Finale di Eurolega: onore a Sopron, prima volta per l'Ungheria sul trono d'Europa. Poteva essere la prima volta per il Fenerbahce (alla quarta finale), ma l'armata turca, padrona di casa, è collassata sotto una pressione evidentemente vissuta male dalle giocatrici-chiave. I 10.000 spettatori, l'appuntamento con la storia (vincere la prima Eurolega per il club davanti al suo pubblico nell'anno senza le russe), eccetera.
Da notare che nel giro di 3 giorni abbiamo visto due reazioni opposte a una situazione simile: Bourges si è caricata giocando davanti al pubblico di casa, il Fener si è afflosciato. Qualche campanello d'allarme era lecito dopo la semifinale, riacciuffata per i capelli dalle istanbulliane; evidentemente stavolta il peso è diventato schiacciante.Non c'è altra spiegazione a un suicidio di massa come quello commesso dal Fener nel primo quarto: 6 punti segnati, zero nei primi 7 minuti. Un panico generalizzato che si traduceva in palle perse a nastro, apparente incapacità di eseguire movimenti che andassero oltre l'elementare, annebbiamento delle scelte che portava, anziché a semplificarsi la vita cercando soluzioni abbordabili, a complicarsela forzando tiracci che non avevano nessuna possibilità di entrare, in quelle condizioni.
Abbiamo visto nel finale di stagione regolare Schio vivere qualcosa di simile in quel tragico primo quarto da 28-2 proprio per il Fener. Abbiamo visto Venezia giovedì colare a picco sul piano tecnico e psicologico in finale di EuroCup. Era dfficile immaginare di vedere un collasso simile da parte di gente come Iagupova, McBride, Hartley, Sabally, Zahui (soprattutto le prime due); eppure è successo.
Sopron ha fatto il suo, ma nulla di più; un gioco lineare, con Hatar riferimento in area e buone conclusioni dalla media per le esterne (Gabby Williams e Fegyverneky), oltre a surclassare le avversarie nella reattività sulle palle vaganti. Ma sostanzialmente le ungheresi hanno raccolto i cocci dell'auto-frantumazione del Fener. Dopo 6 minuti si era sul 12-0. Poi il primo "gol" di Sabally, ma a fine 1° quarto era 16-6 per Sopron.
In quelle situazioni di blocco mentale collettivo, serve almeno una giocatrice che scacci i fantasmi facendo vedere alle compagne che la partita non è maledetta e si può farcela. Il Fener la trova in Cakir (unica turca entrata in campo; le altre 4? N.e.), che tra fine 1° e inizio 2° quarto dà la scossa, almeno a livello di intensità. Il Fener si mette a difendere meglio. I punti però li devono fare le stars, che rimangono corde di violino ipertese; si sbloccano almeno dalla lunetta vista l'abbondanza di falli fischiati a Sopron (18-13 al 13'30"), ma dal campo continuano ad ammaccare i ferri in un attacco impanicato in cui tutte stanno ferme ad aspettare che chi prende la palla inventi qualcosa. Così le ungheresi pur sbagliando tanto anche loro vanno all'intervallo sul 28-19. Il Fener a metà gara ha 4/17 da 2 e 1/10 da 3; sta a galla solo con l'8/10 ai liberi. Sopron ha 13/36 dal campo, non brillante ma almeno dignitoso.
Nella ripresa si vede una partita più normale. In qualche modo, nella pausa, lo staff turco dev'essere riuscito a calmare le turbolenze delle proprie alfiere, o almeno a fornire qualche direttiva che funzioni. Cakir si mette anche a segnare, attaccando il ferro; pure Iagupova sembra sbloccata (33-32, poi 35-33 al 25'). Il Fener però riesce solo ad avvicinarsi nel punteggio: ogni volta che potrebbe agganciare sbaglia. Così Sopron esce dal momento di difficoltà e mette triple pesanti per ripristinare un vantaggio significativo (45-38 al 30').
L'ultimo quarto si apre con uno scippo di January su passaggio pigro del Fener, concluso in contropiede; roba da deprimersi definitivamente. Invece Zahui con una tripla dà il via a un momento favorevole al Fener, che trova finalmente un paio di canestri facili liberando Iagupova da sotto (55-50 quando mancano ormai solo 4'15"). Torna a farsi sentire Hatar, che insacca da sotto allo scadere dei 24", poi mette un libero (58-52); rianima compagne e pubblico Sabally con una triplazza (58-55 a 2' dalla fine) ma saranno gli ultimi punti delle turche. Infatti in un caotico finale sbagliano Iagupova in entrata e McBride due volte da 3 per il pareggio. Non pessimi tiri ma forse poteva non prenderli lei, vista la serata da incubo. Sopron, quasi incredula, fissa il risultato con un doppio 1/2 ai liberi (60-55) e si gode il trionfo. Clamoroso ma vero. La madre di tutte le vittorie per Sopron; la madre, il padre, il fratello e la sorella di tutte le sconfitte per il Fenerbahce.
Gabby Williams 16 con 7/14 (nominata Mvp), Fegyverneky 12; January 11; Hatar 10 per le vittoriose.
Per le sconfitte, Iagupova chiude a 13 ma con 4/18; Zahui 12; Cakir 11; McBride 2 con 1/10. Di squadra, 32% dal campo per il Fener con 5/26 da 3.
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