martedì 25 settembre 2018

Sulla concorrenza di calcio e volley

Che sia il calcio il nostro concorrente più che la pallavolo, l'idea fu espressa già da Bicio Ranieri di Costa alcuni anni or sono. Già tremo al pensiero dei Mondiali 2019 in Francia, dove purtroppo l'Italia femminile è qualificata.
Il problema però è che, soprattutto nei piccoli centri, se vicino a casa c'è solo il volley, e il basket più vicino sta a mezz'ora di macchina (e del calcio c'è solo la squadra dei maschi) anche una ragazzina portata a sports di contatto finisce per rassegnarsi a schiaffar palle sotto rete...

Per quanto riguarda la spettacolarità dei rispettivi campionati, siamo nell'ambito dei giudizi soggettivi e occhio alla tendenza a essere più autocritici nei confronti dello sport in cui si è addentro (meno facilmente si vedono i difetti altrui). Di oggettivo c'è che il campionato di volley femminile italiano è uno dei primi 2 o 3 al mondo (Russia e Turchia gli altri possibili concorrenti), mentre quello di basket non lo è (Wnba a parte, Russia e Turchia pure lì, c'è almeno la Spagna davanti e forse anche la Francia). Inoltre la gradevolezza dello spettacolo è data anche dal contorno ed è chiaro che se nel volley vedi un bel palazzetto con 2000-3000 spettatori, mentre nel basket perlopiù trovi impianti piccoli e vuoti, anche questo pesa.
Certo, su questo potresti obiettare: "miglioriamo lo spettacolo e i palazzetti si riempiranno". Non lo so. Se ci fosse un rapporto tra qualità di uno spettacolo e numero di spettatori, dovremmo dedurre che il calcio è meraviglioso e il resto degli sports fa pietà. I gusti sono gusti... film di merda fanno dieci volte gli incassi di fior di film, così in ogni ambito.

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