Giovedì 30/7 – E' ormai certo il ripescaggio (o meglio riammissione dopo la rinuncia) del Cus Cagliari in A1. Confermata la formula per quanto concerne le 12 squadre ai playoff, aumentano ovviamente da una a due le retrocessioni. E altrettanto ovviamente borbottano per l'inatteso colpo di scena le formazioni da lotta-salvezza, le quali stavano costruendo (o avevano già finito di costruire) un certo tipo di organico alla luce di un rischio minore di quello che ora si prospetta. Nel frattempo è scomparso il calendario pubblicato nei giorni scorsi e se ne attende uno nuovo. ![]()
Il caldo asfissiante di queste settimane sconsiglia di affaticare troppo i neuroni per indagare il senso (o meglio, la regolarità) di codesto balletto, ma - a parte le congratulazioni a Cagliari per la storia a lieto fine - ci sembra balenare il rischio di un pericoloso precedente, e cioè che il termine delle iscrizioni ai campionati diventi finto, e che sino a estate inoltrata si possano modellare e rimodellare gironi e calendari. Con poche possibilità, poi, di fugare il sospetto che verso alcune società si applichino le regole alla lettera, mentre verso altre un po' meno.
Venerdì 31/7 – Terminata la tournée della "Sperimentale". Si è giocato un secondo torneo in Cina coi seguenti risultati: Italia-Portorico 71-63 (Bestagno 18), Cina-Italia 89-51 (Zandalasini 17), Germania-Italia 65-60 (Bestagno 19). Null'altro ci viene da aggiungere, né del resto viene comunicato dalle stringate note sul sito Fip. Come dicemmo già a proposito dell'Europeo U20, sarebbe bello che al termine di spedizioni finanziate con denaro pubblico (tanto per fare discorsi da grillini) venisse divulgata una relazione esauriente, da parte del c.t. o del capo-delegazione, su quanto avvenuto: obiettivi raggiunti, pecche, rendimento delle singole eccetera. Specie quando gli scopi della spedizione, come questa della "Sperimentale", non appaiono chiarissimi. Invece notiamo più righe dedicate al matrimonio di Sbrissa (una delle partecipanti) che ai dettagli delle partite.
Venerdì 31/7 – A proposito di comunicazione: due spunti interessanti in chiusura di mese. Il primo: Giorgio Pomponi, responsabile comunicazione della Lega, ha annunciato con un messaggio di ringraziamento su Facebook il proprio addio dal ruolo ricoperto nell'ultimo decennio circa. Per valutare bene il suo operato bisognerebbe sapere di quanti mezzi e quali tempi disponeva, tuttavia possiamo dire che erano gradevoli la sua elegante presenza e le appassionate telecronache in streaming, e che in questi anni la comunicazione della Lega ha fatto indubbi progressi, sia quantitativi (certo grazie alle nuove tecnologie, ma bisogna anche saperle cavalcare) sia qualitativi.
Secondo spunto: durante la partita maschile Italia-Germania di oggi, Sky ha (nuovamente) intervistato il presidente Fip Petrucci, il quale ha detto che sul femminile "vogliamo non dico rifondare, perché sarebbe un offesa per chi ha lavorato bene fino ad adesso, ma dobbiamo fare un discorso con i piedi per terra. Pianigiani è il responsabile tecnico di entrambe le nazionali e darà i propri nomi e i propri suggerimenti, da lì dobbiamo discendere. Non possiamo più pensare per il basket femminile a quei discorsi arrendevoli del tipo questa è la situazione, queste sono. No. Ci sono le giocatrici e ci sono i settori giovanili. Dobbiamo valorizzare il basket femminile. Ricordo che quando abbiamo preso allenatori vincenti l'Italia ha vinto come con Riccardo Sales che ci ha portati al secondo posto all'Europeo di Brno. Aspettiamo la fine dell'EuroBasket per dedicarci al settore femminile".
L'orazione petrucciana è un po' condizionata dall'occasione estemporanea, cioè per dirla semplice sono parole dette al microfono come venivano (ad esempio, che vuol dire "dobbiamo fare un discorso con i piedi per terra"?); ma sembra piuttosto chiaro che ci sarà un ricambio di personale sotto la supervisione di Pianigiani.
D'accordo sul no all'arrendevolezza, come già avemmo modo di dire commentando il post-Europeo senior, anche se il paragone con l'epoca di Sales non so quanto calzi, perché effettivamente allora si poteva contare su una base di tesserate ben superiore. Ma l'Olanda ci è arrivata davanti nell'Europeo U20 pur avendo (se i numeri sciorinati da Sky mercoledì durante Italia-Paesi Bassi maschile sono corretti) 13.000 atlete contro le nostre 31.000. Il che dimostra (ammesso che ce ne sia bisogno) che i piazzamenti non sono obbligatoriamente legati all'ampiezza della base. Ma poi è così vero che il nostro staff si sia rifugiato in quest'alibi?
In ogni caso resto fissato con l'idea che, peggio dei magri tesseramenti (problema non risolvibile a breve termine), è l'impossibilità di convincere tutte le migliori a giocare: metti Macchi, metti Cinili e magari la Grecia la batti. Senza bisogno di avere milioni di praticanti.
Sabato 1/8 – Terminata la prima fase dell'Europeo U18 in Slovenia. Siamo in linea con le previsioni: 2 vinte e una persa, quest'ultima all'esordio con la Francia, una delle perenni favorite. 51-65 stando sempre indietro, complice la giornata storta delle due nostre pedine di maggior nomea, ovvero Pan (5 punti con 2/9) e Santucci (0 con 0/6), anche se in questo Europeo sarà interessante anche capire se le gerarchie fra le nostre '97 sono cambiate, perché ci paiono più fluttuanti rispetto alle '95-96 dove i "grossi calibri" sono definiti da tempo. In questa partita con la Francia, ad esempio, sono state sorprendenti Ciavarella (16) e Policari (12).
Sono seguite due rutilanti vittorie con Israele (90-55, equilibrio solo nel 1° quarto; Pan stavolta brillante con 24; Policari 15, Ciavarella 13) e Lituania (85-65, Porcu 21 con 5/5 da 3, Policari 13). Tutto sommato avere queste due avversarie nel girone era un buon affare.
Il difficile arriva adesso, perché nella seconda fase troviamo Spagna e Russia, tra le candidate all'oro, più il Portogallo che è tosto con l'oriunda bulgara Kostourkova e ha perso con le rivali iberiche solo al supplementare. L'altro girone, in confronto, appare privo di squadroni, il che significa che se riusciamo a passare, poi abbiamo una buona occasione.
Nota di colore: c'è un buon pubblico per la Slovenia ma assolutamente nessuno per le altre partite (il sito Fiba pietosamente scrive "100" come cifra diplomatica).
Nella foto: il Cus Cagliari '14/15 non sarà l'ultima versione del club isolano in A1.

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