Venezia-V. Bologna. La grande scalata della Virtus, in 3 stagioni da zero alla finale, è compiuta; ovviamente manca l'ultimo gradino, non un dettaglio da poco. Ma intanto è già la seconda finale raggiunta in un mese dopo quella in Coppa. E non era favorita in questa serie. Non potremo mai sapere quanto l'exploit dipenda dalla mossa di mettere Gianolla a dirigere le operazioni al posto di Lardo, fatto sta che il risultato è eclatante.
Delusione Venezia, che si fa scucire il tricolore dalle maglie; forse è arrivata scarica dopo le fatiche europee, ci potrebbe stare; di sicuro ha perso male queste ultime due partite; certo stavolta non è tracollata come in G2 ma a parte la fiammata finale c'è poco da salvare. Anzi, mettiamoci pure la sfuriata iniziale di Thornton, notevole (14 punti nel 1° quarto) ma alla fine ininfluente. Anche lei s'è persa nella fase centrale della partita, quella decisiva.Zandalasini in campo dopo l'infortunio in G2; ma è Cinili la protagonista a sorpresa del primo tempo, in cui arriva già in doppia cifra, facendosi sentire sia nel parziale di 2-13 verso metà 1° quarto (poi parzialmente annullato da un nuovo sprazzo di Thornton), sia nell'allungo che, dopo una tripla a testa di Zanda e Tassinari, fa decollare Bologna fino a +12, limato a +9 all'intervallo (30-39). Nel frattempo la Reyer ha subìto una tegola non da poco: Ndour già a 4 falli in appena 6'30" di impiego. Preziosa invece Bestagno, unica delle italiane di casa a dare un contributo tangibile in attacco.
Sembra però che, se Venezia aggiustasse la mira (0/10 da 3 a metà gara contro 4/11), potrebbe ancora rimettere le cose a posto. Ma nella ripresa il buio orogranata si rivela ben più profondo di una semplice questione di percentuali. Verso metà 3° quarto Pasa (altra protagonista inattesa) fa da propellente al massimo vantaggio, +16, che diventa +14 al 30' (41-55).
A inizio ultimo quarto di nuovo +16 Bologna, e sembra tutto sepolto. Invece c'è la scossa con la rediviva Ndour che segna 8 punti di fila (2 triple) e ridesta un Taliercio in stato comprensibilmente depressivo: 49-57 con 7'30" da giocare. Dojkic è preziosa, anzi d'oro, nello sbloccare (sia segnando sia recuperando palloni) una Virtus che per la prima volta appare titubante, ma Venezia risale fino a meno 4, 58-62 con 3' sul cronografo.
Tutto in bilico. E chi segna il canestro più importante della partita? Sabbri Cinili dai 6 metri frontale: 58-64 a -2'30". Da lì Venezia non segna più, pagando la giornataccia di Anderson, e Bologna arriva in porto, in un finale oggettivamente brutto (58-67).
Su Cinili sono rimasto fisso, dal 2015, a quelle sue prestazioni che stavano regalando lo scudetto a Ragusa, e lei stava duellando alla pari con Macchi; poi finì come sappiamo e da allora è come se la romana si fosse accontentata di recitare da comprimaria, il che è uno spreco per il talento che avrebbe (anche se adesso ovviamente, 33enne, non ha più la freschezza dei 25). Lei chiude a 14, Dojkic-Turner-Zanda tutte a 10; e anche stavolta la Virtus gianolliana è collettivo vero. Per Venezia, Thornton 16, Bestagno 11, Ndour e Anderson 10.
Schio-Ragusa. Qui invece non salta il banco, anche se Ragusa lotta leoninamente. Ma Schio "fa la partita" dall'inizio. Ragusa perde troppi palloni nel 1° quarto; Verona è il jolly a sorpresa dell'attacco scledense. Già 22-12 al 10'.
Non è però una Ragusa che si rassegni. Si riporta a meno 1 (32-31) con Kuier, la quale poco dopo "cozza" violentemente con Laksa uscendo con troppa foga a chiuderla sul perimetro; la lettone esce ammaccata. Schio riprende un po' di margine all'intervallo (38-33) con Verona già a 11 punti e tanti rimbalzi offensivi per le lunghe; per Ragusa come in G2 le triple tengono a galla (5/9).
Continua nel 3° quarto l'oscillazione tra mini-allunghi di Schio e ricuciture sicule (43-42 al 25'). Poi Laksa e Gruda iniziano a fare la differenza (52-46 al 30'), continuando nell'ultimo quarto col supporto di André. Ragusa ha ancora la forza di tornare a meno 6 con tripla di Romeo (58-52 al 35') ma non ne ha più per reggere: spallata decisiva, 9-0, innescata da Sottana con assist per Gruda e canestro in slalom. Poi tripla spezzagambe di Keys e ancora Sottana dalla lunetta. 67-52 a -2'45" e ciao con onore a Ragusa.
Gruda chiude a 16, Laksa 14, Verona gli 11 del 1° tempo, Sottana e André a 10. Ragusa ha avuto 15 di Kuier, 13 da Taylor, 11 da Romeo, 10 da Hebard; è mancata la miglior Santucci (solo 2).