domenica 8 agosto 2021

Olimpiadi: finali, Usa oro, Giappone argento, Francia bronzo (+ bilancio)

 Torneo olimpico, finali e bilancio-flash:


- Usa-Giappone, 1° posto: Settimo oro consecutivo per gli Stati Uniti: 90-75 sul Giappone nella finale disputata all'alba nostrana, corrispondente alle 22.30 della costa orientale americana, giacché la tv Usa ha dettato legge sull'orario (se non altro vuol dire che lo consideravano uno degli eventi d'interesse).

A differenza del confronto già avvenuto nella prima fase, le americane sono pronte sul pezzo dall'inizio e non si fanno irretire dalla spuma giapponese, non supportata inoltre dalle triple (8/31 alla fine, troppo poco contro un'avversaria del genere). Il divario di centimetri e stazza è mostruoso (nessuna delle nipponiche supera l'1.85 probabilmente generoso), per cui palla dentro alla 2,03 Griner e alla 1.96 Wilson: l'una fa 30 punti con 14/18, l'altra 19 con 8/13, e il grosso del lavoro è già fatto. Al resto provvedono l'eterna mvp Stewart (14 + 14 rimbalzi) e l'inossidabile coppia, seppur non più dominante come un tempo, Bird-Taurasi, che festeggia il quinto oro personale, record d'ogni tempo per gli sport di squadra.

Il Giappone come spirito e interpretazione è encomiabile come sempre; cava canestri funambolici dal cilindro, torna sempre a galla ogni volta che lo strapotere Usa sembra averlo affondato; riesce persino a prendere più rimbalzi in attacco; ma col 30% e rotti dal campo non puoi andare da nessuna parte contro le yankee.
Rimane comunque uno storico argento per le suddite dell'imperatore. Machida è emersa come idolo generale dopo i 18 assist della semifinale (e non solo), ma è stato un lavoro collettivo favoloso quello delle padrone di casa.

- Francia-Serbia, 3° posto. Alla Francia il bronzo (assegnato sabato in bizzarro sfaso temporale) battendo la Serbia; rivincita della finale europea di giugno e della finalina di Rio '16. Solo nel 1° quarto sono avanti le slave, poi le galliche macinano in progressione, toccando i 91 punti (a 76) dopo la magra in semifinale col Giappone. Addirittura 7 in doppia cifra per le suddite di Macron (il jolly a sorpresa è la giovane Fauthoux con 12 punti in 13'); anche stavolta per la Serbia solo Anderson costante in realizzazione (24) mentre le grandi Vasic, Dabovic e Brooks sono parse in debito di ossigeno, azoto e quant'altro.
Per la Serbia finisce un ciclo, visto il ritiro dalla Nazionale per Vasic e Brooks; anche la Francia ha qualche veterana vicina a fine corsa (in primis la grande Gruda) ma col suo vasto serbatoio di giocatrici ha sicuramente più ricambio.

- Le altre. Il Belgio si è fermato anche in queste Olimpiadi a un passo dalla gloria, perdendo di 1 col Giappone nella partita più bella del torneo (quarti di finale); vecchio non è ma il suo ciclo brillante sembra più l'exploit di una generazione di giocatrici che il prodotto di un movimento cestistico in grado di assicurare continuità nel tempo.
Per la Spagna un'estate dal bilancio in rosso dopo un decennio di gloria; non è bastato il ritorno di Torrens rispetto all'Europeo per migliorare il risultato (out nei quarti in ambo le competizioni). L'impressione è che, come nel maschile, qualche problema di ricambio generazionale ci sia. Da verificare in futuro; a volte è solo questione che una grande generazione finisce suo malgrado per oscurare quella immediatamente successiva.

A proposito di futuro, sembra radioso quello della Cina, che ha steccato il quarto con la Serbia ma ha fatto passi da gigante nella consistenza, dominando nella prima fase. Non ha un gioco elettrico come il Giappone ma in compenso ha i centimetri.
Proprio l'emergere dell'Asia è la novità maggiore di questo torneo muliebre; per converso c'è il declino dell'Australia, al quale però si potrebbe obiettare che sarebbe bastato avere la colossa Cambage per raccontare un'altra storia. E qualche giovane emergente l'ha fatta vedere.
Tra le deluse, ma con molta sfortuna (penalizzata dalla formula, che l'ha fatta giocare prima delle rivali alla corsa per le due migliori terze), c'è anche un Canadà che non riesce a fare il salto nonostante buone individualità; d'altronde un girone con Spagna, Serbia e Corea era rognoso perché non c'era il materasso da bastonare per sistemare la differenza canestri. Le coreane sono l'unica asiatica a non essere passata ai quarti, ma si sono mostrate competitive.
Anche la Nigeria pur perdendo 3 volte ha mostrato buone cose; l'unica sotto il livello è stata Portorico.

Quando riuscirà l'Italia a inserirsi in questo giro? L'exploit dei maschi dimostra che non è il caso di alimentare un pessimismo cosmico; a volte le maturazioni e la svolta nei risultati possono avvenire all'improvviso. Certo è che il riscontro degli Europei di quest'estate non ci avvicina al livello che vorremmo raggiungere, anzi.

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