Con l'uscita di scena, tutto sommato onorevole, di Campobasso nei preliminari di Eurocup si è concluso uno dei più interessanti precampionato degli ultimi anni.
- In Eurolega torniamo ad avere due compagini, grazie alla qualificazione di Schio, che nel preliminare in casa sua fa fuori due avversarie non insignificanti quali Valencia (giustiziera di Venezia in finale di Eurocup 2021) e Bourges (classica presenza nell'elite europea).
Contro le spagnole, gran difesa per le arancioni, che chiudono 56-48 (19 di Laksa, che si presenta bene al suo nuovo pubblico; 12 di Sottana).
Contro le francesi delle ex Yacoubou e Godin, lungo testa a testa che si risolve con un'accelerata finale di Schio per il 69-57. Gran Sottana con 21 punti, molti nei momenti caldi.
- In Eurocup facciamo una sì e una no. Sassari si qualifica a spese delle lussemburghesi di Grengewald; e se forse l'avversaria non era trascendentale (ma c'era una valida Usa come l'ex-Empoli Mathias), va notato che le sarde hanno giocato con una straniera sola. La quale peraltro ha fatto la parte realizzativa anche per le assenti, segnando 38 punti all'andata e 28 al ritorno. La serie si è decisa al Palaserradimigni con un 85-67; poi in trasferta Sassari ha controllato, con un pareggio 61-61. Notevole al suo secondo anno di esistenza essere già in Europa per il sodalizio isolano.
Non ce la fa Campobasso, che era sfavorita contro Lugo di Orsili (e Cata Pollini dirigente), e in effetti perde, ma dopo aver regalato una vittoria al pubblico molisano all'andata, 65-64. Al ritorno la partita è compromessa nei primi 3 quarti (meno 13), poi c'è una fiammata molisana ma le iberiche tengono a bada (66-55). Orsili fa la sua parte con 9 punti.
- In mezzo c'è stata la Supercoppa italiana, con Schio nuovamente nelle vesti di ospitante e, già che c'era, di trionfatrice (per la 12esima volta). Assenze pesanti un po' per tutte, ma Schio ha potuto comunque schierare 3 straniere (Gruda, sia pur non al meglio, Laksa e la supplente Grigalauskyte) contro le 2 di Ragusa (che ha arruolato Ruzickova) e Venezia, e l'unica di Bologna (Dojkic) che era anche priva di Zandalasini. Le semifinali davano l'idea di una supremazia netta, se non schiacciante, di Schio, che asfaltava Ragusa 99-57, mentre Venezia sudava contro la zoppa Virtus (68-61), il che appunto pareva l'anticamera di un dominio scledense nella rivincita della finale scudetto (nonché quarto scontro di fila in finale nelle ultime 4 competizioni italiane).
Invece Venezia disputava due quarti e mezzo eccellenti, mettendo alle corde, e alle cozze, le rivali: si era sul 36-53 e pareva ormai scritto l'esito. Oh fallace impressione! Con un 11-0 nel finale di 3° quarto, il Famila tornava di colpo in partita. E alla fine vinceva 67-64 con un'entrata di Laksa a -5" subendo anche fallo da punteggio pari.
Dopo il timeout, la Reyer aveva rimessa da metà campo, ma Bestagno tentava un improbabile lob per raggiungere una compagna sul lato opposto: intercettato da Keys.
Marcature "very italian" per Schio: 15 André, 13 Sottana, 12 Dotto (anche se Laksa è stata eletta Mvp). Per le sconfitte 16 Anderson, 13 Pan, 12 Petronyte. Si è decisa su episodi, quindi poteva andare all'opposto; ma va notato che il Famila ha avuto un rendimento più omogeneo dalle sue, mentre le lagunari hanno pagato lo zero di Carangelo e Penna.
Venezia, pur col cambio di manico, palesa ancora un'allergia ai finali in volata, ricordando l'atroce finale di Eurocup e le due gare di finale scudetto perse con Schio.
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