giovedì 9 settembre 2021

Playoff nazionali di B (1: fasi qualificaz. + Capri-Costa)

 recupero arretrati inizio estate (2. parte)


PLAYOFF NAZIONALI DI B

Fasi di qualificazione

Il mosaico delle 8 finaliste per l’A2 si componeva a fine giugno in modalità “patchwork”, cioè chi per accesso diretto, chi tramite finali regionali, chi attraverso spareggi interregionali.
In questa terza modalità avveniva la qualificazione di Torino Teen, alias Venaria, su S. Giovanni Valdarno, che nel campionato toscano aveva procacciato una grossa sorpresa eliminando il Costone Siena dominatore della fase regolare. Tra le principali… colpevoli le due Innocenti (gioco di parole da censurare, ma non riesco a farne a meno)  , le quali totalizzavano poi 28 punti nell’andata dello spareggio con Torino Teen, che replicava con 19 punti di Baima, limitando i danni a un 49-48 apertissimo, grazie ad appena 5 punti subiti nell'ultimo quarto.
Al ritorno, in Piemonte, gran primi due quarti difensivi per Venaria, che fa 33-13 al 20’ e mette tutto in salamoia (55-38 alla fine). Stavolta Mortera la top scorer con 24. Non bastano 16 di Sara Innocenti.

Nelle Final Four lombarde, al potere la gioventù di Costa Masnaga, che batte in finale l’esperta (ma menomata da infortuni) BFM Milano, già brava a giungere fin lì, spremendo il massimo da un organico accorciato da infortuni e defezioni. Big Paola Contu e compagne si schieravano nella consueta zona di coach Bacchini, ma Eleonora Villa la faceva saltare a suon di triple; inoltre il BFM proprio non segnava mai, contro la forte pressione a uomo delle brianzole; sicché rapidamente non c’era più storia (32-13 a metà, 64-41 alla fine).
Più combattuta (72-64; canestro chiave della 2003 Labanca, top scorer con 19 punti) era stata per Costa la semifinale con Milano Stars del venerando Petitpierre, la squadra migliore in stagione regolare, con Ruisi, Baiardo, Savini e altre buone giocatrici nel fiore degli anni cestistici, ma – questa è l’impressione – arrivate non al top della condizione, sicuramente con meno allenamenti nelle gambe rispetto alle fanciulle di coach Pirola, all’opera con olio di gomito sin dall’estate precedente (potendo lavorare con l’A1). D’altronde era uno dei fattori da mettere in conto, in quest’annata-Covid in cui le condizioni di lavoro, nel corso dell’annata, non erano uguali per tutte.
Fa piacere il ritorno vincente di Balossi, il talento 2002 che fu play titolare dell’Italia U16 oro europeo, e che sembrava perduta, salvo invece ritrovare il desiderio di scendere in campo, cosa che ha fatto da maggio in avanti.

Nelle Final Four emiliano-marchigiane, le due partite decisive per passare erano le semifinali (essendoci due posti a disposizione): si ribaltava l’esito della seconda fase regolare, che aveva visto Ancona e Fiorenzuola vincere i due gironi; ebbene, ambo soccombevano, rispettivamente per mano di Puianello (di due soli punti) e Matelica (più nettamente).
Poi in finale vittoria di Puianello, che diventava quindi “Emilia 1”, mentre Matelica “Emilia 2”. Si noterà che poi gli esiti ai fini della promozione si sono invertiti.

Nel girone Lazio/Umbria/Abruzzo, all’ultimo sprint la Stella Azzurra Roma soffiava il primato – e dunque il pass per le finali – alle Panthers Roseto dell’azzurra 3x3 Filippi, battute dal Basket Roma nell’ultima giornata, dopo che la Stella Azzurra aveva ribaltato il doppio confronto con le abruzzesi grazie a un +19 contro -16 dell’andata.

Già qualificate: Rovigo dal girone Triveneto, Capri dal girone Sud, Savona alias Vado dal girone piemontese/ligure dove aveva sopravanzato per scontri diretti Torino Teen, costringendo dunque quest'ultima al già citato spareggio interregionale.

E dunque, in un'Italia in trance calcistica per la cavalcata europea, si disputavano nei primi due weekend di luglio le serie finali per l'A2 in modalità andata-ritorno.


Spareggi promozione (1): Capri-Costa

Sfida di particolare interesse perché si affrontavano due squadre agli antipodi: le super-veterane ex-A1 e A2 delle isolane (che peraltro giocano... sul continente, a S. Giorgio a Cremano), ovvero Dacic, Natalia Rios, David, Maggi e compagne, contro le super-giovani di Costa. Stazza, esperienza, tecnica individuale raffinata contro corsa, sfrontata mordenza, panchina lunga.
Un possibile fattore era l'interminabile naftalina cui Capri era stata costretta per tutto giugno, dato che il campionato regionale (o meglio, zonale) campano/calabro/pugliese era terminato a fine maggio senza playoffs. Al contrario, Costa veniva da un giugno pienissimo, tra fase finale lombarda e Coppa Italiana U18.

Sembrava, questo, poter pesare all'inizio dell'andata, in terra longobarda. Più pronta Costa, grande carica, grandi percentuali nel 1° quarto, 23-15 con Eleonora Villa (top scorer già in finale regionale) a quota 9.
Capri trovava però le misure e prendeva il controllo nei due periodi centrali. Essenzialmente grazie all'arma totale Dubravka Dacic. Paurosa la sua differenza di stazza rispetto alle lunghe di Costa (emblematica al riguardo una foto di lei a fianco di Labanca, che d’accordo, è leggera, ma è 1.83, eppure sembra un criceto;  non molto diverso l'effetto tra Dacic e Osazuwa la quale, assicuro, vista dal vivo è una colossa, rispetto a una donna normale; riflettendoci, è emblematico di come non siamo più riusciti a produrre una vera colossa tra le nate dal '90 in avanti), poi ovviamente c'è tutta la tecnica e la mano morbida che abbiamo ammirato in lei fin da quando era una teenager, e che ci avevano fatto sperare di aver trovato l'America, cioè il pivot dei sogni per i prossimi 15 anni. Così non fu (e le cause non sono ancora del tutto chiare), ma parliamo comunque di una che ha giocato da professionista al Besiktas e in altre piazze di livello internazionale.
Insomma, Capri dà la palla a Dacic e ne cava o un canestro o un fallo subito o uno scarico per le tiratrici che sfruttano gli spazi aperti dalla centrona che calamita mezza difesa su di lei. E che non pare nemmeno troppo vulnerabile sul piano atletico, per quanto ovviamente non sia una scheggia nelle transizioni da una metà campo all'altra.
Il merito di Costa però è di restare aggrappata nel momento peggiore, pur senza percentuali da 3 a supportarla (indispensabili visto che in area non si passa); così al 30' è solo meno 5, e quando all'inizio dell'ultimo quarto si mettono a entrare le triple, soprattutto con la 2004 Caloro (che conferma di avere carattere), arriva il sorpasso.
Da lì le due compagini si scannano testa a testa finché ancora Caloro pareggia da 3 sulla sirena: 77-77, punteggio frizzante, risultato salomonico che lascia tutto aperto anche se, ovviamente, vale una mezza vittoria per Capri, visto che ora partirà da 0-0 in casa.
Per Costa si hanno 21 punti di E.Villa, 17 di Caloro, 10 di Labanca; per Capri 27 di Dacic (con 12/23 da 2 e 18 rimbalzi), 14 di Rios, 13 di Maggi e David.

Il ritorno, in Campania, l'8 luglio (prima serie a terminare in ordine cronologico), ha meno storia. Non da subito, perché incassato il primo pugno di Capri (14-7), Costa replica passando avanti verso metà 2° quarto. Ma i 5 minuti prima dell’intervallo spaccano la partita. La scelta delle lombarde, comprensibile, è di riempire l’area per limitare lo strapotere di Dacic (e David), e in effetti le due segnano meno che all’andata (soprattutto David, zero), ma vista la carenza di stazza delle giovini biancorosse, la coperta è corta, giacché le esterne capresi rimangono sguarnite e fanno danni irreparabili con Rios (un’ira d’Iddio) Gallo e Maggi; mentre Costa fa fatica a bucare la zona campana nel frangente in cui i tiri da 3 non entrano, e per correre in contropiede servirebbe prendere più rimbalzi ma è più facile a dirsi che a farsi. Sintesi? Parziale di 21-4 ed è +15 Capri all’intervallo (48-33).
Non è che Costa alzi bandiera bianca, anzi si sbatte per ricucire, ma è chiaro che a meno di un improvviso crollo di energie delle veterane di Capri, queste non si faranno scippare la promozione dalle mani. Si arriva, in effetti, a un riavvicinamento a meno 6 all’inizio dell’ultimo quarto, ma riprende il martellamento di triple delle esterne di Capri, e cala il sipario.
Finisce 85-70, Rios 32 punti, Gallo e Maggi 18, Dacic “solo” 16 ma decisiva anche stavolta con la sua presenza. Per Costa, Caloro 18 (ancora notevole), E.Villa 17 (idem ma più attesa), non moltissimo dalle altre.
Promozione alquanto annunciata, quella di Capri, mentre per Costa sfuma il sogno – ammesso che lo coltivasse con reale convinzione – di imitare S. Martino di Lupari con una squadra in A1 e una in A2. Si era diffusa la voce di un accordo già fatto con Giussano (società di B lombarda) per la cessione formale del diritto ma utilizzando le giocatrici di Costa, ma risulta infondata. O comunque gli eventi hanno troncato sul nascere qualsiasi idea del genere.
Si conferma per la Lombardia una tradizione negativa nei playoff di B nazionale. L’impressione però è che Capri fosse la peggior avversaria possibile, almeno visto il livello non siderale mostrato dalle altre 3 serie-promozione.
Stante l’asfittica presenza del Sud in A2 negli ultimi tempi, invece, è positivo che una campana entri nel giro.


Nella foto: l'armadio Dacic di fianco al... comodino Labanca


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