martedì 31 agosto 2021

Bilancio forum 2020/21: record stagionale di pagine

 Well, tradizionalmente al 31 agosto considero chiusa la stagione di questo topic e il 1° settembre inizia quella nuova.


La stagione 2020/21 testè conclusa, la diciassettesima da quando esiste "Basket femminile a ruota libera", ha fatto registrare un clamoroso record di 612 pagine prodotte fra l'1/9/2020 e il 31/8/2021. Il precedente era di 412 e risaliva al vulcanico 2008/09.
Quindi addirittura 200 pagine tonde più del massimo precedente, il tutto in un'epoca in cui i forums sono sovente considerati obsoleti rispetto ai socials.

Evidentemente il periodo assurdo che abbiamo attraversato, quello della ripresa post-Covid, riblocco per nuovo Covid, ri-ripresa post-nuovo Covid, eccetera, ha stimolato le discussioni.

Per quanto mi riguarda preferisco le oneste discussioni ad armi pari tra forumisti (tu mi dai del coglione, io ti do della testa di cazzo) anziché le invettive scagliate dal pulpito personale contro giocatrici, allenatori, dirigenti di clubs o federali, cioè bersagli di cui si è sicuri che non replicheranno. Ma faccio i complimenti a tutti per il primato ottenuto collettivamente.

venerdì 20 agosto 2021

Mondiali U19: Usa solito oro; bilancino Italia

Tutto è finito, finito è tutto. Il Mondiale U19 (ormai da 5 giorni) e anche la dimezzata estate delle nostre giovanili, visto che - come sanno i sassi - abbiamo rinunciato ai Challengers U16 e U18.

Siamo tornati dunque con l'11° posto dalla kermesse di Debrecen, dopo aver battuto (nella fase 9°-16°) il Brasile, preso una paga memorabile dal Giappone e sconfitto l'Egitto (rima), stavolta con meno patemi rispetto alla prima fase. Per un tentativo di bilancio nostro, vedi in fondo.

L'Ungheria ha fatto contenti organizzatori e pubblico cingendosi il bronzo al collo. Ha legittimato, diciamo così, il famoso "corridoio favorevole" che abbiamo già sottolineato (beccare la Rep. Ceca nei quarti). Per quanto s'era visto finora, il Mali pareva meglio e non di poco; ma è finita con +21 per l'Ungheria nonostante gli sforzi di Sika Kone, 25 punti e 16 rimbalzi, venendo inclusa nel quintetto ideale; ma 25 ne ha messi anche Boros, pure lei nel quintettone.

Nella finalissima, classico Usa-Australia e altrettanto classica vittoria yankee. A differenza della prima fase, l'Australia è riuscita a imbragare le ragazze dello Zio Sam per un quarto e mezzo; si era infatti sul 24-26 per le cangure al 14'.
Succedeva però che gli Usa passassero a zona, chiudendo totalmente l'area e lasciando che l'Australia si affidasse totalmente alle spingardate da 3; e in attacco le americane, pur tirando maluccio, avevano tante opzioni cui affidarsi di volta in volta, che fossero le palle dentro l'area per le torri Betts (2 metri del 2004, minorenne dunque...) e Ware, o le incursioni della tascabile Johnson, la quale s'è distinta anche per un triplone da 9 metri sulla sirena del 1° quarto; oppure le triple della tiratrice Citron (origini venete o francesi, giacché "citron" vuol dire limone? Il dubbio non c'impedirà di dormire), inserita nel quintetto ideale. Mentre l'mvp del torneo, Clark, guardia bianca dal viso acqua & sapone, di buona fisicità e fondamentali (insomma tutto perfettino, anche se per ora non sembra avere le stimmate del genio) stavolta non ha incantato, anche se le doti si vedevano comunque (velocità d'esecuzione, personalità).

Facendola breve, il parziale tra metà 2° quarto e metà terzo è stato di 23-2 (47-28 al 25'): partita uccisa.
Ultimo quarto senza sussulti né singulti. Finale 70-52 e, come quasi sempre, gli Usa sono d'oro. La solfa è la solita: loro perdono solo se fanno le cose male, raffazzonando selezione e preparazione. Siccome nel femminile fanno tutto per bene, non ci sono santi a cui votarsi, per le avversarie.

Per un cenno finale sulle individualità emerse nell'evento, va ricordato che il quintetto ideale, oltre alle quattro già menzionate, ha incluso la guardia australiana Melbourne; in particolare evidenza fra le altre il funambolico play canadese Wilson (2003, genio e sregolatezza) e, rullo di tamburelli, addirittura un paio di 2005 (mani nostre che si mordono), ovvero l'aletta ceca Paurova e la fisicata ala russa d'origine esotica Kosu; entrambe hanno giostrato intorno ai 16 punti a partita. E' del 2002 invece la possente ala grande canadese Ejim.
Potremmo aggiungere anche un paio di francesi, Astier e Bussière, ma le suddite di Macron hanno fatto registrare una caduta fragorosa negli ottavi.
In generale, non è parsa un'edizione per superlunghe, a parte il torrione americano Betts, classe 2004.

Chiudiamo con un tentativo di bilancio sull'Italia, a bocce ormai ferme.
E' assodato che c'è poco da esaltarsi, sia per l'11° posto sia per quanto mostrato sul campo: a parte Spinelli, che però ora si ritrova col ginocchio rotto e la prospettiva di mesi d'assenza, obiettivamente nessuna, compresa chi si merita la sufficienza, ha fatto registrare prestazioni incoraggianti per un futuro al massimo livello (ok, apprezzabile Bovenzi rispetto al suo potenziale, ma non è un elemento di primissimo piano).

Però, come squadra, alla fine, abbiamo fatto così male a 'sti Mondiali? A ben guardare, abbiamo perso contro l'oro, l'argento e il bronzo (andando non lontano dal vincere contro il bronzo, cioè l'Ungheria in casa sua), più la scoppola col Giappone che comunque è una forza emergente a tutti i livelli; il tutto dopo aver perso, per scelta o per sfiga, elementi fondamentali; in una competizione in cui, come ha fatto notare l'utente Silvia Zanetti, abbiamo una tradizione negativa.
E' lecito criticare la nostra prestazione complessiva nell'evento, ma non si può ritenerla lo specchio del nostro valore, avendo giocato senza Gilli, senza Matilde Villa (miglior marcatrice italiana dell'ultima A1 e miglior assist-woman in assoluto, giova ricordarlo), senza Spinelli nella partita decisiva, senza Ronchi, al limite anche senza Blasigh e/o Zanardi, altri possibili inserimenti dalle sotto-età.
Se pensiamo che il nostro standard naturale siano i primi posti, solo perché prima del Covid queste annate vincevano, temo che andiamo fuori strada. C'è stato un terremoto le cui macerie dobbiamo ancora rimuovere del tutto. La vittoria nel Challenger U20 ha dimostrato che se ci sono le condizioni giuste non abbiamo smarrito la ricetta per fare risultato.

Legittima però l'inquietudine per un futuro in vista del quale non abbiamo seminato nulla, data l'inattività forzosa delle minorenni per due estati di fila.

giovedì 19 agosto 2021

Mondiali U19: il "j'accuse" di Ezio Parisato

 Ezio Parisato, noto seguitore delle nazionali giovanili femminili nonché dirigente delle selezioni lombarde, ha postato su Facebook queste considerazioni a bilancio dei Mondiali U19 (è solo una parte del post completo, che si trova sul suo profilo):


E veniamo alle dolenti note... praticamente assolti per non aver commesso il fatto squadra e staff (vale a dire la parte tecnica) resta da farsi qualche domanda sulla gestione “burocratica” e dirigenziale nella stanza dei cosiddetti bottoni.
E’ chiaro che noi non siamo gli usa con un armata dove scegliere anche ad occhi chiusi 12 cristiane da mandare in campo ma l italia 🇮🇹 e, fatte le debite proporzioni, siamo i carrarmati di Mussolini, sempre quelli che girano nelle varie parate... vale a dire abbiamo giocatrici di livello europeo che non vanno oltre i 15/20 elementi. Se ne lasciamo una parte a casa facciamo quelli che “se tajen l usel per faga un dispet a la mie’” come dicono a Milano.
Cioe’ scegliere di rinunciare alle minorenni e’ stato davvero un harakiri (con gia’ fuori Gilli per altri motivi) il problema e’ che non si capisce su quale base visto che sia a debrecen che al challenger 16 solo noi l abbiamo fatto.
Ora posso pensare che essendo in italia qualche avvocato abbia consigliato alle alte sfere fip di non prendersi beghe in quanto se qualcuna fosse tornata malata di covid chissa’ che cause da parte dei genitori... si ma gli stessi avvocati non potevano consigliare vie di tutela se fosse stato questo? A parte che si poteva vaccinare le convocate e si era a posto... ovvio che se i genitori non fossero stati d accordo arrivederci e grazie. A parte che sarebbe mai cambiato (per dire) vaccinare nguessan che compiva gli anni il giorno del raduno o un altra 2003 che li aveva compiuti un mese prima?
Ovvio che lo staff tecnico ha fatto pressione per poter avere altre giocatrici piu’ giovani ma in Fip irremovibili, ma poi chi sara’ stato mai? Il consiglio federale? Il presidente Petrucci in autonomia? Boh... lo sapremo mai? Diciamo colpa del covid...
Giriamo pagina che e’ meglio ed attendiamo le nuove direttive sul settore giovanile del ssn che sicuramente avranno preparato i signori di via del vitorchiano.. visto che si riparte, o chiudiamo un altro anno di attivita’ cosi’ pallavolo e calcio femminile ci ammazzano del tutto a tesserati?
E la povera femminile tornera’ al periodo pre-lucchesi lottando x l 11mo posto e per non retrocedere nel gruppo B. Sveglia cari miei che e ‘ un attimo affondare e buttare tutto il lavoro di questi anni della femminile... non basta sperare in Dio o nello spirito santo! Il problema e’ che anche la maschile non sta messa meglio, consola il fatto che tanto prendere un bronzo a livello europeo per i maschietti e’ gia’ un impresa
Il problema e’ che abbiamo perso un occasione per far crescere ulteriormente ragazze 2003/4/5 di interesse nazionale e per le quali anche giocate dal 9 al 16’ posto era importante per crescere. Ad esempio la Russia ha Kosu (2005) e parte in quintetto, a me personalmente vedere kris Osasuwa (di. Costa) cominciare a fare esperienza in campo internazionale non sarebbe spiaciuto, per ora Dacic la rimbalza ma e’ lei a rimbalzare tutte nella sua categoria... altri esempi? Le Villa, (04), Zanardi e lucantoni (05), pini (04), blasigh (04) e jo lucchesi potrebbe aggiungerne un tot di altre, non so se potevano essendo 2006 ma il metro e 92 di Serra e Piatti di costa, vale Penna di reyer, le tre di ororosa (monti fossati e crippa), le due della campania con altre del lazio viste al Fabbri non ci avrebbero dato altre soddisfazioni almeno in ottica futura? Forse arrivavamo 15mi ma seminavano di piu che arrivare 11mi e farlo in questo modo... e vi assicuro che per gente come me che per anni si e’ sbattuto per i vari ctf regionali vedere squadre a livello europeo senza ne capo ne coda e nemmeno prospettiva da’ un certo fastidio... ma forse non frega a nessuno


Commento mio: Sul fatto che tagliare fuori le minorenni sia stato un handicap siamo tutti d'accordo. Mi sembra che Ezio però metta un po' troppi nomi di minorenni sul piatto. Portare 2005 e 2006 solo per far fare esperienza non valeva la pena. Quindi, limitandoci a chi delle assenti effettivamente era meglio delle convocate, si tratterebbe di Matilde Villa di sicuro, Zanardi probabilmente, poi si può discutere su qualche 2003 ma valutando al posto di chi.

Delle maggiorenni ci sarebbero state in più Gilli, se non fosse stata esclusa, e Ronchi, se non si fosse infortunata.

 

venerdì 13 agosto 2021

Mondiali U19: quarti, l'Ungheria sfrutta il corridoio

A dimostrazione dello squilibrio tra i lati del tabellone, la Russia, che aveva battuto di 14 l'Ungheria, è fuori perché ha avuto la sfiga di beccare il Mali nei quarti, mentre l'Ungheria ha beccato la Rep. Ceca, prima nel suo girone solo grazie al 20-0 sulle africane, e ora le magiare sono in semifinale. Avendo noi perso solo di 6 con l'Ungheria, è ipotizzabile che con Spinelli (miglior marcatrice e rimbalzista nostra fin lì) avremmo vinto sia con le suddite di Orbàn che con le praghesi.

Dimostrazione che nei tornei a volte più che la sapienza tecnico-tattica conta la sorte.

A livello mondiale comunque non vince nessuno tranne gli Usa. Troppa superiorità se fanno le cose per bene; nel maschile a volte raffazzonano ma nel femminile sono sempre serie, per cui... o cresce improvvisamente il resto del mondo o non ce n'è.

Intanto oggi vediamo la Spagna beccarne 34 dagli Usa, lei che in tempi recenti dava almeno fastidio alle americane. Si conferma l'impressione che il movimento iberico sia un po' in ristagno, se non in declino.

Intanto-bis, il Canada fa la sorpresa pungendo la Francia che aveva vinto il suo girone.

Intanto-ter, dal livello di Argentina e Brasile si direbbe che il basket femminile in Sudamerica sia in crisi nera (e del resto nessuna sudamericana era alle Olimpiadi).

Mondiali U19: l'occasione persa dall'Italia

Mannaggia, siamo fuori agli ottavi.
Il mix tra girone boja e formula "avanti tutte" lo rendeva chiaro fin dall'inizio: potevamo prendere scoppole nella prima fase, ma contava solo essere pronte per gli ottavi, quando avremmo, forse, ricevuto il compenso per aver dovuto sorbire sùbito le due corazzate Usa e Australia: ovvero che non avremmo trovato un'avversaria irresistibile, a patto di battere almeno l'Egitto.
Il piano stava funzionando. Ne abbiamo prese un sacco e una sporta dagli Usa (meno 60), abbiamo resistito solo per metà all'Australia (poi meno 16), rischiando peraltro di farci uccellare dalle africane (partita acciuffata per i capelli nei regolamentari e vinta all'overtime). E va bene, roba bruttina.

Ma tutto sarebbe stato lavato via da una vittoria sulle padrone di casa. Impossibile? Tutt'altro; l'Ungheria è discreta ma non trascendentale; e non ha quella fisicità prorompente che ci mette a disagio quando troviamo una squadra avversaria che ne è dotata.
E in effetti non siamo andati lontani dal vincere. Neanche vicinissimi, va ammesso, perché nel finale non siamo mai stati a portata d'aggancio; e in tutta la partita siamo stati avanti per un amen. Però a far quadrare i conti mancava poco di più, probabilmente Spinelli, la quale purtroppo era in panca col gambone immobilizzato, dopo l'infortunio patito contro l'Australia. Abbiamo giocato contro le magiare senza colei che era stata fin lì la nostra miglior marcatrice e rimbalzista.
Nel complesso abbiamo giocato bene sul piano caratteriale e su quello difensivo (almeno per buona parte), male su quello offensivo e tecnico, pagando la mancanza di riferimenti sicuri, o meglio di soluzioni a cui affidarci con metodo e non con casualità, com'è parso a lungo che facessimo.

Il 1° quarto è stato l'unico in cui si segnasse con una certa regolarità; finiva 16-22 per le magiare con una tripla loro sulla sirena. Già buono l'impatto della tappetta d'energia Bovenzi per noi.
I primi 6'30" del 2° periodo erano il nostro momento peggiore: 2 miseri punti segnati, Ungheria che scappa (ma non troppo) sul +13, 18-31. Positivo il parziale di 7-2 da lì al riposo, passando a zona e sbloccandoci dall'arco con Panzera. Alla pausa era 25-33 con noi inchiodati da un 7/26 da 2. Reggiamo come? Con la difesa, i recuperi. L'Ungheria tira molto meglio (8/19 da 2, 5/11 da 3) ma non ci ammazza.

Inerzia favorevole che continuava a inizio ripresa, il nostro frangente migliore. Segnano Natali da 3, Panzera, Nasraoui finalmente andando ("finalmente" non solo lei, intendo la squadra in generale) in post basso. Poi Panzera da 3 e magicamente c'è il sorpasso, 37-35 dopo 6'20" (parziale di 19-4 dopo il massimo svantaggio).
Poco dopo accade che Colognesi si mangi un assist per il +4; si rianima di colpo l'Ungheria con uno 0-7 che la rimette avanti (39-42 al 30').

Ci avremmo anche messo la firma per trovarci totalmente in partita a 10 minuti dalla fine. Ma i primi 6' dell'ultimo quarto ci condannavano a una nuova siccità, stavolta mortale, con 2 punti all'attivo. Non che l'Ungheria faccia miracoli nel frattempo, ma scappa sul 41-50 a 4' dalla fine.
Tentiamo un ultimo sussulto: Natali dai 6 metri, Bovenzi in entratona ubriacante: 45-50. Subito dopo, Panzera intercetta, va a centro area nel traffico ma sbaglia il -3. In pratica finisce lì perché poi l'Ungheria riallunga dalla lunetta. 48-54 lo score finale.

Si poteva fare, questo è il tarlo che ci corrode in questi giorni. E se ce la facevamo, si aprivano cieli immensi e immenso amore (anche se gli Europei senior ci hanno insegnato a diffidare del mitico "corridoio favorevole"). Comunque vada a finire Ungheria-Rep. Ceca, infatti, pare evidente che sia il quarto di finale più debole, considerando che la Rep. Ceca è finita prima nel suo girone per pura fortuna, cioè grazie alla mancata presentazione del Mali. Il quale, a causa di quello 0-20, è giunto secondo ed è finito a cozzare con la Russia (prima nel suo), scoglio ben più aspro. Anche se poi ovviamente deve parlare il campo.
Insomma, nonostante il juego non bonito da parte nostra, nonostante il k.o. di Spinelli, nonostante gli acciacchi di qualcun'altra, nonostante la scelta di tener fuori Gilli e le minorenni, ecc. ecc., c'è passato un treno grosso così e non l'abbiamo preso.

mercoledì 11 agosto 2021

Circuito 3x3 Italia: Hernandez Pepe mette altro... pepe

Isabel Hernandez Pepe ha scritto un altro post sulla questione della disparità nei premi alle finali del 3x3 Italia.
L'argomento più ficcante mi pare quello dell'organizzazione federale: si configura in effetti una disparità prodotta dall'ente pubblico.
L'argomento della controparte è invece che se partecipano più squadre nel maschile devi pagare di più chi vince il maschile.

Io in tutto questo, dopo 3 giorni, non ho ancora trovato i nomi delle giocatrici che hanno vinto... si vede che è un optional (non lo dico a Isabel Hernandez, ovviamente, ma a chi gestisce la comunicazione dell'evento). 




lunedì 9 agosto 2021

Olimpiadi: audience della finale femminile (Italia e America)

 Una nota lieta a chiusura delle Olimpiadi, ora che sono arrivati i dati Auditel di domenica 8 agosto, giornata finale:

Pallavolo (dalle 6.35 alle 8.00): 518.000 – 17.7%
Pallacanestro (dalle 8.32 alle 9.24): 1.166.000 – 20.4%


Trattavasi delle rispettive finali femminili, se non erro. Ovviamente il miglior dato per il basket si spiega in gran parte con la fascia oraria migliore, però anche lo share è superiore...

(aggiunta del 21/8): 
Giorni fa sono usciti i dati di audience negli USA delle due finali olimpiche di basket, trasmesse dalla NBC con un orario d'inizio che svariava tra le 19.30 sulla costa Est e le 22.30 sulla costa Ovest (sostanzialmente in prima serata, motivo degli orari assurdi per il resto del mondo, cioè le 11.30 di Tokyo pari alle 4.30 di notte da noi); ebbene, è emerso che la finale femminile ha avuto una media di 7,8 milioni di spettatori, non molti meno rispetto alla finale maschile (9,2).
Si è trattato della partita di basket femminile più vista negli Usa dal 2016.

Come già segnalato, in Italia la finale Usa-Giappone, trasmessa in differita tra le 8.30 e le 9.30 del mattino, ha avuto la ragguardevole media di 1.166.000 spettatori sulla Rai.
Decisamente meglio della finale maschile, trasmessa in diretta alle 4.30 di notte per 243.000 spettatori medi.

Circuito 3x3 Italia: trionfa la squadra di Madera (+ polemica premi)

 La grande esclusa dal 3x3 olimpico, Sara Madera, vince il titolo di mvp alle finali del 3x3 Italia, il circuito ufficiale Fip che si è concluso ieri a Cesenatico.

Comunicato stampa abbondante di nomi di autorità presenti ma privo di quelli delle giocatrici (che forse interesserebbero di più), ma un'altra della squadra vittoriosa è Isabel Hernandez Pepe, la quale su Facebook ha lamentato la disparità di genere nel montepremi: 10.000 euro alla squadra maschile campione, 6.000 a quella femminile (che fanno comunque 1.500 a capoccia, non male). Pare che la differenza sia dovuta alla diversa quantità di squadre iscritte tra uomini e donne.
Un bel tema adatto a spaccarsi come sempre tra guelfi e ghibellini sui social, adesso che le Olimpiadi sono finite e quindi serve un po' di... pepe (non Isabel né la sorella Sara ma la saporita spezia).



domenica 8 agosto 2021

Olimpiadi: finali, Usa oro, Giappone argento, Francia bronzo (+ bilancio)

 Torneo olimpico, finali e bilancio-flash:


- Usa-Giappone, 1° posto: Settimo oro consecutivo per gli Stati Uniti: 90-75 sul Giappone nella finale disputata all'alba nostrana, corrispondente alle 22.30 della costa orientale americana, giacché la tv Usa ha dettato legge sull'orario (se non altro vuol dire che lo consideravano uno degli eventi d'interesse).

A differenza del confronto già avvenuto nella prima fase, le americane sono pronte sul pezzo dall'inizio e non si fanno irretire dalla spuma giapponese, non supportata inoltre dalle triple (8/31 alla fine, troppo poco contro un'avversaria del genere). Il divario di centimetri e stazza è mostruoso (nessuna delle nipponiche supera l'1.85 probabilmente generoso), per cui palla dentro alla 2,03 Griner e alla 1.96 Wilson: l'una fa 30 punti con 14/18, l'altra 19 con 8/13, e il grosso del lavoro è già fatto. Al resto provvedono l'eterna mvp Stewart (14 + 14 rimbalzi) e l'inossidabile coppia, seppur non più dominante come un tempo, Bird-Taurasi, che festeggia il quinto oro personale, record d'ogni tempo per gli sport di squadra.

Il Giappone come spirito e interpretazione è encomiabile come sempre; cava canestri funambolici dal cilindro, torna sempre a galla ogni volta che lo strapotere Usa sembra averlo affondato; riesce persino a prendere più rimbalzi in attacco; ma col 30% e rotti dal campo non puoi andare da nessuna parte contro le yankee.
Rimane comunque uno storico argento per le suddite dell'imperatore. Machida è emersa come idolo generale dopo i 18 assist della semifinale (e non solo), ma è stato un lavoro collettivo favoloso quello delle padrone di casa.

- Francia-Serbia, 3° posto. Alla Francia il bronzo (assegnato sabato in bizzarro sfaso temporale) battendo la Serbia; rivincita della finale europea di giugno e della finalina di Rio '16. Solo nel 1° quarto sono avanti le slave, poi le galliche macinano in progressione, toccando i 91 punti (a 76) dopo la magra in semifinale col Giappone. Addirittura 7 in doppia cifra per le suddite di Macron (il jolly a sorpresa è la giovane Fauthoux con 12 punti in 13'); anche stavolta per la Serbia solo Anderson costante in realizzazione (24) mentre le grandi Vasic, Dabovic e Brooks sono parse in debito di ossigeno, azoto e quant'altro.
Per la Serbia finisce un ciclo, visto il ritiro dalla Nazionale per Vasic e Brooks; anche la Francia ha qualche veterana vicina a fine corsa (in primis la grande Gruda) ma col suo vasto serbatoio di giocatrici ha sicuramente più ricambio.

- Le altre. Il Belgio si è fermato anche in queste Olimpiadi a un passo dalla gloria, perdendo di 1 col Giappone nella partita più bella del torneo (quarti di finale); vecchio non è ma il suo ciclo brillante sembra più l'exploit di una generazione di giocatrici che il prodotto di un movimento cestistico in grado di assicurare continuità nel tempo.
Per la Spagna un'estate dal bilancio in rosso dopo un decennio di gloria; non è bastato il ritorno di Torrens rispetto all'Europeo per migliorare il risultato (out nei quarti in ambo le competizioni). L'impressione è che, come nel maschile, qualche problema di ricambio generazionale ci sia. Da verificare in futuro; a volte è solo questione che una grande generazione finisce suo malgrado per oscurare quella immediatamente successiva.

A proposito di futuro, sembra radioso quello della Cina, che ha steccato il quarto con la Serbia ma ha fatto passi da gigante nella consistenza, dominando nella prima fase. Non ha un gioco elettrico come il Giappone ma in compenso ha i centimetri.
Proprio l'emergere dell'Asia è la novità maggiore di questo torneo muliebre; per converso c'è il declino dell'Australia, al quale però si potrebbe obiettare che sarebbe bastato avere la colossa Cambage per raccontare un'altra storia. E qualche giovane emergente l'ha fatta vedere.
Tra le deluse, ma con molta sfortuna (penalizzata dalla formula, che l'ha fatta giocare prima delle rivali alla corsa per le due migliori terze), c'è anche un Canadà che non riesce a fare il salto nonostante buone individualità; d'altronde un girone con Spagna, Serbia e Corea era rognoso perché non c'era il materasso da bastonare per sistemare la differenza canestri. Le coreane sono l'unica asiatica a non essere passata ai quarti, ma si sono mostrate competitive.
Anche la Nigeria pur perdendo 3 volte ha mostrato buone cose; l'unica sotto il livello è stata Portorico.

Quando riuscirà l'Italia a inserirsi in questo giro? L'exploit dei maschi dimostra che non è il caso di alimentare un pessimismo cosmico; a volte le maturazioni e la svolta nei risultati possono avvenire all'improvviso. Certo è che il riscontro degli Europei di quest'estate non ci avvicina al livello che vorremmo raggiungere, anzi.

sabato 7 agosto 2021

Mondiali U19: l'incidenza del Covid sulle nostre

Di grazia, dove avrebbero potuto giocare, nell'ultimo anno e mezzo, le nostre ragazze dell'Under 19 se non a livello senior, visto che le giovanili sono state sostanzialmente bloccate per tutto quel tempo (salvo brevissimi campionati questa primavera e nemmeno in tutte le regioni)? E' una fortuna che le nostre abbiano trovato spazio in serie A.

Comunque prima dei processi dobbiamo vedere se gli Usa danno 60 punti a tutti e soprattutto cosa combiniamo contro le squadre normali. Tenendo conto poi che ci siamo auto-amputati delle minorenni. Non che cambiasse qualcosa oggi ma nel complesso magari sì.

La moda d'evocare fattori extra-tecnici per le sconfitte

 Va di moda evocare cause extra-tecniche per le debacles. Ad esempio il Tromba Trump, declassato a Trombetta da quando non è più presidente, ha accusato le calciatrici Usa di aver perso la semifinale olimpica perché fanno troppa politica di sinistra, specialmente la tinta di viola Rapinoe (partner, tra parentesi, di Sue Bird).

Alla tendenza dà man forte anche la nostra Giorgia Sottana, la quale oggi pare abbia twittato contro l'asso sloveno Doncic durante la finale terzo posto: meno proteste con gli arbitri (e fin qui siamo d'accordo), ma anche meno vodka e meno merendine (allusioni al video pubblicato dalla spagnola Ouvina in cui si vedevano iberiche e sloveni a bere alcolici, e al fatto che il giocatore è un po' aumentato di peso). Andrebbe notato che il tapino ha viaggiato intorno ai 25 punti e 10 assist di media, facendo il boja e l'impiccato finché ha esaurito la benza, ma diplomaticamente commentiamo che Sottana non si discute.

Secondo me, l'errore di fondo è credere (o cercare di far credere) che chi perde ha fatto il discolo mentre chi vince ha praticato vita monastica. Ragionevolmente tutti gli atleti di alto livello, specie durante le due settimane olimpiche, si comportano uguale.

venerdì 6 agosto 2021

Olimpiadi, semifinali: Usa autoritari, Giappone capolavoro

 Usa-Serbia. Niente da fare, le americane schiacciasassi sono tornate. Avevano giocato a marce basse nel girone, erano già parse in crescita nei quarti con l'Australia, ma poteva essere dovuto al vistoso calo delle Marsupiali rispetto alla tradizione. Il modo in cui le yankees hanno piallato le campionesse d'Europa sembra togliere speranze alla concorrenza. Inizio a rullo sia in attacco che in difesa (25-11 il 1° quarto), poi un po' meno scintillante la fase realizzativa delle ragazze di Dawn Staley, ma continuando a non concedere nulla alle serbe che venivano dai 77 punti rifilati alla Cina. Qui all'intervallo si è sul 41-23 e i buoi sono già scappati. Finisce 79-59.

L'unica a segnare un po' per la Serbia è... l'americana Anderson, che contro le connazionali ne mette 15 ma inutili. Per tutte le grandi della compagine slava, da Brooks (5 punti) a Vasic (4) a Dabovic (zero), è una giornata nerissima. Tanta lotta per le serbe, va riconosciuto (rimbalzi offensivi, recuperi) ma se la boccia non entra nel canestro (30% dal campo) la montagna-Usa diventa impossibile da scalare. Per la corazzata 15 punti e 12 rimbalzi di Brittenona Griner.

Giappone-Francia. Le nipponiche bonsai avevano già irretito le possenti francofone nella giornata inaugurale, ma che si ripetessero in modo così squillante sembrava improbabile. I bookmakers davano favorite le europee, sia pure non in modo schiacciante. Schiacciante, brutale (eppure esteticamente splendido) è invece il modo in cui le asiatiche tritano l'avversaria con il loro moto perpetuo ma mai caotico, illuminato da Rui Machida, il play di 1.62 (ufficiali, quindi magari persino meno) che si consacra stella di questi Giuochi con 18 assist in 27 minuti. Sotto la sua guida il Giappone ribalta l'iniziale svantaggio con un parziale di 54-28 fra secondo e terzo quarto. Un ciclone da cui la Francia non si riha (voce del verbo "riaversi", se esiste). Finale 87-71.
Tutte e 12 a segno per il solito grande collettivo di coach Hovasse (è giusto che abbia i suoi meriti, per quello che ha creato); 18 di Gruda per le sconfitte, le quali rimangono col secondo groppo di quest'estate dopo la brutta finale europea disputata con la Serbia a giugno.
Unanime il consenso degli appassionati, a ciò che stiamo leggendo sui social, forums ecc.: questo Giappone incanta anche chi non bazzica abitualmente il femminile.
Ancora una volta l'unico rimpianto è per la dannata ipocondria giapponese che ha negato a questo prodigio agonistico la cornice di pubblico che avrebbe meritato.

Prospettiva finali: spiace che una tra Francia e Serbia debba uscire con la medaglia di legno, ma dà ancora più sapore alla rivincita della recente sfida per l'oro europeo; per l'oro sarebbe un miracolo se il Giappone ce la facesse, anche perché l'effetto-sorpresa dell'inizio della prima sfida di 10 giorni fa non potrà ripetersi. In ogni caso, l'Asia meritava una medaglia per quello che ha mostrato a Tokyo; sembrava più accreditata la Cina, c'è riuscito il Giappone; è comunque un mondo cestistico femminile che regala qualcosa di nuovo.

mercoledì 4 agosto 2021

Olimpiadi: quarti di finale, ridono Serbia, Usa, Giappone e Francia

 Torneo olimpico, quarti di finale:


Promesse mantenute: splendide almeno 3 partite su 4; più scontata, ma ci sta, Usa-Australia. Si ribaltano in due casi le posizioni della prima fase: k.o. due leaders di girone, Cina e Spagna. Tre semifinaliste su 4 vengono dal gruppo A, evidentemente il più ferrato.

- La Serbia si ripete: 5 anni fa, da quarta nel girone, infilzò l'Australia imbattuta; stavolta, da terza, fa piangere la Cina che aveva stradominato il suo gruppo. Partita che, dopo il +2 slavo all'intertempo, si ribalta e controribalta fra terzo e quarto periodo: 25-14 per le asiatiche ma 12-28 per le discepole di Marina Maljkovic. Soprattutto, decide il 7-0 serbo negli ultimi 2 minuti, iniziati sul 70-70.
Da lì è venuta fuori la relativa inesperienza del giovane gruppo cinese e la scafatezza (si dice? Boh) delle veterane serbe, temprate da mille battaglie. Decisiva, oltre alle solite Vasic e Brooks (alias Petrovic e Milovanovic), anche una rediviva Ana Dabovic, la terza della trimurti storica che sembrava appannata all'Europeo di giugno. Per la Cina si può solo dire "peccato ma vi rifarete", vista l'età media e il potenziale; per la Serbia era probabilmente l'ultima chiamata olimpica, almeno con questo gruppo.

- Su Usa-Australia poca narrativa. Americane "sul pezzo" più che nelle eliminatorie, australiane che confermano di essere in ribasso senza Big Liz Cambage. La vittoria in amichevole delle cangure significava poco. Marsupiali già fortunate a passare grazie alle magagne della formula che aveva concesso loro di sapere esattamente lo scarto da ottenere contro Portorico. La suerte è terminata al momento del sorteggio che le ha accoppiate con le americane. 48-27 all'intervallo e discorso chiuso. Breanna Stewart in versione deluxe (cioè in versione-se stessa) con 23 punti in 23 minuti.

- Giappone-Belgio da videoteca. Del resto sono le due squadre che giocano meglio rispetto al potenziale che hanno.
Dopo un tentativo di fuga nipponico, sino a più 12 a metà 2.quarto, nella seconda parte invece il Belgio sembra aver preso le redini (+10 nel terzo, e ancora discreti vantaggi nell'ultimo), ma il rush finale delle padrone di casa lo brucia sul filo. Decisiva una tripla di Hayashi a 16 secondi dalla fine; allo scadere sbaglia Kim Mestdagh: 86-85.
21 di Miyazawa e 19 di Takada per le nipponiche, ma come sempre gran democrazia nei punteggi per loro; 25 di Meesseman e 24 di K.Mestdagh non bastano al Belgio che piange nuovamente dopo la semifinale europea persa per questione di decimi; difficile dire se avrà un'altra chance anche se le migliori non sono vetuste. Spiace per loro, fa piacere per il Giappone che gioca in modo spettacolare, pur nei suoi limiti di taglia. Ma quasi lo stesso si sarebbe potuto dire del Belgio (il "quasi" è legato a Meesseman; il fatto che le nipponiche abbiano vinto nonostante l'assenza di una lunga vagamente pari a lei è un titolo di merito ulteriore). Pazzeschi i ritmi e le vene balistiche; certo sono due squadre piuttosto leggere e non in grado di praticare una difesa ruvida, per cui non vogliamo dire che lo spettacolo da loro offerto equivalga all'effettiva forza, ma che divertimento, ragazzi.
Nota di biasimo per le ipocondriache autorità giapponesi che hanno negato il pubblico ai Giochi: sarebbe stata una festa favolosa.

Francia-Spagna: le galliche spezzano il loro tabù dell'ultima decade, avendo perso 3 volte la finale europea contro le iberiche tra il 2011 e il 2017. L'incubo sembrava tornare a materializzarsi quando, dopo un vantaggio in doppia cifra per le francesi (+12) a metà secondo quarto, però già dimezzato all'intervallo, le ispaniche pervenivano al sorpasso e al mini-allungo a +3 proprio in dirittura d'arrivo (60-57 a 4' dalla fine), sfruttando il classico tallone d'Achille di Gruda e socie: i prolungati blackout offensivi sul più bello.
A invertire la freccia del destino provvedeva la reazione di carattere del gruppo francese, che a sua volta oscurava il canestro alle rivali (complice l'uscita per 5 falli della diva Torrens), e nell'ultimo minuto un canestro acrobatico di Johannès, probabilmente alla gara della consacrazione sul massimo palcoscenico dopo aver spesso incantato per lo stile ma dimenticato di fare i coperchi oltre alle pentole. Stavolta 18 punti per lei contro i 16 della neo-suddita di Brugnaro, ovvero Ndour.
Estate cestistica deludente per il sublime movimento spagnuolo, il quale perde nei quarti all'Europeo donne, e ancora nei quarti in ambo i tornei olimpici, maschile compreso.

Semifinali: Usa-Serbia pare sbilanciata per le yankees che nei quarti hanno ingranato la marcia giusta; Giappone-Francia dipende che tipo di partita sarà fra due squadre agli antipodi per modo di giocare: entrambe hanno le armi per smontare l'avversaria.

martedì 3 agosto 2021

Olimpiadi: terza giornata + vigilia quarti

 Circostanze avverse mi costringono ad essere telegrafico.

Se qualcuno ha già scritto qualcosa mi scuso, ma non riesco a leggerlo.

Comunque, torneo finora super, il migliore dell'epoca recente nei Giochi donne (gli ultimi non erano stati granché, ammetto, anche se riguardando un po' i risultati del 2016, va detto che almeno i quarti erano stati scoppiettanti).
Sostanzialmente alla vigilia dei quarti ci sono 8 squadre che possono vincere; certo non tutte alla pari, ma nessuna esclusa a priori.
La cosa più interessante è che, all'ingrosso, 4 delle 8 hanno giocato benissimo finora (Cina, Giappone, Spagna e in parte Belgio) e le altre 4 hanno tentennato, o giocato così-così (Serbia, Francia, Australia e le stesse yankee), ma che hanno un potenziale almeno pari se non superiore.

La fase a gironi s'è completata con la qualificazione a rocambola dell'Australia, che doveva vincere almeno di 24 col Portorico per scavalcare il Canadà come seconda miglior terza, dietro la Francia che s'era assicurata il pass perdendo "solo" di 11 con gli imbattuti Usa poche ore prima. Le foglie d'acero avevano giocato il giorno prima, perdendo con la Spagna leader del gruppo A. Inutile dire che la formula ha mostrato tutte le sue magagne, regalando un ingiusto vantaggio alle Marsupiali, che hanno vinto di 27 spingendo a tavoletta nel finale. Il fatto che queste ultime per meriti storici (più volte argento dal 2000 al 2012) non siano certo delle intruse fra le top 8 non giustifica l'iniquità.

Nel frattempo la Cina completava una prima fase strepitosa bastonando il Belgio e chiudeva come terza leader di girone.

quarti di finale sono dunque, in ordine di disputa a partire da stanotte alle 3:

- Cina-Serbia. Le asiatiche fin qui da urlo contro le esperte e marpione campionesse d'Europa che puntano a ripetere lo scherzaccio di 5 anni fa all'Australia che era imbattuta ma fu infilzata dalle slave nei quarti.

- Australia-Usa. E' stata 3 volte finale per l'oro. Favorite le americane perché senza Lizzona Cambage le cangure sono parse friabili.

- Giappone-Belgio. Interessantissima. La squadra col gioco più frizzante dell'Asia contro quella dal gioco più frizzante d'Europa. Chi va in semifinale sarà la grande novità rispetto al solito.

- Spagna-Francia. Vabbè, qui si esagera. Le due immense rivali europee si scannano per un posto al sole. Finora si sono invertite le parti rispetto all'Europeo di giugno, cioè meglio le iberiche, però in un clash testa a testa secco è un 50-50% di pronostico.

domenica 1 agosto 2021

Olimpiadi: i successi dell'atletica sono merito della Fidal?

Sarei cauto su questi giudizi: fino a poco tempo fa la Fidal era nell'occhio del ciclone per la cronica mancanza di risultati, completamente soppiantata dagli allori del nuoto; e non è che la visibilità dell'atletica fosse straordinaria, grandi eventi a parte.
A volte tendiamo a considerare i risultati italiani positivi o negativi come perfetto specchio del lavoro della rispettiva federazione, ma ho qualche dubbio al riguardo... allora dovremmo dire che la Federcalcio era incapace nel 2017 quando l'Italia fu esclusa dai Mondiali e virtuosa adesso che ha vinto gli Europei? E la stessa Fip bisognerebbe dire che è migliorata, visto che ha portato il 3x3 donne e il 5vs5 uomini alle Olimpiadi mentre prima no.
Insomma è vero che a volte i risultati sono frutto di un buon lavoro federale ma nel caso Fidal ho qualche dubbio. Tra l'altro, se guardi i forum di appassionati di atletica, bastonano i loro federali quasi peggio dei nostri.

Se c'è il pregiudizio che se l'atletica ottiene risultati è merito della federazione mentre se il basket ottiene risultati non è merito della federazione, è impossibile ragionare.

Ai Mondiali di atletica del 2019, l'ultimo grande evento prima del Covid, l'Italia quanto ha ottenuto? Zero ori, zero argenti, un bronzo. In due anni, col Covid di mezzo, che gran lavoro può aver fatto la federazione per diventare improvvisamente una potenza? Sono emersi dei talenti, di cui uno, Tamberi, già ottimo 5 o 6 anni fa, bersagliato dalla sfortuna, adesso finalmente sono girate le cose per il verso giusto. Jacobs è un diamante grezzo, un talento naturale; non c'è federazione che possa creare un 9"80 sui 100 metri. E' un dono della sorte.
Altri atleti nostri, ok, buoni risultati, ma vedremo se andranno a medaglia. Tutto sommato su 30 gare dovrebbe essere normale che un paese da 60 milioni come l'Italia vinca qualcosa, senza che si tratti di un gran lavoro federale alle spalle.

La visibilità ai fini della pratica sportiva va valutata senza distinzioni tra maschile e femminile. Intendo dire, non credo che una femmina si dà all'atletica se vede una femmina farla, idem per il basket. E il basket maschile ha una visibilità maggiore dell'atletica (campionato italiano ogni domenica su RaiSport, canale Sky tutto dedicato all'Nba, serie A ed Eurolega su Eurosport), a parte quella singola settimana all'anno in cui c'è il grande evento di atletica.
Il femminile adesso è sprofondato su MS Channel, ma prima è stato su RaiSport, su Sky, su Sportitalia; ha forse impedito il calo costante delle tesserate? Purtroppo no.

Quanto al presidente, da quest'anno alla Fidal c'è Mei ma prima c'è stato Gola per 15 anni, poi Arese per 8 e Giomi per 9, non è che sia così diverso da noi o da altre federazioni dove il "grande vecchio" è la norma. Di per sé la longevità del presidente non è né un pregio né un difetto.

Insisto, se guardi cosa pensano gli appassionati di atletica dei loro dirigenti federali, non è diverso di una virgola rispetto a quello che si dice di Petrucci. Vuoi sentire qualche presidente delle società di base, sui casini che hanno dovuto affrontare per la ripartenza, dei quali casini danno la colpa alla Fidal? E negli ultimi anni ho letto sui giornali più processi alla Fidal che a qualsiasi altra federazione, tra gli sport importanti in Italia.