venerdì 21 agosto 2015

La week en rose (131 - Euro U18: Italia quarta)

Sabato 8/8 – Non riusciamo a ribaltare il pronostico all'Europeo U18: battuti dalla Spagna in semifinale, 56-66 con un andamento che ci ha visti costantemente al traino, perdendo qualche punto ogni quarto, ma in realtà sempre a contatto sino all'ultimo paio di minuti. Fatale un break di 0-7 fra il 37' e il 38', innescato da un nostro facile appoggio fallito da Ortolani sul -4, :cry: cui seguiva una palla persa a metà campo da Porcu che concedeva canestro-e-fallo all'avversaria Conde. Poi un'altra persa punita da loro e i giuochi si chiudevano.
Abbiamo nominato le occasionali ree di quelle due azioni, ma ovviamente nessun processo alle singole, perché è questione di squadra e i rimpianti vanno soprattutto ai 22 rimbalzi offensivi concessi (anche se noi ne abbiamo arraffati 15), che hanno vanificato la leggera supremazia nelle percentuali. Siamo riusciti a tenere la stella Salvadores a 8/25 al tiro (pur con 18 punti) e la sua scudiera Conde a 5/18 (anche se 20 punti grazie ai liberi), indice di tenace lavoro da parte nostra, e abbiamo anche messo una certa qualità in attacco, sfiorando il 40%; ma siamo mancati in certi dettagli che fanno la differenza. Come segnala Ezio Parisato, lì presente: "Ovvio che concedendo canestri facili e rimbalzi offensivi si faccia poca strada, loro giocano tanti secondi terzi e quarti palloni e per noi si fa dura. Girano decisamente i cosidetti perche' difendiamo bene con la 2-3 per gran parte delle azioni e poi vanifichiamo a rimbalzo o sull ultimo taglio la fatica fatta a difendere".
Come era lecito temere, la vittoria sfiorata nella seconda fase non significava che fossimo alla pari della Spagna, capace di mettere qualcosa in più nell'occasione più importante. Non un abisso, ma un pizzico sufficiente.
Per noi le top scorers ancora Santucci (15 con 7/14 e 7 rimba) e Pan (14 con 6/14), 11 per Policari. Peccato che Porcu sia rimasta a secco, porcu can; e Keys quasi idem (2 punti con appena 1/3 in 17'). Da segnalare che ci mancava Togliani, infortunatasi contro la Rep. Ceca ieri.
Ora ci tocca nella finalina la Russia, che oggi ha ceduto 59-62 alla Francia, rimontando da -11 a pari ma venendo punita da un canestro a una decina di secondi dalla fine.

Domenica 9/8 – Nada medaglia. Anzi, "niet". La Russia ci spampina 71-52 nella finale 3° posto:( Partita compromessa all'inizio con un 15-2 per le ex-sovietiche, che allungano sul 41-18 all'intervallo, poi facciamo del nostro meglio per rendere dignitoso lo scarto. Ben più squilibrata rispetto alla partita persa nella seconda fase con loro, ma evidemente non ne avevamo più. Con l'eccezione di una Pan da 25 punti (9/16 dal campo e 5/6 ai liberi), che si guadagna così l'inserimento nel quintetto ideale del torneo. E' lei l'unica in doppia cifra; ancora quasi a secco Porcu e Keys, incide poco anche Santucci.
L'oro chi lo vince? La Spagna, pensa la novità; è il bis della finale U20 del mese scorso, anche se stavolta la Francia era imbattuta e favorita. La compagine giallorossa, con le sue 3 vittorie all'overtime e le sofferenze anche in semifinale, non sembrava così brillante. Invece ha dominato con un 76-60, prestazione scintillante dal 2° quarto in avanti dopo il +6 francofono a fine 1°. Allungo a ridosso dell'intervallo (35-27) e progressione finale. Solo 7 giocatrici ruotate dalle pirenaiche, ma quando queste sono in giornata strepitosa bastano e avanzano: 27 per la grande Salvadores (che si riconferma la top '97 d'Europa), 21 per Conde, 16 per Raventos.
Nelle nostre statistiche, Pan è nettamente la miglior marcatrice con 12,8; per il resto valori molto omogenei tra Ciavarella, Keys, Santucci, Policari e Porcu. Si conferma un'annata con meno punte assolute rispetto alle '95-96 ma con discreta profondità e compattezza, oltre a una miglior distribuzione nei ruoli (in proporzione all'età, come centro, oggi, è meglio Keys di Ercoli).

Lunedì 10/8 – Come valutare questo nostro quarto posto U18? Con 4 vinte e 5 perse il rischio è che resti qualche impressione più negativa del dovuto, un sapore amaro più che dolce (perché anche se perdi solo con le "top 3", le sconfitte rattristano), tant'è che un osservatore autorevole e non certo tendente alla critica prevenuta, ovvero Ezio Parisato che chiamiamo nuovamente in causa, ha scritto nelle sue note di commento finale:
"In pratica, a parte il fisico che ci penalizzerà sempre, come possiamo aiutare le nostre ragazze ad essere piu sul pezzo nelle gare che contano? Come detto da fastidio veder ripetere gli stessi errori enne volte, siccome non credo (anzi lo so) che il nostro staff non abbia detto alle ragazze di fare tagliafuori o di difendere guardando palla e avversaria e di stare giù col sederino e pronte con le mani ad anticipare o spezzare i passaggi dentro l'area, non resta che pensare quanto segue:
- L'intelligenza (cestistica per carita'...) che ti deve portare a capire cosa devi fare facendo tesoro dei tuoi errori non ti appartiene e quindi cara mia giocatrice è dura farti arrivare a certi livelli
- il carattere e l abitudine a certi impegni ti difetta ed io sistema basket devo fare in modo che tu ci faccia fare il salto da quarta/quinta nazione europea a potenziale prima ad ogni manifestazione (ora sono Francia, Russia e Spagna a comandare)
".
Parisato - che ora si sta spostando a Slovenj Gradec per il "mini-Europeo" U14 - radicalizza poi un po' troppo (a mio parere) suggerendo il ritorno a una sola straniera in A1 (com'era fino al 1987) per dare più spazio alle nostre giovani, ma restando strettamente all'analisi su quest'Europeo (non voglio banalizzare le proposte di Ezio: chi vuole se le legga sulla sua pagina Facebook in data 10/8), l'impressione è insomma che sarebbe bastato poco per fare ancor meglio del 4° posto.
Tuttavia, se consideriamo la fascia U18 come quella giovanile per eccellenza (le U20 ormai sono delle mini-senior, e non di rado le migliori saltano l'impegno o non lo possono giocare al meglio perché sono coinvolte con la Nazionale maggiore), questo piazzamento è grasso che cola. Notammo già l'anno scorso che questa è la categoria in cui storicamente fatichiamo di più, tant'è che - a parte il mitico oro del 2010 - non abbiamo vinto nessun'altra medaglia dal '96 a oggi e non eravamo mai entrati fra le prime 4. Forse perché in U20 si può maggiormente sopperire con la tattica e in U16 i nostri atavici problemi di stazza (che tra parentesi non avremo con le '99-00 prossime a scendere in pista) pesano meno. Chi lo sa. Ma è un dato di fatto che questo risultato è il nostro secondo migliore in U18 negli ultimi 20 anni. Che resti amaro in bocca mi sembra fuori luogo. Poi è giusto, come ha detto Big Petrucci, essere ambiziosi, ma se l'U18 è la proiezione delle future gerarchie europee senior di un'annata, be', essere quarti in Europa è molto meglio di quello che siamo ora con la Nazionale A. Anzi, di quello che siamo da 20 anni (argento a Brno '95).
Il problema è se riusciremo a riprodurre questa gerarchia quando le '97 saranno grandi. Quanti anni ci vorranno? Circa 8 se consideriamo il caso della Serbia campione d'Europa senior lo scorso giugno: l'ossatura è formata dalle '89 (A. Dabovic, Milovanovic, Petrovic...) che vinsero l'Europeo U18 nel 2007. Ovviamente però potremmo accorciare i tempi contando sulle annate dal '92 in avanti, quelle che ci hanno riportato nell'elite giovanile: dovremmo attendere solo il 2018. E qui però sorge qualche dubbio perché le '92-93 nostrane, temiamo, non sono rimaste al top d'Europa, cioè non sono cresciute quanto le pari-età avversarie. E allora il problema forse non è quello che siamo a livello giovanile, dove possiamo permetterci di essere inappagati di un 4° posto, ma quello che diventiamo a livello senior.
Dove però la soluzione non mi pare quella di eliminare le straniere, perché con una straniera sola, più che un'A1 sembra un'A2 un po' più forte. L'A1 attuale, di spazio per le italiane migliori ne ha ed è anche discretamente competitiva. Se aumenta la partecipazione alle Coppe (come succederà nella stagione che viene) aumenterà anche il numero di nostre atlete con esperienza internazionale e quindi i mezzi per competere ci sono quasi tutti. Il "quasi" è legato all'assenza di bestione d'area, ma quella non la risolviamo a breve termine se non sbloccando qualche naturalizzazione o sottoponendo Dacic e Fabbri a un trattamento riabilitativo ai fini azzurri. :blink:
Ma intanto, per chiudere il discorso, siamo a un quinto e un quarto posto nell'estate giovanile femminile, con le U16 candidate a fare altrettanto se non meglio; il tutto mentre il settore maschile ha collezionato solo fiaschi (cosa che ci dispiace, beninteso: gl'insuccessi di cui godiamo sono quelli delle discipline concorrenti). Non sono certo risultati (se ne renderà conto Petrucci) che autorizzino una piazza pulita generale del settore. -_-

Nella foto: Francesca Pan nel quintetto ideale di Euro U18 simboleggia la nostra legittima presenza fra le grandi d'Europa.

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