venerdì 30 dicembre 2022

L'handicap delle neopromosse in A1

Nel valutare la costruzione delle neopromosse in A1 bisogna tenere conto del fatto che i playoff di A2 finiscono a fine maggio, quando le principali italiane di A1 si sono già tutte accasate e le migliori straniere disponibili idem.

Quindi quando tu sei promosso e inizi ad attivarti sul mercato, trovi solo i resti, per cui devi avere la fortuna di avere un nucleo di italiane confermabile e in grado di reggere il salto, poi devi essere bravo e fortunato nella scelta delle straniere, elemento determinante e che spesso dipende dal caso, perché sfido chiunque, tra le società di A2, ad avere una conoscenza capillare della mole di slave, baltiche, magiare, americane, oriunde ecc. che i procuratori ti propongono.
Molti prendono a scatola chiusa e pregano Iddio che il loro pusher di straniere non gli abbia rifilato roba avariata.

sabato 17 dicembre 2022

Scarti mostruosi del passato in A1

Ci sono state varie stagioni con "squadre materasso" che ne beccavano un sacco e una sporta quasi ogni volta... ad esempio ricordo un anno Termini Imerese che sostanzialmente era fallita strada facendo, per cui giocò a lungo con una squadra messa insieme con lo stucco, raggranellando batoste.


Giusto per divertimento prendo l'Almanacco di Mascolo e trovo, ad esempio, Pescara nel '93/94: 0 punti, beccò un meno 59, un meno 74, un meno 68, un meno 73, addirittura un 52-151, allucinogeno. E un 60-162, ancora più pazzesk! :woot:

Ecco, ho trovato Termini Imerese. 2001/02, all'inizio era competitiva, vinse una partita, poi si sfaldò e finì con le babies. Risultati salienti: un 39-102, un 35-113, un 45-115, un 40-114, un 47-129, un 42-137, e via così.

sabato 10 dicembre 2022

Coppe europee: bene le due di Eurolega e Venezia

 - In Eurolega doppia gioia. Comincia Bologna espugnando il prestigioso (anche se deserto, a testimonianza che del femminile in Grecia frega abbastanza poco) Palazzo della Pace e dell'Amicizia, cattedrale da 12.000 posti dell'Olympiacos Pireo fanale di coda. Break autoritario dal 3° quarto in poi, chiudendo 63-79. Parker e Laksa top scorer a 18, Zandalasini sfiora la tripla doppia (11 + 9 rimbalzi + 10 assist anche se 4/15 al tiro), la nota lieta è Cinili a 14 perché quando si ricorda di saper anche attaccare, è una signora giocatrice. Per le greche han fatto qualcosa di buono solo la massiccia Gustafson e la locale Stamolamprou (21 a capoccia). Da notare che 48 ore dopo si è giocata la stessa partita nell'Eurolega uomini ed è finita +46 per i greci: patròn Zanetti stavolta sarà più orgoglioso delle sue women.

Ora la Virtus è a 2 vinte-3 perse: nel gruppetto delle penultime ma a soli 2 punti da quello delle seconde.

- Segue un successo di prestigio per Schio, 76-72 su quella collezione di figurine che è il Cukurova Mersin. Cinque straniere Usa o simili (vedi Jonquel Jones) di primo piano, diciamo sei con la naturalizzata Hollingsworth (che però ha giocato solo 4'30"), due turche che fanno solo difesa e smistaggio palla: questa la filosofia alla base del club ottomano, il quale evidentemente è insoddisfatto visto che all'indomani della sconfitta ha cambiato allenatore (del resto è a 2 vinte-3 perse). Schio gioca da squadra vera con Ndour (21), Mabrey (19) e Verona (12) protagoniste ma nell'ambito di un coro. Il fatto che comunque le varie Jones, Bonner e Gray siano andate vicino a vincere dà l'idea del potenziale di Mersin, se appena qualcuno riesce a pilotare il pullman. Ora Schio comanda il girone insieme a Salamanca con 4-1.

- In Eurocup vittoria di carattere per Venezia: senza Shepard, poi anche senza Cubaj uscita per un colpo, batte in rimonta il Gernika di Spreafico (che fa bella figura con 16 punti, top scorer delle sue): da meno 13 verso la fine del 3° quarto risale subendo solo 8 punti nel 4°; in volata Kuier pareggia a -7" e poi stoppa l'ultima azione basca. Nel supplementare Santucci segna il libero della staffa (68-65). L'egizio-finlandese con 19 e l'ex Castel S. Pietro (15) sono anche le top scorers. 700 spettatori dichiarati, non pochi. Vittoria importante anche per la classifica, visto che era lo scontro tra prima e seconda: ora la Reyer è 5-0 contro 3-2 di Gernika.

- Poca luce invece per Sassari, che sta andando bene in campionato ma in Europa paga evidentemente un livello più alto: perde 68-48 a Villeneuve d'Ascq e ora è ultima a 1-4.

giovedì 8 dicembre 2022

Se a Costa viene da rimpiangere l'A1

Well, debbo ammettere che il recupero di stasera tra Costa e Pall. Bolzano non è stata una di quelle partite che ti fanno dire "vabbè, chi se ne frega se Costa ha mollato l'A1, tanto lo spettacolo è uguale"...

Diciamo che, in generale, in A2 c'è una quota di partite in cui la squadra ospite arriva "frolla" da una lunga trasferta e di fatto "la dà su" dopo 5 minuti, sicché il resto della gara diventa uno stanco trascinarsi. Succedeva spesso con le squadre sarde. Poi è chiaro che una partita squilibrata in A1 (e ce ne sono un sacco) a livello spettacolare offre comunque qualcosa, in A2 meno.
Ma son cose che si mettono in conto. Nel caso di Costa il rimpianto è che fino allo scorso anno su quel campo sfilavano (e si sfidavano) le top delle top e adesso non più, e non per legittimi demeriti del campo ma perché sono venute meno le condizioni di sostenibilità.

domenica 4 dicembre 2022

A1: Schio batte Venezia nel big match

Finisce 83-71 il big match. Vantaggio stabile per Schio, quasi sempre in doppia cifra dal 2° quarto in avanti. Ma.Ma.Ma. = mattatrice Marina Mabrey, 25 punti, segnando quando voleva. Protagonista anche Howard, 17 punti di cui 2 triple per il massimo vantaggio nel 3° quarto: una da 9 metri sulla sirena dei 24 secondi. Terza sopra le righe è Ndour, 17 pure lei. Italiane un po' in secondo piano ma non per demeriti, semplicemente fanno da contorno alle tre scatenate di cui sopra.

Venezia paga la perdita di Shepard dopo l'intervallo, in cui aveva già 12 punti (problema fisico?), ma va detto che era già sotto. Non ha difeso bene soprattutto nei primi 2 quarti (49 punti subiti) e ha tirato malissimo da 3 (1/16 prima di segnarne due con Madera). Benino Kuier a tratti, sufficienza piena a Villa e Madera, ma per impensierire Schio ci vuole altro.
Intanto per il Famila è +4 in classifica, con scontro diretto a favore su ambo le inseguitrici.

PS: nota di colore finale, a 2 secondi e 80 centesimi dalla fine, Mazzon chiama timeout sul meno 12 per orchestrare l'ultima azione (scopo differenza canestri, immagino), ma le sue producono solo una provola di tripla di Madera da 8 metri che non prende neanche il ferro.

A2: Sanga batte Costa

A proposito di derby longobardi, quello nobile di A2 di oggi è andato al Sanga di Milano sul Basket di Costa per 67-58. Ben 6 elementi tra i 9 e 10 punti per le vittoriose, mentre per le sconfitte solo E. Villa (23) ha spiccato realizzativamente.

Come ha ricordato Franz Pinotti nell'intervista dopopartita, il derby Sanga-Costa si riproponeva 3 anni e mezzo dopo la situazione curiosa per cui era stato il Sanga a vincere l'ultima partita, nei playoff 2019, quelli che poi Costa vinse venendo promossa in A1. Come fu possibile, visto che di solito nei playoff passa chi vince l'ultima partita di una serie? :huh: Well, quell'anno c'era andata-ritorno (sempre meglio dell'anno prima quando c'era la sfida secca....) e Costa aveva vinto netto l'andata, perdendo di misura il retour-match.

Da notare che secondo il pungente Cristiano Garbin, nel suo commento alla partita su All-Around, sostanzialmente sostiene che Seletti: a) non sa sfruttare le caratteristiche delle sue giocatrici; b) ha sbagliato i minutaggi; c) non lavora a sufficienza in allenamento sulla transizione difensiva:

Forse per Seletti è giunto il momento di fare qualche aggiustamento al modo di giocare delle sue ragazze per metterle meglio a loro agio e sfruttarne appieno le caratteristiche.
Comunque il coach bolognese mi sta stupendo (perché generalmente non sbaglia) per delle scelte discutibili nelle rotazioni che alla fine non hanno pagato, vedi i minutaggi di Caloro o Brossman che fanno da contraltare a quelli scarni di Villaruel, Bernardi e Tibè.
Di contro a me piace molto la varietà delle difese proposte con zone a fronte sia pari che dispari (anzi oggi per sparigliare la carte mi sarei scariolizzato provando difese miste) ma prima bisogna lavorare tanto principalmente sulla transizione difensiva ad oggi scadente e poi sulla uomo. Senza difesa è dura, ancora di più se tiri il 30% dal campo con un rapporto di tiri da due rispetto a quelli da tre di 4:1

venerdì 25 novembre 2022

Un'intervista a Lino Lardo

Intervista a Lardo che ho trovato su OA Sport, a firma Federico Rossini. Interessante la risposta sulla non convocazione di Villa. E ovviamente anche la parte su Sottana. [NB: giorni dopo c'è stata una puntualizzazione via social da parte di Sottana che ha smentito quanto detto dal c.t.]

L’Italia si appresta a vivere una settimana che potrebbe regalarle la qualificazione agli Europei femminili 2023. Per farlo, a Napoli, dovrà battere in successione Svizzera e Slovacchia. Giovedì 24, domenica 27, ore 19: queste le coordinate temporali importanti. Lino Lardo, che da due anni guida il gruppo azzurro, conosce bene l’importanza dei confronti che stanno arrivando. Abbiamo raggiunto il capo allenatore dell’Italia per tracciare un bilancio di questi due anni, una prospettiva su quanto sta per accadere e non solo.


Come ha visto il gruppo azzurro finora?

“Da quando alleno la Nazionale la risposta delle ragazze è emozionante, perché ogni volta che arrivano, al di là dell’essere avversarie durante il campionato, c’è un clima di amicizia e grande aggregazione. Le ho viste bene, anche se è chiaro che venivano da una giornata di campionato e da viaggi non semplicissimi: molte giocavano fuori, alcune dalle isole. Il rientro è stato un po’ stancante, però il clima è bello, è chiaro che loro giocano in molti casi già da parecchio tempo insieme. Le ho trovate soprattutto vogliose di iniziare quest’avventura“.


(...)


Di Ragusa c’è anche un blocco importante della Nazionale, che qui esprima Nicole Romeo e Beatrice Attura.

“Loro fanno parte, da quando io alleno la Nazionale, di questo gruppo. Diciamo che un po’ mi conoscono, e questo magari mi ha anche agevolato“.


(...)

Si può dire che forse sia un po’ troppo un anno tra una finestra e l’altra?


“Sì, assolutamente. Manca l’approccio alla competizione, al di là dei raduni che possiamo fare con partite amichevoli. Invece è importante che, a livello di Nazionale, ci sia un’attenzione diversa. Ci ritroviamo dopo un anno esatto a dover giocare due partite importanti per i due punti, è logico che qualcosa sta cambiando anche in FIBA. Infatti penseranno anche in futuro di fare delle qualificazioni mondiali proprio per sopperire a queste pause che sicuramente non fanno bene per tutte le nazionali“.

In questo inizio di campionato Matilde Villa ha espresso una grandissima pallacanestro. Come mai è stato scelto di inserirla come atleta a disposizione in questo caso?

“Sicuramente Matilde Villa è una giocatrice che fa parte della lista molto ampia di giocatrici che seguiamo. E’ una giocatrice di indubbio talento, che seguiamo da vicino, abbiamo parlato anche con la sua attuale società e si sa benissimo che noi la seguiamo da vicino. In quel ruolo lì abbiamo parecchie scelte da fare, e lei peraltro viene da un’estate intensa con le giovanili, ora sta facendo l’EuroCup con Venezia e il campionato, e va ancora a scuola. Tutte queste valutazioni ci hanno fatto pensare che il tempo per vederla ancora in futuro c’è, perché il futuro sarà sicuramente suo. In questo momento abbiamo fatto queste scelte anche perché in quel ruolo, per fortuna, abbiamo molte opzioni, siamo ben coperti“.

E il nome principe è Costanza Verona, che si sta prendendo in mano Schio.

“Siamo contenti del suo percorso e della sua crescita, sta migliorando costantemente su tutti gli aspetti. Ed è ciò che in una squadra e in una società che le permette di crescere da tutti i punti di vista: esperienza, tecnicamente, compagne di squadra da cui può imparare molto. E ha una competizione come l’Eurolega. Sta diventando pian piano protagonista. Siamo molto contenti che lei possa fare dei passi in avanti, lei è una ragazza con molta voglia di allenarsi e crescere. Su di lei puntiamo molto“.

Ha una compagna di squadra come Jasmine Keys che sta confermando i grandissimi miglioramenti della scorsa stagione.

“Lei è ormai un punto fermo di Schio, della nostra Nazionale. Non solo i numeri confermano la sua crescita: lei in campo fa tante cose buone, non solo agli occhi di tutti, ma anche di quelle che non si vedono. Oltre a essere una brava giocatrice è anche intelligente, sa stare bene in campo e questo dimostra la fiducia del suo allenatore dall’anno scorso. Per noi Jasmine è un punto fermo, molto importante“.

Questa è una squadra che è molto ‘sbilanciata’ verso un ringiovanimento molto evidente e centrata su Cecilia Zandalasini, il cui inizio di stagione non c’è bisogno di definirlo.

“Siamo contenti perché sappiamo l’importanza che ha Cecilia per la sua squadra di club. L’anno scorso a inizio stagione ha avuto un problema al piede che l’ha penalizzata; quest’anno, invece, sta facendo molto bene e siamo solo contenti. Da lei si parte per quanto riguarda le nostre situazioni offensive, ma non solo: ha dimostrato di rendersi utile in tutte e due le parti del campo. E’ un’atleta ancora giovane. E poi in questi ultimi anni abbiamo pescato molte ragazze che vengono dalle selezioni giovanili, con le quali bisogna ricordare che siamo stati protagonisti in Europa e questo ci fa ben sperare per il futuro“.

Inevitabile citare anche il ‘ritorno’ di Lorela Cubaj.

“Ci garantisce sostanza e presenza vicino a canestro che magari in certe competizioni un po’ ci è mancata. Lorela ha i suoi trascorsi nei campionati di college americani, non ha purtroppo potuto essere costantemente con noi, in questa Nazionale, almeno da quando l’alleno io. L’ho avuta solo agli Europei. Lei ha però solo bisogno di giocare un po’ di più con queste compagne, anche se le conosce bene avendo fatto la trafila delle giovanili. E’ un ritorno solido per noi: la sua solidità è importante“.

(...)

Questo percorso biennale cosa Le ha dato in termini di soddisfazioni e momenti difficili?

“Quando sono stato scelto dalla Federazione per allenare la Nazionale femminile per me che venivo dalla maschile è stata una grande sorpresa, ma soprattutto un grande onore e un grande orgoglio. Mi sono buttato a capofitto in questa esperienza. Tantissime soddisfazioni perché ho cercato di portare la mia mentalità all’interno della Nazionale e ci sono state grandissime risposte. Purtroppo abbiamo sbagliato una partita sola, quella di ottavi con la Svezia agli Europei, ma per il resto solo belle partite, belle vittorie, grande mentalità di queste ragazze che mi hanno emozionato per la disponibilità che hanno quando vengono in Nazionale e anche nel giocare come io proponevo. Poi purtroppo c’è stato il neo di questa partita che è stata negativa, però la strada, viste anche le scorse due partite di queste nuove qualificazioni, sia quella giusta. Il percorso è positivo, mi ci butto dentro a capofitto con tanta esperienza e concentrazione, cercando di trasmettere l’entusiasmo giusto. Le ragazze già ce l’hanno, però è vero che quando vestiamo la maglia della Nazionale bisogna trasmettere belle emozioni“.

Ci fu un episodio nel 2020, per la prima convocazione delle finestre delle bolle post-Covid. In molti notarono l’assenza di Giorgia Sottana, che poi rispose sui social. Siete mai riusciti, poi, a parlare di quella situazione?

“Io con Giorgia ho parlato personalmente prima delle convocazioni, ho chiarito con lei. Gliel’avevo anche detto quando ho deciso di fare le convocazioni. Massimo rispetto per lei, che è una giocatrice che ha dato tanto alla Nazionale e dà ancora tanto alla sua squadra. Ho fatto le mie scelte e gliele ho anche spiegate. Capisco che qualcuno possa essere rimasto un po’ sorpreso, ma gliel’ho detto con molto rispetto della giocatrice che è stata ed è tuttora. Pensavo di fare questo tipo di scelta“.

(...)

Chicca Macchi come team manager che tipo di apporto potrà dare?

“Ho una fortuna, e lo dico tutti i giorni: quella di avere Roberto Brunamonti capodelegazione, Chicca Macchi team manager. E’ una gran fortuna per me, ma soprattutto per le ragazze. Roberto lo conoscono tutti, è una persona seria e competente. Chicca le ragazze la conoscono meglio, è un’icona della Nazionali passate, una grandissima giocatrice e una grandissima conoscitrice di basket, di grande personalità. Può solo aiutare queste ragazze in termini di esperienza. Per me la Federazione mi ha messo a disposizione due personaggi incredibile che aiuteranno me e lo staff“.

(...)

domenica 20 novembre 2022

A1, big match: Bologna batte Venezia, Sassari batte Geas

- Bologna batte Venezia 85-71. Prima sconfitta stagionale per le leonesse di San Marco (Eurocup inclusa, Supercoppa esclusa) e aggancio in classifica da parte delle V nere. Spettacolo tecnico di buon livello per le telecamere di MS Channel; 941 gli spettatori dichiarati in tribuna (numero senza infamia e senza lode); è mancato però il pathos perché la partita ha preso presto la direzione della Virtus senza che la Reyer riuscisse a ottenere qualcosa più di micro-riavvicinamenti.

Primo quarto garibaldino sul piano realizzativo (32-23), poi placatosi all'inizio del secondo, con Bologna che mantiene il comando anche se di poco; giuoco spezzettato dai falli. Sul finire della frazione una Laksa scatenata (15 punti all'intervallo anche se poi quasi a secco nella ripresa) allunga il break con la collaborazione di una tripla di Rupert (48-37 al 20').
A inizio ripresa Venezia si schiera in una zona poco efficace che Zandalasini buca con due triple (56-43). Da lì in poi l'andamento è tutto fatto di parzialucci da una parte e dall'altra, che fanno oscillare lo scarto tra il +7 e il +13, senza però sussulti veri e propri; intorno al 34' parte la stoccata definitiva della Virtus, che Zanda apre con due assist e chiude con una tripla: 81-64 a un paio di minuti dal termine e conti chiusi, anche se si gioca fino in fondo perché la differenza-canestri potrebbe pesare al ritorno.
Zandalasini mvp: 25 punti, 5/9 da 2, 3/3 da 3, 3 assist (di cui 2 come detto nel break finale), 30 di valutazione: impeccabile al tiro ma anche nello scegliere i momenti in cui prendere in mano la situazione e quelli in cui lasciar fare alla compagna più calda (come Laksa all'inizio). Laksa rimane coi 15 del 1° tempo, scendendo a 5/16 per gli errori nella ripresa; Dojkic 12 facendo anche la regia; 12 anche di Parker, miglior "attrice non protagonista", con 5/6; utile André con un solido tabellino da 8 punti, 6 rimbalzi e 4 assist.
Per Venezia male la difesa, che ha concesso il 52% da 2 e il 50% da 3: non ha mai davvero rimontato perché nei suoi momenti migliori in attacco non riusciva a tenere a secco le avversarie, così un vero e proprio break favorevole alle lagunari non c'è mai stato. In più, qualche volta le conclusioni erano un po' frettolose, a prescindere dall'esito. Shepard 18 punti e 11 rimbalzi, in teoria nulla da obiettarle se non che, dato che su 2 palloni che le arrivano ne tira almeno uno, se si abbassano le sue percentuali la squadra paga. Kuier 15 tirando bene, ma senza incidere particolarmente nei momenti-top; idem Delaere cui però va dato atto di aver limitato Laksa nel 2° tempo. Non è piaciuta granché Yasuma, mentre M.Villa ha fatto meglio di lei in fase realizzativa (10 punti con 5/8) ma non mi sento di dire altrettanto in fase di costruzione. Mazzon ha schierato anche le due plays insieme a tratti (ricordiamo a proposito che mancava Santucci) ma con due di taglia così piccola c'è un deficit fisico vistoso.
In realtà potremmo anche banalmente dire che una squadra di Eurolega ha battuto una di Eurocup, ma Venezia finora aveva vinto e convinto, ci si poteva aspettare più equilibrio.

- Sassari batte Geas 62-61. Dinnanzi a 459 spettatori dichiarati, sarde prive di Gustavsson e spolpate all'osso nelle rotazioni (6 utilizzate, di cui Carangelo, Holmes e Makurat 40 minuti); eppure riescono a emergere alla distanza dopo un inizio favorevole alle sestesi (addirittura 0-14 al 7' ma già 6-14 al 10' e poi 28-31 al 20'). La compagine di Zanotti domina a rimbalzo offensivo ma perde troppi palloni, sicché a parità di percentuali è quasi inevitabile il finalone in volata.
Nell'ultimo quarto tocca al Geas rimontare, da 53-46 per Sassari al sorpasso sul 58-61 a 40" secondi dalla fine (tripla di Begic) ma Carangelo decide con una tripla per il pari e poi, dopo una persa ospite, procacciandosi fallo. Segna il primo libero, sbaglia il secondo; Gorini attraversa tutto il campo in palleggio sul lato destro, scocca un tiro da 5 metri allo scadere che potrebbe benissimo entrare (e sarebbe il terzo canestro vincente della stagione per lei) ma va sul ferro. Prestazione sotto standard per lei (0 con 0/5) così come per Holmes Sequoia (quella del Geas) che con 2 punti e 1/12 è soverchiata dall'omonima sassarese che ne fa 23; bene invece Begic (21), fa il suo Moore, mentre Panzera parte forte con 10 punti nei primi 2 quarti ma finisce a 11. Per le nuragiche, oltre alle suddette Holmes e Carangelo, menzione a Ciavarella, unico cambio, che fa 12 punti.
Dunque Sassari va alla pausa col 4° posto solitario.

giovedì 17 novembre 2022

Coppe europee: Bologna s'inchina al Fener, ok Schio e Venezia, prima "W" Sassari

 Eurolega: nel vernissage di lusso al PalaDozza (discreto pubblico, così a occhio, anche se meno che al debutto casalingo) la Virtus becca 67-85 dal Fenerbahce. Un po' di sfiga nel beccare le turche con Meesseman all'esordio: nelle prime giornate senza di lei avevano perso malamente da Polkowice (dominato da Bologna nel turno scorso) e poi fatto un'altra sconfitta e una vittoria stentata; ma con la belga la ricreazione è finita. Lei con Natasha Howard hanno fatto 37 punti con 17/27 dal campo; qualche volta per colpa della difesa ma spesso per meriti loro. La Virtus ha tenuto botta fino a inizio 3° quarto (36-37) con Zandalasini (18) e Rupert (17) ma ha avuto poco altro. La partita si è spaccata subito dopo, con una serie di canestri in contropiede o su tagli in area per le turche, mentre l'attacco delle V nere s'è fatto limaccioso e basato su guizzi estemporanei. A fine 3° quarto era 49-61, poi 53-63 a inizio 4° ma uno 0-8 ha chiuso tutto.

Sostanzialmente Fener più forte. La Virtus ha bisogno che funzionino insieme tutte e 4 le straniere (oltre a Zanda), perché la panca italiana, a questo livello (col massimo rispetto per le varie Barberis, Del Pero, Pasa, Orsili cui siamo tutti affezionati; manca ancora Cinili; giudizio in sospeso su André), fa un po' fatica.

- seconda vittoria dominante di fila per Schio, +20 in casa di Landes; quasi tutto lo scarto preso dopo l'intervallo. Scatenata Mabrey (23).

EuroCup: Venezia onora il 150° anniversario della fondazione societaria con la vittoria n° 4 su 4; +17 in casa dell'Estudiantes madrileno; imperversano Yasuma (22) e Shepard (21) ma anche Tilde Villa (13 in 22 minuti); chissà se sperava nella convocazione in azzurro ma tant'è.

- Prima vittoria per Sassari (che va dunque 1-3), +12 su Roche Vendée ribaltando lo scarto dell'andata; 23 per Makurat e Holmes.

lunedì 14 novembre 2022

A1-A2: spunti del weekend

 - Vittoria di Crema assolutamente clamorosa nelle proporzioni. Già battere San Martino senza Dickey era difficile; in casa sua poi, dove faticano quasi tutte; figurarsi farlo di 44...

- Moncalieri-Brescia si risolve in volata dopo che le ospiti erano risalite a meno 1 da meno 8 di fine 3° quarto; risolve una tripla di Sklepowicz dal lato destro, quasi angolo, su buona circolazione. Grossa occasione persa dalle bresciane, considerando che Moncalieri oltre alle solite assenti non aveva, all'ultim'ora, Mitchell, partita per gli Usa causa esigenze di famiglia (così si è letto).

- Geas e Sassari prime nel campionato delle "umane"; al prossimo turno si sfidano per il 4° posto solingo.

- Le partite di Schio, Venezia e Bologna, quando non sono fra di loro, sono totalmente prive di interesse per l'esito, al massimo cambia se vincono di 10 (quando mollano un po' verso la fine), 25 o 50. Magari prima o poi succederà che una "normale" le batta ma potrebbe anche non capitare: per ora c'è un abisso fra loro tre e la concorrenza.

- Big derby longobardo in A2 tra Broni e Milano: andamento bizzarro, 15 minuti in equilibrio, poi un quarto e mezzo di dominio assoluto del Sanga che da +1 va a +20 quasi alla fine del 3° periodo; a quel punto inizia una rimonta forsennata di Broni, che dopo aver segnato 29 punti in 29' ne fa 28 in 11', mentre la capolista non trova più il canestro; all'ultima azione Broni ha la palla del pareggio ma la tripla di Manzotti non prende il ferro; finisc

domenica 6 novembre 2022

A1-A2: spunti del weekend (+ Tonello desaparecida)

Nel big match di A1 il Geas si presenta senza Begic, o meglio c'è ma non entrata, sicché la Virtus (4 straniere contro 2) domina: +30 dopo 3 quarti.
Ho sempre più l'impressione che 'sta ponzata delle 4 straniere sia un bel trucchetto delle "bigs" per essere ancora più forti rispetto alle altre. Perché poni pure che le altre si pigliano la quarta straniera, ma non possono permettersela del livello di una Rupert, per dire.

Campobasso, da quando ha perso all'ultimo tiro col Geas, le vince tutte all'ultimo tiro, compreso oggi con Brescia. Non bastano 22 punti, 8 rimbalzi, 5 assist, 30 di valutazione per la 2005 più figa (cestisticamente) der bigoncio, ovvero Zanardi, anche se sbaglia la tripla del supplementare.

Un'altra sconfitta di pochissimo, invece, per Crema che mette paura all'ex Diamanti (il quale veniva da 4 sconfitte di fila) con una rimonta furente da meno 20 a meno 3 nell'ultimo quarto, ma senza avere il tiro del pareggio nel finale. Notevoli i 27 punti di Conte.

In A2 Nord finale rocambolesco a Carugate.
La partita sembra in mano a Ponzano sul +7 a 1'45" dalla fine. Invece Carugate segna da 3 con Diotti, poi da sotto con Belosevic; Tivenius a sua volta segna da sotto (64-68 a -15"), Diotti replica in accelerazione a tutto campo; fallo sistematico su Tivenius che fa "airball" sul primo libero e sbaglia pure il secondo; Diotti attraversa il campo in palleggio, serve Belosevic che infila il triplazzo esattamente sulla sirena. Vince Carugate 69-68.

Nota statistica: Varaldi, uno dei nostri maggiori prospetti dell'annata 2003 (ex BasketLab), ha chiuso con 0/12 al tiro. Attualmente in stagione ha il 24% da 2 e il 9% da 3. Meglio a rimbalzo con 6,6 di media.

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Intanto una curiosità che forse è solo frutto di un disguido tecnico; ma il nome di Monica Tonello, mi sono accorto oggi per caso, è sparito dall'archivio di Lega, sostituito da "xxx". Così in tutti i tabellini della sua carriera. La giocatrice ex bandiera di S. Martino lo scorso anno era a Vicenza, quest'anno ho perso le tracce. :unsure: La sua ultima partita è stata nell'ultimo turno di stagione regolare della passata stagione, poi ha saltato ambo i turni di playout.

(NB: tempo dopo il suo nome è stato ripristinato. La giocatrice risulta ritirata a seguito dell'ultimo infortunio)

mercoledì 2 novembre 2022

Coppe europee: Bologna beffata all'esordio casalingo

Bologna di nuovo beffata in volata, 61-64 contro Bourges. E' 0-2 quando poteva essere 2-0.

Per l'esattezza dal 61-61 (segnato da Zandalasini) ci sono stati 4 errori Virtus: 2 di Zanda, 1 Dojkic e quello finale di Laksa. 6/25 al tiro per Dojkic + Laksa. 22 di Zandalasini (8/19) con 8 rimbalzi.

Si parla di 2000 spettatori a Bologna, peccato che la cornice non sia stata ripagata con la vittoria.

L'ultimo errore di Laksa peraltro ininfluente, o meglio è stato un errore di scelta perché sul meno 3 è andata a tirare da 2, quindi anche se avesse segnato non avrebbe salvato la partita. L'errore più costoso è stato nel precedente possesso di Bologna, sul meno 2, con Zandalasini che ha trovato un buon corridoio in percussione (se si usa ancora questo termine) ma ha sbagliato il tiro. Prima aveva sbagliato in arresto e tiro dalla media e prima ancora aveva sbagliato Dojkic da 3 dall'angolo su scarico di Zanda.

Ho due dubbi poco confortanti su Bologna (fermo restando che resta un'ottima squadra): 1) che abbia sopravvalutato la scorsa stagione di Laksa, che è forte ma non stellare come sembrava dai 3 mvp collezionati nel 2021/22; 2) che non abbia un play vero e proprio, a livello di Eurolega, per cui deve far sdoppiare Dojkic tra realizzatrice e regista, non l'ideale.

martedì 1 novembre 2022

L'idea ridicola che la Virtus si penta dell'ingaggio di Zanda

Può anche darsi che ridurranno lo stipendio a Zandalasini, chi lo sa; ma la Virtus Bologna sta dando 1 milione e 700mila euro all'anno a Belinelli che al momento ha una media in Eurolega di 1,8 punti a partita: dubito che dare 150 o 200mila a Zanda anziché 100 sia un gran problema per loro.

Certi utenti s'immaginano Zanetti e Baraldi che non dormono la notte, rotolandosi fra le coperte, al pensiero "Oddio! Stiamo dando 150mila (o 200mila, boh) a Zandalasini che in campionato ci sta dando solo 16,2 punti con 20,2 di valutazione media e in Eurolega nell'unica partita ha fatto appena 12+10 rimbalzi con quella 'scandalosa' palla persa alla fine".
Quando si dice la comicità involontaria...

Ho ben presente la tendenza dei vertici Virtus a un certo decisionismo drastico, chiamiamolo così, e come potrei non ricordare l'esonero di Lardo durante la semifinale scudetto, a dir poco clamoroso?

Certo che potrebbero anche non rinnovare il contratto a Zandalasini, chi lo sa; dico solo che a differenza di qualche utente, che parla in continuazione dell'ingaggio, non me li immagino a farsi problemi se i soldi sborsati a lei sono 200 o 100 mila, che sono spicci nel loro budget complessivo.
E ribadisco anche che di soldi ne versano ben di più a gente che rende ben di meno (anche fatte le debite proporzioni tra femminile e maschile).

venerdì 28 ottobre 2022

Non ha senso sminuire il curriculum di Zanda

Se 3 anni fa Zandalasini è stata nominata nel quintetto ideale di Eurolega giocando nel Fenerbahce che era pieno di stelle, come si fa a sostenere che è "incollocabile in una squadra con compagne forti"

Sarà stato meno forte di altri Fener ma fu primo nel suo girone e quando fu sospesa l'Eurolega aveva già vinto gara-1 dei quarti, quindi aveva ottime probabilità di andare alle F4.
Cioè, stiamo parlando di un quintetto ideale ottenuto in una squadra che era di vertice. O fu un complotto o è evidente che Zanda è in grado di giocare accanto a compagne del massimo livello, rendendo sia lei che la squadra. Non lo sta facendo al meglio adesso? Se ne può parlare ma non si può sostenere che non sia nelle sue corde senza contraddire questo fatto evidente di 3 anni fa..

Sarebbe dovuta rimanere in Turchia e in Wnba se avesse voluto davvero ambire al top? Non è così perché possono influire, come ha detto anche Nonino, motivazioni di vario tipo. Ad esempio Macchi, la più grande giocatrice italiana degli anni 2000, ha sempre rifiutato le offerte da clubs stranieri che potevano vincere l'Eurolega, rimanendo sempre a Schio dove non aveva molte possibilità più di quante ne abbia Bologna adesso. E infatti l'Eurolega non l'ha mai vinta, anzi non è mai nemmeno arrivata alle F4. Non ricordo qui sul forum critiche a Macchi per questo.
Wnba è un discorso ancora più complesso perché negli ultimi anni sono poche le europee che ci vanno, anche quelle più forti di Zanda. Ad esempio Alina Iagupova, l'ucraina, non c'è mai andata. E Zanda poteva tornare nel 2021 dopo l'Europeo ma ha rinunciato lei per motivi fisici.

giovedì 27 ottobre 2022

Le accuse infondate a Zanda per il finale di Valencia-Bologna

Da come alcuni utenti descrivono i fatti, sembra che Ticchi abbia pianificato a tavolino l'azione per Zanda. Ma in realtà è successo che dopo la tripla sbagliata da Zanda stessa (dopo una buona circolazione di palla della Virtus che, però, non ha prodotto nulla di concreto visto che lo sferoide è stato ributtato in mano a Zanda con 5" sul cronometro dei 24", e ha dovuto tirare per forza), il rimbalzo lungo è fortunosamente finito in mano a Zanda medesima che era appostata fuori dall'arco. A quel punto, con 14" per l'azione, Zanda chiede un blocco, ma appena fa un palleggio in avanti, Casas gliela ruba con un misto tra astuzia e fortuna.

Dopodiché, Ticchi chiama timeout, la Virtus rimette, la palla va a Laksa che prende il bordo del tabellone con un tiro difficile in entrata.

Non capisco di quale presunta scelta di Ticchi si stia discutendo, o di quale "idea sbagliata di affidare l'ultimo tiro a Zanda per mancanza di conoscenza delle giocatrici". Ticchi quando ha potuto pianificare l'azione l'ha data in mano a Laksa, l'ultima palla. L'azione precedente è stata frutto della casualità.

Io mi confronto sulla realtà e non su altro. Continuo a non capire dove stia la scelta di Ticchi per un tiro di Zanda. I fatti sono stati:

- sul 71-71 Bologna prende rimbalzo in difesa
- la Virtus attacca, la palla circola, la toccano più o meno tutte, poi la palla viene rimessa in mano a Zanda con 5 secondi sul cronometro dei 24", a quel punto deve tirare per forza, prende una tripla che va sul ferro
- il rimbalzo è lungo, per rimpallo fortuito arriva in mano a Zanda che è 9 metri circa dal canestro, col cronometro dei 14" che non lascia tempo per costruire granché
- chiama la compagna a bloccare, non sappiamo cosa volesse fare, se soluzione personale o gioco a due con lei, perché appena mette palla a terra c'è Casas che gliela frega e va a canestro
- dopo il canestro Ticchi chiama timeout e organizza l'azione per Laksa che sbaglia.

Quindi vorrei sapere, se la realtà conta qualcosa: dov'è la scelta di Ticchi per l'ultimo tiro di Zanda e dove avrebbe sbagliato Zanda nelle intenzioni? Ovviamente ha sbagliato a tirare sul ferro e farsi rubare palla ma sono errori di esecuzione, non di scelta.

Doveva passarla a Pasa? Si può fantasticare qualsiasi cosa ma realisticamente era un passaggio arrischiato alla compagna meno forte sul campo: ora che le arrivava la palla (ammesso che non venisse intercettata) il difensore sarebbe stato addosso a Pasa, quindi non ci guadagnava nulla la squadra. E quello che consideri tempo perso tenendo palla, in realtà è la normale e giusta intenzione di lasciare meno tempo agli avversari dopo la tua azione. Il problema è che se poi la palla la perdi, combini una frittata perché il poco tempo si ritorce contro di te, ed è quello che è successo.
Ma ti ripeto, e ti assicuro, che è una questione di cattiva esecuzione, se vuoi dico pure pessima, ma qualunque allenatore l'avrebbe considerata una scelta onesta.

Alla fine, discutere se sia un errore di scelta o di esecuzione è un po' lana caprina. Sempre errore è. Quello che mi importava di più sottolineare è che quello che è successo dal rimbalzo di Bologna a circa 40 secondi dalla fine, sino alla palla persa da Zanda, è stato frutto di casualità più che di pianificazione da parte di Ticchi. Quando Ticchi ha potuto pianificare, chiamando timeout, ha scelto Laksa, che ha sbagliato, ma poco si può eccepire sull'idea.

lunedì 24 ottobre 2022

Faenza è meglio di Brescia e Valdarno

Non si può dire che sul campo Faenza ha dimostrato di essere nettamente meglio di Valdarno e Brescia, visto che le ha appena battute non per episodi ma per superiorità? Poi magari tra qualche mese le due matricole trovano il modo di ribaltare i valori, non lo so, ma adesso è così. Non sono vicine come livello. Al momento Valdarno e Brescia ne beccano 15-20 da tutte tranne che dall'altra (come ieri), mentre Faenza stava per battere una buona squadra come Campobasso.


sabato 22 ottobre 2022

Perché l'ingresso gratuito offerto da Bologna ha senso

La gente paga per la serie A maschile perché soddisfa alcune esigenze di fruizione sportiva, diciamo così, per un discreto numero di persone, che vogliono tifare per una squadra del territorio e/o assistere a un discreto spettacolo. Che c'è da giustificare? Si è visto che c'è un pubblico pagante non di massa ma sufficiente, sia per quanto riguarda gli spettatori nei palazzetti, sia per gli abbonamenti alla pay-tv, tant'è che nell'estate appena trascorsa, come ben sai, c'è stata un'offerta al rialzo da parte di Eleven per portare via i diritti a Discovery. Se non sono fessi lo hanno fatto perché pensano che renda. Per il femminile purtroppo non c'è altrettanto interesse.


Per quanto riguarda il "prezzo pieno": ovviamente non è il prezzo ideale (ma irreale) che coprirebbe le spese, ma il prezzo che fai normalmente pagare. Tipo i classici 10 euro o dintorni per le partite di A1 femminile. E' chiaro che la politica del "campione gratuito" esiste eccome, nel marketing (a partire dai negozi dove ti danno il flaconcino di profumo), però appunto è un "campione", cioè un piccolo saggio del tuo prodotto. Se tu abitui la gente a fruire del prodotto completo in modo gratuito, quando poi decidi di far pagare, devi sperare che la gente abbia bisogno del tuo prodotto o che la concorrenza non faccia pagare di meno, altrimenti è logico che i clienti andranno da un'altra parte.

Quindi sbaglia la Virtus Bologna e sbagliava Costa Masnaga a offrire gratis l'ingresso? Credo di no perché evidentemente non hanno fatto un ragionamento di tipo commerciale, cioè per avere più paganti possibili al termine del periodo "promozionale", ma vogliono/volevano, in quel momento, avere più pubblico possibile, preferendo tribune più piene a incassi che non cambiavano la vita.

giovedì 20 ottobre 2022

Confronti: numeri del calcio femminile in Inghilterra e Francia

Curiosità: questi sono i numeri del calcio femminile in Inghilterra e Francia, le due nazioni leader a livello europeo. Spicca che i salari medi sono ancora piuttosto bassi: 2900 al mese in Inghilterra e 2500 in Francia (ancor più bassi se si tiene conto che da loro il costo della vita è più alto).

Le tesserate del calcio in Francia risultano esattamente pari a quelle del basket: la FFBB (federazione francese di basket) dichiara 169.000 tesserate per la stagione '22/23, con un aumento di circa il 15% rispetto allo scorso anno (in cui però probabilmente pesava l'effetto covid). Forse il motivo per cui la loro nazionale è più forte della nostra è che hanno 8 volte le nostre tesserate, non perchè hanno le colonie...

Altro dato interessante sul basket femminile è che da loro le tesserate donne sono il 34% del totale (cioè gli uomini sono il 66% della torta), mentre da noi il rapporto è 14% vs 86%.

Il confronto con la pallavolo? In Francia le tesserate dello pseudo-sport che prende a schiaffi la palla sono 85.000 (al dato più recente che ho trovato) contro le 200.000 abbondanti in Italia. Forse è per questo che la nazionale italiana di pallavolo è ai vertici globali mentre quella francese non è neanche andata ai Mondiali (anche se la Slovenia maschile è riuscita ad andare in semifinale con una base di appena 18.000 tesserati, un miracolo; quindi non è un dogma che i risultati siano proporzionali ai praticanti; certo però è un fattore).



mercoledì 19 ottobre 2022

Basket femminile in un manifesto fascista

Curiosità: siccome qualcuno dice che sta per tornare il fascismo, magari non tutti i mali verranno per nuocere, se è vero che sotto il fascismo il basket (anzi pallacanestro) femminile aveva già un certo sviluppo, più di altri sports di squadra italiani, segnatamente la palla a volo. Questo è un manifesto promozionale del regime, anche se obiettivamente la pallacanestro è messa in secondo piano rispetto all'atletica.



sabato 15 ottobre 2022

Mondiali, fine: USA galassia a parte; podio Cina e Australia; grande pubblico; arranca l'Europa

Finalmente, crisbio. Sono due settimane che ho in canna il riassuntone del Mundobasket di Sydney, e ogni giorno dicevo: "Oggi lo scrivo", salvo rimandare. Credo che l'umanità sia sopravvissuta lo stesso alla mancanza, ma debbo comunque porre rimedio.

- USA campioni, come ogni volta. Tutto normale, tutto logico ma il problema è come hanno (stra)vinto le americane: +46 di scarto medio nelle 5 partite di girone; +31 nelle 3 partite di fase finale. E' come se in una gara di corsa il vincitore doppiasse tutti gli altri: sì, lo applaudi, grande ammirazione ma toglie interesse al nocciolo della competizione, che sarebbe quello di scoprire chi vince perché è il più bravo nella circostanza, senza che sia già determinato prima per eccesso di superiorità. Guardando ad altri sports, gli USA donne sono campioni del mondo in carica nel calcio e campioni olimpici nella pallavolo; ma hanno dovuto sudarsi quei titoli; erano tra le favorite ma potevano vincere loro come altre.
Pensare che, tornando al basket, era un'edizione di ricambio generazionale per le americane, senza più - rispetto a Tokyo 2021 - mostri sacri come Bird, Taurasi, Fowles, Charles e ovviamente la detenuta Griner. Le più anziane erano le '92 Gray e Thomas, poi tutte degli anni '90 tranne la 2000 Austin. E vari elementi arrivavano direttamente dai playoff Wnba; altro che preparazione specifica. Niente da fare: dominio con la pipa in bocca. Ancora un po', arriveranno in sandali mezz'ora prima dell'inizio di un Mondiale od Olimpiade e vinceranno lo stesso di 50 ogni partita. Il fatto è che sono veramente brave, non solo sul piano del talento (il che è scontato) ma su quello dell'applicazione, dell'intensità costante senza concedersi pause, del gioco di squadra che non consente personalismi e sfrutta di volta in volta chi è più ispirato. E conoscono alla perfezione il basket Fiba, visto che ci giocano per la maggior parte dell'anno. Del resto sono donne di ferro che giocano 12 mesi senza dire "ba", altro che le vacanze lunghe dei colleghi uomini. E quando gli USA fanno le cose seriamente, è inevitabile che non ce ne sia per nessuno. Ma è preoccupante appunto che il fossato sia in aumento.

- Nonostante la mancanza di pathos sul vincitore, il Mondiale è stato un successo di pubblico. 145mila spettatori totali, record "all time" nonostante la diminuzione da 16 a 12 squadre (chissà perché, tra parentesi, mentre gli altri sports tendono ad aumentare); una media di 3.800 a partita che è notevole se si pensa che il mastodontico Mundovolley, in contemporanea, ne ha avuti circa 2.300 a gara (dato aggiornato dopo le finali di oggi); e se si pensa che solitamente gli eventi Fiba femminili non brillano per capacità di popolare gli spalti... Lo spettacolo dei 15.900 della finale 1° posto (facciamo 16.000 con gli imbucati) è stato straordinario; eppure mancava la squadra di casa. Ma tantissimi erano i cinesi, con ogni probabilità appartenenti alle abbondanti comunità locali. Indice comunque di popolarità del basket sia in terra di canguri che in quella della soia. Australia-Cina in semifinale ha avuto 12.000 spettatori, ma anche partite della prima fase hanno registrato affluenze imponenti. Da quel punto di vista, dieci e lode.

- Nella prima fase, le vicende più interessanti sono state quelle del girone B, dove c'erano 5 squadre sulla carta dello stesso livello. Poi si è visto che il Giappone finalista olimpico stavolta era un gradino sotto, vincendo solo col materasso Mali; ma le altre 4 si sono scannate a vicenda. Alla fine l'ha spuntata l'Australia grazie alla vittoria di 3 sul Canadà, il quale aveva messo in riga sia Serbia che Francia; le transalpine hanno infilzato le ospitanti in esordio ma poi hanno perso anche con la Serbia all'ultima giornata. Il grottesco, o quantomeno incoerente rispetto agli esiti del campo, è stato che la nuova formula con sorteggio dei quarti ha reso inutile il 3° posto della Serbia, spedendola contro gli USA nei quarti, mentre la Francia beccava la Cina, da cui poi ha perso, ma almeno aveva qualche chance.
Nel girone A invece classifica lineare (cioè 10-8-6-4-2-0) con quella che poi è stata anche la finale, Usa-Cina, vinta dalle yankee di 14 (era solo +9 dopo 3 quarti, massima "difficoltà" per le americane in tutto il torneo); tirata la vittoria del Belgio su Portorico, per il resto scarti abbondanti, compreso il +19 di Portorico sulla Corea del Sud nella sfida decisiva per passare il turno; addirittura 3 partite con oltre 60 di fossato: due degli USA ma anche Cina-Corea.

- Quarti di finale a senso unico: USA +33 sulla Serbia; Canada +19 su Portorico confezionato in meno di 20'; Australia +17 sul Belgio orbo di Meesseman; un po' d'incertezza solo in Cina-Francia, col +14 finale per le asiatiche che nasconde qualche riavvicinamento francese, anche se mai mettendo la freccia dal 2° quarto in avanti.

- In semifinale imbarazzante supremazia degli USA nel derby col Canadà: 15-0 dopo 3'45", 67-29 dopo 3 quarti, 83-43 alla fine, giusto perché hanno avuto pietà.
Seguiva la partita-top dell'edizione, Australia-Cina. Questa sì da ricordare. Pubblico cinese numerosissimo e quasi più rumoroso di quello casalingo; partono davanti le marsupiali ma il 2° quarto è dominato dalle discepole di Mao (le quali, va notato, avevano perso dopo i quarti la top-scorer Li Meng); sempre avanti la Cina di poco, sinché a 4' dalla fine arriva il sorpasso. Testa-a-testa thrilling in cui si segna poco; l'Australia sogna sul 59-57 all'inizio dell'ultimo minuto e palla in mano, ma arriva la svolta cruciale con una rubata di Wang Siyu che porta a un contropiede arzigogolato ma concluso con successo dalle comuniste per il pareggio. L'Australia sbaglia; sull'attacco cinese, che stagnava ancora lontano dal canestro, malaugurato fallo di Whitcomb sul palleggio di Wang Siyu che segna i 2 liberi del 59-61. Timeout, ultima chance delle australi, Magbegor si scaglia in entrata ma il suo appoggio a tabellone è un po' troppo forte. E dunque tripudio Cina, che torna in finale dopo 28 anni.

- Della finale 3° posto, dominata dall'Australia sulle foglie d'acero ma meno di quanto dica il +31 conclusivo (a metà 3° quarto era solo +7), rimarrà nella memoria il canto del cigno, inaspettato e abbagliante, di Lauren Jackson, la quale totalizza 30 punti, e non perché si siano messe d'accordo per regalarle una passerella. Il totem sciorina una serie di magistrali giro-e-tiro dal post basso e segna in ogni altra occasione. Alla standing ovation che accompagna l'uscita, piangeva metà del palazzo e dell'utenza mondiale collegata, me compreso che a stento piango quando defungono parenti.

- Sulla finalissima non si può dire che sia stata priva d'interesse, però si è capito dopo 5 minuti che il miracolo cinese non aveva margine per materializzarsi. La Cina annaspava per restare aggrappata, e il meno 10 dell'intervallo (43-33 con tripla asiatica sulla sirena) era un risultato lodevole, ma a inizio ripresa gli USA hanno girato non una ma dieci viti in difesa, al punto che la Cina non solo non riusciva a segnare, ma nemmeno a tirare perché si faceva intercettare i passaggi o scadevano i 24". Appena gli USA hanno ripreso ritmo al tiro da fuori, è calata la notte: 68-47 al 30' e oro in tasca. La Cina con dignità ha portato a casa uno scarto accettabile lottando sino in fondo (bene il torrione Xu Han e la razzente guardia Wu Tongtong), ma l'83-61 fotografa una finale impari.

- A'ja Wilson corona il suo 2022 da paura (già in tasca l'mvp di stagione regolare Wnba + titolo) prendendosi l'mvp (17,2 punti col 66% da 2); per una volta Stewart è "solo" quintetto ideale. Poi il pinnacolo Xu Han per la Cina, l'efficace anche se non stellare Talbot per l'Australia e l'aletta Carleton per il Canadà. Onestamente se ci fossero state 4 americane tra le top-5 c'era poco da obiettare, ma il collettivo era tale che c'è l'imbarazzo della scelta; però Kelsey Plum, seconda marcatrice di squadra e sempre elettrica, meritava.

- In un bilancio per continenti, dettano legge l'America e l'Asia/Oceania. Per il Nuovo Continente, a parte gli USA che sono fuori categoria, in attesa che il Sudamerica torni a dare segnali di vita, il Canada a parte le due debacles finali ha mostrato ottime cose, e ha la freccia in su ormai da un quinquennio; e Portorico ha sorpreso. Ripescata grazie al bando della Russia, la compagine isolana si è giovata della classica possibilità di attingere al serbatoio USA, inserendo (rispetto a Tokyo '21) due assi giovani come Mya Hollingshed ('99) e Ariella Guirantes ('97, quest'ultima top scorer del Mundial con 18,2 di media), che hanno fatto pentole, coperchi e l'intera cucina a gas, portando la squadra al massimo possibile (quarto di finale).
Quanto al settore orientale del pianeta, cioè le asiatiche più l'Australia, il doppio podio fa bilancio grasso. Le cangure, non solo col rispolvero di Jackson (che nel grosso delle partite è stata una componente marginale), ma con una buona organizzazione di squadra, hanno sopperito all'ormai cronica defezione del moloch Cambage. La Cina ha avuto una crescita impressionante negli ultimi anni, che andrebbe analizzata; di fatto si ritrova con una squadra giovane (la coppia di lunghe dominanti, Xu Han e Li Yueru, è del '99) ed entusiasmante per come gioca. E' come se in Asia ci fosse stata un'evoluzione tecnico-tattica improvvisa (cioè, è parsa tale a noi osservatori, ma evidentemente è il frutto di un lavoro nel tempo), per cui se prima vedevi buone individualità, anche fisiche, che però pagavano dazio sul piano della reattività, del sapere cosa fare in campo al di fuori di standard meccanizzati e un po' robotici (cioè sapevano fare bene 2-3 cose, eseguire 2-3 giochi, ma appena la partita andava fuori copione si perdevano), adesso invece sembrano sveglissime e ultra-sgamate. Valeva lo stesso discorso per il Giappone di Tokyo '21, che qui non s'è visto, forse per l'assenza del funambolo Machida, ma immaginiamo sia solo un passaggio a vuoto. Anche l'asiatica più debole, la Corea, ha fatto vedere cose interessanti, specie quando ha strapazzato la Bosnia con 37 punti della fromboliera Kang.

- Liquidando l'Africa, ahilei, in una riga (Mali capitato lì per caso, dopo il forfait della Nigeria), resta la nota dolente dell'Europa. Neanche un posto fra le prime 4 è una debacle storica. E non è stato per episodi sfavorevoli nell'eliminazione diretta, ma perché fin dall'inizio è apparso che le "nostrane" non ne avevano per fare strada lunga. Gli alibi non mancano: la Francia era all'anno uno di un ricambio generazionale (finalizzato a Parigi '24); la Serbia idem; il Belgio ha perso Meesseman in corso d'opera; la Bosnia non ha proposto quasi nulla di decoroso intorno a Jonquel Jones (e nemmeno lei alla fine ha potuto far molto), inanellando una serie di batoste. E se la Spagna è stata vittima del taglio delle squadre, la Russia è incappata nelle sanzioni ben note, proprio quando avrebbe avuto il duo Vadeeva-Musina ormai maturo per riportarla in alto.
Però, però... la sensazione è che l'Europa sia in fase di stagnazione: poche stelle nuove, poca innovazione sul piano del gioco, si ricorre alle naturalizzate (Gabby Williams, Anderson, Jones...) per mettere pezze, ma non basta. Servirà aspettare 2 anni per capire se è solo una sentenza occasionale o se è un ciclo sfavorevole, come a volte succede.
Il dubbio spiacevole è che l'Europa abbia perso la capacità di sviluppare talenti. E il pensiero va al Mondiale U17 del 2016: nel quintetto ideale ci furono Magbegor, oggi elemento importante dell'Australia (anche se forse leggermente sotto le attese), Xu Han, miglior centro di questo Mondiale 2022, e... Sara Madera, la quale aveva un anno meno di loro ma era sullo stesso livello, oggi decisamente no; temo neanche domani. Ma anche nelle annate che precedono di poco le '99-00 si fatica a vedere superstars europee come sono state le varie Gruda, Torrens, Petrovic (ora Vasic) nate a fine anni '80, o Meesseman ('93): pure la nostra Zandalasini è chiamata in causa. Tante buone giocatrici, per carità (Johannès, classe '95, assente a Sydney, possiamo considerarla anche super; ci sarebbe la belga Linskens, '96, ma non vale Meesseman), ma poche eccellenze assolute.

Nella foto: un tiro di Breanna Stewart in finale sullo sfondo dei 16.000 di Sydney.


 

domenica 9 ottobre 2022

Le prime evidenti conseguenze delle 4 straniere

Tra i pretesti che si sono sentiti la scorsa primavera per presentare come buono e giusto l'aumento delle straniere da 3 a 4, c'era pure quello che "così si possono ridurre le differenze tra grandi e piccole". Certo, come no. Oggi Schio, invece di dover tenere fuori una tra Mestdagh, Zahui, Ndour e Howard, cioè quattro califfe di livello internazionale, le ha potute mettere tutte insieme, di fronte a Crema che ha 3 straniere prese un po' come capitava l'occasione. La differenza diminuisce o aumenta?
Certo, uno può obiettare: è Crema che sceglie di non prendere la quarta straniera, se volesse potrebbe. Sì, ma sono soldi in più da tirare fuori, e poi non è che una quarta straniera così-così ti pareggerebbe il valore di una quarta straniera di Schio, che è super.
In poche parole è una riforma che non fa altro che aumentare dislivelli già enormi. Se Schio giocasse 40 minuti spingendo sull'acceleratore, vincerebbe di 50 ogni volta, tranne che con 4-5 avversarie (forse). Sono partite senza senso sportivo, come un match di boxe tra un peso massimo e un peso medio, per non dire piuma. Chi vince non è perché è stato più bravo nell'occasione (che sarebbe il senso dello sport) ma perché è fisiologicamente di un altro pianeta rispetto all'avversario.

domenica 2 ottobre 2022

Considerazione su Diamanti

 Diamanti è un fanatico integralista, con i lati positivi e negativi che ne conseguono. Per lui non cambia nulla tra essere punto a punto in finale scudetto o essere a +40 all'inizio dell'ultimo quarto alla prima giornata, vuole sempre in campo quelle che applicano meglio il suo gioco. Credo che sia già uno sforzo per lui "regalare" un paio di minuti alle panchinare fisse sul +50. E se fai una palla persa banale sul +70 dopo aver segnato 30 punti con 15/15 al tiro, ti urla dietro come se avessi causato la fine dell'umanità.
Chiaramente, se riesci a seguirlo fino in fondo, ti fa arrivare al margine estremo del tuo rendimento, là dove altri allenatori non riescono a spingerti. Per quello dico che ci sono dei pro e dei contro nel suo modo di allenare.

sabato 1 ottobre 2022

Supercoppa: l'ombra di Schio si allunga già sulla stagione

Sembrava tutto apparecchiato per il primo trofeo della Virtus femminile. Ma ci si basava sull'impressione delle due semifinali: superiore quella fatta da Bologna demolendo una Ragusa evidentemente non ancora addestrata alla difesa ferrigna modello-Diamanti (99 punti subiti con 37 canestri da 2); mentre Schio non è che avesse rischiato di perdere, contro una Lucca che pur avendo cambiato pedine ha mostrato lo stesso carattere dell'anno scorso, però aveva un po' viaggiato al minimo indispensabile, apparendo ancora un po' indietro nella costruzione del nuovo tessuto di squadra, al di là delle assenze di Mabrey e Howard.


E quindi si poteva azzardare un pronostico favorevole alla Virtus. Alla faccia. Nella palestrona di Alghero (davanti a un drappello di scledensi e al dinamico duo virtussino Zanetti-Baraldi; tribunette non vuotissime ma le 18 di mercoledì non era forse l'orario ideale per l'affluenza), la finale è stata a senso unico; ma per Schio. Un'asfaltatura devastante, persino avvilente per le "V nere" fatte nere. 28 punti di scarto, ma erano già 31 dopo 19 minuti.
E sì che Bologna partiva 0-6 in suo favore dopo 1'15". Poi succede che Schio segna un tiro dopo l'altro: prima Zahui e Verona da 3, poi Penna 4 punti in fila, poi Verona in coast-to-coast da tiro libero subìto (roba da far schiattare Ticchi) e ancora lei da 3, poi Ndour; ed è un 18-1 in 5 minuti. In questo lasso di tempo la Virtus attacca in modo orrendo, tra palle perse e tiracci; qualche tiro buono per la verità lo prende anche, ma non entra nemmeno quello (soprattutto con Laksa); il pressing a tutto campo non cava un ragno dal buco; e allora è inevitabile piombare in depressione.
Ma non sembrava solo questione di esecuzioni buone da una parte e scadenti dall'altra: il problema pareva a monte, e cioè le idee di Schio erano chiare, la Virtus sembrava non sapere a cosa aggrapparsi. Forse perché Verona e Sottana, con le rispettive diverse caratteristiche, hanno giostrato benissimo in regia, sicché ogni altro elemento faceva perfettamente la sua parte (pure l'ultima arrivata Christinaki: entra e segna al primo pallone toccato), mentre per Bologna non si capiva chi agisse da testa pensante e guida, con la conseguenza di sprofondare tutte nel marasma generale.

In realtà sul 23-11 a fine 1° quarto c'era ancora margine per cambiare verso alla partita; invece in modo forse ancora più inatteso (perché una falsa partenza può capitare, ma l'assenza totale di reazione no) calava la pietra tombale sulla partita, con un 23-4 per Schio nei primi 8'30" del 2° periodo, con la Virtus a realizzare solo dalla lunetta. Cioè 46-15 sul tabellone, pazzesco.
Il resto della partita ha avuto poco senso, se non per annotare che il massimo scarto è stato di 32 a circa 4' dalla fine; che Ndour si è presa il premio di Mvp con 21 punti dopo i 25 in semifinale; che Sottana chiudeva con 13 punti e 8 assist in 15'; che Bologna totalizzava il 26% da 2 dopo il 65% contro Ragusa.

Dunque quarto trofeo di fila per Schio in Italia; terza finale consecutiva vinta sulla Virtus. Il tutto giocando, mercoledì, con 5 giocatrici nuove su 10, di cui 3 in quintetto (Zahui, Penna e Ndour). Mentre dall'altra parte ce n'erano 3 appena strappate al Famila; ok, non contiamo Del Pero (4 minuti) ma André 2 punti in 28' e Laksa 8 con 3/12 dopo che lo scorso anno in ogni finale era stata una macchina da guerra.
Evidentemente il "know how" vincente di una società non è aria fritta ma qualcosa di tangibile. La Virtus avrà altre occasioni ma dovrà togliere il tappo prima che diventi un complesso come quello che ha, probabilmente, abbattuto Ragusa negli anni in cui duellava quasi alla pari con Schio ma quasi sempre perdeva.
Il messaggio per la stagione, lanciato da questa Supercoppa, può essere già inquietante per le rivali di Schio. Al di là dell'occasionale giornata super dell'una e pessima dell'altra, contando che devono ancora arrivare Mabrey e Howard mentre di là solo Rupert (più Barberis che era indisponibile stavolta), e guardando la profondità pazzesca del Famila di quest'anno, mentre per la Virtus c'è qualche elemento leggermente sotto il top, e ancor più per Venezia, Ragusa eccetera, si ha l'impressione che la pole position sia già stabile in mano alle solite arancioni. Tanto più se la mentalità sarà sempre così killer.

Chiusura su Zandalasini. 7 punti con 3/13 (ok, 5 assist) e il peggior plus/minus di tutte, meno 24. Obiettivamente, la differenza tra le due squadre è stata tale che nemmeno una sua prestazione brillante avrebbe invertito l'esito. Però se non mette la sua impronta in queste partite, se vaga anonima senza fare nulla di tangibile per frenare la valanga, il tutto quando doveva essere quella con più fame di tutte, perché dopo due finali perse era chiamata a dimostrarsi leader di una squadra a caccia del suo primo titolo, è inevitabile il sospetto che a 26 anni i suoi limiti siano più agonistici che tecnici. Anche se non saprei se classificare nel primo o nel secondo ambito il suo annoso difetto di non sapersi semplificare la vita; cioè sempre tiri complicati, roba che se entra si grida al capolavoro, ma vedi come fa una Verona, che in apparenza ha molto meno talento eppure è così efficace, sia pure non sempre come mercoledì, chiaro. C'è qualcosa di enigmatico in questo rimanere incompiuta da parte di Zandalasini, almeno se parliamo del massimo livello, quello che ci si attende da lei (e vorremmo che non fosse un peso). Ma ha ancora tempo per far cambiare idea a tutti.

mercoledì 28 settembre 2022

Contro chi giudica l'etica lavorativa dalle foto social

Cosa vuoi giudicare dai social? Potresti vedere 10 foto di una che si fa il mazzo in palestra, e magari sono stati gli unici 10 minuti che ha passato a lavorare; o vedere 10 foto di una in bikini, e magari stava un attimo in spiaggia e poi si faceva il mazzo per 4 ore.

martedì 27 settembre 2022

Trio Reyer alla Mostra del Cinema

Questa mi era sfuggita sino a stasera: M.Villa, Fassina e Santucci alla Mostra del cinema di Venezia, un paio di settimane fa.


 

Mondiali: il sorteggio dei quarti

Sorteggiati gli accoppiamenti dei quarti al Mundobasket: effettivamente si sono invertite le posizioni, cioè le prime hanno beccato le terze. Fregatura parziale. Certo che ha poco senso dal punto di vista sportivo, anche se l'intento immagino fosse evitare calcoli e sconfitte tattiche: la Serbia oggi ha battuto la Francia, ma come premio si ritrova contro gli Usa mentre la Francia con la Cina.

Usa-Serbia
Canadà-Portorico
Cina-Francia
Australia-Belgio

Dando per scontato che la Serbia venga spazzolata dagli Usa, vediamo se le altre due europee riescono con l'esperienza e la tattica a far fuori le meglio piazzate Cina e Australia.

Mondiali: ultima giornata 1^fase in corso

Ultima giornata prima fase al Mundobasket: Po' po' po' Portorico, batte la Corea del Sud e va ai quarti. L'avevo sottovalutato; l'America latina da anni in ribasso batte un colpo.

Adesso c'è un interessante Serbia-Francia, ambo già qualificate ma in palio il piazzamento. Se vince la Serbia è un assist per l'Australia che battendo il Giappone sarebbe prima. Quanto alle nipponiche, le glorie di Tokyo sono repentinamente tramontate. L'unica asiatica ai quarti sarà la Cina.

Aggiornamento: zampata della Serbia che condanna la Francia a un quarto di finale duro (questo supponendo che l'Australia non sprechi col Giappone), anche se bisognerà vedere cosa sancisce il sorteggio. 

Aggiornamento-bis: l'Australia batte il Giappone e vince il girone (rima).
Rupert dietro la lavagna per la partitaccia di oggi: l'Equipe le dà 3 in pagella.

Sospensione (o chiusura) di "Pink Basket" di Gottardi

Essendo un prodotto gratuito per l'utenza, non era una questione di riscontro presso i tifosi/appassionati, posso assicurarlo. Chi intraprende un'iniziativa di comunicazione nel basket femminile sa già che troverà un riscontro di pubblico molto relativo.
Dal punto di vista commerciale nulla sta in piedi da solo, nel basket femminile. C'è bisogno di qualcuno che abbia la sensibilità e la generosità di finanziare.

Non voglio fare l'interprete di Silvia Gottardi, che non ne ha bisogno, ma nel suo comunicato si nota che ringrazia la Fip, quindi presumo che non abbia da recriminare sulla federazione. Voleva un appoggio maggiore dalle componenti del movimento prettamente femminile, questo mi pare chiaro.
Logico che se poi ci fosse stato un seguito di pubblico di 100.000 lettori a numero sarebbe stata un'altra storia, ma non era così folle da aspettarselo. 

ipeto che non voglio parlare a nome di Silvia Gottardi che sa parlare benissimo da sé, e poi io nel progetto in questione avevo un ruolo di collaboratore, non di... tesoriere; però se il prodotto era gratuito, non è che avere tot migliaia di followers in più o in meno (su cifre che inevitabilmente sono basse, perché è basket femminile) cambia qualcosa sulla sostenibilità.
Ma qualcuno crede che Superbasket e Basket Magazine (i due periodici di basket attualmente acquistabili in edicola) si reggano in piedi perché hanno un grosso pubblico? Ormai li comprano pochi intimi (tra i quali me). Hanno problemi di vendite i grandi quotidiani nazionali (quelli che parlano di cose serie), figurati una pubblicazione di basket e per di più femminile.

PS: comunque, anche ponendo di puntare solo sulla "diffusione commerciale" pura, è indispensabile (o perlomeno utile) un aiuto dai diretti interessati, cioè che diano una mano per la diffusione attraverso i propri canali. E' chiaro che se questo aiuto non arriva, o arriva poco, diventa tutto più complicato. Silvia Gottardi stessa ammette un'ingenuità nel pensare di ottenere di più da quel punto di vista.

venerdì 23 settembre 2022

LBF ritorna su MS Channel

A1 e A2 visibili su MS Channel e MS Sport, come due anni fa, dopo l'abbandono dell'esperimento con la "tv di Lega". Finalmente una bella notizia.
C'è il dubbio però che il canale sia scomparso dal digitale, recentemente. Va verificato. Nel comunicato di Lega si parla di pacchetto Sky e streaming sul sito dell'emittente.