Eravamo rimasti al sogno di uno Zanda vs Clark in semifinale, magari con 1 vs 1 decisivo fra loro allo scadere di gara-5 (…), ma una non può andare oltre un logico ruolo da comprimaria, l'altra ha sbattuto subito contro la rocciosa Connecticut.
- Questo primo turno ha risentito della formulaccia balenga (e poi ci si lamenta di quelle LBF), retaggio probabile dei tempi in cui la Wnba doveva fare economia all'osso e sbrigare le faccende più in fretta possibile. Una serie al meglio delle 3, con le prime due gare in casa della meglio piazzata, è l'anticamera del 2-0 secco.
E infatti così è andata. Prevedibile il 2-0 di New York (testa #1) sulla #8 Atlanta, qualificata per il rotto della scuffia. In G1 sorprendente (ma stava già facendo buone cose) la tedesca Fiebich con 21 punti, in G2 show di Ionescu (36 + 9 assist), ne fa 20 Jonquel Jones, non deve fare gli straordinari Stewart. Atlanta non va oltre una discreta resistenza in G2; per la nostra Cubaj da notare i 16' con 2 punti e 5 rimbalzi in G1 (complice il lungo "garbage time"), 6' in G2 con tabellino quasi in bianco. Ha potuto così prendere l'aereo di ritorno in Italia dove l'attende un ruolo più consistente nelle vicende stagionali della Reyer.
- A insaporire la serie tra le Linci del Minnesota e le Mercurio di Phoenix c'era, per noi, la presenza di Zanda; per il mondo, la possibile ultima recita di Taurasi prima del ritiro.
In due partite ad alto punteggio, le Lynx hanno mostrato una superiorità nitida, per quanto non schiacciante: 102-95 in G1, con 38 punti di Collier a vanificare i 33 di Nuvola (Cloud) sull'altro fronte; 101-88 in una G2 che vedeva Minnesota assorbire l'inizio a testa bassa di una Phoenix spalle al muro, per poi macinarla alla distanza. Ancora più tonante Collier con 42 punti (record playoff assoluto pareggiato),
- La disfida tra Las Vegas (#4) e Seattle (#5) prospettava più equilibrio, e in parte lo ha offerto, ma non si è usciti dal copione del 2-0. Seattle parte forte in G1 ma si spegne clamorosamente alla distanza, segnando 2 punti nell'ultimo quarto; le campionesse uscenti sorpassano con 21 dell'mvp stagionale Wilson.
In G2 andamento diverso, con le Assi di Las Vegas che vanno subito in gas e non si fanno prendere, sull'ali dei 29 punti di Plum e 24+13 rimba di Wilson. Non bastano 20 della franco-americana Gabby Williams che, sulla via del ritorno in Europa, s'è poi impelagata in una polemica con la "commissioner" Wnba, Engelbert, sulla questione degli stipendi nella Lega.
- Dulcis in fundo, anche amaro è stato il finale per la beniamina d'America, l'atteso debutto nei playoff per Caitlin Clark (insignita nel frattempo del premio di rookie dell’anno, ricevendo tutti i voti disponibili tranne uno) con le sue baldanzose Fever d'Indiana contro Connecticut. La quale non è squadra che rubi l'occhio per il gioco spumante, né allinea personaggi "glamour", ma è tremendamente solida. G1 è a senso quasi unico, con allungo in progressione di Connecticut e spallata finale che stende Indiana (93-69). Devastante l'ex scledense Mabrey (27) appoggiata dalla veterana Bonner (22), mentre Clark, penalizzata da un colpo all'occhio ma anche braccata ferocemente dalla difesa, si ferma a 11 punti con 4/17 al tiro sia pur con 8 assist; non s'è tirata indietro ma non c'era trippa. La guardia DiJonai Carrington, giocatrice-chiave delle Sun, è un mastino in difesa. 21 di Boston e 17 di Mitchell non erano bastevoli.
A quel punto mezz'America sognava la riscossa da film, con Clark che trascina Indiana al pareggio e poi al clamoroso ribaltone in una G3 casalinga da corrida. Ma non andava così, ahilei. Le Fever stavolta sono state caparbie, ribaltando lo svantaggio iniziale e pervenendo al sorpasso all'inizio dell'ultimo quarto, ma l'implacabile Connecticut non si è scomposta, riguadagnando margine nel finale con triple cruciali: 87-81. Gran collettivo, quello delle Sun, con 5 tipe in doppia cifra (di cui Thomas con 19 e Mabrey con 17). Nulla da eccepire, passa la più forte.
Clark dunque non arriva a giocare in ottobre, privilegio della ristretta élite delle semifinaliste, ma esce degnamente, con 25 punti (10/23 al tiro), 6 rimbalzi e 9 assist; il suo incredibile 2024, iniziato che sembra una vita fa, con i records universitari, e poi le finali Ncaa, e poi le schermaglie (delle altre), l’ingresso in Wnba con gli inizi altalenanti, l’esclusione olimpica, l’ascesa prepotente nella seconda parte di stagione, il tutto accompagnato da un seguito che non s’era mai visto.
L’ultimo suo record è televisivo (lo scriviamo in aggiunta, dopo l'uscita dei dati): dopo una gara-1 già notevole (1,84 milioni di media), gara-2 Connecticut-Indiana ha calamitato 2,54 milioni di spettatori medi, primato ogni tempo per la Wnba in pay-tv, +507% rispetto alla media dello stesso turno di playoff dello scorso anno, quasi il triplo delle finali dello scorso anno.
Nella foto: duello tra Clark e la nostra vecchia conoscenza Mabrey, uscita vincitrice.





