venerdì 13 agosto 2021

Mondiali U19: l'occasione persa dall'Italia

Mannaggia, siamo fuori agli ottavi.
Il mix tra girone boja e formula "avanti tutte" lo rendeva chiaro fin dall'inizio: potevamo prendere scoppole nella prima fase, ma contava solo essere pronte per gli ottavi, quando avremmo, forse, ricevuto il compenso per aver dovuto sorbire sùbito le due corazzate Usa e Australia: ovvero che non avremmo trovato un'avversaria irresistibile, a patto di battere almeno l'Egitto.
Il piano stava funzionando. Ne abbiamo prese un sacco e una sporta dagli Usa (meno 60), abbiamo resistito solo per metà all'Australia (poi meno 16), rischiando peraltro di farci uccellare dalle africane (partita acciuffata per i capelli nei regolamentari e vinta all'overtime). E va bene, roba bruttina.

Ma tutto sarebbe stato lavato via da una vittoria sulle padrone di casa. Impossibile? Tutt'altro; l'Ungheria è discreta ma non trascendentale; e non ha quella fisicità prorompente che ci mette a disagio quando troviamo una squadra avversaria che ne è dotata.
E in effetti non siamo andati lontani dal vincere. Neanche vicinissimi, va ammesso, perché nel finale non siamo mai stati a portata d'aggancio; e in tutta la partita siamo stati avanti per un amen. Però a far quadrare i conti mancava poco di più, probabilmente Spinelli, la quale purtroppo era in panca col gambone immobilizzato, dopo l'infortunio patito contro l'Australia. Abbiamo giocato contro le magiare senza colei che era stata fin lì la nostra miglior marcatrice e rimbalzista.
Nel complesso abbiamo giocato bene sul piano caratteriale e su quello difensivo (almeno per buona parte), male su quello offensivo e tecnico, pagando la mancanza di riferimenti sicuri, o meglio di soluzioni a cui affidarci con metodo e non con casualità, com'è parso a lungo che facessimo.

Il 1° quarto è stato l'unico in cui si segnasse con una certa regolarità; finiva 16-22 per le magiare con una tripla loro sulla sirena. Già buono l'impatto della tappetta d'energia Bovenzi per noi.
I primi 6'30" del 2° periodo erano il nostro momento peggiore: 2 miseri punti segnati, Ungheria che scappa (ma non troppo) sul +13, 18-31. Positivo il parziale di 7-2 da lì al riposo, passando a zona e sbloccandoci dall'arco con Panzera. Alla pausa era 25-33 con noi inchiodati da un 7/26 da 2. Reggiamo come? Con la difesa, i recuperi. L'Ungheria tira molto meglio (8/19 da 2, 5/11 da 3) ma non ci ammazza.

Inerzia favorevole che continuava a inizio ripresa, il nostro frangente migliore. Segnano Natali da 3, Panzera, Nasraoui finalmente andando ("finalmente" non solo lei, intendo la squadra in generale) in post basso. Poi Panzera da 3 e magicamente c'è il sorpasso, 37-35 dopo 6'20" (parziale di 19-4 dopo il massimo svantaggio).
Poco dopo accade che Colognesi si mangi un assist per il +4; si rianima di colpo l'Ungheria con uno 0-7 che la rimette avanti (39-42 al 30').

Ci avremmo anche messo la firma per trovarci totalmente in partita a 10 minuti dalla fine. Ma i primi 6' dell'ultimo quarto ci condannavano a una nuova siccità, stavolta mortale, con 2 punti all'attivo. Non che l'Ungheria faccia miracoli nel frattempo, ma scappa sul 41-50 a 4' dalla fine.
Tentiamo un ultimo sussulto: Natali dai 6 metri, Bovenzi in entratona ubriacante: 45-50. Subito dopo, Panzera intercetta, va a centro area nel traffico ma sbaglia il -3. In pratica finisce lì perché poi l'Ungheria riallunga dalla lunetta. 48-54 lo score finale.

Si poteva fare, questo è il tarlo che ci corrode in questi giorni. E se ce la facevamo, si aprivano cieli immensi e immenso amore (anche se gli Europei senior ci hanno insegnato a diffidare del mitico "corridoio favorevole"). Comunque vada a finire Ungheria-Rep. Ceca, infatti, pare evidente che sia il quarto di finale più debole, considerando che la Rep. Ceca è finita prima nel suo girone per pura fortuna, cioè grazie alla mancata presentazione del Mali. Il quale, a causa di quello 0-20, è giunto secondo ed è finito a cozzare con la Russia (prima nel suo), scoglio ben più aspro. Anche se poi ovviamente deve parlare il campo.
Insomma, nonostante il juego non bonito da parte nostra, nonostante il k.o. di Spinelli, nonostante gli acciacchi di qualcun'altra, nonostante la scelta di tener fuori Gilli e le minorenni, ecc. ecc., c'è passato un treno grosso così e non l'abbiamo preso.

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