Diciamo che così ci sono meno rimpianti per la mancata visibilità su un canale più frequentato... Però giusto per far vedere che esistiamo mi sarebbe piaciuto RaiSport o Sky o Sportitalia, che in fondo sono le emittenti che ci trasmettevano fino a pochi anni fa.
Difficile da commentare, questa finale Bourges-Venezia. In realtà per due quarti era una partita normale. Nel primo, già avanti Bourges ma con Venezia incollata (10-8, 12-10, 14-12), solo alla fine un mini-allungo sul 17-12.
Nel 2° quarto saliva in cattedra Rupert, che dopo 2'30" era già a 11 punti con 5/6 al tiro. Micidiale sia da sotto che da fuori, un'ala grande moderna, tipo Gruda ma con più potenza, direi. Mazzon accennava una zona ma Guapo colpiva dall'angolo con la tripla del +11 (27-16). Reazione di Venezia, che qui aveva ancora un encefalogramma attivo, con Anderson e Thornton (29-24 a 3'30" dall'intervallo).
Qui c'è stata una svolta inattesa: l'infortunio a Duchet, che era stata la miglior marcatrice della semifinale per Bourges. Avveniva in un contatto con Anderson su situazione di contropiede; la giocatrice usciva sorretta dallo staff. L'effetto dell'episodio era l'incattivimento del pubblico, che da lì in avanti avrebbe beccato Anderson ogni volta che toccava palla (e secondo me l'ha mandata fuori giri dal punto di vista mentale); e le francesi reagivano benissimo, riallungando a +11 con Rupert e Guapo. Poi un'attiva Attura (almeno in quel frangente) e due liberi di Michel fissavano il 38-29 all'intervallo.
Insomma un predominio sì di Bourges, ma non irrecuperabile per una Venezia che ne aveva ripresi 16, di punti, a Mersin.
Era impensabile il disastro capitato nella ripresa. Ci vorrebbe un esperto di "scatole nere", quelle dei disastri aerei, per capire come si sia potuta spegnere la luce così totalmente per Venezia, perché 9 punti in 20 minuti sono da record mondiale, almeno a questi livelli. Credo si siano sommati episodi (ad esempio una tripla fortunosa di Hampton sullo scadere dei 24" e qualche erroraccio banale delle straniere di Venezia), che hanno gasato le une e depresso le altre, ed effettivamente una qualità del gioco ben superiore da parte di Bourges, che ha siglato 23 assist contro 8. A un certo punto la Reyer ha smesso di costruire, contro una difesa davvero solida, e si è affidata alle preghiere, ma sono piovuti più cross e mattoni che altro.
Non che Bourges abbia segnato molto, nel 3° quarto, ma con Venezia a quota 1 punto in 8 minuti è bastato mettere qualche canestro e si è spaccata la partita. Direi che sulla correzione al volo di Mann, per il 47-30 a 4'30" dalla fine del periodo, era già finita. Poi ci si è messo anche un antisportivo a Anderson. Era 51-34 a fine terzo quarto. Fa specie che Venezia sia rimasta in magro e digiuno quaresimale anche nell'ultimo periodo, anzi persino a babbo morto e stramorto, quando magari negli ultimi 2 minuti ti lasciano segnare qualcosa per addolcire la pillola. Pazzesco.
74-38 ti fa tornare a casa con poca soddisfazione, temo. Non che fosse meglio perdere di 1 all'ultimo secondo, come lo scorso anno, per il morale; ma almeno lì sai che sul piano agonistico sei stato all'altezza.
Come cifre basta il 12/55 dal campo per Venezia. Purtroppo, come in gara-3 persa da Schio con Praga, va notato il poco o nulla prodotto dalle italiane. Le francesi di Bourges, guidate dall'mvp Rupert (25 con 12/16 al tiro e 8 rimbalzi), hanno totalizzato 50 punti; le italiane di Venezia 14 con 4/25 dal campo. Da notare che mancavano due come Miyem e Yacoubou che sanno giochicchiare, se non ricordiamo male. Chiaro che né Anderson (13 con 5/13) né Ndour (10 con 2/8) né tantomeno Thornton (2 con 1/9) hanno giocato bene, però è un peccato che le nostre giocatrici della Nazionale (discorso che comprende anche Schio; e va sottolineato "della Nazionale" perché l'eccezione è Sottana, che in azzurro non è più) non siano in grado di sopperire se le straniere non fanno i miracoli ogni volta.
Non so dire quanto abbia pesato il fattore ambientale. Certo il pubblico si sentiva, per Venezia non c'era nessuno, battere Bourges in casa sua era impresa ardua, però... nulla che possa spiegare un tracollo del genere, specie per una squadra che era andata a vincere a Valencia ribaltando la differenza-canestri. Forse una serata storta collettiva che ha trascinato tutte in una spirale di errori.
E purtroppo siamo nuovamente ad aggiornare il conto degli anni senza titoli europei per i club italiani. Venezia poteva rompere un digiuno di 14 anni (Schio 2008, Eurocup), invece perde la terza finale in 5 stagioni (o 3 in 4 se eliminiamo quella cassata dal Covid).
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