- Usa-Serbia. Niente da fare, le americane schiacciasassi sono tornate. Avevano giocato a marce basse nel girone, erano già parse in crescita nei quarti con l'Australia, ma poteva essere dovuto al vistoso calo delle Marsupiali rispetto alla tradizione. Il modo in cui le yankees hanno piallato le campionesse d'Europa sembra togliere speranze alla concorrenza. Inizio a rullo sia in attacco che in difesa (25-11 il 1° quarto), poi un po' meno scintillante la fase realizzativa delle ragazze di Dawn Staley, ma continuando a non concedere nulla alle serbe che venivano dai 77 punti rifilati alla Cina. Qui all'intervallo si è sul 41-23 e i buoi sono già scappati. Finisce 79-59.
L'unica a segnare un po' per la Serbia è... l'americana Anderson, che contro le connazionali ne mette 15 ma inutili. Per tutte le grandi della compagine slava, da Brooks (5 punti) a Vasic (4) a Dabovic (zero), è una giornata nerissima. Tanta lotta per le serbe, va riconosciuto (rimbalzi offensivi, recuperi) ma se la boccia non entra nel canestro (30% dal campo) la montagna-Usa diventa impossibile da scalare. Per la corazzata 15 punti e 12 rimbalzi di Brittenona Griner.- Giappone-Francia. Le nipponiche bonsai avevano già irretito le possenti francofone nella giornata inaugurale, ma che si ripetessero in modo così squillante sembrava improbabile. I bookmakers davano favorite le europee, sia pure non in modo schiacciante. Schiacciante, brutale (eppure esteticamente splendido) è invece il modo in cui le asiatiche tritano l'avversaria con il loro moto perpetuo ma mai caotico, illuminato da Rui Machida, il play di 1.62 (ufficiali, quindi magari persino meno) che si consacra stella di questi Giuochi con 18 assist in 27 minuti. Sotto la sua guida il Giappone ribalta l'iniziale svantaggio con un parziale di 54-28 fra secondo e terzo quarto. Un ciclone da cui la Francia non si riha (voce del verbo "riaversi", se esiste). Finale 87-71.
Tutte e 12 a segno per il solito grande collettivo di coach Hovasse (è giusto che abbia i suoi meriti, per quello che ha creato); 18 di Gruda per le sconfitte, le quali rimangono col secondo groppo di quest'estate dopo la brutta finale europea disputata con la Serbia a giugno.
Unanime il consenso degli appassionati, a ciò che stiamo leggendo sui social, forums ecc.: questo Giappone incanta anche chi non bazzica abitualmente il femminile.
Ancora una volta l'unico rimpianto è per la dannata ipocondria giapponese che ha negato a questo prodigio agonistico la cornice di pubblico che avrebbe meritato.
Prospettiva finali: spiace che una tra Francia e Serbia debba uscire con la medaglia di legno, ma dà ancora più sapore alla rivincita della recente sfida per l'oro europeo; per l'oro sarebbe un miracolo se il Giappone ce la facesse, anche perché l'effetto-sorpresa dell'inizio della prima sfida di 10 giorni fa non potrà ripetersi. In ogni caso, l'Asia meritava una medaglia per quello che ha mostrato a Tokyo; sembrava più accreditata la Cina, c'è riuscito il Giappone; è comunque un mondo cestistico femminile che regala qualcosa di nuovo.
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