lunedì 25 aprile 2022

A1, semifinali G3: colpo d'oro Virtus, da pronostico Schio

Venezia-V. Bologna. La grande scalata della Virtus, in 3 stagioni da zero alla finale, è compiuta; ovviamente manca l'ultimo gradino, non un dettaglio da poco. Ma intanto è già la seconda finale raggiunta in un mese dopo quella in Coppa. E non era favorita in questa serie. Non potremo mai sapere quanto l'exploit dipenda dalla mossa di mettere Gianolla a dirigere le operazioni al posto di Lardo, fatto sta che il risultato è eclatante.

Delusione Venezia, che si fa scucire il tricolore dalle maglie; forse è arrivata scarica dopo le fatiche europee, ci potrebbe stare; di sicuro ha perso male queste ultime due partite; certo stavolta non è tracollata come in G2 ma a parte la fiammata finale c'è poco da salvare. Anzi, mettiamoci pure la sfuriata iniziale di Thornton, notevole (14 punti nel 1° quarto) ma alla fine ininfluente. Anche lei s'è persa nella fase centrale della partita, quella decisiva.
Zandalasini in campo dopo l'infortunio in G2; ma è Cinili la protagonista a sorpresa del primo tempo, in cui arriva già in doppia cifra, facendosi sentire sia nel parziale di 2-13 verso metà 1° quarto (poi parzialmente annullato da un nuovo sprazzo di Thornton), sia nell'allungo che, dopo una tripla a testa di Zanda e Tassinari, fa decollare Bologna fino a +12, limato a +9 all'intervallo (30-39). Nel frattempo la Reyer ha subìto una tegola non da poco: Ndour già a 4 falli in appena 6'30" di impiego. Preziosa invece Bestagno, unica delle italiane di casa a dare un contributo tangibile in attacco.
Sembra però che, se Venezia aggiustasse la mira (0/10 da 3 a metà gara contro 4/11), potrebbe ancora rimettere le cose a posto. Ma nella ripresa il buio orogranata si rivela ben più profondo di una semplice questione di percentuali. Verso metà 3° quarto Pasa (altra protagonista inattesa) fa da propellente al massimo vantaggio, +16, che diventa +14 al 30' (41-55).
A inizio ultimo quarto di nuovo +16 Bologna, e sembra tutto sepolto. Invece c'è la scossa con la rediviva Ndour che segna 8 punti di fila (2 triple) e ridesta un Taliercio in stato comprensibilmente depressivo: 49-57 con 7'30" da giocare. Dojkic è preziosa, anzi d'oro, nello sbloccare (sia segnando sia recuperando palloni) una Virtus che per la prima volta appare titubante, ma Venezia risale fino a meno 4, 58-62 con 3' sul cronografo.
Tutto in bilico. E chi segna il canestro più importante della partita? Sabbri Cinili dai 6 metri frontale: 58-64 a -2'30". Da lì Venezia non segna più, pagando la giornataccia di Anderson, e Bologna arriva in porto, in un finale oggettivamente brutto (58-67).
Su Cinili sono rimasto fisso, dal 2015, a quelle sue prestazioni che stavano regalando lo scudetto a Ragusa, e lei stava duellando alla pari con Macchi; poi finì come sappiamo e da allora è come se la romana si fosse accontentata di recitare da comprimaria, il che è uno spreco per il talento che avrebbe (anche se adesso ovviamente, 33enne, non ha più la freschezza dei 25). Lei chiude a 14, Dojkic-Turner-Zanda tutte a 10; e anche stavolta la Virtus gianolliana è collettivo vero. Per Venezia, Thornton 16, Bestagno 11, Ndour e Anderson 10.

Schio-Ragusa. Qui invece non salta il banco, anche se Ragusa lotta leoninamente. Ma Schio "fa la partita" dall'inizio. Ragusa perde troppi palloni nel 1° quarto; Verona è il jolly a sorpresa dell'attacco scledense. Già 22-12 al 10'.
Non è però una Ragusa che si rassegni. Si riporta a meno 1 (32-31) con Kuier, la quale poco dopo "cozza" violentemente con Laksa uscendo con troppa foga a chiuderla sul perimetro; la lettone esce ammaccata. Schio riprende un po' di margine all'intervallo (38-33) con Verona già a 11 punti e tanti rimbalzi offensivi per le lunghe; per Ragusa come in G2 le triple tengono a galla (5/9).
Continua nel 3° quarto l'oscillazione tra mini-allunghi di Schio e ricuciture sicule (43-42 al 25'). Poi Laksa e Gruda iniziano a fare la differenza (52-46 al 30'), continuando nell'ultimo quarto col supporto di André. Ragusa ha ancora la forza di tornare a meno 6 con tripla di Romeo (58-52 al 35') ma non ne ha più per reggere: spallata decisiva, 9-0, innescata da Sottana con assist per Gruda e canestro in slalom. Poi tripla spezzagambe di Keys e ancora Sottana dalla lunetta. 67-52 a -2'45" e ciao con onore a Ragusa.
Gruda chiude a 16, Laksa 14, Verona gli 11 del 1° tempo, Sottana e André a 10. Ragusa ha avuto 15 di Kuier, 13 da Taylor, 11 da Romeo, 10 da Hebard; è mancata la miglior Santucci (solo 2).

venerdì 22 aprile 2022

A1, semifinali G2: Schio si salva, Bologna versione Gianolla domina

Schio esce dalla buca: pareggia la serie e torna favorita per andare in finale. Nulla di eclatante né di dominante; semplicemente una prestazione abbastanza continua (a differenza di gara-1) sfruttando la maggior dotazione dell'arsenale rispetto a Ragusa.

Come previsto, Dikaioulakos rimette Mestdagh al posto di DeShields, deludente in G1. C'è da chiedersi se giovi questo turnover (in termini di freschezza, varietà di opzioni ecc.) o se non sia in realtà una palla al piede, che costringe la squadra a ridisegnarsi ogni volta. Un problema da ricchi. Ragusa punta sempre sulle stesse, che non giocano male ma se Schio non scende sotto un certo livello, non bastano.
Partita chiusa solo alla fine dalle plurititolate, ma sempre condotta. Unici vantaggi di Ragusa sono due sorpassi durati un amen, verso metà 2° quarto (24-23) e metà 3° quarto (51-50 con un 7-0); per il resto è un lungo e vano inseguire.
Protagonista del primo tempo è André; Schio recapita bene la palla dentro l'area ragusana e lavora bene anche nella propria area limitando Hebard. Ragusa rimane aggrappata perché fa 5/5 da 3 nel 2° quarto. Ha poi una buona fiammata a inizio ripresa, quando appunto rimette la testa avanti, ma Schio risponde subito con triple di Mestdagh e Sottana, passando a zona. 53-58 al 30'.

A inizio ultimo quarto sembra che Schio ammazzi la partita, 53-63; si vede anche Dotto ficcante, come forse non le capitava da un po'. Ma Ragusa riapre di nuovo tutto con un 9-0 inaspettato (Taylor gran lotta); lo chiude Romeo con una tripla spaziale da 9 metri, forse 10, allo scadere dei 24". Viene giù il palazzetto e l'inerzia è tutta per le sicule. 62-63 a 6'50" dalla fine.
Illusione: Ragusa segnerà 2 punti da lì alla fine. Non che Schio faccia miracoli (8 punti in quasi 7') e infatti non riesce ad chiuderla in anticipo, anche perché Ragusa lotta con ardore in difesa. Gli episodi-chiave sono un rimbalzo offensivo convertito da Keys (64-69 a -2'45") e uno 0/2 ai liberi di Romeo, indice di bollitura, così come lo sono alcune soluzioni affrettate dalle compagne, da fuori, per tentare di alleviarsi la fatica in carenza d'energie per battere le avversarie in 1 contro 1. Finisce quindi 64-71 (Taylor 18, Kuier 17, Santucci 11 vs André 16, Mestdagh 13, Laksa 12).

- Bologna-Venezia. Da notare i 1565 spettatori dichiarati, non male anche se in un'arena da 9000 l'effetto non è quello del pienone. Poi c'è da chiedersi se il massacro che ne è venuto fuori sia un segnale in vista di gara-3 oppure è un episodio. Di certo, per la Reyer è la seconda volta in 15 giorni (dopo la finale di EuroCup) che in una partita importante becca una trentina di punti di scarto restando sotto i 40 segnati. Sconcertante.
Quanto alla Virtus, c'era da verificare l'effetto post-esonero shock di Lardo. Well, se il campo ha parlato, si direbbe che la squadra non aspettava altro. La nota più rimarchevole è la maggior democrazia dell'attacco, giacché Gianolla ha trovato (evidentemente cercandolo) un contributo fattivo dalle varie Barberis, Tassinari, Battisodo e Pasa, le quali non hanno fatto bottino a babbo morto (come si potrebbe sospettare guardando solo il tabellino) bensì a partita ancora viva.
Andamento che si racconta in fretta, tanto è stato piatto. Break già nel 1° quarto quando da 5-4 si passa a 13-4 e poi 18-10 al 10'. Già entrate in campo in 9 per Bologna.

Nel 2° quarto il vantaggio fluttua tra gli 8 e i 12 punti finché la V nere (4/8 da 3 nella frazione) piazzano un 9-0 finale, trainato da Pasa: 40-23 al 20'.
Una reazioncina da Venezia sarebbe lecito attendersela, invece nulla. La partita si addormenta e purtroppo si risveglia per un episodio funesto: Zandalasini segna il 49-27 al 26' ma poco dopo, su taglio in area, s'accascia al suolo, facendo temere il peggio (crociato o chissà che). :woot: Dopo i primi soccorsi s'evidenzia una probabile distorsione alla caviglia; la giocatrice esce sulle sue gambe, sia pur zoppicando, e nei festeggiamenti finali apparirà dolente ma in grado di deambulare. Vedremo. Nelle dichiarazioni di fine partita, Gianolla non ne ha fatto cenno.
Fatto sta che Venezia nemmeno da questo episodio si fa svegliare; anzi, Bologna la schiaffeggia con un altro 9-0 nel finale di 3° quarto (Battisodo e Tassinari artefici): 56-27 al 30'.
L'ultimo quarto è uno stanco trascinarsi (9-9). Finisce 65-36 e va tutto a gara-3, con l'incognita Zanda per Bologna e quella sullo stato psicofisico del gruppo per la Reyer.
Zandalasini 11+12 rimba, Turner 10 vs Anderson 10; le 3 straniere di Venezia sommano un 8/33 al tiro (e ovviamente le italiane non fanno meglio: il totale di squadra è 13/63).

lunedì 18 aprile 2022

A1, semifinali G1: colpaccio Ragusa, progressione Venezia

 Venezia si prende la rivincita della Coppa Italia dominando alla distanza Bologna, che scompare inopinatamente nel secondo tempo (15 punti in 20'). Primi due quarti in equilibrio anche se con vantaggi minimi per la Reyer; svolta nel finale di 2° quarto con un parziale pro-Virtus da -5 a +4 (32-36 al 20') grazie soprattutto a Dojkic e Turner.

A inizio 3° quarto ancora Dojkic per il +4 ospite, poi però un break di 16-2 per la Reyer, realizzatrice principale Ndour, pescata due volte in assist; c'è anche una tripla frontale di Bestagno che bissa dall'altezza della lunetta; anche Anderson; Bologna perde palloni banali, segna 2 punti in 8 minuti contro una zona che diventa anche mista su Zandalasini; 51-41 al 30'.
Ultimo quarto, reazione quasi nulla per Bologna a parte 4 punti di Zandalasini, la quale era realizzativamente desaparecida dal primo tempo; ma da 59-47 si passa a 69-47, finale 69-51.
Anderson 16 punti, Ndour 13+12 rimbalzi, Bestagno 11+9 assist (notevole), Thornton 11, Carangelo 10 e Madera 8, cioè han segnato in 6 ma buone per la Reyer, mentre la Virtus ha avuto 21 Dojkic, 10 Turner, solo 6 Zanda con 3/9 e il resto briciole, quindi solo una sopra le righe contro una buona prova collettiva.
Bologna ha fatto 4/10 da 2 e 2/14 da 3 nella ripresa; quindi male in esecuzione e male anche il fatto di non essere più riuscita ad avvicinarsi a canestro dopo l'eccellente 11/18 da 2 della prima metà. Ritornano i dubbi sulla consistenza delle V nere quando il livello si alza al massimo, ma è una sentenza parziale (in realtà in Coppa Italia hanno dimostrato il fatto loro). C'è il nodo irrisolto della regia, perché Lardo non sembra fidarsi appieno né di Battisodo, né di Tassinari né di Pasa per le funzioni di play, che delega almeno a tratti a Dojkic o financo a Zanda, stornandole però dalla fase realizzativa.
Spettatori dichiarati: 722.

- Il colpaccio di Pasquetta è di Ragusa, che passa in 3 giorni dal serio rischio di eliminazione con Lucca a spezzare l'imbattibilità stagionale di Schio e portarsi a una vittoria dalla finale.
Partita che rimbalza follemente da una parte all'altra con parzialoni privi di coerenza, ma alla fine il senso è che Ragusa ha avuto 5 giocatrici in doppia cifra (Taylor 17, Kuier e Romeo 15, poi anche Santucci e Hebard) e Schio solo una (Laksa, super, 27 punti), un po' poco per vincere, a meno che le sicule fossero state in serata mediocre, cosa che non è avvenuta.
Partenza sparata di Ragusa, 0-10 poi 7-19; Laksa ricuce tutto da sola con 11 punti di fila (18-19 al 10'). Poi avanti Schio con André, Crippa, Verona e la solita Laksa; addirittura +11 (41-30) prima della tripla finale di Romeo (41-33 al 20').
Impressionante come Ragusa rientri in campo intensa in difesa e martellante in attacco: spara uno 0-11 in 3 minuti e mezzo e ribalta tutto di nuovo. Prima sono le 3 straniere a impazzare, poi nel finale di 3° quarto s'infiamma Santucci e fa la sua parte anche Spinelli: 48-53 al 30'. Terribile controprestazione di Schio nel 3° quarto: 3/16 al tiro; sulla difesa un velo pietoso.
Ultimo periodo, ti aspetti la reazione furiosa di Schio e invece Ragusa ammazza la partita. Dal suo corto mazzo Recupido estrae l'ultimo asso di serata, Romeo, che s'indemonia e segna una serie di triple siderali e anche da più vicino (52-67 al 35'). Gruda fa qualcosina, poi ci prova ancora Laksa ma fanno solo il solletico a una Ragusa in stato di grazia. La chiude Kuier da 9 metri. Finisce 65-77.
La domanda è: può Ragusa ripetere una prestazione così? Anzi, la domanda è la stessa per Schio, ovviamente all'incontrario. Forse la risposta è no, quindi lo scenario più attendibile rimane quello di Schio che vince in Sicilia e poi la chiude in casa. Certo stasera verrebbe da pensare altro.
Tra le tante singole sul banco degli imputati scledensi, forse la più imputabile è DeShields, ma è una scelta difficile.
Spettatori dichiarati: 1000.

domenica 17 aprile 2022

A2, turno pasquale: Zanardi 50 di valutazione

 In A2 Nord cruciale vittoria per Carugate a Mantova: 45-52. Carugate a +16 a inizio ultimo quarto, Mantova rimonta salvando almeno la differenza canestri, il che significa che, a parità di punti, col prossimo turno che vede Mantova-Torino e Carugate-Brescia, le mantovane dovrebbero farcela per i playoff. Certo ci stanno arrivando in retromarcia perché con questa sono 9 sconfitte nelle ultime 10 partite.


Da segnalare che G.Togliani, play mantovano, ha in stagione un 7/72 da 3. Non vorrei fare il tecnico ma ho l'impressione che ci sia una postura non ottimale nel rilascio della palla.

Nel big match Brescia-Castelnuovo, 50 di valutazione per Zazà Zanardi. 28 punti, 4/9 da 2, 5/5 da 3, 15 rimbalzi, 9 assist, con vittoria d'oro perché all'80% vale il terzo posto, cioè evitare Crema fino alla finale.

sabato 16 aprile 2022

A1, quarti: Ragusa si salva in volata a Lucca

 La serie più equilibrata dei quarti di A1 è stata come prevedibile quella tra Lucca e Ragusa. Dopo il +12 per le siciliane all'andata era lecito aspettarsi una reazione delle toscane, in linea col carattere che hanno dimostrato per tutta la stagione. Non è bastato, per poco anzi pochissimo, e rimarrà sempre il dubbio di cosa sarebbe successo senza l'infortunio di Wiese. Da parte sua Ragusa, dopo una lunga fase di stagione coi cerotti, è riuscita quantomeno a rimettere insieme la pattuglia straniera, che ha una dotazione fisica impressionante (Taylor - Hebard - Kuier) anche se a mio parere tendono a sovrapporsi un po' negli spazi che occupano, per cui il loro potenziale non si somma del tutto. Chiaramente la menomazione è fra le esterne italiane, vista la dipartita di Consolini e Tagliamento.


Per farla breve: Lucca avanti tutta la partita, si comincia l'ultimo quarto sul 50-42. Dietrick mette subito una tripla, Gianolla segna 4 punti; Ragusa s'aggrappa a una tripla estemporanea di Romeo ma fa una fatica boia a bucare la difesa attenta delle tosche. Si punta su Hebard in post basso ma i punti spremuti sono pochi, anche per l'imprecisione ai liberi. A sua volta però Lucca non concretizza occasioni per approfittarne appieno. Il parziale nei primi 7' dell'ultima frazione, così, è uno stitico 7-5.
Poco dopo, però, Natali (gran partita la sua, 19 punti con 8/9 al tiro e 6 recuperi) realizza un'entratona con appoggio a tabellone modello-biliardo: si arriva alla cruciale quota di +12 (60-48). Mancano 2'05" ed è come ripartire da zero. Peccato per Lucca che non segnerà più; alla fine piangerà sul 14/48 da 2, davvero troppi gli sprechi, a fronte di un gran volume di gioco prodotto. Diventa invece decisivo lo strapotere sotto le plance di Ragusa, perché pur continuando a litigare col ferro, a furia di secondi e terzi tiri Hebard e soprattutto Taylor (mvp, 22 punti, 11 rimbalzi, 10/10 ai liberi) cavano dalla lunetta 5 punti d'oro colato. Dall'altra parte Dietrick, denotando comprensibile appannamento per stanchezza, affretta una tripla senza costrutto, che diventa un mattone.
Finisce 60-53 e dunque Ragusa scampa e va in semifinale con Schio. Dove francamente non sembra avere molte chances. Però per com'è andato il suo campionato è già qualcosa averlo raddrizzato con l'ingresso fra le prime 4.

Abbiamo le stesse semifinali dello scorso anno. Venezia-Bologna sembra la più interessante.

venerdì 15 aprile 2022

A1, quarti: Campobasso lotta con Venezia; Baraldi elogia la Virtus

 Va sottolineata la resistenza di Campobasso che ha perso sia all'andata sia oggi di pochi punti, anche se oggi è stata sempre sotto. Le molisane si congedano dalla stagione, senza dubbio non negativa, con qualche piccolo rimpianto, avendo perso in volata tutte e 5 le sue ultime partite. Forse con Premasunac ne vinceva qualcuna in più, anche se è difficile immaginare che arrivando sesta al posto di Costa avrebbe potuto eliminare Bologna.


Sulla Virtus segnalo che oggi è stata diretta dalla grande Angela Gianolla per lutto familiare di Lardo, e riporto quanto detto dal vulcanico A.D. Bam Bam Baraldi dopo gara-1:

Dopo la gara di andata della Virtus Segafredo Bologna femminile nei quarti di finale playoff, l’Amministratore Delegato bianconero Luca Baraldi è stato ospite su Radio Nettuno Bologna Uno: “Ieri sera una grande partita, un’emozione incredibile vedere le ragazze giocare in quel modo contro una squadra che ha meritato di giocare questi playoff. Grande merito alle ragazze e a chi le sta guidando: questo è un gruppo che dal punto di vista tecnico e umano sta facendo vedere tanto. Attraverso le difficoltà questo gruppo si è fortificato: adesso la squadra sta bene, abbiamo superato tanti problemi e adesso vogliamo giocarci le nostre carte con spensieratezza. La Virtus è una, non ce ne sono due: la squadra maschile e quella femminile sono la stessa cosa. Queste ragazze hanno bisogno del pubblico, anche loro sono la Virtus e la Virtus ha una delle migliori tifoserie d’Europa. Venerdì vorremmo avere tanta gente alla Segafredo Arena.”

mercoledì 13 aprile 2022

[A1] cronaca Costa-V. Bologna, andata quarti

 Ieri sera ho assistito a Costa-Virtus Bologna, andata dei quarti-playoff. Qui se vuoi c'hai una videosintesi (diversa da quella di Lega): clicca


Non sapevo cosa aspettarmi. Chiaro che il +19 per Costa di 10 giorni prima era inattendibile (se non altro perché mancavano Dojkic e Cinili), però non era certo un lampo isolato per le masnaghesi, bensì una delle loro 10 vittorie nelle ultime 12 gare, cioè nel ritorno avevano fatto meglio delle felsinee, le quali avevano sì disputato una positiva (anzi quasi ottima) Coppa Italia, ma col dubbio di qualche discontinuità, vuoi caratteriale vuoi tecnico-tattica, tale da non renderla ancora del tutto affidabile come "big".

In poche parole pensavo che, se le cose giravano in un certo modo, Costa potesse fare il colpaccio, magari anche con uno scarto interessante, in quel campo dove la vita facile non ce l'ha quasi mai nessuno, specie per chi è abituato a giocare in un'arena da 9000 posti.
Certo, poi ripassi la lista dei due organici e ti chiedi: ma come c... può farcela Costa? 4 professioniste, di cui peraltro la migliore è l'italiana (Spreafico) mentre le 3 straniere sono, diciamo, economy class; per il resto 8 ragazze del vivaio. Dall'altra parte 9 professioniste (più Tava che non è entrata) di cui due straniere e un'italiana appartenenti alla categoria "stars internazionali".

Però il blasone/pedigree (più banalmente l'ingaggio) è un conto, il valore che può esprimere una giocatrice, e soprattutto un collettivo, può essere un altro.
Per due quarti e quasi mezzo c'è partita. Si vede subito che Bologna ha la faccia cattiva. La botta di 10 giorni fa non l'ha digerita; e poi certe giocatrici hanno la manopola da "switchare" in modalità-playoff quando si comincia a fare sul serio.
La prima a pagarlo è quella che aveva fatto da matadora la volta scorsa, e cioè Spreafico, che non ha mai triple facili da prendere; e non le segna. Ne trova un paio invece Jablonowski, che in attacco è giocatrice strana: sbaglia appoggi elementari da sotto ma spesso segna i tiri più difficili.

Soprattutto, nel 1° quarto c'è un'M.Villa fenomenale. Segna 3 canestri da sotto di fila uccellando il paio di giocatrici che la braccano (su di lei prima Tassinari, poi Battisodo). Quello più impressionante è un'accelerazione a superare il pressing, palla dietro la schiena in area, appoggio sbagliato ma rimbalzo offensivo di lei stessa e canestro galleggiando in area per portarsi dal lato opposto del canestro, evitando la stoppata di Turner. Scintilla divina. Considerando che almeno due o tre assist suoi sono sprecati dalle compagne, è quasi lei da sola a tenere Costa a contatto, anzi a tratti davanti, nel finale di 1° quarto.
Da parte sua, Bologna lavora per punire la scelta di Costa di chiudere l'area, accettando che Turner riceva pochi palloni ma in compenso sfruttando gli spazi sul perimetro. Zandalasini segna due triple, Dojkic anche lei compresa una sulla sirena per il 19-20 bolognese al 10', ma le V nere devono ancora carburare bene sia in attacco (errori evitabili) sia in difesa (appunto su M.Villa).

Dal 2° quarto lo fanno ampiamente. Si mette Dojkic su M.Villa e ci sono raddoppi ogni volta che prova ad avvicinarsi all'area. La bebè prodigio arriva a 11 punti in 13 minuti ma poi rimarrà clamorosamente a secco fino alla fine. In più, Vaughn e Burkholder sono quasi del tutto inoffensive (finiranno a 3 e 0 punti). Costa resta a galla perché Spreafico si sblocca, andando con intelligenza (vista la mala parata da fuori) a calamitare falli in entrata. Bologna paga la sua aggressività con il bonus esaurito in fretta. Ma è solo questo a impedire alla Virtus di dilagare già; il margine sale comunque intorno alla doppia cifra grazie ad altre 4 triple a bersaglio (una a testa per Zanda, Dojkic, Cinili e Barberis); in precedenza ficcante anche Sagerer. E spesso se sbagliano, le virtussine arraffano il rimbalzo in attacco e la rigiocano.

Insomma, il 35-44 all'intervallo è quasi un buon affare per Costa. Tanto più a inizio ripresa quando le ragazze di casa si lanciano alla carica con qualche buon recupero; Allievi in contropiede fa 43-47 con 2'30" giocati nel terzo.
Vuoi vedere che Costa adesso fa l'ondata irresistibile come, che so, col Geas nel derby di ritorno?

Nulla di tutto ciò. Timeout Lardo e poi prende in mano la situazione Zanda. Sciorina una serie di 3 triple col suo stile classico, palleggio, incrocio e vai su; in una segna subendo pure fallo. La santabarbara bolognese continua con Tassinari e Dojkic, pure loro da 3, e buonanotte al secchio. Poi si sblocca anche Turner, intendo in attacco perché in difesa stava già dominando, ed è 50-65 a fine terzo.

Ultimo quarto, infierisce Dojkic, Costa è in crollo totale d'energie, come il corridore che si è tirato il collo per stare a contatto e poi in un amen becca un giro di distacco. Finisce 60-96, risultato che parla da sé e dice: serie finita.
Anzi, soprattutto parla da sé il 19/36 di Bologna da 3 punti; :woot: credo un record per l'impianto, bisognerebbe vedere nella storia dell'A1 quante squadre hanno segnato più triple in una partita. Costa invece ha fatto 2/14. Frutto (anche) delle differenti scelte difensive, ma è difficile valutare se alla Seletti-band potesse convenire mordere di più sul perimetro, perché magari avrebbe fatto 40 punti Turner da sotto. La coperta era corta.

Spreafico 16 punti, Jablo 15, M.Villa 11 per la casa; Dojkic 29, Zanda 27 (con 4/7 da 2 e 6/8 da 3), Turner 10 (con 23 rimbalzi) per la trasferta.

PS: ha passato tutto il secondo tempo di fianco a me, in piedi sulla balconata lato ingresso, un vecchio balordo, il quale non trovava di meglio che insultare per tutto il tempo gli arbitri e le avversarie, segnatamente Zandalasini rea di protestare per un paio di chiamate. :alienff:
Nulla che mi scandalizzasse, di per sé, salvo il fatto che l'anziano era accompagnato da due ragazzini di massimo 11 anni, presumibilmente almeno uno suo nipote, i quali, sull'esempio dell'adulto, si producevano anch'essi in contumelie agli arbitri (ovviamente del tutto a caso, non sapendo una cippa del regolamento) e alle avversarie.
Avrei voluto dire al vecchio balordo che il tifo è comprensibile, chi è senza peccato scagli la prima pietra, ma aver educato due bambini all'insulto, anziché ad apprezzare la bellezza del gioco, gli faceva piacere? Solo che ognuno ha diritto a diseducare i nipoti come c... gli pare, quindi ho lasciato perdere.

domenica 10 aprile 2022

Eurolega, finale: collasso Fenerbahce, trionfa Sopron

 Finale di Eurolega: onore a Sopron, prima volta per l'Ungheria sul trono d'Europa. Poteva essere la prima volta per il Fenerbahce (alla quarta finale), ma l'armata turca, padrona di casa, è collassata sotto una pressione evidentemente vissuta male dalle giocatrici-chiave. I 10.000 spettatori, l'appuntamento con la storia (vincere la prima Eurolega per il club davanti al suo pubblico nell'anno senza le russe), eccetera.

Da notare che nel giro di 3 giorni abbiamo visto due reazioni opposte a una situazione simile: Bourges si è caricata giocando davanti al pubblico di casa, il Fener si è afflosciato. Qualche campanello d'allarme era lecito dopo la semifinale, riacciuffata per i capelli dalle istanbulliane; evidentemente stavolta il peso è diventato schiacciante.

Non c'è altra spiegazione a un suicidio di massa come quello commesso dal Fener nel primo quarto: 6 punti segnati, zero nei primi 7 minuti. Un panico generalizzato che si traduceva in palle perse a nastro, apparente incapacità di eseguire movimenti che andassero oltre l'elementare, annebbiamento delle scelte che portava, anziché a semplificarsi la vita cercando soluzioni abbordabili, a complicarsela forzando tiracci che non avevano nessuna possibilità di entrare, in quelle condizioni.
Abbiamo visto nel finale di stagione regolare Schio vivere qualcosa di simile in quel tragico primo quarto da 28-2 proprio per il Fener. Abbiamo visto Venezia giovedì colare a picco sul piano tecnico e psicologico in finale di EuroCup. Era dfficile immaginare di vedere un collasso simile da parte di gente come Iagupova, McBride, Hartley, Sabally, Zahui (soprattutto le prime due); eppure è successo.
Sopron ha fatto il suo, ma nulla di più; un gioco lineare, con Hatar riferimento in area e buone conclusioni dalla media per le esterne (Gabby Williams e Fegyverneky), oltre a surclassare le avversarie nella reattività sulle palle vaganti. Ma sostanzialmente le ungheresi hanno raccolto i cocci dell'auto-frantumazione del Fener. Dopo 6 minuti si era sul 12-0. Poi il primo "gol" di Sabally, ma a fine 1° quarto era 16-6 per Sopron.

In quelle situazioni di blocco mentale collettivo, serve almeno una giocatrice che scacci i fantasmi facendo vedere alle compagne che la partita non è maledetta e si può farcela. Il Fener la trova in Cakir (unica turca entrata in campo; le altre 4? N.e.), che tra fine 1° e inizio 2° quarto dà la scossa, almeno a livello di intensità. Il Fener si mette a difendere meglio. I punti però li devono fare le stars, che rimangono corde di violino ipertese; si sbloccano almeno dalla lunetta vista l'abbondanza di falli fischiati a Sopron (18-13 al 13'30"), ma dal campo continuano ad ammaccare i ferri in un attacco impanicato in cui tutte stanno ferme ad aspettare che chi prende la palla inventi qualcosa. Così le ungheresi pur sbagliando tanto anche loro vanno all'intervallo sul 28-19. Il Fener a metà gara ha 4/17 da 2 e 1/10 da 3; sta a galla solo con l'8/10 ai liberi. Sopron ha 13/36 dal campo, non brillante ma almeno dignitoso.

Nella ripresa si vede una partita più normale. In qualche modo, nella pausa, lo staff turco dev'essere riuscito a calmare le turbolenze delle proprie alfiere, o almeno a fornire qualche direttiva che funzioni. Cakir si mette anche a segnare, attaccando il ferro; pure Iagupova sembra sbloccata (33-32, poi 35-33 al 25'). Il Fener però riesce solo ad avvicinarsi nel punteggio: ogni volta che potrebbe agganciare sbaglia. Così Sopron esce dal momento di difficoltà e mette triple pesanti per ripristinare un vantaggio significativo (45-38 al 30').

L'ultimo quarto si apre con uno scippo di January su passaggio pigro del Fener, concluso in contropiede; roba da deprimersi definitivamente. Invece Zahui con una tripla dà il via a un momento favorevole al Fener, che trova finalmente un paio di canestri facili liberando Iagupova da sotto (55-50 quando mancano ormai solo 4'15"). Torna a farsi sentire Hatar, che insacca da sotto allo scadere dei 24", poi mette un libero (58-52); rianima compagne e pubblico Sabally con una triplazza (58-55 a 2' dalla fine) ma saranno gli ultimi punti delle turche. Infatti in un caotico finale sbagliano Iagupova in entrata e McBride due volte da 3 per il pareggio. Non pessimi tiri ma forse poteva non prenderli lei, vista la serata da incubo. Sopron, quasi incredula, fissa il risultato con un doppio 1/2 ai liberi (60-55) e si gode il trionfo. Clamoroso ma vero. La madre di tutte le vittorie per Sopron; la madre, il padre, il fratello e la sorella di tutte le sconfitte per il Fenerbahce.

Gabby Williams 16 con 7/14 (nominata Mvp), Fegyverneky 12; January 11; Hatar 10 per le vittoriose.
Per le sconfitte, Iagupova chiude a 13 ma con 4/18; Zahui 12; Cakir 11; McBride 2 con 1/10. Di squadra, 32% dal campo per il Fener con 5/26 da 3.

venerdì 8 aprile 2022

Eurolega, semifinali: Fener rimonta, Sopron mena le danze

 La finale di Eurolega è tra Sopron e Fenerbahce. Nelle semifinali all'Ulker Sports Arena d'Istanbul battute rispettivamente Salamanca (74-69) e Praga (83-74) .


Partite combattute. Sopron in realtà comanda sempre, grazie a due quarti-bomba, 45-31. Poi il ritorno di Salamanca ma non basta. Strepitosa la veterana Milovanovic alias Brooks con 27 punti; la perticona Hatar 15 e l'ex napoletana Gabby Williams 13. Per Salamanca, inutilmente più profonda (9 elementi con almeno 11' di utilizzo), solo Copper in doppia cifra (23). Tutto sommato credo sia una sorpresa, questo risultato. E' vero che entrambe erano arrivate seconde nel loro girone, ma Sopron con un 8-6, Salamanca con un 11-3.

Praga, giustiziera di Schio, era a +10 verso la fine del terzo quarto, mica poco. Poi la riscossa turca guidata soprattutto da Amanda Zahui con sorpasso già a inizio ultimo quarto; poco prima era uscita per infortunio a una spalla Conde, elemento-chiave delle ceche. Miglior marcatrice Iagupova (24). Le padrone di casa, con pubblico abbondante a sostegno (spero di trovare da qualche parte il numero) chiudono col 51% dal campo, non facile in una semifinale di Eurolega. Per Praga 22 di Oblak e 21 di Brionna Jones.

giovedì 7 aprile 2022

Eurocup, finale: tracollo Venezia, Bourges l'annichilisce

 Diciamo che così ci sono meno rimpianti per la mancata visibilità su un canale più frequentato... Però giusto per far vedere che esistiamo mi sarebbe piaciuto RaiSport o Sky o Sportitalia, che in fondo sono le emittenti che ci trasmettevano fino a pochi anni fa.


Difficile da commentare, questa finale Bourges-Venezia. In realtà per due quarti era una partita normale. Nel primo, già avanti Bourges ma con Venezia incollata (10-8, 12-10, 14-12), solo alla fine un mini-allungo sul 17-12.
Nel 2° quarto saliva in cattedra Rupert, che dopo 2'30" era già a 11 punti con 5/6 al tiro. Micidiale sia da sotto che da fuori, un'ala grande moderna, tipo Gruda ma con più potenza, direi. Mazzon accennava una zona ma Guapo colpiva dall'angolo con la tripla del +11 (27-16). Reazione di Venezia, che qui aveva ancora un encefalogramma attivo, con Anderson e Thornton (29-24 a 3'30" dall'intervallo).
Qui c'è stata una svolta inattesa: l'infortunio a Duchet, che era stata la miglior marcatrice della semifinale per Bourges. Avveniva in un contatto con Anderson su situazione di contropiede; la giocatrice usciva sorretta dallo staff. L'effetto dell'episodio era l'incattivimento del pubblico, che da lì in avanti avrebbe beccato Anderson ogni volta che toccava palla (e secondo me l'ha mandata fuori giri dal punto di vista mentale); e le francesi reagivano benissimo, riallungando a +11 con Rupert e Guapo. Poi un'attiva Attura (almeno in quel frangente) e due liberi di Michel fissavano il 38-29 all'intervallo.
Insomma un predominio sì di Bourges, ma non irrecuperabile per una Venezia che ne aveva ripresi 16, di punti, a Mersin.

Era impensabile il disastro capitato nella ripresa. Ci vorrebbe un esperto di "scatole nere", quelle dei disastri aerei, per capire come si sia potuta spegnere la luce così totalmente per Venezia, perché 9 punti in 20 minuti sono da record mondiale, almeno a questi livelli. Credo si siano sommati episodi (ad esempio una tripla fortunosa di Hampton sullo scadere dei 24" e qualche erroraccio banale delle straniere di Venezia), che hanno gasato le une e depresso le altre, ed effettivamente una qualità del gioco ben superiore da parte di Bourges, che ha siglato 23 assist contro 8. A un certo punto la Reyer ha smesso di costruire, contro una difesa davvero solida, e si è affidata alle preghiere, ma sono piovuti più cross e mattoni che altro.
Non che Bourges abbia segnato molto, nel 3° quarto, ma con Venezia a quota 1 punto in 8 minuti è bastato mettere qualche canestro e si è spaccata la partita. Direi che sulla correzione al volo di Mann, per il 47-30 a 4'30" dalla fine del periodo, era già finita. Poi ci si è messo anche un antisportivo a Anderson. Era 51-34 a fine terzo quarto. Fa specie che Venezia sia rimasta in magro e digiuno quaresimale anche nell'ultimo periodo, anzi persino a babbo morto e stramorto, quando magari negli ultimi 2 minuti ti lasciano segnare qualcosa per addolcire la pillola. Pazzesco.
74-38 ti fa tornare a casa con poca soddisfazione, temo. Non che fosse meglio perdere di 1 all'ultimo secondo, come lo scorso anno, per il morale; ma almeno lì sai che sul piano agonistico sei stato all'altezza.

Come cifre basta il 12/55 dal campo per Venezia. Purtroppo, come in gara-3 persa da Schio con Praga, va notato il poco o nulla prodotto dalle italiane. Le francesi di Bourges, guidate dall'mvp Rupert (25 con 12/16 al tiro e 8 rimbalzi), hanno totalizzato 50 punti; le italiane di Venezia 14 con 4/25 dal campo. Da notare che mancavano due come Miyem e Yacoubou che sanno giochicchiare, se non ricordiamo male. Chiaro che né Anderson (13 con 5/13) né Ndour (10 con 2/8) né tantomeno Thornton (2 con 1/9) hanno giocato bene, però è un peccato che le nostre giocatrici della Nazionale (discorso che comprende anche Schio; e va sottolineato "della Nazionale" perché l'eccezione è Sottana, che in azzurro non è più) non siano in grado di sopperire se le straniere non fanno i miracoli ogni volta.
Non so dire quanto abbia pesato il fattore ambientale. Certo il pubblico si sentiva, per Venezia non c'era nessuno, battere Bourges in casa sua era impresa ardua, però... nulla che possa spiegare un tracollo del genere, specie per una squadra che era andata a vincere a Valencia ribaltando la differenza-canestri. Forse una serata storta collettiva che ha trascinato tutte in una spirale di errori.

E purtroppo siamo nuovamente ad aggiornare il conto degli anni senza titoli europei per i club italiani. Venezia poteva rompere un digiuno di 14 anni (Schio 2008, Eurocup), invece perde la terza finale in 5 stagioni (o 3 in 4 se eliminiamo quella cassata dal Covid).

martedì 5 aprile 2022

Eurocup, semifinali: Venezia magica rimonta, Bourges in volata

Minchia, Dudù Ndour con la tripla frontale dell'80-77. Ora (pen)ultima azione turca.

Palla a Venezia sul +3. 1/2 ai liberi di Thornton ma tripla siderale di Mersin alias Cukurova. Solo +1 a 5 secondi.

2/2 Ndour, blocco irregolare di Mersin sulla rimessa, altri due liberi per Ndour. E' fatta: 85-80. Venezia in finale per il secondo anno di fila.

"Matadoras" assolute Anderson (25 con 9/17 dal campo) e Thornton (24 con 8/13). In una partita fatta di prodezze individuali, hanno replicato alla batteria di stelle di Mersin finendo per surclassarle. Anderson anche 9 assist. Terzo asso Ndour, 18 punti (5/15 dal campo ma 7/8 ai liberi e la tripla più pesante della partita) e 7 rimbalzi.
Tra le italiane, oscaruccio da attrici non protagoniste per Madera (9) e Attura (8). Poco da Carangelo e Bestagno. Petronyte 3 minuti in campo all'inizio, poi archiviata.
Per Mersin, 23 punti della grande ex Fagbenle, 18 Hayes, 14 Yvonne Turner. Dato pazzesco, le giocatrici turche di nazionalità hanno totalizzato 17 secondi in campo... 
Il coach turcomanno ha utilizzato una rotazione in pratica da 6 elementi più 7 minuti per Zellous: forse così le sue sono arrivate cotte in fondo, dopo il troneggiante inizio.
Grandissima la svolta di Venezia da 9-24 nel 1° quarto a 33-20 (di parziale) nel secondo, totale metamorfosi offensiva.

Non per mettere pressione ma giovedì Venezia avrà il compito storico di riportare in Italia un trofeo continentale dopo 14 anni... meglio non dirlo, vincano per se stesse, senza il peso della storia.


Emozioni a pala anche nell'altra semifinale di EuroCup. Vince Bourges per il tripudio del pubblico casereccio. Il Galatasaray fa l'andatura e sembra scappare via con un +13 a inizio ultimo quarto, con una micidiale Kraijsnik. Bourges ricuce e arriva al sorpasso con una tripla frontale di Duchet a 1'05" dalla fine. L'oro olimpico 3x3 Plum pareggia in arresto e tiro ma, dopo un'azione non finalizzata da Bourges, lei stessa perde palla nel traffico, lancio lungo per Michel che segna in contropiede a -3 secondi il 69-67 della vittoria.


La tascabile e guizzante Duchet è il fattore a sorpresa, 19 punti uscendo dalla panchina. 12 di Hampton e 10 di Mann per le francesi, che tra le 4 finaliste sono quelle che puntano di più sulle "indigene". Michel e Rupert importanti, utile gregaria la veterana Godin che ben ricordiamo dalle nostre parti, pochi sprazzi per Guapo che è giocatrice di culto del 3x3.
Per il Gala, 21 punti di Prugna (Plum) ma a corrente alternata (6/18), la migliore è Kraijsnik, 19 + 12 rimbalzi; anche la mastodonte Evans si è fatta rispettare (13).

Quindi due clamorose volate in cui le compagini turche perdono la bussola nonostante la farcitura di stelle. La finale è tra due squadre a buona componente indigena (soprattutto Bourges) e tutto sommato non dispiace. Forse per Venezia l'accoppiamento col Gala era più difficile sul piano tecnico ma battere Bourges davanti al suo pubblico sarà dura, ça va sans dire, per usare un'espressione francese.