Iniziano domani (sabato 22) i Mondiali di Spagna. Quelli in cui avremmo potuto (secondo alcuni dovuto, se si ritiene che siamo stati rapinati) esserci noi, qualora non avessimo perso in quel modo malaugurato, un anno abbondante fa, la semifinale 5°-8° posto degli Europei contro la Lettonia, valevole per l'accesso all'iridata tenzone.
Per curiosità, le lettoni sono in girone con Usa, Senegal e Cina, ovvero una partita impossibile e due giocabilissime. Tanto per aumentare i rimpianti.
Il problema della competizione (che durerà solo 8 giorni, fino al 30) è quello di sempre: parafrasando il grande Larry Bird quando si rivolse ai suoi rivali nella prima gara di tiro da 3 punti dell'All Star Game Nba, "allora, chi arriva secondo?". In quanto ovviamente l'oro è già assegnato agli Usa, a meno di clamorose sorprese, che però potrebbero essere causate da un'avversaria che si trovasse in un momento storico brillante, condizione che francamente non ci pare.
L'ultima sconfitta americana, ai Mondiali 2006, fu provocata da una Russia che aveva fior di giocatrici, tant'è che l'anno dopo vinse l'Europeo di Chieti. Né la Francia, né la Spagna, né l'Australia attuali, cioè le principali avversarie, ci paiono invece in parabola ascendente. La Cina stagna, il Sudamerica è in crisi da almeno un decennio, c'è un bel Giappone e qualche europea minore emergente (Belgio), ma non è roba da far solletico agli Usa. Ma su questo lascerei la parola all'espertissimo Kaysay.
Mi limito a snocciolare il roster Usa, affidato all'ex grande play Dawn Staley (forse l'incognita può essere qui, in panchina, tramontata l'era Auriemma; però mi pare un caso in cui la classica frase "con quell'organico vincerebbe anche mia nonna", solitamente una cazzata, può essere vera...):
Jewell Loyd, Kelsey Plum, Sue Bird, Layshia Clarendon, Morgan Tuck, Breanna Stewart, A'Ja Wilson, Elena Delle Donne, Diana Taurasi, Nneka Ogwumike, Tina Charles, Brittney Griner
ossia, come sempre, una gran miscela di veterane, mezzane e giovani: vari nomi a livello internazionale sono nuovi. Loro possono lasciare a casa gente come Maya Moore, Sylvia Fowles e Candace Parker (non ho seguito a sufficienza la preparazione per saperne i motivi) ma non hanno problemi di ricambio generazionale, la concorrenza a mio parere sì, anche se a questi Mondiali manca la Russia che sarebbe, con le '98 prodigio Vadeeva e Musina, quella con più gioventù al potere. Per non parlare, ovviamente, della nostra Zanda.
Di positivo c'è che Sky trasmette l'evento, quindi per gli appassionati un po' di godimento è assicurato. Poi magari crolla il mondo e non va a finire secondo l'epilogo più scontato. Altrimenti seguiremo la lotta per le due medaglie di rincalzo.
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