamericani; ovviamente senza le Usa migliori è un oro con l'asterisco, tuttavia si conferma l'ascesa del movimento cestistico canadese, in atto anche nel maschile. Anche per loro c'è attesa per cosa potranno combinare a Rio.

Martedì 18/8 – Interessante sondaggio proposto da Espn, il principale network sportivo americano, per stabilire "la più grande sportiva mondiale di tutti i tempi". Notavamo già un paio di settimane addietro che quest'estate negli Usa è dominata dalle stelle in rosa (calciatrici, Serena Wiliams, Ronda Rousey, Katie Ledecky, Elena Delle Donne...), e quest'iniziativa evidentemente cavalca l'onda. Hanno compilato un tabellone tennistico da 32, e ogni coppia si "affronta" mediante il voto popolare, chi vince passa il turno.
Al di là del fatto che la scelta delle 32 pecca di strabismo filo-americano (abbiamo contato appena 6 "straniere"...; ma in questo tipo d'iniziative è quasi inevitabile: noi ad esempio avremmo ficcato dentro qualche schermitrice nostrana, di cui il resto del mondo è totalmente ignaro), :angry: va notato che le cestiste rappresentano il gruppo più numeroso, indice della stima in cui è tenuto laggiù il nostro sport, anche al femminile: Cynthia Cooper, Lauren Jackson, Tamika Catchings, Diana Taurasi, Maya Moore (la più giovane ad appena 26 anni, notevole), Lisa Leslie, Sheryl Swoopes. Ovvero 7 che potrebbero diventare 8 perché per il 32° posto in tabellone è in corso un sondaggio tra un novero di atlete varie, e in testa c'è l'ex stella degli anni '80 Cheryl Miller.
Se da noi si facesse un sondaggio sulle 32 migliori sportive italiane (non mondiali) di sempre, quante cestiste entrerebbero? :o: Sicuramente Bocchi, probabilmente Pollini, le altre temiamo che sarebbero snobbate in favore di chi ha goduto di glorie olimpiche. Ma il basket da noi è un attimino meno illustre che da loro (tanto per scoprir l'acqua calda).

Mercoledì 19/8 – Mentre il grande Brugnaro continua ad allietare la nostra estate polemizzando persino con Elton John (ma avrà tempo di pensare alla Reyer donne, ora che è giunto a cotante vette mondiali?), :blink: ci allietano pure le ragazze dell'Italia U16, che saltano pie' pari anche la seconda fase con un 3 su 3.
Con autorità abbiamo suonato 75-59 la Slovacchia, qualificandoci già per i quarti. Break nel 2° quarto dopo uno svantaggio iniziale, poi nuova pigiata sull'acceleratore nell'ultimo, come già successo nella prima fase, indice di forza. Pinzan gran prova balistica (20 con 6/10 da 3), Madera 17 + 8 rimba. Insomma, l'area ma anche il perimetro.
Poi il Portogallo paròn di casa; c'era l'insidia dell'ambiente caldo (2500 spettatori ufficiali e direi che dalle immagini ci sta la cifra), stavolta l'attacco nostro soffriva ma la difesa faceva un gran lavoro. Il 16-6 iniziale instradava bene la pratica, le lusitane si sbloccavano a metà del 3° quarto risalendo a -8, ma prontamente le spegnevamo con 5 punti di Pinzan nella stessa azione (canestro con fallo subito, errore al libero, rimbalzo di Madera che riapre per la play, tripla sua). Emblematico del nostro dominio a rimbalz'offensivo con addirittura 21 catturati. Così ci siamo potuti permettere basse percentuali e, pecca da non ripetere, 26 perse, per le continue mani nei capelli (che non ha) da parte di Lucchesi. Proprio le perse ci costavano un nuovo rientro portoghese, da 45-30 a 46-40 con 2'40" da giocare, ma da lì in pratica non si segnava più (48-42). Pinzan 10, Fassina 9, ma è una di quelle vittorie di squadra in una serata non brillante.
Capolavoro invece oggi con la Russia, che era imbattuta come noi e sembrava forte almeno quanto noi se non di più. Invece le abbiamo dominate, non è un'esagerazione. Solo la partenza ci raggelava (0-10 con la mulatta Ogun spauracchio), ma una volta rimesse le cose a posto piazzavamo addirittura un 31-5, scappando sul 56-38 a fine 3° quarto. La Russia provava una zona ma senza ottenere granché. Solo nel finale le suddite di Putin riducevano le distanze ma restava un franco 68-56. Cubaj 13, Pinzan 10, cioè l'affidabile asse pivot-play, ma anche Ianezic-Verona-Trucco-Madera a 9, testimoniando la nostra completezza. Il commento migliore l'ha fatto un utente russo dello streaming su YouTube, qualcosa tipo "le mucche mangiano le capre": :D un'utente nostrana, forse una madre, s'è offesa assai, ma dev'essere un proverbio, in ogni caso una perfetta quanto inattesa fotografia della realtà: siamo grosse grosse e i pesi leggeri li stendiamo.
Nell'altro girone passano nell'ordine Francia, Ungheria, Spagna e Lettonia. Quindi noi contro le baltiche mentre la Russia si becca l'insidioso crocevia con le spagnuole, finora in sordina ma sempre temibili quando scatta l'eliminazione diretta. La Francia sembra la nostra maggiore avversaria ed è positivo non doverla trovare prima della finale.
Il volley donne in questi giorni s'è gloriato dell'oro ai Mondiali U18, noi saremo in grado di replicare almeno a livello europeo? Ok, ali basse e pedalare umili, che è meglio. Però...

Nella foto: la Nazionale U14 terza al torneo di Slovenj Gradec (foto di Ezio Parisato).

venerdì 21 agosto 2015

La week en rose (131 - Euro U18: Italia quarta)

Sabato 8/8 – Non riusciamo a ribaltare il pronostico all'Europeo U18: battuti dalla Spagna in semifinale, 56-66 con un andamento che ci ha visti costantemente al traino, perdendo qualche punto ogni quarto, ma in realtà sempre a contatto sino all'ultimo paio di minuti. Fatale un break di 0-7 fra il 37' e il 38', innescato da un nostro facile appoggio fallito da Ortolani sul -4, :cry: cui seguiva una palla persa a metà campo da Porcu che concedeva canestro-e-fallo all'avversaria Conde. Poi un'altra persa punita da loro e i giuochi si chiudevano.
Abbiamo nominato le occasionali ree di quelle due azioni, ma ovviamente nessun processo alle singole, perché è questione di squadra e i rimpianti vanno soprattutto ai 22 rimbalzi offensivi concessi (anche se noi ne abbiamo arraffati 15), che hanno vanificato la leggera supremazia nelle percentuali. Siamo riusciti a tenere la stella Salvadores a 8/25 al tiro (pur con 18 punti) e la sua scudiera Conde a 5/18 (anche se 20 punti grazie ai liberi), indice di tenace lavoro da parte nostra, e abbiamo anche messo una certa qualità in attacco, sfiorando il 40%; ma siamo mancati in certi dettagli che fanno la differenza. Come segnala Ezio Parisato, lì presente: "Ovvio che concedendo canestri facili e rimbalzi offensivi si faccia poca strada, loro giocano tanti secondi terzi e quarti palloni e per noi si fa dura. Girano decisamente i cosidetti perche' difendiamo bene con la 2-3 per gran parte delle azioni e poi vanifichiamo a rimbalzo o sull ultimo taglio la fatica fatta a difendere".
Come era lecito temere, la vittoria sfiorata nella seconda fase non significava che fossimo alla pari della Spagna, capace di mettere qualcosa in più nell'occasione più importante. Non un abisso, ma un pizzico sufficiente.
Per noi le top scorers ancora Santucci (15 con 7/14 e 7 rimba) e Pan (14 con 6/14), 11 per Policari. Peccato che Porcu sia rimasta a secco, porcu can; e Keys quasi idem (2 punti con appena 1/3 in 17'). Da segnalare che ci mancava Togliani, infortunatasi contro la Rep. Ceca ieri.
Ora ci tocca nella finalina la Russia, che oggi ha ceduto 59-62 alla Francia, rimontando da -11 a pari ma venendo punita da un canestro a una decina di secondi dalla fine.

Domenica 9/8 – Nada medaglia. Anzi, "niet". La Russia ci spampina 71-52 nella finale 3° posto:( Partita compromessa all'inizio con un 15-2 per le ex-sovietiche, che allungano sul 41-18 all'intervallo, poi facciamo del nostro meglio per rendere dignitoso lo scarto. Ben più squilibrata rispetto alla partita persa nella seconda fase con loro, ma evidemente non ne avevamo più. Con l'eccezione di una Pan da 25 punti (9/16 dal campo e 5/6 ai liberi), che si guadagna così l'inserimento nel quintetto ideale del torneo. E' lei l'unica in doppia cifra; ancora quasi a secco Porcu e Keys, incide poco anche Santucci.
L'oro chi lo vince? La Spagna, pensa la novità; è il bis della finale U20 del mese scorso, anche se stavolta la Francia era imbattuta e favorita. La compagine giallorossa, con le sue 3 vittorie all'overtime e le sofferenze anche in semifinale, non sembrava così brillante. Invece ha dominato con un 76-60, prestazione scintillante dal 2° quarto in avanti dopo il +6 francofono a fine 1°. Allungo a ridosso dell'intervallo (35-27) e progressione finale. Solo 7 giocatrici ruotate dalle pirenaiche, ma quando queste sono in giornata strepitosa bastano e avanzano: 27 per la grande Salvadores (che si riconferma la top '97 d'Europa), 21 per Conde, 16 per Raventos.
Nelle nostre statistiche, Pan è nettamente la miglior marcatrice con 12,8; per il resto valori molto omogenei tra Ciavarella, Keys, Santucci, Policari e Porcu. Si conferma un'annata con meno punte assolute rispetto alle '95-96 ma con discreta profondità e compattezza, oltre a una miglior distribuzione nei ruoli (in proporzione all'età, come centro, oggi, è meglio Keys di Ercoli).

Lunedì 10/8 – Come valutare questo nostro quarto posto U18? Con 4 vinte e 5 perse il rischio è che resti qualche impressione più negativa del dovuto, un sapore amaro più che dolce (perché anche se perdi solo con le "top 3", le sconfitte rattristano), tant'è che un osservatore autorevole e non certo tendente alla critica prevenuta, ovvero Ezio Parisato che chiamiamo nuovamente in causa, ha scritto nelle sue note di commento finale:
"In pratica, a parte il fisico che ci penalizzerà sempre, come possiamo aiutare le nostre ragazze ad essere piu sul pezzo nelle gare che contano? Come detto da fastidio veder ripetere gli stessi errori enne volte, siccome non credo (anzi lo so) che il nostro staff non abbia detto alle ragazze di fare tagliafuori o di difendere guardando palla e avversaria e di stare giù col sederino e pronte con le mani ad anticipare o spezzare i passaggi dentro l'area, non resta che pensare quanto segue:
- L'intelligenza (cestistica per carita'...) che ti deve portare a capire cosa devi fare facendo tesoro dei tuoi errori non ti appartiene e quindi cara mia giocatrice è dura farti arrivare a certi livelli
- il carattere e l abitudine a certi impegni ti difetta ed io sistema basket devo fare in modo che tu ci faccia fare il salto da quarta/quinta nazione europea a potenziale prima ad ogni manifestazione (ora sono Francia, Russia e Spagna a comandare)
".
Parisato - che ora si sta spostando a Slovenj Gradec per il "mini-Europeo" U14 - radicalizza poi un po' troppo (a mio parere) suggerendo il ritorno a una sola straniera in A1 (com'era fino al 1987) per dare più spazio alle nostre giovani, ma restando strettamente all'analisi su quest'Europeo (non voglio banalizzare le proposte di Ezio: chi vuole se le legga sulla sua pagina Facebook in data 10/8), l'impressione è insomma che sarebbe bastato poco per fare ancor meglio del 4° posto.
Tuttavia, se consideriamo la fascia U18 come quella giovanile per eccellenza (le U20 ormai sono delle mini-senior, e non di rado le migliori saltano l'impegno o non lo possono giocare al meglio perché sono coinvolte con la Nazionale maggiore), questo piazzamento è grasso che cola. Notammo già l'anno scorso che questa è la categoria in cui storicamente fatichiamo di più, tant'è che - a parte il mitico oro del 2010 - non abbiamo vinto nessun'altra medaglia dal '96 a oggi e non eravamo mai entrati fra le prime 4. Forse perché in U20 si può maggiormente sopperire con la tattica e in U16 i nostri atavici problemi di stazza (che tra parentesi non avremo con le '99-00 prossime a scendere in pista) pesano meno. Chi lo sa. Ma è un dato di fatto che questo risultato è il nostro secondo migliore in U18 negli ultimi 20 anni. Che resti amaro in bocca mi sembra fuori luogo. Poi è giusto, come ha detto Big Petrucci, essere ambiziosi, ma se l'U18 è la proiezione delle future gerarchie europee senior di un'annata, be', essere quarti in Europa è molto meglio di quello che siamo ora con la Nazionale A. Anzi, di quello che siamo da 20 anni (argento a Brno '95).
Il problema è se riusciremo a riprodurre questa gerarchia quando le '97 saranno grandi. Quanti anni ci vorranno? Circa 8 se consideriamo il caso della Serbia campione d'Europa senior lo scorso giugno: l'ossatura è formata dalle '89 (A. Dabovic, Milovanovic, Petrovic...) che vinsero l'Europeo U18 nel 2007. Ovviamente però potremmo accorciare i tempi contando sulle annate dal '92 in avanti, quelle che ci hanno riportato nell'elite giovanile: dovremmo attendere solo il 2018. E qui però sorge qualche dubbio perché le '92-93 nostrane, temiamo, non sono rimaste al top d'Europa, cioè non sono cresciute quanto le pari-età avversarie. E allora il problema forse non è quello che siamo a livello giovanile, dove possiamo permetterci di essere inappagati di un 4° posto, ma quello che diventiamo a livello senior.
Dove però la soluzione non mi pare quella di eliminare le straniere, perché con una straniera sola, più che un'A1 sembra un'A2 un po' più forte. L'A1 attuale, di spazio per le italiane migliori ne ha ed è anche discretamente competitiva. Se aumenta la partecipazione alle Coppe (come succederà nella stagione che viene) aumenterà anche il numero di nostre atlete con esperienza internazionale e quindi i mezzi per competere ci sono quasi tutti. Il "quasi" è legato all'assenza di bestione d'area, ma quella non la risolviamo a breve termine se non sbloccando qualche naturalizzazione o sottoponendo Dacic e Fabbri a un trattamento riabilitativo ai fini azzurri. :blink:
Ma intanto, per chiudere il discorso, siamo a un quinto e un quarto posto nell'estate giovanile femminile, con le U16 candidate a fare altrettanto se non meglio; il tutto mentre il settore maschile ha collezionato solo fiaschi (cosa che ci dispiace, beninteso: gl'insuccessi di cui godiamo sono quelli delle discipline concorrenti). Non sono certo risultati (se ne renderà conto Petrucci) che autorizzino una piazza pulita generale del settore. -_-

Nella foto: Francesca Pan nel quintetto ideale di Euro U18 simboleggia la nostra legittima presenza fra le grandi d'Europa.