- Nell'aria frizzanticchia di fine settembre, s'appresta ad iniziare il campionato che catalizza le attenzioni d'un Paese intero. La grande fiera dell'Opening Day è allocata quest'anno alla corte di Schio, che pur detronizzata della Supercoppa (dopo 6 titoli di fila in Italia) è pur sempre la regnante assoluta dell'epoca nostra.
Si riattacca la spina dopo 5 mesi (my gosh, quanti) dalla finale-scudetto del record di pubblico; in mezzo purtroppo una malaugurata spedizione europea della Nazionale, che ha un po' freddato gli entusiasmi, peraltro già smorzati dalla riffa di defezioni estive (Crema, Moncalieri, Lucca), solo in parte colmate dai diritti riacquisiti da Brixia e presi ex-novo dall'Oxygen Roma. Ci rassegniamo dunque al campionato dispari, con una che riposa ogni turno e la classifica con gli asterischi. Nulla di nuovo, peraltro; anzi, credo che dopo l'annata a 10 squadre di qualche tempo fa, non c'è possibilità di star peggio, neanche con questo numero 13 che non è tradizionalmente fra i più simpatici.
- Spunto preliminare: è il campionato del ritorno delle grandi metropoli; per anni si sentiva dire che "per il movimento è indispensabile avere Milano e Roma". Bene, ora le abbiamo, vedremo l'effetto. Che secondo me ci sarà, ma devono esserci aspettative moderate, non è che prima c'era l'inverno e adesso arriva la primavera. Di sicuro, però, non siamo più confinati alle cittadine di provincia, se si considera che Roma, Milano e Bologna sono 3 fra le prime 7 città d'Italia per abitanti; e Venezia e Brescia sono n° 12 e n° 17. La famosissima palla a volo, ok, ha Roma e Milano (che formalmente sarebbe Monza), poi Firenze (3 delle prime 8) ma per il resto non ne ha fra le prime 20.
- Delle tre "superbig" si è già detto in sede di commento alla Supercoppa; inutile adesso prevedere "vince Schio", "vince Bologna", "vince Venezia": per ora si può solo dire che la Reyer parte da un gradino sotto (non foss'altro che per la perdita di Santucci), manca troppo tempo a quando si assegneranno i titoli e mancano eventuali aggiustamenti in corso d'opera. Di sicuro è pressoché impossibile che lo scudetto non vada a una di queste tre.
- E quindi, chi arriva quarto? Mah, intanto provo a dire chi non ci arriva, e cioè S. Martino, Brescia, Faenza, Milano e Battipaglia, con le prime due un gradino sopra le altre tre. Chiaramente è solo una proiezione e non una certezza, considerando ad esempio che Crema lo scorso anno era da retrocessione all'inizio e poi finì ai playoffs. Le Lupe hanno preso una leader affidabile come D'Alie (anche se il tassametro degli anni corre vieppiù), Brescia stavolta sembra aver assemblato un buon quartetto straniero (Garrick su tutte) e con Landi e Tassinari è anche migliorata fra le italiane. Faenza ha rifondato tutto e ha dovuto farlo con economia di risorse (ma c'è Tagliamento; speriamo in un rilancio di Spinelli). Infine le due neopromosse hanno tenuto (soprattutto Milano) il nucleo italiano della promozione (le campane hanno preso Bonasia, le meneghine nessuna) e contano d'aver azzeccato le straniere. Di buono c'è che ne scende solo una, quindi c'è più margine d'errore.
- Le altre 5 potrebbero tutte (non con le stesse probabilità) arrivare quarte in stagione regolare. La storia recente indica che è una posizione aperta a chi sa cogliere l'occasione: vedi Lucca due anni fa, o Sassari lo scorso anno (anche se ambo poi hanno perso al primo turno di playoff, rispettivamente con Ragusa e Geas).
Le più accreditabili sono Sesto e Ragusa, con la differenza che la formazione di Zanotti ha confermato quasi tutte (e ha recuperato Gwathmey, non una da poco), con un ben di dio in play (Dotto, Bestagno, Conti, Arturi) e forse un po' meno a livello di guardie/ali piccole pure (ma c'è Panzera); quella di Lardo ha cambiato quasi tutte (in pratica è rimasta solo Juskaite) con inserimenti italiani di spessore, come Spreafico, Milazzo, Pastrello.
C'hai poi 3 squadre che o hanno cambiato tutte le straniere, o sono proprio nuove di pacca, e allora come fai onestamente a prevedere se la miscela funziona o no? Però dai nomi puoi quantomeno strologare che s'aggireranno in questa fascia tra il quarto e l'ottavo posto.
Sassari, dopo aver stupito, si conferma? Di solito le straniere le sceglie molto bene. Del resto Raca e Kaczmarczyk le si conosce, Joens e Hollingshed hanno un curriculum di rilievo. Con Crudo e Togliani al posto della sola Ciavarella ha anche una rotazione in più fra le italiane e non deve tirare il collo a Carangelo.
Anche Campobasso aveva straniere mica male da sostituire (Parks in primis), però soprattutto Morrison e Kunaiyi-Akpanah dovrebbero garantire un livello simile al 7° posto dello scorso anno; tra le "babies" spazio sicuro per Quinonez, speriamo ce ne sia per Giacchetti dopo il bronzo U16.
A chiudere questa fascia non tricolore ma d'onore, dovrebbe esserci l'Oxygen Roma, la cui prima mission sarà guadagnare seguito in città, dove è l'ultima arrivata e non ha una base societaria e giovanile pascolata negli anni come il Basket e la Stella Azzurra (oltre al fatto che per ora gioca a Guidonia). Il roster però è rispettabile, avendo calamitato chi per vari motivi era libera fra le italiane (Romeo dopo il repulisti a Ragusa; Gilli e Natali dopo il crac di Lucca, ecc.); anche le straniere non dovrebbero essere male (Sventoraite già la si conosce).
- Cristiano Garbin e soci di All-around.net hanno pubblicato una serie d'interviste all'allenatore e a una giocatrice a testa per ognuna delle 13 squadre (per la verità manca Bologna, se non mi sono perso via; immagino provvederanno). Qualcuno è stato più laconico, qualcuno si è prestato meglio a raccontare cose interessanti, ma merita di essere letto tutto quanto. Da segnalare purtroppo una Cinzia Zanotti che lamenta la palude burocratica in cui si è arenato il progetto di nuovo palazzetto a Sesto, indispensabile per poter dare al Geas una dimensione più ampia, anche europea con le coppe.
Nella foto: Ragusa è tra le squadre più rinnovate.
sabato 30 settembre 2023
A1: vigilia della grande fiera; tentativi di ranking; l'ora delle metropoli
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