giovedì 26 settembre 2024

Wnba, playoff, quarti: 2-0 per le favorite, complice la formula. Zanda passa, Clark no (ma spacca nell’audience)

Eravamo rimasti al sogno di uno Zanda vs Clark in semifinale, magari con 1 vs 1 decisivo fra loro allo scadere di gara-5 (…), ma una non può andare oltre un logico ruolo da comprimaria, l'altra ha sbattuto subito contro la rocciosa Connecticut.


- Questo primo turno ha risentito della formulaccia balenga (e poi ci si lamenta di quelle LBF), retaggio probabile dei tempi in cui la Wnba doveva fare economia all'osso e sbrigare le faccende più in fretta possibile. Una serie al meglio delle 3, con le prime due gare in casa della meglio piazzata, è l'anticamera del 2-0 secco. :angry:
E infatti così è andata. Prevedibile il 2-0 di New York (testa #1) sulla #8 Atlanta, qualificata per il rotto della scuffia. In G1 sorprendente (ma stava già facendo buone cose) la tedesca Fiebich con 21 punti, in G2 show di Ionescu (36 + 9 assist), ne fa 20 Jonquel Jones, non deve fare gli straordinari Stewart. Atlanta non va oltre una discreta resistenza in G2; per la nostra Cubaj da notare i 16' con 2 punti e 5 rimbalzi in G1 (complice il lungo "garbage time"), 6' in G2 con tabellino quasi in bianco. Ha potuto così prendere l'aereo di ritorno in Italia dove l'attende un ruolo più consistente nelle vicende stagionali della Reyer.

- A insaporire la serie tra le Linci del Minnesota e le Mercurio di Phoenix c'era, per noi, la presenza di Zanda; per il mondo, la possibile ultima recita di Taurasi prima del ritiro.
In due partite ad alto punteggio, le Lynx hanno mostrato una superiorità nitida, per quanto non schiacciante: 102-95 in G1, con 38 punti di Collier a vanificare i 33 di Nuvola (Cloud) sull'altro fronte; 101-88 in una G2 che vedeva Minnesota assorbire l'inizio a testa bassa di una Phoenix spalle al muro, per poi macinarla alla distanza. Ancora più tonante Collier con 42 punti (record playoff assoluto pareggiato), :woot: travolgendo i 24 di Griner. Taurasi, se è stata la sua ultima partita, chiude con 10 punti e 3/10 al tiro. Zanda fa 2 punti in 6' in G1 (1/1 al tiro) e 0 punti in 6' in G2 (0/3).

- La disfida tra Las Vegas (#4) e Seattle (#5) prospettava più equilibrio, e in parte lo ha offerto, ma non si è usciti dal copione del 2-0. Seattle parte forte in G1 ma si spegne clamorosamente alla distanza, segnando 2 punti nell'ultimo quarto; le campionesse uscenti sorpassano con 21 dell'mvp stagionale Wilson.
In G2 andamento diverso, con le Assi di Las Vegas che vanno subito in gas e non si fanno prendere, sull'ali dei 29 punti di Plum e 24+13 rimba di Wilson. Non bastano 20 della franco-americana Gabby Williams che, sulla via del ritorno in Europa, s'è poi impelagata in una polemica con la "commissioner" Wnba, Engelbert, sulla questione degli stipendi nella Lega.

- Dulcis in fundo, anche amaro è stato il finale per la beniamina d'America, l'atteso debutto nei playoff per Caitlin Clark (insignita nel frattempo del premio di rookie dell’anno, ricevendo tutti i voti disponibili tranne uno) con le sue baldanzose Fever d'Indiana contro Connecticut. La quale non è squadra che rubi l'occhio per il gioco spumante, né allinea personaggi "glamour", ma è tremendamente solida. G1 è a senso quasi unico, con allungo in progressione di Connecticut e spallata finale che stende Indiana (93-69). Devastante l'ex scledense Mabrey (27) appoggiata dalla veterana Bonner (22), mentre Clark, penalizzata da un colpo all'occhio ma anche braccata ferocemente dalla difesa, si ferma a 11 punti con 4/17 al tiro sia pur con 8 assist; non s'è tirata indietro ma non c'era trippa. La guardia DiJonai Carrington, giocatrice-chiave delle Sun, è un mastino in difesa. 21 di Boston e 17 di Mitchell non erano bastevoli.
A quel punto mezz'America sognava la riscossa da film, con Clark che trascina Indiana al pareggio e poi al clamoroso ribaltone in una G3 casalinga da corrida. Ma non andava così, ahilei. Le Fever stavolta sono state caparbie, ribaltando lo svantaggio iniziale e pervenendo al sorpasso all'inizio dell'ultimo quarto, ma l'implacabile Connecticut non si è scomposta, riguadagnando margine nel finale con triple cruciali: 87-81. Gran collettivo, quello delle Sun, con 5 tipe in doppia cifra (di cui Thomas con 19 e Mabrey con 17). Nulla da eccepire, passa la più forte.
Clark dunque non arriva a giocare in ottobre, privilegio della ristretta élite delle semifinaliste, ma esce degnamente, con 25 punti (10/23 al tiro), 6 rimbalzi e 9 assist; il suo incredibile 2024, iniziato che sembra una vita fa, con i records universitari, e poi le finali Ncaa, e poi le schermaglie (delle altre), l’ingresso in Wnba con gli inizi altalenanti, l’esclusione olimpica, l’ascesa prepotente nella seconda parte di stagione, il tutto accompagnato da un seguito che non s’era mai visto.
L’ultimo suo record è televisivo (lo scriviamo in aggiunta, dopo l'uscita dei dati): dopo una gara-1 già notevole (1,84 milioni di media), gara-2 Connecticut-Indiana ha calamitato 2,54 milioni di spettatori medi, primato ogni tempo per la Wnba in pay-tv, +507% rispetto alla media dello stesso turno di playoff dello scorso anno, quasi il triplo delle finali dello scorso anno. :woot: Una certa gelosia, da parte di chi magari la batte sul campo ma attira solo una frazione dell’interesse, si può comprendere. Però di riflesso, cavalcando l’onda ci saranno più danari per tutte. Sperando che si remi dalla stessa parte…

Nella foto: duello tra Clark e la nostra vecchia conoscenza Mabrey, uscita vincitrice.


domenica 22 settembre 2024

La Supercoppa ribadisce che Venezia è la numero 1 ma non boccia Schio senza due straniere

- Per fortuna che c'è il campo. La cappa mefitica e depressiva che ha avvolto la nostra A1 per tutta l'estate (tra le defezioni di Bologna, Ragusa, Roma e il coinvolgimento della Reyer nell'inchiesta ai danni del sindaco-patron Brugnaro) lascia spazio all'aria frizzante di fine settembre e a una Supercoppa più che godibile. In una cornice da 3233 spettatori, per nulla depressa dai triboli dei mesi scorsi, anzi con lo stesso entusiasmo delle radiose giornate lagunari dello scorso maggio.


- Venezia ribadisce la leadership strappata a viva forza alle rivali in una finale scudetto dominata oltre ogni aspettativa; stavolta s'impone di misura ma con l'autorità di chi si sente più forte e può giocare sorniona, senza dannarsi troppo, gestendo un margine mai di sicurezza e tuttavia mai recuperato da Schio, tranne un brevissimo pareggio a metà 3° quarto (51-51). L'unico vantaggio delle Cestariane è stato... sul 2-4 dopo 1'30". Poi c'è stata una serie di mini-spallate lagunari, toccando un +11 verso metà 2° periodo con Kuier e Berkani a imperversare, come se dalla finale scudo fossero passate 48 ore e non 4 mesi.
Dopo aver segnato 37 punti in 14 minuti, le suddite di San Marco hanno avuto un passaggio a vuoto tra fine 2° e inizio 3°, di cui ha approfittato Schio (prima con Bestagno, poi con Verona) per arrivare, come detto, all'aggancio. Ma da lì Venezia ha ricostruito un vantaggio che ha difeso fino in fondo. Sì, sul 79-78 a poco meno di 3', dopo un tecnico a Berkani, poteva ovviamente succedere il ribaltone, ma Schio ha perso la palla del sorpasso e Venezia lì è stata micidiale, come se dicesse "ok, la ricreazione è finita"; e Villa ha servito due assist per Nicolodi, mentre Kuier ha segnato una gran tripla e la difesa ha recuperato palloni: parziale di 8-0 e partita chiusa.

- Alla fine 88-81. Entrambe le squadre curiosamente con un 20/28 in lunetta; ma Venezia tira con oltre il 50%, Schio col 45% e tanto basta a fare la differenza, a fronte di rimbalzi offensivi più o meno pari, e più perse per la Reyer. Kuier 24 punti con 4/7 da 2, 4/5 da 3, 4/4 ai liberi, 33 di valutazione (my gosh); :woot: Berkani 18 con 7/11 al tiro, Villa 8+10 assist, Stankovic 12.
Per le battute, Salaun 22, André 14, Verona 13, Bestagno 10.

- In sintesi, entrambe le squadre, per essere la prima uscita ufficiale della stagione, hanno fatto ampiamente il loro; Venezia ha vinto perché ne aveva di più, con Kuier Berkani ancora smaglianti (e se Kuier ormai è sempre questa, auguri alla concorrenza...), con una Villa intelligente e concreta assist-woman, e una staffetta tra operaie utilissime come Miccoli e Nicolodi. Buona impressione anche da Stankovic; non esaltante ma nemmeno negativa Smalls. Così-così, ma non dannose in un collettivo che funziona, Fassina e Santucci; spunti validi da Pan prima di farsi male (non sappiamo la diagnosi).
Le ex tricolori peraltro non demeritano, e possono essere giudicate solo parzialmente, avendo dovuto fare a meno di metà del pacchetto straniero: Juhasz Dojkic trattenute in America per cause di basket maggiore (così come Cubaj sull'altro fronte, ma il danno era minore). Si consolano con la sensazione di aver trovato un asso in Salaun e ripreso un bel pilastro d'area come André; insipida invece Laksa (nell'occasione, s'intende). Tra la "vecchia guardia" bene Bestagno e Verona, non male Sottana, sottotono Keys.
In prospettiva il sospetto è che, a ranghi completi, ci sia fin troppa abbondanza fra le esterne (l'undicesima e la dodicesima potrebbero essere Panzera e Zanardi...) e un po' meno ben di Dio in area. Ci sarà anche da definire le gerarchie (tante ottime ma chi sono le leaders assolute?), che invece a Venezia sembrano già chiare.

- Ancor più chiaro, anzi lampante, è che, sparita Bologna, per la concorrenza non c'è trippa, quest'anno, salvo imprevedibili cataclismi. Venezia e Schio hanno due squadre a testa, non una. Per l'Umana 11 giocatrici che sarebbero titolari dovunque, per il Famila addirittura 12. Le altre al massimo hanno un quintetto forte e due-tre cambi validi. Ok, gli impegni europei sottrarranno energie, ma anche le due antagoniste più accreditate, Geas e Campobasso, faranno le coppe, quindi nemmeno sotto quell'aspetto possono avvantaggiarsi. Ma l'importante per ora è che ci sia vita dopo l'estate di morte.



sabato 21 settembre 2024

Wnba, fine stagione regolare: sognando una "semi" Zanda-Clark; A'ja e Caitlin macchine da record; il saluto di Taurasi

- Potrebbe essere stata l'ultima partita in carriera (playoff esclusi) per la più grande giocatrice italiana di tutti i tempi. :o: Anche se di italiano, purtroppo per noi, ha solo il passaporto oltre al nome. Troppo forte per diventare nostra ai fini della Nazionale. Diana Taurasi è stata celebrata a Phoenix nella serata di chiusura della regular season Wnba. Peraltro lei ha detto che non è sicura di ritirarsi. E del resto, a differenza di altri campioni dello sport che hanno allungato troppo il brodo fino a sembrare la versione patetica di se stessi, è stata in grado di sfiorare i 15 punti di media a 42 anni, per quanto ovviamente sia in declino rispetto ai tempi d'oro. Ha fatto in tempo a vincere il sesto oro, 6 come le Euroleghe vinte, 3 sono i titoli Nba e quelli Ncaa, infinita la lista di altri premi e records.


Records che mai come quest'anno sono fioccati, in questa stagione Wnba incredibile e memorabile comunque vada a finire. Ha influito anche l'aumento delle partite da 34 a 40, però insomma: record assoluto di punti in una stagione (A'ja Wilson, prima nella storia sopra i 1000 totali; top anche la media, 26.9), record di rimbalzi totali (sempre A'ja), record di media-rimbalzi (Angel Reese, 13.1, non male come exploit per una rookie). E poi c'è la donna-record per eccellenza, Caitlin Clark, che in un solo anno solare, talmente denso che sembra durato come due o tre (nel maschile è impossibile per motivi di calendario), ha fracassato primati in Ncaa e poi in Wnba. Ha vinto la classifica degli assist (8.4 di media), ha riscritto i primati per una matricola (punti, assist, rimbalzi, triple a bersaglio, più una serie infinita di altri micro-records che piacciono tanto agli americani). Ha reso le sue compagne migliori, il che non finisce nel foglio statistico ma è una peculiarità di Clark da sempre.

- Ma soprattutto Clark ha esportato al piano di sopra il fenomeno paranormale della sua popolarità. Dopo la partenza altalenante, che sembrava dar fiato alle trombe degli scettici in buona fede e degli odiatori in malafede, ha finito tra gli osanna generali di chi crede in lei e il silenzio, o le marce indietro imbarazzanti, di chi s'arrabattava a sminuire i suoi prodigi collegiali profetizzando che non se ne sarebbe vista l'ombra fra le "pro".
Ha chiuso con 19.2 punti di media (settima assoluta), 5.7 rimbalzi, 8.4 assist (prima, come detto), giocando tutte e 40 le partite, il che non è banale considerando le sportellate che si è presa fin dall'inizio. Sembra sottile, la ragazza, ma è resistente eccome.
Ma, come quando era al college, l'aspetto tecnico non spiega tutto. E' il carisma magnetico, la capacità di creare intorno a sé un clima di evento speciale, di festa popolare, a prescindere dai risultati (che poi peraltro sono arrivati, nella seconda parte di stagione); nulla che si possa creare a tavolino e infatti, pur con tutte le superstars che la Wnba ha avuto e tutti i mezzi di cui gli americani sono capaci, non c'erano minimamente andati vicino.
Nell'ultima di "regular", tanto per mettere la ciliegia sulla torta, 20.711 anime si sono presentata alla Capital One Arena di Washington, record nella storia della lega. E come sempre, la maggioranza era lì per lei. Che peraltro ha giocato poco e senza guizzi (8 punti in 20'), com'è normale quando c'è da preservarsi in vista dei playoff, senza posizioni da guadagnare o perdere. Ma poco cambia: chi va a vederla, evidentemente, esce sempre con la sensazione di aver assistito a qualcosa di speciale. Altrimenti non c'è spiegazione, perché non s'è mai visto nulla di simile, se non negli ultimi anni di Jordan. Ma qui stiamo parlando di una donna di 22 anni, non di una divinità del basket maschile che aveva già mietuto titoli e collezionato miracoli da leggenda.
Ha detto Nancy Lieberman, fra le più grandi giocatrici del passato e ora commentatrice tv: "Voglio solo dirti grazie, Caitlin Clark, per aver innalzato il nostro sport, come Tiger Woods, come Michael Jordan. Dovremmo celebrarla, non odiarla né sopportarla. Ai miei tempi pregavamo per avere l'attenzione mediatica di oggi. E ora si sta realizzando".
Impossibile prevedere quanto durerà tutto ciò, ma intanto grazie, Signore Iddio che tante volte ci hai fatto soffrire con la tua evidente malevolenza verso il basket femminile, per averci concesso di vivere tutto ciò, prima di chiudere gli occhi per sempre. :amen:

- Peraltro potrebbe esserci poco spazio per sogni e favole, nei playoff. Per quanto riguarda Clark e le sue Fever, s'intende. La formula, evidente retaggio dei tempi di vacche magre della Wnba in cui bisognava chiudere tutto in fretta e spendendo il meno possibile, prevede che gara-1 e gara-2 si giochino in casa della meglio classificata, il che significa che la peggio piazzata deve vincerne almeno una in trasferta per non andare subito in vacanza; se ce la fa, in compenso, ha la "bella" in casa. Se la nostra LBF inventasse una roba del genere, sarebbe crocifissa qui sul forum. :angry:
Quindi Indiana, sesta, se la vedrà con Connecticut, terza. Squadra non particolarmente "glamour", ma che ha gente solida come DeWanna Bonner, Alyssa Thomas, Brionna Jones e l'ex scledense Marina Mabrey. Sulla carta meglio delle ruspanti di Indiana, molto migliorate da inizio stagione ma finora quasi mai in grado di sgambettare le "bigs".
Se per quasi miracolo Caitlin e le sue ce la facessero, chi ci sarà probabilmente in semifinale? Le Linci del Minnesota della nostra Zandalasini, testa di serie #2, che affronta Phoenix della succitata Taurasi e di Bribrì Griner, settime senza troppa gloria finora. Zanda, a proposito, ha chiuso con 4.6 punti in 12.2 minuti, cifre da gregaria com'è normale, però sempre impiegata (40 partite su 40), insomma un ruolo dignitoso.
Ai playoff c'è anche l'altra nostra portacolori, Lorela Cubaj, che ha fatto registrare 1.2 punti in 7.9 minuti, entrando in 28 gare su 40. Con l'ottavo (e ultimo) posto in griglia (strappato in volata su Washington e Chicago rimasta orfana di Angel Reese), probabile che finisca tutto in fretta contro la #1 New York di Stewart e Ionescu. Buon per Venezia... Meno buono per Schio visto che Dojkic gioca proprio a New York mentre Juhasz a Minnesota e quindi salvo imprevisti andranno avanti ancora parecchio...

Caitlin Clark sulla copertina della storica rivista "Slam".


sabato 14 settembre 2024

Indagine sui followers Instagram (cestiste & altri sport)

Ho effettuato nei giorni scorsi, come un anno fa, un "censimento" dei followers Instagram delle principali cestiste italiane, a scopo di confronto con le stars di altre nazioni e con le starlettes italiane di altri sports. Per chi avevo censito anche lo scorso anno c'è il confronto a 12 mesi di distanza per valutare il trend di crescita.


Chiaramente Instagram è solo uno dei tanti socials esistenti, ma credo che sia il più adatto per un confronto omogeneo, in quanto pressoché tutte le sportive di alto livello hanno il loro profilo.

Orbene, per quanto concerne le cestiste italiane mi risultano queste le tops 20:

- Zandalasini 68.200 followers (+200 dallo scorso anno)
- M. Villa 26.400 (+7.500)
- Sottana 21.900 (+900)
- Tagliamento 15.600 (-800)
- Cubaj 12.100 (+0)
- D'Alie 10.700 (dato 2023 n.d.)
- Keys 8.770 (+1.054)
- Gilli 7.425 (dato 2023 n.d.)
- Pan 7.109 (+452)
- Santucci 6.933 (+169)
- Panzera 6.075 (dato 2023 n.d.)
- E. Villa 5.581 (dato 2023 n.d.)
- Madera 5.045 (dato 2023 n.d.)
- Verona 4.749 (+406)
- Orsili 4.342 (+42)
- M.Fassina 3.892 (+328)
- André 3.708 (+151)
- Trucco 3.173 (+220)
- Gianolla 3.130 (dato 2023 n.d.)
- Spreafico 2.357 (+265)

Sintesi: Zanda sempre l'unica con un seguito di livello internazionale. Altre 5 superano la soglia di 10.000 che è considerata quella minima per monetizzare (ma non sono esperto al riguardo). M.Villa quella che risulta aver avuto l'incremento più massiccio, e del resto è logico perché è l'unica che abbia vissuto negli ultimi 12 mesi un evento importante tale da metterla sotto i riflettori al di fuori della nicchia (il draft Wnba ovviamente).
Per le altre aumentini fisiologici nella crescita generale di Instagram (Tagliamento però scende, nonostante la generosità con cui si mostra (è arrivata a quasi 1.500 posts contro i 370 di Zanda, per dire).

E iniziamo i confronti, a partire dalle cestiste internazionali:

- Angel Reese 4,1 milioni (+2 mln)
- Caitlin Clark 2,9 milioni (+2,1 mln)
- Paige Bueckers 2,0 milioni (dato 2023 n.d.)
- Cameron Brink 1,3 milioni (dato 2023 n.d.)
- Sabrina Ionescu 1,3 milioni (+500.000)
- A'ja Wilson 1,2 milioni (+500.000)
- Brittney Griner 755.000 (+33.000)
- Breanna Stewart 429.000 (+98.000)
- Satou Sabally 257.000 (dato 2023 n.d.)
- Marine Johannès 181.000 (+62.000)
- Emma Meesseman 76.600 (+19.400)

Sintesi: un altro pianeta rispetto alle nostre (il che non sorprende). Reese qui domina su Clark, che però ha avuto l'aumento più possente. Ecco, gli aumenti sono ancora più notevoli nel confronto con le nostre che ristagnano. Parliamo di crescite, se fate i conti della percentuale, del 25-30-50% o addirittura di più. Un vero boom, tra vetrina olimpica per alcune e botto mediatico per le giovani-meraviglia tra Ncaa e Wnba.

E veniamo al confronto con sportive italiane di altre discipline (non è una classifica sistematica, ho solo preso quelle che mi sono venute in mente):

- Bebe Vio (scherma paralimpica) 1,3 milioni (dato 2023 n.d.)
- Camila Giorgi (tennis - appena ritirata) 731.000 (+2.000)
- Barbara Bonansea (calcio) 661.000 (-13.000)
- Dorothea Wierer (biathlon) 607.000 (-5.000)
- Paola Egonu (pallavolo) 591.000 (+119.000)
- Sofia Goggia (sci) 589.000 (+64.000)
- Jasmine Paolini (tennis) 458.000 (dato 2023 n.d.)
- Alessia Orro (pallavolo) 392.000 (+210.000)
- Sofia Raffaeli (ginn. ritmica) 282.000 (+198.000)
- Miriam Sylla (pallavolo) 277.000 (+125.000)
- Letizia Paternoster (ciclismo) 263.000 (dato 2023 n.d.)
- Alice D'Amato (ginn. artistica) 251.000 (dato 2023 n.d.)
- Federica Brignone (sci) 232.000 (+20.000)
- Cristiana Girelli (calcio) 227.000 (+1.000)
- Nadia Battocletti (atletica) 160.000 (dato 2023 n.d.)
- Benedetta Pilato (nuoto) 154.000 (+64.000)
- Simona Quadarella (nuoto) 153.000 (+18.000)
- Larissa Iapichino (atletica) 123.000 (+32.000)

Sintesi: tutta gente che ha un'esposizione mediatica di livello nazionale, cioè anche fuori dalla cerchia degli appassionati della propria disciplina. Gli incrementi maggiori sono ovviamente per chi ha appena avuto una vetrina olimpica di spicco (mi manca il confronto sul 2023 per Battocletti, D'Amato e Paolini ma sono sicuro che si sono impennate).

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Considerazione finale: se speriamo di recuperare il divario con qualche "grande risultato", campa cavallo, perché lo standard dello sport italiano, attualmente, è altissimo. C'è gente che vince medaglie olimpiche, fa finali del Grande Slam, eccetera.
Ciò nonostante, meglio di adesso si può fare anche senza bisogno di miracoli. Oggidì la popolarità social delle protagoniste è un veicolo di diffusione per la disciplina, più efficace (almeno presso il pubblico meno vetusto) di quanto possano fare i media tradizionali o gli enti che gestiscono lo sport.

venerdì 13 settembre 2024

Pedrazzi annuncia addio al microfono

 Alice Pedrazzi annuncia che non sarà più commentatrice tv:


In postazione di commento, ho imparato ad entrare in punta di piedi dentro ad un gesto tecnico che per molti anni è stato mio, ma che non lo era più.
In postazione di commento, ho imparato a guardare con sacro rispetto il sudore ed il talento di altri.
In postazione di commento, ho imparato a maneggiare con cura i sacrifici altrui.
Commentare una partita non è solo conoscere il gioco, le regole, le statistiche, le storie di giocatori e giocatrici, società e tecnici. Tutte condizioni indispensabili, ma non sufficienti.
Commentare una partita è entrare con la propria voce dentro a momenti che sono di altri, è entrare dentro alla storia di atleti e società.
In postazione di commento, ho cercato - dal 2009 ad oggi - di usare il maggior rispetto possibile per il sudore, il lavoro e le emozioni di chi era in campo, maneggiandoli come oggetti preziosi e delicatissimi.
E’ stata, ed è, una passione infinita. Molto prima e molto più che un lavoro.
Che ho sempre cercato di fare con tutto il meglio di me stessa: studiando per notti intere e ore ed ore prima di ogni partita, rivivendo sulla pelle emozioni, paure e difficoltà. Non giudicando, ma provando a spiegare.
E’ stato un viaggio bellissimo, quello iniziato nell’estate del 2009, con RaiSport, tra campionati maschili e femminili, infinite sfide, finali scudetto, Mondiali ed Europei.
Un viaggio che non avrei mai deciso di interrompere se non per un amore altrettanto grande, che mi porta - se possibile - ancora più vicino a quel rettangolo di legno per me da sempre sacro: il campo.
La promozione in serie A1 delle Giraffe del BCC Derthona Basket, una soddisfazione profonda ed intensa, mi porta, per correttezza, trasparenza e rispetto di ruoli e responsabilità, a togliermi quella cuffia che tanto amo.
Voglio ringraziare con tutto il cuore Raisport, per la fiducia e la stima che mi ha dimostrato negli anni, e tutti i professionisti con cui, nel tempo, ho avuto l’onore di condividere questo bellissimo cammino, molti dei quali - oggi - sono amici anche a telecamere spente.
Il mio grazie più sincero va a Max Mascolo, sempre presente, con ruoli ogni giorno più importanti, diventato in questi bellissimi anni amico sincero, al mai dimenticato Franco Lauro, con il quale ho fatto la mia prima telecronaca al Taliercio di Mestre - a Mauri Fanelli, per il lunghissimo tratto di strada fatto insieme e per ciò che è stato ed è anche ben lontano dal parquet e a tutti i tanti giornalisti che in questi lunghi anni ho incontrato in postazione di commento.
Raisport sarà sempre nel mio cuore.
E chissà, magari quello di oggi è solo un arrivederci.

mercoledì 11 settembre 2024

Premi Reverberi & Oscar di Lega '23/24

Premi Reverberi 2024

- Matilde Villa miglior italiana
- Carlotta Zanardi miglior giovane U22
- Mazzon miglior allenatore

Oscars di Lega '23/24

- Matilde Villa miglior italiana
- Awak Kuier miglior straniera
- Arianna Arado miglior giovane
- Zanotti miglior allenatrice

In entrambi i casi un'incongruenza: se Villa è la migliore in assoluto, in teoria sarebbe anche la miglior giovane in entrambi i premi.
Ma è comprensibile nella logica distributiva dei premi. Abbiamo fatto così anche al torneo misto di Binzago, in luglio: N'Guessan avrebbe sbancato tutto, top scorer-mvp-miglior giovane, ma si è dato solo un premio a testa. -_-
In sostanza LBF non dà 2 premi nella stessa edizione, quindi Villa no perché è già mvp italiana; inoltre non dà lo stesso premio per 2 volte (almeno quello di miglior giovane) quindi no Zanardi che è stata miglior giovane lo scorso anno e no Quinonez che lo è stata nel '22. Una scelta per esclusione, quella di Arado.

Bene i premi di A2: Attura per il girone Ovest e Nori per quello Est. 

Intanto  Isabel Hassan ha sbancato la votazione sul sito Fiba come mvp assoluta delle competizioni giovanili dell'estate; terza M. Villa. Dato che era a votazione popolare possiamo sorprendentemente dire che dall'Italia è stato espresso un seguito massiccio

martedì 10 settembre 2024

Zanda attacca e la Lega risponde (privatamente)

In un'intervista al magazine sportivo online "L'Ultimo Uomo", autrice Giorgia Bernardini (che già segnalammo lo scorso anno come scrittrice del romanzo "Area piccola" ambientato nel basket femminile), Cecilia Zandalasini parla, fra l'altro, della delusione per la chiusura della Virtus, e delle magagne della Lega, rievocando una carenza di palloni in un Opening Day [peraltro questa parte successivamente è stata rimossa, pare in seguito a precisazioni da parte di LBF] e in generale l'incapacità di sfruttare personaggi come lei per promuovere il movimento.

Nei giorni successivi, risulta che LBF abbia mandato ai suoi associati una lettera di replica a Zanda. C'è scritto che non risponderanno pubblicamente a Zandalasini perché i "j'accuse" della medesima si basano su informazioni lacunose e presupposti incoerenti.

Nello specifico, la questione della mancanza di palloni all'Opening Day sarebbe infondata (il problema si era verificato oltre due settimane prima), mentre a fronte della lamentela sulla scarsa azione di LBF per spingere il movimento, si fa presente che la stessa Zanda si è spesso negata a operazioni di comunicazione.
"Zandalasini sarà convinta che qualcuno in Lega la odi, la realtà è che è molto difficile sviluppare sentimenti verso qualcuno con cui non è riuscito, purtroppo, nemmeno a dialogare", è la chiosa. Firmato Protani.

domenica 8 settembre 2024

Finali giovanili 3x3: doppietta Venezia e sorpresa Frascati

A Lignano Sabbiadoro, Frascati completa l'opera e dopo aver eliminato due favorite come Costa e Venezia vince lo scudo U14 nel 3x3 battendo Firenze in finale.

Il quartetto campione è: Carrarini, Nguindjel, Catalano, Grelli.
Firenze era arrivata in finale con una clamorosa "dupla" (= tripla, ma qui vale 2) all'ultimo secondo, su rimbalzo offensivo, dopo che Pordenone aveva rimontato e pareggiato. Palla scagliata più che tirata, con l'avversaria addosso, che entra perfettamente allo scadere.

Nei giorni scorsi aveva fatto doppietta la Reyer Venezia: in U18 battendo in finale il Sistema Rosa Pordenone (E. Zuccon, D'Este, Ruzza e Franchini il poker vittorioso), in U16 anche qui ai danni del Sistema Rosa (Salva, Sablich, S. Zuccon e Gecchele le campionesse).

Credo che questi scudi contino come quelli ufficiali 5x5 e dunque la Reyer sale notevolmente nella classifica storica.

martedì 3 settembre 2024

Ancora sul confronto passato-presente

L'articolo di giornale da me postato ieri sera serviva a mostrare come la percezione intorno al movimento femminile sia sempre stata pessimista se non addirittura catastrofica. Si lamentavano gli stessi problemi di adesso con gli stessi toni di adesso, quindi: o la situazione allora era uguale, oppure a quei tempi esageravano, oppure si esagera adesso.


Per quanto riguarda alcuni parametri di confronto:

- il numero dei partecipanti nell'88/89 era 16, adesso 11, che è senza dubbio insoddisfacente, ma non è che "più squadre ci sono = meglio è", penso che il numero ideale oggi sarebbe 14 e in effetti c'eravamo fino a due anni fa. La pallavolo femminile ne ha 14 e il calcio femminile addirittura solo 10, quindi non è tanto un problema di scarso numero di squadre, quanto del fatto che ci si è arrivati per colpa delle rinunce. Meglio nell'88/89, quindi, però come si legge (e non è percezione ma realtà) c'erano problemi di defezioni e crac societari anche allora.

- presenze nelle coppe: come quantità quest'anno mi risulta che siamo al massimo storico, 6 squadre. Nell'88/89 se non erro eravamo a 1 in Coppa Campioni + 4 in Ronchetti. Chiaramente la qualità di allora non ce l'abbiamo adesso, perché a quei tempi eravamo il miglior campionato d'Europa. Questo lo abbiamo sempre detto anche qui.

- il numero di tesserate è sempre stato segnalato anche qui come il problema più grave rispetto ad allora. Ma quando qualcuno racconta che ai tempi eravamo come la pallavolo adesso, dice balle. Arrivammo a 40.000, forse 50.000 come picco storico, restando comunque una nicchia del maschile. La pallavolo attualmente ha 300.000 tesserate e ha reso il maschile una nicchia del femminile, da questo punto di vista.

- capacità di produrre giocatrici di livello internazionale & risultati nazionale: attualmente abbiamo 2 giocatrici in WNBA più una terza appena scelta al draft. Non mi pare sia una catastrofe rispetto al passato, anzi. Il paragone con l'88/89 è impossibile per quanto riguarda la WNBA (che non esisteva) ma la nazionale non faceva granché meglio di adesso, per cui vedo casomai un divario netto nel livello delle straniere, le quali erano il top assoluto dell'epoca, dato che noi eravamo quelli che pagavano di più.

- presenza televisiva: mah, non ricordo se il campionato fosse trasmesso regolarmente sulla Rai; mi ricordo a metà anni '90 una differita pomeridiana infrasettimanale nel Pomeriggio Sportivo di Rai3, che non era da sputarci sopra (anzi), però i riflettori erano tutti per il maschile già allora. Nell'ultima stagione abbiamo avuto, se non altro, una dozzina di partite su RaiSport, meglio del nulla delle due stagioni precedenti.

- spettatori nei palazzetti: ecco, qui ho un dato oggettivo da fornire, sulla stagione 1988/89 (vedi allegato) ed è la prova che quando si racconta di grandi folle che gremivano festose i nostri impianti, si sta contando favole (salvo poche piazze). L'articolo infatti smentisce che si arrivi a 1000 spettatori di media, anzi dice: questi dati, che sono pure bassi, sono persino gonfiati da alcuni.
Guardate ad esempio il povero Nonino, faceva 100 spettatori di media. Nelle ultime stagioni almeno 300 di media venivano. Milano quest'anno pochi? Sì, ma non è che la Grande Milano di Zanotti e compagne (finaliste scudetto) tirassero folle immense...
Si tenga conto che avevamo il miglior campionato del mondo ai tempi. Nonostante tutto quel po' po' di giocatrici, venivano poche centinaia di persone a vederle. Come se ci fossero Breanna Stewart, Caitlin Clark e compagnia ma non venisse nessuno. Cosa commenteremmo oggi? Che siamo delle capre nel marketing, incapaci eccetera.



lunedì 2 settembre 2024

Il catastrofismo c'era anche nel 1989

Allego un articolo d'archivio che può spiegare perché, pur senza essere soddisfatto di come stanno le cose (sarei soddisfatto solo se il basket femminile fosse lo sport nazionale, puoi valutare la differenza rispetto alla realtà...), non credo alle eterne cassandre che gracchiano "siamo morti", "spariremo entro 5 anni, anzi due", "abbiamo toccato il fondo e possiamo solo scavare", eccetera eccetera. Per il semplice motivo che è l'ennesima, ciclica, perenne ripetizione di mantras (plurale di mantra) che si sentono da sempre nel femminile.

Questo articolo è di Superbasket e risale all'estate 1989, oggi considerata l'età dell'oro in cui eravamo felici e tutto andava bene, il basket femminile era popolare, ecc. ecc.

Vediamo che qui si parla di:
- troppe società che spariscono
- costi insostenibili
- colpo gravissimo all'immagine del movimento
- media spettatori sconsolante
- dirigenti poco capaci, che non sanno gestire né programmare
- campionato inappetibile per gli sponsor

Si può negare che siano esattamente le stesse cose che abbiamo letto e ripetuto fino all'ossessione quest'estate, dopo la defezione della Virtus?

Ripeto, mai negherei i problemi attuali del femminile, ma l'operazione di evocare un passato felice, in cui il femminile era solido e popolare, rispetto al quale saremmo drasticamente decaduti, per colpa d'imbecilli in malafede che hanno rovinato un giardino fiorito trasformandolo in deserto, è un imbroglio.