giovedì 30 settembre 2021

Un precampionato frizzante: il riepilogo

 Con l'uscita di scena, tutto sommato onorevole, di Campobasso nei preliminari di Eurocup si è concluso uno dei più interessanti precampionato degli ultimi anni.


- In Eurolega torniamo ad avere due compagini, grazie alla qualificazione di Schio, che nel preliminare in casa sua fa fuori due avversarie non insignificanti quali Valencia (giustiziera di Venezia in finale di Eurocup 2021) e Bourges (classica presenza nell'elite europea).
Contro le spagnole, gran difesa per le arancioni, che chiudono 56-48 (19 di Laksa, che si presenta bene al suo nuovo pubblico; 12 di Sottana).
Contro le francesi delle ex Yacoubou e Godin, lungo testa a testa che si risolve con un'accelerata finale di Schio per il 69-57. Gran Sottana con 21 punti, molti nei momenti caldi.

- In Eurocup facciamo una sì e una no. Sassari si qualifica a spese delle lussemburghesi di Grengewald; e se forse l'avversaria non era trascendentale (ma c'era una valida Usa come l'ex-Empoli Mathias), va notato che le sarde hanno giocato con una straniera sola. La quale peraltro ha fatto la parte realizzativa anche per le assenti, segnando 38 punti all'andata e 28 al ritorno. La serie si è decisa al Palaserradimigni con un 85-67; poi in trasferta Sassari ha controllato, con un pareggio 61-61. Notevole al suo secondo anno di esistenza essere già in Europa per il sodalizio isolano.
Non ce la fa Campobasso, che era sfavorita contro Lugo di Orsili (e Cata Pollini dirigente), e in effetti perde, ma dopo aver regalato una vittoria al pubblico molisano all'andata, 65-64. Al ritorno la partita è compromessa nei primi 3 quarti (meno 13), poi c'è una fiammata molisana ma le iberiche tengono a bada (66-55). Orsili fa la sua parte con 9 punti.

- In mezzo c'è stata la Supercoppa italiana, con Schio nuovamente nelle vesti di ospitante e, già che c'era, di trionfatrice (per la 12esima volta). Assenze pesanti un po' per tutte, ma Schio ha potuto comunque schierare 3 straniere (Gruda, sia pur non al meglio, Laksa e la supplente Grigalauskyte) contro le 2 di Ragusa (che ha arruolato Ruzickova) e Venezia, e l'unica di Bologna (Dojkic) che era anche priva di Zandalasini. Le semifinali davano l'idea di una supremazia netta, se non schiacciante, di Schio, che asfaltava Ragusa 99-57, mentre Venezia sudava contro la zoppa Virtus (68-61), il che appunto pareva l'anticamera di un dominio scledense nella rivincita della finale scudetto (nonché quarto scontro di fila in finale nelle ultime 4 competizioni italiane).
Invece Venezia disputava due quarti e mezzo eccellenti, mettendo alle corde, e alle cozze, le rivali: si era sul 36-53 e pareva ormai scritto l'esito. Oh fallace impressione! Con un 11-0 nel finale di 3° quarto, il Famila tornava di colpo in partita. E alla fine vinceva 67-64 con un'entrata di Laksa a -5" subendo anche fallo da punteggio pari.
Dopo il timeout, la Reyer aveva rimessa da metà campo, ma Bestagno tentava un improbabile lob per raggiungere una compagna sul lato opposto: intercettato da Keys.
Marcature "very italian" per Schio: 15 André, 13 Sottana, 12 Dotto (anche se Laksa è stata eletta Mvp). Per le sconfitte 16 Anderson, 13 Pan, 12 Petronyte. Si è decisa su episodi, quindi poteva andare all'opposto; ma va notato che il Famila ha avuto un rendimento più omogeneo dalle sue, mentre le lagunari hanno pagato lo zero di Carangelo e Penna.
Venezia, pur col cambio di manico, palesa ancora un'allergia ai finali in volata, ricordando l'atroce finale di Eurocup e le due gare di finale scudetto perse con Schio.

lunedì 27 settembre 2021

Playoff Wnba: il punto dopo i primi 2 turni

 Da oggi il primo trofeo ufficiale della stagione 2021/22 con le semifinali di Supercoppa. Annunciate molte assenze (per Wnba e problemi vari).

Intanto, a proposito della Wnba, sono iniziati già giovedì 23 i playoffs con i turni a eliminazione secca. Clamorosa doppia vittoria thrilling per Phoenix di Taurasi, Griner e Diggins-Smith, che elimina New York di 1 punto e, stanotte, Seattle campione uscente (a questo punto uscita) dopo un supplementare.
Da notare che la grande Breanna Stewart era fuori per infortunio e che per Susi Uccello (Sue Bird) potrebbe essere stata l'ultima partita in carriera.
Nell'altro secondo turno secco, Chicago ha avuto la mejo su Minnesota.

Quindi le semifinali (queste al meglio delle 3 gare) sono Connecticut-Chicago e Las Vegas-Phoenix.

lunedì 20 settembre 2021

** STAGIONE #18 (2021/22) **

 La stagione del ritorno alla normalità (o quasi) dopo il tornado-Covid.

sabato 18 settembre 2021

Coronavirus - 9^ parte: Aperte le gabbie (26 aprile - fine agosto '21)

26 aprile (lun) - Ritorna la "zona gialla" in Italia: la maggior parte delle regioni, da oggi, sono in questo colore. Gli effetti normativi riguarderanno soprattutto la pratica sportiva "non di interesse nazionale" (cioè minibasket e attività libera).

inizio maggio - In base al protocollo Fip del 20 aprile, in questi giorni riparte il minibasket (fermo da ottobre) con allenamenti senza contatto. Un'altra modalità sono gli allenamenti all'aperto, in base alle norme generali che ora consentono gli sport di contatto "outdoor".
Continuano a restare proibite le partite di minibasket.
Si stanno giocando invece da alcune settimane i campionati giovanili, in formato ridotto e non in tutte le regioni.

inizio/metà maggio - Dopo mille rinvii (in origine dovevano partire in ottobre; poi in gennaio; poi in marzo) cominciano anche i campionati degli enti di promozione sportiva (Uisp, Csi), ovviamente in formato-bonsai.

5 maggio (mer) - Terminano i playout di A1, senza intoppi dopo il rientro in campo di Battipaglia che era stata fermata da un focolaio in aprile.

8 maggio (sab) - Dopo due settimane a tappe forzate, termina la riffa di recuperi di A2 (erano oltre 20) e con essi la stagione regolare. E' tornata in campo anche S. Martino, l'ultimo focolaio rimasto.

12 maggio (mer) - La Fiba stabilisce che anche nell'estate 2021 non si giocheranno gli Europei giovanili. Si disputeranno solo dei "Challengers", tornei internazionali da 6 squadre ciascuno, a partecipazione facoltativa.
I Challengers U16 fungeranno anche da qualificazione per i Mondiali U17 del 2022.
Confermato il Mondiale U19 in Ungheria ad agosto.
Nei giorni successivi la Fip stabilirà di partecipare solo al Challenger U20 (oltre al Mondiale U19) in quanto non autorizzerà l'attività internazionale alle minorenni (comprese le 2003 che non abbiano compiuto gli anni prima di luglio).

17 maggio (lun) - Si conclude la finale scudetto di A1. I playoff, dopo la defezione forzata di S. Martino per il focolaio scoppiato in aprile verso la fine della stagione regolare, non hanno fatto registrare problemi.
Il conto finale delle partite rinviate per Covid nella stagione di A1 risulta di 24.

1 giugno (mar) - Da oggi vengono riaperti al pubblico gli eventi sportivi "di interesse nazionale"; per quelli al chiuso, l'affluenza massima è limitata al 25% della capienza dell'impianto, e comunque non superiore ai 500 spettatori.
Per entrare è obbligatorio esibire un certificato di avvenuta vaccinazione o di avvenuta guarigione (non oltre 6 mesi prima) o di tampone negativo eseguito nelle 48 ore precedenti (le condizioni di ciò che poi diventerà il "green pass").
Il provvedimento - essendo già conclusa la stagione di A1 - si applica nel concreto solo agli ultimi turni dei playoff di A2 e alle fasi nazionali di B.

7 giugno (lun) - Nuovo protocollo Fip per il minibasket: nelle regioni in "zona bianca" è lecito disputare partite all'aperto.

13 giugno (dom) - Si concludono i playoff di A2, disputati senza intoppi legati al Covid. Nelle ultime partite si è rivisto il pubblico. I playout si erano già conclusi in maggio senza contrattempi.
Il totale di partite rinviate per Covid nella stagione di A2 risulta di 36 al Nord e di 43 al Sud.

17 giugno (gio) - Iniziano gli Europei senior, la cui vigilia è stata turbata dalla defezione, per positività al Covid, delle spagnole Torrens e Abalde.

21 giugno (lun) - Tutta Italia è in "zona bianca" (la maggior parte delle regioni lo era già da qualche settimana). In sostanza all'aperto si può fare basket liberamente (salvo creare assembramenti), mentre al chiuso rimangono validi i protocolli dei mesi scorsi. Riaprono gli impianti anche per le attività sportive non di "interesse nazionale".

27 giugno (dom) - In un comunicato, Costa Masnaga sottolinea il blocco delle minorenni, confermato dalla Fip nelle convocazioni ai raduni pubblicate in questi giorni: "Non è questa la sede per i commenti o per esprimere pareri, che come sempre non cisono stati richiesti, ma cerchiamo solo di spiegare il perchè di scelte sennò irrazionali e incomprensibili", conclude il comunicato della società.
Il blocco alle minorenni da parte della Federbasket risulta in controtendenza rispetto alle altre nazioni europee e anche rispetto alla pallavolo italiana, che partecipa a tutti i Mondiali ed Europei giovanili dell'estate.
Si conclude a Battipaglia la Coppa Italiana Under 20, organizzata dalla LBF per surrogare all'assenza di finali nazionali di categoria (lo stesso ha fatto per le Under 18 la settimana precedente). Nessun problema legato al Covid; abbondante presenza di pubblico a Battipaglia, con invasione di campo e abbracci festosi al termine della finale.

11 luglio (dom) - Si concludono gli spareggi-promozione di B, disputati con presenza di pubblico, e con essi la stagione agonistica senior. Nessun problema segnalato.
Anche la stagione giovanile (molto ridotta) si conclude in questi giorni.

23 luglio (ven) - Iniziano le Olimpiadi a Tokyo, con l'Italia 3x3 femminile presente. Si gioca a porte chiuse, essendo vietato l'accesso al pubblico da parte delle autorità giapponesi.

29 luglio (gio) - Il consiglio federale Fip ufficializza la protesta contro il tetto del 25% di pubblico nei palazzetti, che al momento sarebbe confermato per la stagione ventura.

5 agosto (gio) - Il governo concede l'innalzamento del tetto massimo di pubblico nei palazzetti dal 25% al 35% della capienza. Comunque insoddisfatte le società di serie A maschile. Non risultano pareri espressi dai clubs femminili.

8 agosto (dom) - Si conclude a Cesenatico il circuito "3x3 Italia", che per due mesi ha tenuto sotto la sua egida oltre 40 tornei 3x3 in tutta Italia. Nessun problema segnalato di carattere pandemico.
Si concludono anche le Olimpiadi di Tokyo; nessun caso di contagi fra le cestiste o gli staffs.

24 agosto (mar) - La Fip pubblica i nuovi protocolli per gli allenamenti, che stanno riprendendo in questi giorni. La sostanziale novità è la suddivisione degli atleti in 3 gruppi: vaccinati, guariti ed "esposti" (cioè non vaccinati). Questi ultimi devono fare un tampone ogni 48 ore (cioè ottenere il "green pass" temporaneo; il "green pass" è in vigore in Italia dal 6 agosto). Gli altri devono solo effettuare un tampone prima del primo allenamento (per A1 e A2 è solo "fortemente raccomandato"), poi basterà l'autocertificazione settimanale.
I protocolli penalizzano dunque i non dotati di green pass. La società bergamasca Azzanese denuncia attacchi verbalmente violenti ricevuti da parte di "no vax", per aver annunciato le norme di cui sopra.
Il "green pass" non è obbligatorio sotto i 12 anni.
Torna lecito utilizzare spogliatoi e docce, pur con limitazioni.
In caso di positività di un componente la squadra, gli altri dovranno effettuare un tampone molecolare.
Molte altre norme sono indicate nei protocolli, anche riguardo alle partite (ad esempio, nelle giovanili sono vietate le foto di squadra, le mascotte, le strette di mano, le cerimonie pre-gara).

fine agosto - Le società si attrezzano per condurre a settembre una campagna di reclutamento giovanile, indispensabile dopo l'emorragia di iscritte provocata dal Covid (ancora da verificare nelle dimensioni numeriche precise), in particolare nel minibasket; ben sapendo che tutti gli sport sono nelle stesse condizioni e dunque la battaglia sarà dura.

martedì 14 settembre 2021

Mondiali 3x3 U18: Usa, sempre voi

(recupero arretrati fine agosto) 

Sarà vero che sotto Orbàn, dicono le penne giornalistiche nobili di casa nostra, si vive male; tuttavia, almeno quest'estate, non ci sarebbe dispiaciuto abitare a Debrecen, giacché i fortunati cittadini di quell'ameno borgo magiaro si sono gustati il Preolimpico 3x3 senior; il Mondiale U19 femminile 5 vs 5; e dal 24 al 29 agosto pure il Mondiale 3x3 U18.

Telegraficamente (o quasi), la kermesse U18 femminile 3x3 aveva 16 squadre qualificate in base al ranking. Non si può dire che l'Italia abbia sfiorato la partecipazione, giacché nel ranking U18 donne risultiamo 55esimi. Speriamo che, passata la quarantena che ci siamo imposti coi minorenni per il Covid, si possa spedire squadre nostre a fare punti nei tornei internazionali, altrimenti i Mondiali resteranno utopia.
A proposito di minorenni, tutto il quartetto Usa era sotto i 18 anni. Cioè una 2004, una 2005 e due 2003 nate in novembre. Tra l'altro, la 2005 è risultata l'mvp dell'evento: Mikaylah Williams. C'è qualcosa di davvero aspro da digerire: lei a Debrecen a vincere oro e titolo di mvp, la sua coetanea Zanardi blindata in Italia per tutta l'estate (almeno cestisticamente parlando, poi magari è andata in Oceania per conto suo) perché "e se poi si becca il Covid chi si prende la responsabilità?". Ma guardiamo innanzi.

In semifinale, gli Usa battono la Germania di un solo punto (15-14). In realtà le tedesche hanno segnato una "dupla" allo scadere, quindi non è stato un esito all'ultimo tiro, però è stato l'ostacolo più duro per le americane.
La Spagna, rediviva dopo un'estate sottotono per il movimento, piegava le padrone di casa, le quali però finivano in festa vincendo la finale per il bronzo.

Nella finalissima, la Spagna giocava molto bene nei primi 4 minuti, segnando a raffica e andando anche a +3. Bastavano però 2 minuti di fuoco agli Usa, complice anche il bonus raggiunto dalla Spagna (un fattore nel 3x3, perché ogni fallo dopo il settimo sono due tiri liberi a botta anziché uno solo, quindi è come se nel basket normale si avessero 4 tiri liberi), e si passava da 9-12 a 19-14 per gli Usa, vicinissimi alla vittoria con ancora 3'45" sul cronografo.
A quel punto veniva chiamato timeout. Alla ripresa del gioco, sorprendendo pure il regista che teneva l'inquadratura panoramica dall'alto (cioè quella usata nelle pause), la suddetta 2005 Williams sparava direttamente da 9 metri frontale: tabellata colossale e canestro. Ovvero 21-14, partita e titolo mondiale. Spettacolo.

Gli Usa hanno vinto pure nel maschile. Quest'estate quindi si sono pappati: oro olimpico 5 vs 5 ambo i sessi; oro olimpico 3x3 donne (uomini no perché non c'erano); oro Mondiali 5 vs 5 U19 ambo i sessi; oro Mondiali 3x3 U18 ambo i sessi. Fanno 7 ori su 8 disponibili. Alla faccia che "l'oceano si è ristretto" e altre che si sentono.

domenica 12 settembre 2021

Torneo Nazionale 3x3: tris Piemonte

Si è conclusa ieri la settimana delle finali del Torneo Nazionale 3x3 (ex Join the Game) alla Ghirada di Treviso.

Erano circa 15 squadre maschili e altrettante femminili per ognuna delle 3 categorie.

Non tutte le regioni hanno partecipato, altre hanno imbastito fasi regionali in fretta e furia a fine agosto per poter qualificare qualche squadra; altre s'erano attrezzate già in giugno e dintorni; ma tant'è, qualsiasi cosa dopo la carestia è grasso che scola.

Nel femminile hanno vinto:

- U14: Castelnuovo Scrivia

- U16 e U18: Granda College Cuneo

Quindi man bassa per il Piemonte.

venerdì 10 settembre 2021

Finali lombarde U18-U16; Challenger U20; Torneo Binzago U16

 recupero arretrati inizio estate (4. e ultima parte)


GIOVANILI

Finali lombarde Elite

Nello stesso weekend in cui si chiudeva la stagione di B (10-11 luglio), in Lombardia v'era in cartellone anche la "due giorni" di finali regionali delle uniche due categorie giovanili disputate: U18 Elite e U16 Elite.
Tocca ripetere quanto già detto per la B e per le Coppe Italiane: in tempi di carestia, anche il poco è benedetto. Onestamente però non sono stati due campionati esaltanti, questi, e nemmeno tali sono state le fasi finali.
In ambo le categorie gli squilibri sono stati enormi tra le più forti e le "normali"; nulla di nuovo, per carità, ma se già in una stagione di lunghezza standard le partite "vere" sono poche, figurati in una stagione che inizia a fine aprile e dura 6 giornate più playoff.
Per giunta accadeva l'inopinata squalifica del Geas, sia in U18 che in U16, per irregolarità nell'effettuazione dei tamponi (risultavano essere stati eseguiti ogni due settimane anziché ogni una), con inibizione del nostro venerabile Nonino per 3 mesi con la taccia di "slealtà" o qualcosa del genere. Inutile dire che mettiamo la mano sul fuoco sulla buona fede con cui è stato commesso l'errore, anche perché non ha senso pensare che il Geas volutamente dribblasse i controlli.

Fatto sta che, al posto di una semifinale U18 tra Brixia e Geas, che non sarebbe stata male, se ne aveva una totalmente squilibrata tra Brixia e Giussano, la quale apprendeva del ripescaggio quando era già avvenuto il "rompete le righe" dopo la sconfitta nei quarti appunto col Geas. Conseguenza: ragazze che venivano intercettate quando erano già sul treno per il mare o in cima a una montagna e rispedite in campo, con inevitabile martirio subito per mano di Zanardi e compagne.
Da notare, a proposito, che Giussano si è piazzata quarta in Lombardia con il bilancio di 2 vinte-7 perse: probabilmente un record di ottimizzazione del risultato.  Ma in epoca-Covid tutto diventa possibile.
Anche l'altra semifinale U18, tra Ororosa (il pool bergamasco) e Costa, perdeva significato per la scelta di Costa di preservare le migliori in vista della serie-promozione di B (in concomitanza); peraltro l'organico "di scorta" inviato contro le bergamasche si batteva con dignità, ma senza che l'esito fosse in discussione.
Finale U18 (10 luglio) dunque tra Brixia Ororosa, ambo reduci dalla Coppa Italiana (bresciane quarte, bergamasche fuori nella prima fase). A depauperare tecnicamente la sfida, rendendola però più incerta, giungeva l'assenza del grosso calibro Zanardi, per problema muscolare.
La partita risultava curiosamente simile alla finale della Coppa Italiana U20, e cioè due quarti di stitichezza offensiva (19-24 per Ororosa al 20'), poi un terzo relativamente frizzante (37-37 al 30') e un nuovo inceppamento nell'ultimo, soprattutto di Ororosa. La chiave della partita era il rientro feroce di Ramona Tomasoni dopo l'uscita per malessere nel primo tempo (episodio apparentemente simile a uno già capitatole in A2). La guardia-ala del 2004 segnava tutti i suoi 22 punti nella ripresa, su 33 della squadra, facendo una differenza totale. A 2'30" dalla fine c'era ancora partita (+3 Brixia) ma al termine era 52-45 per la squadra di Zanardi padre, senza rischi nel finale.
Per questo gruppo di Brixia è il secondo titolo regionale dopo quello U13 del 2017; da aggiungere 3 titoli lombardi e 2 scudetti nel Join the Game: non male, considerata la presenza di una Costa quasi imbattibile in questa generazione.
Per le sconfitte la top scorer era il centro Cancelli (visto anche in A2 con Albino; è una delle poche in circolazione della sua età che abbia una stazza notevole, speriamo evolva bene) con 13 punti.

Poteva Costa Masnaga rimanere senza titoli regionali? Ovviamente no, e infatti - dopo il derby in semifinale fra le sue due squadre - si piglia quello U16, battendo in finale Ororosa l'11 luglio (doppio argento quindi per le bergamasche). Ororosa che aveva fruito dello 0-20 appioppato al Geas per il caso-tamponi, all'andata, controllando poi con agio il ritorno.
Finale più godibile di quella U18 del giorno prima; primi due quarti equilibrati (29-27 Costa), poi break nel terzo (55-43) e vantaggio a elastico nell'ultimo (71-60 finale).
Qui la matadora è la 2005 Bernardi (già in evidenza nella finale scudetto U14 del 2019, persa col Basket Roma) con 22 punti.


Challenger U20 in Bulgaria

Riempiamo la dozzina di giorni d’interregno fra la fine della stagione di club e l’inizio delle Olimpiadi con il micro-Europeo U20, alias Challenger, dal 13 al 18 luglio. L’agro e il dolce si mescolano nel sapore: da un lato il rimpianto per la seconda estate di fila senza Europei giovanili “veri”; sempre dallo stesso lato lo scorno per non essere iscritti né al Challenger U18 né a quello U16 che si terranno più avanti nell’estate; dal lato opposto invece una certa saggezza contadina che c’invita, in tempi di carestia, ad accontentarci dei modesti tuberi che la sorte si degna di non sottrarci, almeno quelli.
In questo caso i tuberi sono le 5 partite del challenger di Sòfia, che vinciamo tutte, riallacciando idealmente il filo con l’oro europeo U20 di due anni fa (Orsili l’unica presente già allora, per il resto le giocatrici ovviamente erano altre), o se vogliamo, con l’oro U18, sempre del magico 2019 pre-Covid, con le medesime annate di stavolta.
La partita decisiva, si vedrà poi, è la terza col Belgio, vinta 54-48 con un parziale di 6-0 negli ultimi 4 minuti, non proprio prolifico ma apprezzabile per il bunker difensivo. Così come apprezzabili, eccome, sono i 26 punti di Orsili, in versione “Super O” per le gioie di “Big O”, ovvero coach Orlando.
Prima e dopo, ci sbarazziamo in modo piuttosto autoritario di Bulgaria, Croazia e Lettonia.
Si finisce con un 50-49 sulla Germania (con 21 di Orsili) che ha offerto anche, già ne parlammo, un siparietto comico non male con l’ultimo minuto totalmente privo di senno da entrambe le parti. Nella gara a perdere (apparentemente, ovvio)… prevalgono le tedesche e quindi chiudiamo imbattuti.
La tegolaccia è l’infortunio di Ronchi, proprio nell’ultima partita, dopo aver mostrato cose più che discrete, tanto più considerando che è classe 2003 (15 punti contro la Croazia). Si prospetta per lei un’assenza di mesi, gran sfiga perché è un talento che a differenza di altre, più mature, sembrava aver bisogno di giocare per esplorare i margini di miglioramento che paiono ancora evidenti (e assai invitanti). Speriamo bene.

Da notare che finiamo con una media punti segnati di 58 (e rotti) contro 47 punti subiti (e rotti). Individualmente le più in evidenza sono state Orsili (miglior marcatrice con 13,4, miglior assist-girl con 3,4), Nasraoui (8,6 punti e 8,6 rimbalzi, miglior arpionatrice nostra) e Pastrello (10,4 punti e 7 rimbalzi); queste ultime due peraltro con poco più del 30% al tiro.
Il dubbio che ci assale, ora che la debacle agli Europei senior ci ha nuovamente disilluso sulla traducibilità dei successi giovanili al piano di sopra, è: abbiamo vinto “all’italiana”, cioè per arguzia tattica, “cuore”, collettivo ecc., o perché siamo più forti e soprattutto più futuribili?
Temo che la risposta sia la prima, ma detto questo, vincere fa sempre piacere, anche se è un torneo e non un campionato.


Torneo U16 a Binzago

Con il classico torneo misto nuovamente impossibile da organizzare, come nel 2020, a Binzago abbiamo passato settimane col teschio in mano, a mo’ di Amleto, a chiederci: "Essere (almeno un pochino) o non essere (manco per un c…)?”. Ovvero: organizzare qualcosa in scala minore o rassegnarci al nulla totale per il secondo anno di fila?
Scelta la prima opzione, più per evitare l'onta dell’altra che per entusiasmo travolgente (giacché le difficoltà organizzative non erano poche), si decideva per un quadrangolare giovanile all’aperto, categoria Under 16, col nome di "Next Gen" che va di moda.
Restava il problema di quando farlo: durante gli Europei di calcio non era il caso (tutti incollati alla tv, non veniva nessuno), in più c'erano ancora le fasi finali di campionato. Si optava quindi per le sere dal 13 al 15 luglio, non senza scetticismo di molti, giacché "chi c... trovi che viene a giocare un torneo a metà luglio? Vanno tutte al mare”, dicevano costoro. E parevano aver ragione.
Si provvedeva quindi, temendo il buso nell'acqua, a una sventagliata di contatti per verificare l’interesse a partecipare. Con gran sollievo, per non dire gioia, esso risultava superiore al previsto. Adesione di Costa, BFM Milano, Giussano e Usmate; 44 giocatrici in campo, tutte con una voglia e una serietà che confortavano gli animi oppressi da 17 mesi tristi.
Certo, un po' di malinconia nel vederle all'opera era inevitabile; il pensiero di quanto, delle loro capacità e della loro passione, sia rimasto in naftalina, sostanzialmente reso inutile, per un anno e mezzo, un tempo interminabile (e irrecuperabile) quando si ha quell'età. Chi è del 2005, per esempio, è rimasta agonisticamente ferma tra i 15 e i 16 anni e mezzo, oppure tra i 14 anni e mezzo e i 16. Tu pensa la portata del danno, da tanto è cruciale quel periodo nella formazione delle giocatrici. Chiaro che un torneo qua, un'iniziativa là, sono toppe apprezzabili ma che non possono compensare le perdite.

Anche la presenza di pubblico si rivelava ben sopra le attese. In effetti, dopo le gabbie asfissianti della micro-stagione in regime di Covid (per quei pochi che riuscivano ad assistere, sembrava di dover accedere a una zona di guerra, non a una partita di basket), qui a Binzago si offriva un gradito ritorno alla libertà di vedere le proprie figlie giocare, senza indossare mute da palombari, né compilare infiniti moduli, né pregare Iddio di non contagiarsi. E si sa che i genitori delle femmine ci tengono a seguire le loro pargole anche quando sono già grandicelle. Certo non nuoceva anche il contorno gastronomico a disposizione.
Anche il livello tecnico non è stato male, considerando che c'erano 3 reduci dal campionato Elite (Costa con alcune delle neo-titolate regionali, per il resto era la squadra B semifinalista) più Usmate che è forte nelle 2006.
Formula: tutte contro tutte in 3 giornate; alla fine prima Costa che vince 68-52 la partita decisiva con Giussano, dopo aver rischiato la sera precedente con il BFM, che sul meno 1 segnava su rimbalzo offensivo della lunga Fordiani il canestro della vittoria a tempo giudicato scaduto (e direi correttamente) dopo un consulto arbitro-tavolo.
Giorgia Cibinetto (detta "Gioppi" dal mago dei soprannomi Bicio Ranieri, suo patron), tra i maggiori prospetti 2006 lombardi, viene premiata come mvp. Da chi riceve la targa? Well, dalle figlie della persona cui è intitolato il riconoscimento, ma anche, come "guest star" di ultralusso, da Masha Maiorano, proprio lei, l'immensa e unica (attuale team manager di Costa in A1),  tornata per l'occasione sul palcoscenico dove fu regina del torneo misto per un dodicennio abbondante.
Cibinetto meritava il premio avendo sciorinato un gioco completo, punti-rimbalzi-assist, segnandone 19 nella partita decisiva, contro 21 della compagna Spreafico e 24, per Giussano, di Citterio (ex Costa, tra l’altro), con una serie impressionante di triple nel primo tempo.

Con questa nota lieta, a mo' di piccolo squarcio di cielo sereno dopo un diluvio universale peggiore di quello di Noè, s’archiviava una stagione di triboli e ci si poteva dedicare alle imminenti Olimpiadi.

Nella foto: torneo di Binzago U16, panoramica dall'alto durante la serata finale e premiazione di Cibinetto con Maiorano.


Playoff nazionali di B (2: Torino T.-Rovigo; Matelica-Stella Azzurra; Savona-Puianello)

 recupero arretrati inizio estate (3. parte)


PLAYOFF NAZIONALI DI B (segue)

Spareggi promozione (2): Torino Teen-Rovigo
Anche in questa serie la torre fa scacco matto. S’intende Eva Giauro, che con la sopra citata Dacic avrebbe formato (nei nostri ingenui sogni d’inizio anni 2000) la supercoppia di giganti del nostro basket. Nel caso della 2.04 livornese ci furono seri problemi fisici che la portarono al precoce abbandono. In effetti su Wikipedia la danno tuttora come “ex cestista”, ritirata dal 2011. Fa piacere dunque rivederla, non dominante com’è stata Dacic nella serie contro Costa, ma comunque un fattore decisivo per Torino Teen alias Venaria. Lenta, senza dubbio, stile Uliana Semionova dei tempi andati (fatte le debite proporzioni), ma una presenza che condiziona il gioco sui due lati del campo, specie in difesa dove sta al centro della zona.
All’andata Torino Teen passa 45-48 dopo aver avuto un +7 all’intervallo; 14 punti di Patrignani (6 di Giauro), contro 12 di Ferri per Rovigo.
Al ritorno è decisiva la partenza a cannone delle piemontesi: 17-4 dopo 6 minuti. La zona di Venaria è un muro in cui Rovigo non trova crepe per infilarsi. Ci riesce un po’ di più, per la verità, da metà 2° quarto in avanti, e prova qualche alchimia difensiva a zona e zone-press, ma l’andamento cambia solo di poco (31-21 al 20’, 45-34 al 30’). Discreto il finale di 3° periodo con un botta-e-risposta di triple, ma l’andamento si trascina senza colpi di scena sino al 64-49 finale. Stavolta è Isoardi la miglior marcatrice per Torino Teen con 18 (apprezzabile l’alternanza di top scorers per le piemontesi nelle 4 partite di playoff); Giauro ne mette 9. Per Rovigo 15 di Turri.

Spareggi promozione (3): Matelica-Stella Azzurra Roma
Questa era una serie tra due squadre arrivate piuttosto a sorpresa allo spareggio-promozione; o quantomeno, le super-favorite nel rispettivo campionato regionale erano altre (Ancona e Roseto). Ad arrivare fino in fondo è Matelica/Fabriano. La doppia sfida ha offerto discrete emozioni, con due vittorie esterne.
All’andata, nella capitale, s’impongono le marchigiane, 55-61, con 25 punti di Debora Gonzalez. La popolare italo-argentina detta “Pepo”, lasciati i palcoscenici di A1 e A2, s’era arruolata a Matelica già nel 2019/20 troncato dal Covid. Fresco rinforzo era invece Gramaccioni, arrivata in maggio dopo aver fatto un pezzo di stagione di A2 a Firenze.
Per la Stella Azzurra, l’…astro era invece Ilyana Georgieva, classe 2003, da non confondersi con le omonime Daniela e Dimana, già viste in altre piazze nostrane.
Al ritorno, Matelica, con un +6 all’intervallo che vuol dire +12 nel doppio confronto, sembra avere una mano e mezza sulla promozione. Invece l’attacco marchigiano s’inceppa per tutto il secondo tempo; le figlie di Romolo dapprima accorciano a -1, poi sorpassano nell’ultimo quarto, a metà del quale giungono a +5 (45-50). Hanno anche la palla per superare la quota-promozione, ma la perdono. Poco dopo Gramaccioni segna ricevendo da rimessa da fondo (non bene la difesa romana), la Stella si mangia un canestro e dall’altra parte Takrou segna una tripla che fa esplodere il telecronista locale: “Takrouuuu! Takrouuu!”. E’ 50 pari a 3’20” dalla fine.
Da lì in poi, nessuno segna più nulla, in un confuso batti-e-ribatti di assalti falliti, sinché Georgieva fissa il punteggio con 2 liberi a tempo quasi scaduto. 50-52 dunque il finale: per 4 punti di margine passa Matelica.
Stavolta sono 15 per Gonzalez (forse un po’ stanca verso la fine), 11 di Gramaccioni; per la Stella 19 di Georgieva e 14 di Perrotti.

Spareggi promozione (4): Savona-Puianello
Ultima serie a terminare: 11 luglio, ormai piena estate, data inaudita per una stagione cestistica, ma tant’è, nulla è più normale da quando il Covid ha fatto la sua entrata assassina. L’italica plebe appare presa da altri eventi, quali la finale del campionato europeo di calcio (che se non altro finisce, dopo un mese di maroni tritati all'estremo) e la finale del torneo di Wimbledon con Berrettini. (Non che altrimenti ci sarebbe stato un interesse spasmodico dei media nazionali verso questi nostri spareggi estivi per l'A2; è solo per inquadrare il contesto).
Tuttavia un certo interesse a livello locale si riscontra. Tant’è che Puianello, per la partita di ritorno, dopo il +1 dell’andata, sceglie di spostarsi nel palazzetto di Scandiano per avere più pubblico. Mal gliene incoglie; a festeggiare è Savona. Amatori Savona (in collaborazione con Vado), va precisato, per non confondersi con la Cestistica Savonese che fu in A2 poche stagioni or sono.
Qui i nomi più noti sono Manzini per le reggiane (allenate dal coach di lungo corso Giancarlo Giroldi); Tosi e Paleari per le liguri.
L’andamento dei primi due quarti è a schizzi: 10-20 per Savona il primo; agli antipodi 19-9 per Puianello il secondo. Sull’abbrivio, Puianello chiude a +5 il terzo, con uno “svitamento” di Manzini sulla sirena.
Tutto si ribalta di nuovo, in modo decisivo, nei primi 5 minuti dell’ultimo periodo. Savona accende la spingarda da 3 con Picasso e Paleari. Poi palla a Tosi che fende l’area a ripetizione. Tremendo parziale di 1-13 e Savona è a +7 (46-53) con 4’30” da giocare. Puianello non si riprende dalla mazzata, salvo arrivare a -3 con Manzini che canta e porta la croce (entrata, tripla, poi 1/2 su fallo mal consigliato di Leonardini a metà campo); ma ormai manca solo 1’20” e Savona chiude dalla lunetta (56-63).
Paleari 18, Tosi e Picasso 14 per le trionfanti; Manzini 20 e Brevini 13 per le deluse.

PS: Censimento
Si conclude così la seconda stagione zoppa di fila per il basket di livello regionale; la scorsa fu troncata a febbraio, questa è partita a marzo; metti insieme i due moncherini e hai un'annata completa (ammesso che possa consolare).
Non si è peraltro giocato dappertutto; a mo' di censimento, possiamo così riepilogare: la B non si è avuta in Sicilia e in Sardegna; la C si è avuta solo in Veneto, Lazio, Campania, Abruzzo e Sicilia, più un mazzetto d'altre regioni in cui si è disputata la cosiddetta "Coppa del Centenario" (in pratica un torneo con modalità varie e spesso eventuali), ovvero Lombardia, Liguria, Friuli-V.G., Marche, Sardegna; inoltre in Piemonte si era disputata una "coppa" di C in autunno, prima della seconda ondata-Covid.

giovedì 9 settembre 2021

Playoff nazionali di B (1: fasi qualificaz. + Capri-Costa)

 recupero arretrati inizio estate (2. parte)


PLAYOFF NAZIONALI DI B

Fasi di qualificazione

Il mosaico delle 8 finaliste per l’A2 si componeva a fine giugno in modalità “patchwork”, cioè chi per accesso diretto, chi tramite finali regionali, chi attraverso spareggi interregionali.
In questa terza modalità avveniva la qualificazione di Torino Teen, alias Venaria, su S. Giovanni Valdarno, che nel campionato toscano aveva procacciato una grossa sorpresa eliminando il Costone Siena dominatore della fase regolare. Tra le principali… colpevoli le due Innocenti (gioco di parole da censurare, ma non riesco a farne a meno)  , le quali totalizzavano poi 28 punti nell’andata dello spareggio con Torino Teen, che replicava con 19 punti di Baima, limitando i danni a un 49-48 apertissimo, grazie ad appena 5 punti subiti nell'ultimo quarto.
Al ritorno, in Piemonte, gran primi due quarti difensivi per Venaria, che fa 33-13 al 20’ e mette tutto in salamoia (55-38 alla fine). Stavolta Mortera la top scorer con 24. Non bastano 16 di Sara Innocenti.

Nelle Final Four lombarde, al potere la gioventù di Costa Masnaga, che batte in finale l’esperta (ma menomata da infortuni) BFM Milano, già brava a giungere fin lì, spremendo il massimo da un organico accorciato da infortuni e defezioni. Big Paola Contu e compagne si schieravano nella consueta zona di coach Bacchini, ma Eleonora Villa la faceva saltare a suon di triple; inoltre il BFM proprio non segnava mai, contro la forte pressione a uomo delle brianzole; sicché rapidamente non c’era più storia (32-13 a metà, 64-41 alla fine).
Più combattuta (72-64; canestro chiave della 2003 Labanca, top scorer con 19 punti) era stata per Costa la semifinale con Milano Stars del venerando Petitpierre, la squadra migliore in stagione regolare, con Ruisi, Baiardo, Savini e altre buone giocatrici nel fiore degli anni cestistici, ma – questa è l’impressione – arrivate non al top della condizione, sicuramente con meno allenamenti nelle gambe rispetto alle fanciulle di coach Pirola, all’opera con olio di gomito sin dall’estate precedente (potendo lavorare con l’A1). D’altronde era uno dei fattori da mettere in conto, in quest’annata-Covid in cui le condizioni di lavoro, nel corso dell’annata, non erano uguali per tutte.
Fa piacere il ritorno vincente di Balossi, il talento 2002 che fu play titolare dell’Italia U16 oro europeo, e che sembrava perduta, salvo invece ritrovare il desiderio di scendere in campo, cosa che ha fatto da maggio in avanti.

Nelle Final Four emiliano-marchigiane, le due partite decisive per passare erano le semifinali (essendoci due posti a disposizione): si ribaltava l’esito della seconda fase regolare, che aveva visto Ancona e Fiorenzuola vincere i due gironi; ebbene, ambo soccombevano, rispettivamente per mano di Puianello (di due soli punti) e Matelica (più nettamente).
Poi in finale vittoria di Puianello, che diventava quindi “Emilia 1”, mentre Matelica “Emilia 2”. Si noterà che poi gli esiti ai fini della promozione si sono invertiti.

Nel girone Lazio/Umbria/Abruzzo, all’ultimo sprint la Stella Azzurra Roma soffiava il primato – e dunque il pass per le finali – alle Panthers Roseto dell’azzurra 3x3 Filippi, battute dal Basket Roma nell’ultima giornata, dopo che la Stella Azzurra aveva ribaltato il doppio confronto con le abruzzesi grazie a un +19 contro -16 dell’andata.

Già qualificate: Rovigo dal girone Triveneto, Capri dal girone Sud, Savona alias Vado dal girone piemontese/ligure dove aveva sopravanzato per scontri diretti Torino Teen, costringendo dunque quest'ultima al già citato spareggio interregionale.

E dunque, in un'Italia in trance calcistica per la cavalcata europea, si disputavano nei primi due weekend di luglio le serie finali per l'A2 in modalità andata-ritorno.


Spareggi promozione (1): Capri-Costa

Sfida di particolare interesse perché si affrontavano due squadre agli antipodi: le super-veterane ex-A1 e A2 delle isolane (che peraltro giocano... sul continente, a S. Giorgio a Cremano), ovvero Dacic, Natalia Rios, David, Maggi e compagne, contro le super-giovani di Costa. Stazza, esperienza, tecnica individuale raffinata contro corsa, sfrontata mordenza, panchina lunga.
Un possibile fattore era l'interminabile naftalina cui Capri era stata costretta per tutto giugno, dato che il campionato regionale (o meglio, zonale) campano/calabro/pugliese era terminato a fine maggio senza playoffs. Al contrario, Costa veniva da un giugno pienissimo, tra fase finale lombarda e Coppa Italiana U18.

Sembrava, questo, poter pesare all'inizio dell'andata, in terra longobarda. Più pronta Costa, grande carica, grandi percentuali nel 1° quarto, 23-15 con Eleonora Villa (top scorer già in finale regionale) a quota 9.
Capri trovava però le misure e prendeva il controllo nei due periodi centrali. Essenzialmente grazie all'arma totale Dubravka Dacic. Paurosa la sua differenza di stazza rispetto alle lunghe di Costa (emblematica al riguardo una foto di lei a fianco di Labanca, che d’accordo, è leggera, ma è 1.83, eppure sembra un criceto;  non molto diverso l'effetto tra Dacic e Osazuwa la quale, assicuro, vista dal vivo è una colossa, rispetto a una donna normale; riflettendoci, è emblematico di come non siamo più riusciti a produrre una vera colossa tra le nate dal '90 in avanti), poi ovviamente c'è tutta la tecnica e la mano morbida che abbiamo ammirato in lei fin da quando era una teenager, e che ci avevano fatto sperare di aver trovato l'America, cioè il pivot dei sogni per i prossimi 15 anni. Così non fu (e le cause non sono ancora del tutto chiare), ma parliamo comunque di una che ha giocato da professionista al Besiktas e in altre piazze di livello internazionale.
Insomma, Capri dà la palla a Dacic e ne cava o un canestro o un fallo subito o uno scarico per le tiratrici che sfruttano gli spazi aperti dalla centrona che calamita mezza difesa su di lei. E che non pare nemmeno troppo vulnerabile sul piano atletico, per quanto ovviamente non sia una scheggia nelle transizioni da una metà campo all'altra.
Il merito di Costa però è di restare aggrappata nel momento peggiore, pur senza percentuali da 3 a supportarla (indispensabili visto che in area non si passa); così al 30' è solo meno 5, e quando all'inizio dell'ultimo quarto si mettono a entrare le triple, soprattutto con la 2004 Caloro (che conferma di avere carattere), arriva il sorpasso.
Da lì le due compagini si scannano testa a testa finché ancora Caloro pareggia da 3 sulla sirena: 77-77, punteggio frizzante, risultato salomonico che lascia tutto aperto anche se, ovviamente, vale una mezza vittoria per Capri, visto che ora partirà da 0-0 in casa.
Per Costa si hanno 21 punti di E.Villa, 17 di Caloro, 10 di Labanca; per Capri 27 di Dacic (con 12/23 da 2 e 18 rimbalzi), 14 di Rios, 13 di Maggi e David.

Il ritorno, in Campania, l'8 luglio (prima serie a terminare in ordine cronologico), ha meno storia. Non da subito, perché incassato il primo pugno di Capri (14-7), Costa replica passando avanti verso metà 2° quarto. Ma i 5 minuti prima dell’intervallo spaccano la partita. La scelta delle lombarde, comprensibile, è di riempire l’area per limitare lo strapotere di Dacic (e David), e in effetti le due segnano meno che all’andata (soprattutto David, zero), ma vista la carenza di stazza delle giovini biancorosse, la coperta è corta, giacché le esterne capresi rimangono sguarnite e fanno danni irreparabili con Rios (un’ira d’Iddio) Gallo e Maggi; mentre Costa fa fatica a bucare la zona campana nel frangente in cui i tiri da 3 non entrano, e per correre in contropiede servirebbe prendere più rimbalzi ma è più facile a dirsi che a farsi. Sintesi? Parziale di 21-4 ed è +15 Capri all’intervallo (48-33).
Non è che Costa alzi bandiera bianca, anzi si sbatte per ricucire, ma è chiaro che a meno di un improvviso crollo di energie delle veterane di Capri, queste non si faranno scippare la promozione dalle mani. Si arriva, in effetti, a un riavvicinamento a meno 6 all’inizio dell’ultimo quarto, ma riprende il martellamento di triple delle esterne di Capri, e cala il sipario.
Finisce 85-70, Rios 32 punti, Gallo e Maggi 18, Dacic “solo” 16 ma decisiva anche stavolta con la sua presenza. Per Costa, Caloro 18 (ancora notevole), E.Villa 17 (idem ma più attesa), non moltissimo dalle altre.
Promozione alquanto annunciata, quella di Capri, mentre per Costa sfuma il sogno – ammesso che lo coltivasse con reale convinzione – di imitare S. Martino di Lupari con una squadra in A1 e una in A2. Si era diffusa la voce di un accordo già fatto con Giussano (società di B lombarda) per la cessione formale del diritto ma utilizzando le giocatrici di Costa, ma risulta infondata. O comunque gli eventi hanno troncato sul nascere qualsiasi idea del genere.
Si conferma per la Lombardia una tradizione negativa nei playoff di B nazionale. L’impressione però è che Capri fosse la peggior avversaria possibile, almeno visto il livello non siderale mostrato dalle altre 3 serie-promozione.
Stante l’asfittica presenza del Sud in A2 negli ultimi tempi, invece, è positivo che una campana entri nel giro.


Nella foto: l'armadio Dacic di fianco al... comodino Labanca


Coppe Italiane U18-U20: i trionfi di Costa e Battipaglia

recupero arretrati inizio estate (1. parte) 

COPPE ITALIANE GIOVANILI


Maledetto tu sia, o Covid, per i lutti che hai cagionato, ma anche per i due anni di finali nazionali che hai fatto perdere, irrecuperabilmente, alle giovani cestiste d’Italia.
Fortunatamente la Lega ha messo una pezza allestendo la “Coppa Italiana” sia per le U18 sia per le U20, negli stessi giorni in cui ci dannavamo il fegato seguendo gli Europei senior, dapprima promettenti per le nostre ma poi finiti in malora contro Crespaccio Crespi.
Ok, competizioni a inviti, queste Coppe; non finiranno nel computo degli scudetti per chi ha vinto; ma dopo un anno e 4 mesi senza grandi eventi giovanili (l’ultimo era stata la Next Generation Cup U18, a Bologna nel febbraio 2020, giusto prima che il Covid ci rovinasse l'esistenza), questo è lardo che cola.


Coppa Italiana U18

Sulla prima, disputata a Udine con 12 squadre, sarò più breve, un po’ perché si è conclusa il 19 giugno e quindi, formalmente, a fine primavera (e qui l'intenzione è di parlare degli eventi d’inizio estate), un po’ perché si è intuito che avrebbe vinto Costa fin dal primo minuto della giornata iniziale. Quando la squadra migliore è anche perfetta nell’applicazione, modello Dream Team originale del 1992, la competizione è morta e sepolta. Scarto medio in 5 partite? 49,8 punti. Buonanotte.
In finale S. Martino ha beccato un 94-52. Con 21 punti di E.Villa, 19 di Osazuwa, 15 di Allievi, e non si è dovuta sforzare più di tanto M.Villa, 11. Per dare l’idea dell’arsenale a disposizione di Pier Rossi.
Fondamentale, per capire la chiave della superiorità di Costa, constatare che le percentuali al tiro sono state simili per le due finaliste, e quindi come viene fuori il +42? Well, 35 punti in contropiede per Costa (contro 4) e 72 da dentro l'area (contro 30), 29 rimbalzi offensivi (contro 8). Che vuol dire? La quantità, il volume di gioco è quello che rende questo gruppo di Costa imprendibile per chiunque. Domina nel numero di possessi-palla e ne crea tanti ad alta percentuale, fra rimbalzi offensivi e rubate + contropiede.
C'è rammarico (almeno per il qui scrivente, ma immagino anche per la società) che, per colpa del Covid, gli scudetti alla fine del percorso giovanile di questa straordinaria generazione di Costa sarà inferiore a quello delle altre generazioni d’oro, come Treviso di Sottana, il Geas di Zandalasini, la Reyer delle ’98-99-00. Tra lo scorso anno e questo, almeno due ne avrebbero messi in sacca, magari 3 o addirittura 4 se bissavano con la categoria superiore.

Per il resto, la partita-top è stata la semifinale vinta da S. Martino su Brixia, che era forse leggermente più accreditata per arrivare in finale (o perlomeno, era stata finalista due anni prima, con le stesse annate, contro Costa). Sul meno 2 a 24 secondi dalla fine, Ramona Tomasoni scippava palla alle Lupe; di là Zanardi sbagliava la tripla del sorpasso ma Michela Pinardi era lesta a rimbalzo d’attacco mettendo dentro il pareggio sulla sirena. Poi però all’overtime vincevano le venete.
Bella, o perlomeno thrilling, anche Udine-Geas nei quarti, vinta dalle friulane in volata con 31 punti di Blasigh; per le milanesi 19 di Ronchi ma con 0/15 da 3 (argh). La stessa Ronchi aveva segnato 34 punti nella prima fase contro il Peperoncino Bologna. Nei quarti spicca anche una tripla doppia per Zanardi (23+11+10).


Coppa Italiana U20

La Coppa U20, dal 23 al 27 giugno, è stata di stampo più ruspante. Meno talenti assoluti, più incertezza per il risultato, e un clima da… Coppa del Mondo, alimentato con zelo ammirevole dall’organizzazione di Battipaglia, che ha colto l’occasione di rialzare il morale d’un ambiente comprensibilmente abbacchiato per la fresca retrocessione in A2 (con contorno sgradito di fuga di straniere, Covid, polemiche).
E alla fine ha vinto proprio Battipaglia.
Qui le squadre erano 10, con una formula un po’ cervellotica che suddivideva le compagini in un gruppo da 4 e due da 3, sicché per la fase finale si formava un tabellone basato sul quoziente vinte-perse e non sulla posizione in classifica. Sostanzialmente le migliori 4 si sfidavano in semifinale (S. Martino +21 su Campobasso; Battipaglia +12 sulla Stella Azzurra), le altre per la classificazione 5°-10°.

In finale 3° posto, volatona tra Campobasso e Stella Azzurra, decisa da Quinonez, la teenager-prodigio ecuadoriana del 2006, con 23 punti, 15 rimbalzi, 5 assist e il gioco da 3 punti decisivo (in coast-to-coast con slalom) a 8 secondi dalla fine per il 63-60. Inspiegabile (almeno per lo spettatore esterno) la scelta seguente della Stella Azzurra, di tirare da sotto, non una ma due volte, allo scadere del tempo: ok, segna, ma a che serve se non a perdere di uno (63-62)?

La finale 1° posto, bisogna dire, non è stata esattamente una santabarbara offensiva. All’intervallo era 17-13 per Battipaglia. :woot: Sì, davvero, all'intervallo, no a fine 1° quarto. Col dovuto buonismo diremo che è stato merito delle difese, che il caldo del 27 giugno in Campania meridionale è asfissiante, che l'importanza capitale del trofeo ha messo pressione, eccetera; fatto sta che ogni canestro era raro come un goal. Zero contropiedi, solo attacchi tappati a difese schierate, collezione di ferri da ogni posizione.
Nel 3° quarto (ma solo in quello) la musica fortunatamente cangiava. Dopo una tripla di De Rosa per il massimo vantaggio casalingo, vi era uno 0-8 per S. Martino che portava al primo sorpasso (20-21). Rispondeva subito Battipaglia con un 7-0 che diventava 10-2 con una tripla di Mazza. Contro-controbreak di S. Martino, 0-8, con Antonello, Rosignoli e Giordano: altro sorpasso (30-31). Ma era l'ultimo: il frizzante (vivaddio) 3° periodo si concludeva con l'ennesimo controparziale, 5-0 Battipaglia tutto di Seka con tiro da fuori e coast-to-coast con canestro fallo di Nezaj di frustrazione, in quanto l'avversaria le aveva intercettato il passaggio.
Finiva dunque 35-30 il 3° quarto; e nell'ultimo si tornava a non segnare, soprattutto S. Martino che faceva 1 punto in 5 minuti, consentendo il break definitivo a Battipaglia, 41-31 su assist schiacciato a terra di Mazza per Seka. Con una rotazione da 10 contro una da 7, si poteva ipotizzare che le giallonere avessero più benzina alla distanza, ma così non era. O magari era così ma conta mettere dentro la boccia. Ultimo tentativo padovano con Guarise, 41-36 a 3'40" dalla fine, ma poi il vantaggio si cristallizzava.
Punteggio al termine: 46-38. Apoteosi a Battipaglia con invasione di campo delle ragazze delle giovanili (presumo) e giocatrici acclamate come campionesse galattiche. Una scena comunque piacevole da vedere dopo tanti mesi di castrazione fisico-emotiva per la gioventù italiana, e anche per chi segue il basket femminile.
Top scorers con Dione 13 punti, Seka 11 per le campane di coach Federica Di Pace; nessuna in doppia cifra per S. Martino (Rosignoli con 7 la top, si fa per dire), ed è stato un po’ il leit-motiv delle Lupe anche in A2, cioè tanta profondità ma senza riferimenti costanti, sino a retrocedere. Percentuali finali dal campo: 14/54 Battipaglia, 14/50 S. Martino che ha avuto anche 23 perse, e che dunque incamerava un doppio argento nella tornata di Coppe.