recupero arretrati inizio estate (4. e ultima parte)
GIOVANILI
Finali lombarde Elite
Nello stesso weekend in cui si chiudeva la stagione di B (10-11 luglio), in Lombardia v'era in cartellone anche la "due giorni" di finali regionali delle uniche due categorie giovanili disputate: U18 Elite e U16 Elite.
Tocca ripetere quanto già detto per la B e per le Coppe Italiane: in tempi di carestia, anche il poco è benedetto. Onestamente però non sono stati due campionati esaltanti, questi, e nemmeno tali sono state le fasi finali.
In ambo le categorie gli squilibri sono stati enormi tra le più forti e le "normali"; nulla di nuovo, per carità, ma se già in una stagione di lunghezza standard le partite "vere" sono poche, figurati in una stagione che inizia a fine aprile e dura 6 giornate più playoff.
Per giunta accadeva l'inopinata squalifica del Geas, sia in U18 che in U16, per irregolarità nell'effettuazione dei tamponi (risultavano essere stati eseguiti ogni due settimane anziché ogni una), con inibizione del nostro venerabile Nonino per 3 mesi con la taccia di "slealtà" o qualcosa del genere. Inutile dire che mettiamo la mano sul fuoco sulla buona fede con cui è stato commesso l'errore, anche perché non ha senso pensare che il Geas volutamente dribblasse i controlli.
Fatto sta che, al posto di una semifinale U18 tra Brixia e Geas, che non sarebbe stata male, se ne aveva una totalmente squilibrata tra Brixia e Giussano, la quale apprendeva del ripescaggio quando era già avvenuto il "rompete le righe" dopo la sconfitta nei quarti appunto col Geas. Conseguenza: ragazze che venivano intercettate quando erano già sul treno per il mare o in cima a una montagna e rispedite in campo, con inevitabile martirio subito per mano di Zanardi e compagne.
Da notare, a proposito, che Giussano si è piazzata quarta in Lombardia con il bilancio di 2 vinte-7 perse: probabilmente un record di ottimizzazione del risultato. Ma in epoca-Covid tutto diventa possibile.
Anche l'altra semifinale U18, tra Ororosa (il pool bergamasco) e Costa, perdeva significato per la scelta di Costa di preservare le migliori in vista della serie-promozione di B (in concomitanza); peraltro l'organico "di scorta" inviato contro le bergamasche si batteva con dignità, ma senza che l'esito fosse in discussione.
Finale U18 (10 luglio) dunque tra Brixia e Ororosa, ambo reduci dalla Coppa Italiana (bresciane quarte, bergamasche fuori nella prima fase). A depauperare tecnicamente la sfida, rendendola però più incerta, giungeva l'assenza del grosso calibro Zanardi, per problema muscolare.
La partita risultava curiosamente simile alla finale della Coppa Italiana U20, e cioè due quarti di stitichezza offensiva (19-24 per Ororosa al 20'), poi un terzo relativamente frizzante (37-37 al 30') e un nuovo inceppamento nell'ultimo, soprattutto di Ororosa. La chiave della partita era il rientro feroce di Ramona Tomasoni dopo l'uscita per malessere nel primo tempo (episodio apparentemente simile a uno già capitatole in A2). La guardia-ala del 2004 segnava tutti i suoi 22 punti nella ripresa, su 33 della squadra, facendo una differenza totale. A 2'30" dalla fine c'era ancora partita (+3 Brixia) ma al termine era 52-45 per la squadra di Zanardi padre, senza rischi nel finale.
Per questo gruppo di Brixia è il secondo titolo regionale dopo quello U13 del 2017; da aggiungere 3 titoli lombardi e 2 scudetti nel Join the Game: non male, considerata la presenza di una Costa quasi imbattibile in questa generazione.
Per le sconfitte la top scorer era il centro Cancelli (visto anche in A2 con Albino; è una delle poche in circolazione della sua età che abbia una stazza notevole, speriamo evolva bene) con 13 punti.
Poteva Costa Masnaga rimanere senza titoli regionali? Ovviamente no, e infatti - dopo il derby in semifinale fra le sue due squadre - si piglia quello U16, battendo in finale Ororosa l'11 luglio (doppio argento quindi per le bergamasche). Ororosa che aveva fruito dello 0-20 appioppato al Geas per il caso-tamponi, all'andata, controllando poi con agio il ritorno.
Finale più godibile di quella U18 del giorno prima; primi due quarti equilibrati (29-27 Costa), poi break nel terzo (55-43) e vantaggio a elastico nell'ultimo (71-60 finale).
Qui la matadora è la 2005 Bernardi (già in evidenza nella finale scudetto U14 del 2019, persa col Basket Roma) con 22 punti.
Challenger U20 in Bulgaria
Riempiamo la dozzina di giorni d’interregno fra la fine della stagione di club e l’inizio delle Olimpiadi con il micro-Europeo U20, alias Challenger, dal 13 al 18 luglio. L’agro e il dolce si mescolano nel sapore: da un lato il rimpianto per la seconda estate di fila senza Europei giovanili “veri”; sempre dallo stesso lato lo scorno per non essere iscritti né al Challenger U18 né a quello U16 che si terranno più avanti nell’estate; dal lato opposto invece una certa saggezza contadina che c’invita, in tempi di carestia, ad accontentarci dei modesti tuberi che la sorte si degna di non sottrarci, almeno quelli.
In questo caso i tuberi sono le 5 partite del challenger di Sòfia, che vinciamo tutte, riallacciando idealmente il filo con l’oro europeo U20 di due anni fa (Orsili l’unica presente già allora, per il resto le giocatrici ovviamente erano altre), o se vogliamo, con l’oro U18, sempre del magico 2019 pre-Covid, con le medesime annate di stavolta.
La partita decisiva, si vedrà poi, è la terza col Belgio, vinta 54-48 con un parziale di 6-0 negli ultimi 4 minuti, non proprio prolifico ma apprezzabile per il bunker difensivo. Così come apprezzabili, eccome, sono i 26 punti di Orsili, in versione “Super O” per le gioie di “Big O”, ovvero coach Orlando.
Prima e dopo, ci sbarazziamo in modo piuttosto autoritario di Bulgaria, Croazia e Lettonia.
Si finisce con un 50-49 sulla Germania (con 21 di Orsili) che ha offerto anche, già ne parlammo, un siparietto comico non male con l’ultimo minuto totalmente privo di senno da entrambe le parti. Nella gara a perdere (apparentemente, ovvio)… prevalgono le tedesche e quindi chiudiamo imbattuti.
La tegolaccia è l’infortunio di Ronchi, proprio nell’ultima partita, dopo aver mostrato cose più che discrete, tanto più considerando che è classe 2003 (15 punti contro la Croazia). Si prospetta per lei un’assenza di mesi, gran sfiga perché è un talento che a differenza di altre, più mature, sembrava aver bisogno di giocare per esplorare i margini di miglioramento che paiono ancora evidenti (e assai invitanti). Speriamo bene.
Da notare che finiamo con una media punti segnati di 58 (e rotti) contro 47 punti subiti (e rotti). Individualmente le più in evidenza sono state Orsili (miglior marcatrice con 13,4, miglior assist-girl con 3,4), Nasraoui (8,6 punti e 8,6 rimbalzi, miglior arpionatrice nostra) e Pastrello (10,4 punti e 7 rimbalzi); queste ultime due peraltro con poco più del 30% al tiro.
Il dubbio che ci assale, ora che la debacle agli Europei senior ci ha nuovamente disilluso sulla traducibilità dei successi giovanili al piano di sopra, è: abbiamo vinto “all’italiana”, cioè per arguzia tattica, “cuore”, collettivo ecc., o perché siamo più forti e soprattutto più futuribili?
Temo che la risposta sia la prima, ma detto questo, vincere fa sempre piacere, anche se è un torneo e non un campionato.
Torneo U16 a Binzago
Con il classico torneo misto nuovamente impossibile da organizzare, come nel 2020, a Binzago abbiamo passato settimane col teschio in mano, a mo’ di Amleto, a chiederci: "Essere (almeno un pochino) o non essere (manco per un c…)?”. Ovvero: organizzare qualcosa in scala minore o rassegnarci al nulla totale per il secondo anno di fila?
Scelta la prima opzione, più per evitare l'onta dell’altra che per entusiasmo travolgente (giacché le difficoltà organizzative non erano poche), si decideva per un quadrangolare giovanile all’aperto, categoria Under 16, col nome di "Next Gen" che va di moda.
Restava il problema di quando farlo: durante gli Europei di calcio non era il caso (tutti incollati alla tv, non veniva nessuno), in più c'erano ancora le fasi finali di campionato. Si optava quindi per le sere dal 13 al 15 luglio, non senza scetticismo di molti, giacché "chi c... trovi che viene a giocare un torneo a metà luglio? Vanno tutte al mare”, dicevano costoro. E parevano aver ragione.
Si provvedeva quindi, temendo il buso nell'acqua, a una sventagliata di contatti per verificare l’interesse a partecipare. Con gran sollievo, per non dire gioia, esso risultava superiore al previsto. Adesione di Costa, BFM Milano, Giussano e Usmate; 44 giocatrici in campo, tutte con una voglia e una serietà che confortavano gli animi oppressi da 17 mesi tristi.
Certo, un po' di malinconia nel vederle all'opera era inevitabile; il pensiero di quanto, delle loro capacità e della loro passione, sia rimasto in naftalina, sostanzialmente reso inutile, per un anno e mezzo, un tempo interminabile (e irrecuperabile) quando si ha quell'età. Chi è del 2005, per esempio, è rimasta agonisticamente ferma tra i 15 e i 16 anni e mezzo, oppure tra i 14 anni e mezzo e i 16. Tu pensa la portata del danno, da tanto è cruciale quel periodo nella formazione delle giocatrici. Chiaro che un torneo qua, un'iniziativa là, sono toppe apprezzabili ma che non possono compensare le perdite.
Anche la presenza di pubblico si rivelava ben sopra le attese. In effetti, dopo le gabbie asfissianti della micro-stagione in regime di Covid (per quei pochi che riuscivano ad assistere, sembrava di dover accedere a una zona di guerra, non a una partita di basket), qui a Binzago si offriva un gradito ritorno alla libertà di vedere le proprie figlie giocare, senza indossare mute da palombari, né compilare infiniti moduli, né pregare Iddio di non contagiarsi. E si sa che i genitori delle femmine ci tengono a seguire le loro pargole anche quando sono già grandicelle. Certo non nuoceva anche il contorno gastronomico a disposizione.
Anche il livello tecnico non è stato male, considerando che c'erano 3 reduci dal campionato Elite (Costa con alcune delle neo-titolate regionali, per il resto era la squadra B semifinalista) più Usmate che è forte nelle 2006.
Formula: tutte contro tutte in 3 giornate; alla fine prima Costa che vince 68-52 la partita decisiva con Giussano, dopo aver rischiato la sera precedente con il BFM, che sul meno 1 segnava su rimbalzo offensivo della lunga Fordiani il canestro della vittoria a tempo giudicato scaduto (e direi correttamente) dopo un consulto arbitro-tavolo.
Giorgia Cibinetto (detta "Gioppi" dal mago dei soprannomi Bicio Ranieri, suo patron), tra i maggiori prospetti 2006 lombardi, viene premiata come mvp. Da chi riceve la targa? Well, dalle figlie della persona cui è intitolato il riconoscimento, ma anche, come "guest star" di ultralusso, da Masha Maiorano, proprio lei, l'immensa e unica (attuale team manager di Costa in A1), tornata per l'occasione sul palcoscenico dove fu regina del torneo misto per un dodicennio abbondante.
Cibinetto meritava il premio avendo sciorinato un gioco completo, punti-rimbalzi-assist, segnandone 19 nella partita decisiva, contro 21 della compagna Spreafico e 24, per Giussano, di Citterio (ex Costa, tra l’altro), con una serie impressionante di triple nel primo tempo.
Con questa nota lieta, a mo' di piccolo squarcio di cielo sereno dopo un diluvio universale peggiore di quello di Noè, s’archiviava una stagione di triboli e ci si poteva dedicare alle imminenti Olimpiadi.
Nella foto: torneo di Binzago U16, panoramica dall'alto durante la serata finale e premiazione di Cibinetto con Maiorano.

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