lunedì 3 agosto 2015

La week en rose (128 - Mondiali U19: oro Usa sulla Russia)

Domenica 26/7 – Carne agonistica al fuoco anche in quest'ultimo weekend di luglio. Cominciamo dalle mura nostrane, anche se mura non erano perché si giocava all'aperto. Finali nazionali 3 contro 3 Fisb, cioè il circuito unico ufficiale dopo la fusione con quello della Fip. Tra le ragazze hanno vinto Visconti, Consolini, Schieppati e Tarantino.

Tempo fa (ma non ricordo quando) osservavamo che l'evoluzione del 3 vs 3, diventato ormai una scienza da artigianale che era, sembra favorire la tipologia di giocatrici intorno all'1.80-1.85, quelle che nel basket "serio" oscillano fra ala piccola e ala grande, e anche la composizione di questo quartetto vincente lo confermerebbe.
Nell'ambito della maxi-kermesse c'è stato anche un torneo Fiba Under 18, sempre di 3 contro 3, vinto dalla Spagna con l'Italia quinta.

Domenica 26/7 – Concluso il primo dei due tornei della Nazionale sperimentale in Cina, a Xilinhot. Oggi abbiamo perso con la Germania 70-73 mentre in precedenza avevamo battuto il Portorico 72-59 e ceduto alla Cina 63-84 nonostante 22 di Spreafico. Difficile dire qualcosa sul valore di questi risultati, visto che le varie rappresentative sono lì un po' a casaccio, tra chi ha le migliori, chi un po', chi nessuna. :wacko: Pigliamola come esperienza utile per le tipe e bona lì.

Domenica 26/7 – Ma passiamo all'evento più nobile. Usa campioni del mondo Under 19: battuta la Russia padrona di casa in finale, 78-70. Gran partita, in proporzione meglio giocata, a mio parere, dell'analoga finale maschile di un mese fa tra Usa e Croazia (il video completo è disponibile qui). La Russia parte forte, con un +8 a inizio 2° quarto, ma dopo il sorpasso a 1 minuto e rotti dall'intervallo, il vantaggio delle yankees sarà definitivo. La partita si decide quando sul +3 a 4'30" dalla fine, dopo il massimo sforzo delle suddite di Putin per rientrare, le stellestrisciate sgommano via con un 7-0.
Grande protagonista l'ala forte A'ja (ma che nome è?) Wilson con 30 punti e 8 rimbalzi, nominata "mvp" del torneo. A proposito di rimbalzi: i 20 in attacco per gli Usa (contro 12) sono un fattore importante; alla Russia non basta tirare un pizzico meglio dal campo.
La stella Vadeeva non riesce a fare pentole e coperchi: si ferma a 11 punti con 5/13 anche se 13 rimbalzi. Certo, è pur sempre due anni più giovane della categoria, ma dopo aver fatto scintille all'Europeo senior, e pure in questo Mondiale sino alla partita precedente, era attesa a qualcosa di più. Buona comunque la prova del collettivo russo, col play Levchenko a 10 assist, l'ala Kolosovakaya a 19 punti, mentre l'altra '98 prodigio insieme a Vadeeva, la lunga Musina che piace molto a Ezio Parisato, ne ha fatti 16 più 8 rimba in soli 23 minuti.
Per gli Usa è il sesto oro di fila ai Mondiali U19, eccelso. Forse questo è stato uno dei più sudati. La Russia si scorna per non aver esaltato i 4000 dell'arena di Chekhov, ma può nutrire fondate speranze di tornare grande a breve anche a livello senior.
Terza l'Australia che ha piegato 69-62 la Spagna della stellina Salvadores (22 punti). Alanna Smith ne ha fatti 20 per le cangure.
Passo indietro: eravamo rimasti a dopo la quasi inutile prima fase (passavano tutte e 16, c'era solo da definire la griglia). Negli ottavi l'unica partita significativa era tra Olanda e Spagna: le iberiche, solo terze nel girone, infilzavano le tulipane, interessanti seconde nel girone a conferma che il bronzo U20 non è un lampo isolato (protagonista ancora l'ala-pivot Hof che, probabilmente, scavalca Zandalasini nella gerarchia fra le migliori '96 d'Europa).
Nei quarti la Spagna continuava la sua escalation sgambettando 70-66 anche l'altra sorpresa Belgio, vincente del suo girone; la Russia dominava 68-48 la Francia (19 punti di Musina); gli Usa e l'Australia facevano pizzette di Canadà e Cina.
In semifinale, la Russia dominava 76-57 l'Australia con una Vadeeva sontuosa (27 punti + 16 rimba; ma forse avrebbe dovuto tener qualcosa di più per la finale...), mentre gli Usa si sbarazzavano 80-65 della Spagna con 24 di Collier.

Lunedì 27/7 – Non si capisce letteralmente un cazzo. :woot: No, d'accordo, è una frase troppo qualunquistica; delimitiamo: non si capisce cosa succede in A1. Pochi giorni or sono era uscita la notizia della formula a 13 squadre con 12 ai playoff. Ora serpeggia la voce che il Cus Cagliari sarebbe riammesso in A1, categoria che oggettivamente meritava sul campo, non essendo retrocesso, ma che aveva perso altrettanto oggettivamente non iscrivendosi nei termini del 9 luglio.
Il 19 luglio, cioè 8 giorni fa, si leggeva questo su "Sardegna Sport", per bocca del dirigente cagliaritano Vasapollo: "Siamo amareggiati, il Cus Cagliari è una società storica (...) ma evidentemente alla Regione tutto questo non gliene frega niente. Siamo costretti a rinunciare all'A1, quindi vista la nostra storia abbiamo chiesto il ripescaggio in A2 (...). Purtroppo questa soluzione è stata respinta dalla Lega Basket Femminile, nonostante l'appoggio della Fip verso di noi e dovremmo subire l'umiliazione di ripartire dal basso".
Che dire? Nulla, aspettiamo la conclusione della vicenda perché si rischia di commentare bolle di sapone. Se non altro è divertente, visto da fuori: ogni giorno non sai cosa può capitare.

Martedì 28/7 – E' l'ora del ripescaggio anche in Lombardia. La nuova Comense Valmadrera sono ammesse in B, che diventa così da 21 squadre. Che abbondanza, considerando che Piemonte e Liguria devono unirsi per fare, se abbiam sentito bene, un girone da 8 dove andrà anche Genova (che, tra parentesi, si ritrova solo un gradino sotto l'A2 cui ha rinunciato, e non deve più gettar soldi per forestiere che magari producono 1,7 punti a partita col 26% da 2: che sollievo). :B):
Come nel caso della riammissione di Cagliari in A1 (se confermata), si rimane combattuti tra la soddisfazione per il recupero di due piazze importanti e la perplessità per valori del campo che vengono privati di significato. Valmadrera nella scorsa stagione è uscita al primo turno dei playoff di Promozione; la Comense addirittura è finita penultima con 2 vinte e 14 perse, sempre in Promozione. Quale merito hanno acquisito di stare, l'anno prossimo, nella stessa categoria di Usmate, per dire, che ha fatto la finale di A3; o di Biassono, che viene dall'A2; o di Varese, che ha dominato la scorsa stagione regolare di B anche se poi è uscita in semifinale? Evidentemente nessuno. Qui ci sono due categorie tonde tonde regalate. Dice: ma c'è il "merito storico" (cui accennava anche Vasapollo di Cagliari nell'articolo riportato sopra). Che però non mi pare sia stato fissato con criteri oggettivi da parte della Fip, e quindi si presta a un certo margine di arbitrio.
Più probabile che il criterio sia che, quando la Fip valuta che un certo campionato abbia dei posti liberi, se hai fatto domanda e trovi terreno fertile, tac, ti arriva la categoria superiore (o addirittura 2) in bonus. Patron societari, prendete buoni dirigenti, non buone giocatrici! Le giocatrici ti possono regalare solo una categoria per volta, i dirigenti anche due o tre, se sono abili e fortunati. -_-

Nella foto: finale mondiale U19, A'ja Wilson più in alto di Musina (n° 4) e Vadeeva.


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