Nel consueto comunicato trionfale di Lega si parla, se non ricordo male, di 3600 spettatori complessivi nelle 3 giornate. Non valuto l'esattezza del numero, ma comunque le tribune erano più popolate di quanto temessi, considerando che non c'era una compagine casalinga né una particolarmente vicina. Sì, un palazzetto piccolo, ma per noi non esistono palazzetti "non all'altezza", nel senso che fatichiamo a riempirne uno da 1000...
Il problema è che mentre noi celebriamo 3600 spettatori in 3 giornate, la recente Coppa Italia di volley donne (solo A1) ne ha fatti 5000 per la sola finale. Anche se forse è come paragonare basket maschile e calcio, poco sensato.
A proposito di Coppa nostra, non so se avete visto Costa-Palermo, consiglio di rivederla su YouTube a chi non ha avuto occasione. A prescindere da chi ha vinto e chi ha perso, è il modo in cui si è giocato che colpisce, aprendo forse squarci sul basket femminile del futuro. Da una parte Miccio che fa 10/15 da 3, dall'altra Costa che di triple ne tenta 39 e ne segna 13, che come redditività non è malaccio, perché a fronte di 26 padelle, cioè il 66,6% dei tentativi, ci sono 39 punti prodotti, ovvero esattamente 1 punto per tentativo, che è sopra la media del femminile (equivale a un 50% da 2).
A un certo punto mi sembrava di vedere un Golden State-Houston di Nba: ovviamente fatte le debite proporzioni. Ma il concetto era lo stesso: il tiro da 3 come prima soluzione. Appena si ha un metro si tira. Si penetra già con l'idea di scaricare fuori per il fromboliere. Tirare 30-35-40 volte da 3 in una partita (in Nba anche 50), quando un tempo in Nba si arrivava a stento a 15, è considerato normale. Comunque la si pensi, è rivoluzionario: il concetto classico di costruire la soluzione a più alta percentuale possibile, e quindi da vicino, viene soppiantato da una ricerca sistematica del bottino pesante, non importa se effettuata nei primi 5 secondi dell'azione o dopo 20.
Chiaramente sto scheletrizzando il discorso, perché sia nei team Nba che ho citato, sia nelle squadre femminili che professano il nuovo verbo, c'è tutta una serie di concetti a supporto del martellamento da 3, per armonizzarlo con altri aspetti del proprio gioco, sicché non risulta un ottuso sparacchiamento ma un'arma all'interno di un sistema efficace.
Resta il fatto, notevole, che quando pochi anni fa (2010) venne allontanata la linea da 3 a 6,75, in molti pensammo "Oh povere donne, adesso riusciranno a malapena a tirare da 3, figurarsi segnare". Beh, adesso ci sono squadre che tirano 30-40 volte in una partita, e segnano spesso e volentieri. Per ora è una ristretta avanguardia, ma un domani sarà la normalità per tutti?
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