giovedì 9 settembre 2021

Coppe Italiane U18-U20: i trionfi di Costa e Battipaglia

recupero arretrati inizio estate (1. parte) 

COPPE ITALIANE GIOVANILI


Maledetto tu sia, o Covid, per i lutti che hai cagionato, ma anche per i due anni di finali nazionali che hai fatto perdere, irrecuperabilmente, alle giovani cestiste d’Italia.
Fortunatamente la Lega ha messo una pezza allestendo la “Coppa Italiana” sia per le U18 sia per le U20, negli stessi giorni in cui ci dannavamo il fegato seguendo gli Europei senior, dapprima promettenti per le nostre ma poi finiti in malora contro Crespaccio Crespi.
Ok, competizioni a inviti, queste Coppe; non finiranno nel computo degli scudetti per chi ha vinto; ma dopo un anno e 4 mesi senza grandi eventi giovanili (l’ultimo era stata la Next Generation Cup U18, a Bologna nel febbraio 2020, giusto prima che il Covid ci rovinasse l'esistenza), questo è lardo che cola.


Coppa Italiana U18

Sulla prima, disputata a Udine con 12 squadre, sarò più breve, un po’ perché si è conclusa il 19 giugno e quindi, formalmente, a fine primavera (e qui l'intenzione è di parlare degli eventi d’inizio estate), un po’ perché si è intuito che avrebbe vinto Costa fin dal primo minuto della giornata iniziale. Quando la squadra migliore è anche perfetta nell’applicazione, modello Dream Team originale del 1992, la competizione è morta e sepolta. Scarto medio in 5 partite? 49,8 punti. Buonanotte.
In finale S. Martino ha beccato un 94-52. Con 21 punti di E.Villa, 19 di Osazuwa, 15 di Allievi, e non si è dovuta sforzare più di tanto M.Villa, 11. Per dare l’idea dell’arsenale a disposizione di Pier Rossi.
Fondamentale, per capire la chiave della superiorità di Costa, constatare che le percentuali al tiro sono state simili per le due finaliste, e quindi come viene fuori il +42? Well, 35 punti in contropiede per Costa (contro 4) e 72 da dentro l'area (contro 30), 29 rimbalzi offensivi (contro 8). Che vuol dire? La quantità, il volume di gioco è quello che rende questo gruppo di Costa imprendibile per chiunque. Domina nel numero di possessi-palla e ne crea tanti ad alta percentuale, fra rimbalzi offensivi e rubate + contropiede.
C'è rammarico (almeno per il qui scrivente, ma immagino anche per la società) che, per colpa del Covid, gli scudetti alla fine del percorso giovanile di questa straordinaria generazione di Costa sarà inferiore a quello delle altre generazioni d’oro, come Treviso di Sottana, il Geas di Zandalasini, la Reyer delle ’98-99-00. Tra lo scorso anno e questo, almeno due ne avrebbero messi in sacca, magari 3 o addirittura 4 se bissavano con la categoria superiore.

Per il resto, la partita-top è stata la semifinale vinta da S. Martino su Brixia, che era forse leggermente più accreditata per arrivare in finale (o perlomeno, era stata finalista due anni prima, con le stesse annate, contro Costa). Sul meno 2 a 24 secondi dalla fine, Ramona Tomasoni scippava palla alle Lupe; di là Zanardi sbagliava la tripla del sorpasso ma Michela Pinardi era lesta a rimbalzo d’attacco mettendo dentro il pareggio sulla sirena. Poi però all’overtime vincevano le venete.
Bella, o perlomeno thrilling, anche Udine-Geas nei quarti, vinta dalle friulane in volata con 31 punti di Blasigh; per le milanesi 19 di Ronchi ma con 0/15 da 3 (argh). La stessa Ronchi aveva segnato 34 punti nella prima fase contro il Peperoncino Bologna. Nei quarti spicca anche una tripla doppia per Zanardi (23+11+10).


Coppa Italiana U20

La Coppa U20, dal 23 al 27 giugno, è stata di stampo più ruspante. Meno talenti assoluti, più incertezza per il risultato, e un clima da… Coppa del Mondo, alimentato con zelo ammirevole dall’organizzazione di Battipaglia, che ha colto l’occasione di rialzare il morale d’un ambiente comprensibilmente abbacchiato per la fresca retrocessione in A2 (con contorno sgradito di fuga di straniere, Covid, polemiche).
E alla fine ha vinto proprio Battipaglia.
Qui le squadre erano 10, con una formula un po’ cervellotica che suddivideva le compagini in un gruppo da 4 e due da 3, sicché per la fase finale si formava un tabellone basato sul quoziente vinte-perse e non sulla posizione in classifica. Sostanzialmente le migliori 4 si sfidavano in semifinale (S. Martino +21 su Campobasso; Battipaglia +12 sulla Stella Azzurra), le altre per la classificazione 5°-10°.

In finale 3° posto, volatona tra Campobasso e Stella Azzurra, decisa da Quinonez, la teenager-prodigio ecuadoriana del 2006, con 23 punti, 15 rimbalzi, 5 assist e il gioco da 3 punti decisivo (in coast-to-coast con slalom) a 8 secondi dalla fine per il 63-60. Inspiegabile (almeno per lo spettatore esterno) la scelta seguente della Stella Azzurra, di tirare da sotto, non una ma due volte, allo scadere del tempo: ok, segna, ma a che serve se non a perdere di uno (63-62)?

La finale 1° posto, bisogna dire, non è stata esattamente una santabarbara offensiva. All’intervallo era 17-13 per Battipaglia. :woot: Sì, davvero, all'intervallo, no a fine 1° quarto. Col dovuto buonismo diremo che è stato merito delle difese, che il caldo del 27 giugno in Campania meridionale è asfissiante, che l'importanza capitale del trofeo ha messo pressione, eccetera; fatto sta che ogni canestro era raro come un goal. Zero contropiedi, solo attacchi tappati a difese schierate, collezione di ferri da ogni posizione.
Nel 3° quarto (ma solo in quello) la musica fortunatamente cangiava. Dopo una tripla di De Rosa per il massimo vantaggio casalingo, vi era uno 0-8 per S. Martino che portava al primo sorpasso (20-21). Rispondeva subito Battipaglia con un 7-0 che diventava 10-2 con una tripla di Mazza. Contro-controbreak di S. Martino, 0-8, con Antonello, Rosignoli e Giordano: altro sorpasso (30-31). Ma era l'ultimo: il frizzante (vivaddio) 3° periodo si concludeva con l'ennesimo controparziale, 5-0 Battipaglia tutto di Seka con tiro da fuori e coast-to-coast con canestro fallo di Nezaj di frustrazione, in quanto l'avversaria le aveva intercettato il passaggio.
Finiva dunque 35-30 il 3° quarto; e nell'ultimo si tornava a non segnare, soprattutto S. Martino che faceva 1 punto in 5 minuti, consentendo il break definitivo a Battipaglia, 41-31 su assist schiacciato a terra di Mazza per Seka. Con una rotazione da 10 contro una da 7, si poteva ipotizzare che le giallonere avessero più benzina alla distanza, ma così non era. O magari era così ma conta mettere dentro la boccia. Ultimo tentativo padovano con Guarise, 41-36 a 3'40" dalla fine, ma poi il vantaggio si cristallizzava.
Punteggio al termine: 46-38. Apoteosi a Battipaglia con invasione di campo delle ragazze delle giovanili (presumo) e giocatrici acclamate come campionesse galattiche. Una scena comunque piacevole da vedere dopo tanti mesi di castrazione fisico-emotiva per la gioventù italiana, e anche per chi segue il basket femminile.
Top scorers con Dione 13 punti, Seka 11 per le campane di coach Federica Di Pace; nessuna in doppia cifra per S. Martino (Rosignoli con 7 la top, si fa per dire), ed è stato un po’ il leit-motiv delle Lupe anche in A2, cioè tanta profondità ma senza riferimenti costanti, sino a retrocedere. Percentuali finali dal campo: 14/54 Battipaglia, 14/50 S. Martino che ha avuto anche 23 perse, e che dunque incamerava un doppio argento nella tornata di Coppe.

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